as rioma merda

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Offline DajeLazioMia

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Re:as rioma merda
« Risposta #5760 il: 13 ſet 2017, 14:03 »
Paolo Franci fatte li caxxetti tua.
Grazie.
Eusebio grandissimo allenatore e Salah a Defrel je spiccia casa.
Non scherziamo.

Online BruceGrobbelaar

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Re:as rioma merda
« Risposta #5761 il: 13 ſet 2017, 14:07 »
Paolo Franci fatte li caxxetti tua.
Grazie.
Eusebio grandissimo allenatore e Salah a Defrel je spiccia casa.
Non scherziamo.
Paolo Franci persona ok perchè è un fan dei DEVO  :beer:

Offline hafssol

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music won't save you
Re:as rioma merda
« Risposta #5762 il: 13 ſet 2017, 14:18 »
Leggevo che l'ultima partita in CL l'hanno vinta 2 anni fa.

13 partite fa.

Da 4 partite non segnano.

Gli va bene che ora gli tocca il Qarabaq, così hanno una chance di aggiornare la statistica.
Per quanto non dimenticherei le loro prestazioni maiuscole nelle due gare con il Bate Borisov.... 
:meow: :meow:  :asrm

Offline Rugiule

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Re:as rioma merda
« Risposta #5763 il: 13 ſet 2017, 15:03 »
Questo va bloccato, disinnescato, subito.
Sappiamo come fare  8)

Online paolo71

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Re:as rioma merda
« Risposta #5764 il: 13 ſet 2017, 15:40 »
Roma, la precisazione di Dzeko: «Nessuna critica a Di Francesco»
Roma, la precisazione di Dzeko: «Nessuna critica a Di Francesco»
© Bartoletti

Dopo la partita con l'Atletico Madrid il centravanti bosniaco aveva dichiarato di sentirsi solo sul fronte offensivo


tranquilli c'ha già pensato er trigorriere...

Offline inquisitor

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Re:as rioma merda
« Risposta #5765 il: 13 ſet 2017, 16:01 »
Altro che stracci, bisogna blindare assolutamente Di Francesco...

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Giancarlo Dotto per Dagospia

James Pallotta non sa di calcio, ma sa di uomini (e di stadi). Gli basta sfiorare con il suo pollice bostoniano una superficie umana per capire se è di cartapesta. Quando si tratta di stregoni da panchina o di bipedi calcianti tende a fidarsi. Salvo poi diffidare di chi si fida. Gli basta poco per rovesciare il binocolo.
James ha dalla sua l’entusiasmante brutalità del rullo compressore. Che si chiamino Rudi Garcia, Walter Sabatini o le decine di dirigenti italiani o yankee passati per Trigoria, James quando è l’ora ti schiaccia come un brufolo prima che diventi purulento. Non si fa il segno della croce, o forse sì, prima di spianare l’equivoco.
Nel mirino ora, dopo la gita all’Olimpico, c’è già il buon Eusebio. Tanto più appassionato quanto più inadeguato. Pallotta ne sta decifrando l’inadeguatezza. E mica perché l’abruzzese gioca il 4-3-3 piuttosto che il 3-5-2. Da vero cacciatore di teste e di qualunque cosa, il boss fiuta l’inconsistenza tremula di chi gli si para davanti. Ne misura la pochezza dei suoni e l’opacità dei lampi. I balbettii spacciati per grida.
Non solo lui, a dire il vero. Il guaio per l’onesto Difra è che a misurare l’inconsistenza del leader cominciano, e non da ieri sera, i calciatori, lupi di terra e di mare abituati a confrontarsi con sciamani a cazzo eternamente dritto come Spalletti, Guardiola, Mourinho.  Gente come Dzeko, Nainggo, Strootman, lo stesso De Rossi, in cuor suo, onesto, leale, capace di mentire qualche volta al mondo, mai a se stesso.

Il rigetto dei calciatori è una sentenza. Non c’è scampo. Ricordate Zeman? Quando fu chiaro che stava portando la Roma allo sfascio con le sue cocciute stravaganze, smisero di giocare. Ricordate Rudi Garcia? Quando cominciò a mostrarsi debole, sazio e distratto da altro, fu sfrattato prima ancora che lui potesse rendersene conto.
Nulla di subdolo o riprovevole. Questa è la parte sana dei calciatori. Rigettano chi non sta dalla loro parte o chi non ha abbastanza bastone carismatico per abbassarne la cresta. Il calcio lo fanno i calciatori. Il rigetto dei calciatori è l’anticorpo che salva una squadra. Se Pallotta imparasse a fidarsi solo di loro o di se stesso, anche quando si tratta di pallone, dovrebbe decidere oggi stesso di chiedere scusa a Di Francesco e rimandarlo in contesti più adeguati dove tentare tutta la chirurgia necessaria per cambiare maschera, voce e storia.

Ci è riuscito Allegri, l’allenatore meno carismatico del pianeta, perché non dovrebbe riuscirci lui? Ci sono tutti, ma proprio tutti, gli elementi per capire già qui e ora che questa Roma, la Roma umiliata dall’Atletico (un giorno vi racconterò la vera storia del mitologico Alisson da Porto Alegre a Trigoria), costretta a difendersi come una minus habens, e prima ancora dall’Inter con l’alibi della mala sorte e dall’Atalanta con quello della buona sorte, deve cambiare all’istante il suo conducator prima che sia troppo tardi. 

Mi risulta stupefacente come, a questi livelli, i livelli di un club come la Roma, non ci si renda conto di come la prima qualità da perlustrare di un candidato sia la sua dote carismatica. Il magnete. Che può diffondersi da quattro fonti primarie, la sua storia, il suo volto, la sua voce, la sua inclinazione a giocare anche perversamente o follemente il ruolo del capo. Prendi Guardiola e Zidane (storia più volto, più voce).

Prendi Mourinho (stoffa, tenebra e perversione da leader). Prendi Ancelotti (la sua storia). Prendi Spalletti (volto, voce, stoffa e follia da leader).  Così Conte (aggiungi la storia). Prendi il loco Bielsa o lo stesso Zeman (vedi Spalletti). Prendi Klopp (tutto meno che la storia, meno folle, maniacale e perverso degli altri, ma straripante e messianico abbraccio che ti porta per definizione verso terre promesse). Non prendi Allegri. E’ la Juve il suo carisma.

Prendi Di Francesco. Prova ad accostarlo a un aggettivo subliminale. Non ne trovi uno. Zero. Ragazzo splendido a farci un picnic in una banda di boy scout, ma zero carisma, zero follia, zero perversione. Faccia buia e voce chioccia. Non è lupo e non è lampo. Non è suono. Le sue comunicazioni pubbliche sono strazianti. Ci dicono: “Voi pensate che io non sia all’altezza? Il guaio è che il primo a pensarlo sono io...”.

E così prova a confondersi facendo la voce grossa. Ma è voce che non passa. Non è mai un titolo Eusebio. Non è mai un esclamativo. Non è mai, porca miseria, un dubbio: “ma questo è un genio o un cretino?”. Zero enigmi con Difra. Dalle sua parti non latita mai una domanda appena inquietante. Non passa con noi, come volete che passi con la scafatissima banda che dovrebbe governare? Passare da Spalletti a Difra è come passare da Yul Brinner a Cecco Adinolfi

La unica forza è anche, a oggi, la sua definitiva debolezza. La sua idea di calcio. La Roma degli ultimi  trentacinque anni, da Liedholm a Spalletti, passando per Eriksson, Zeman, Luis Enrique, Garcia, tra estasi e frane, ha sempre avuto una sua identità di gioco. Ha innamorato e straziato, ma sempre riconoscibile. Questa di Difra è una squadra senza identità e senza nerbo.

Con l’unica risorsa che è l’orgoglio dei suoi campioni. Che non ci stanno a perdere. A Bergamo e contro l’Atletico la Roma si è aggrappata poveraccia allo specchio in frantumi della sua identità per salvicchiare una vittoria e un pareggio mai così mortificanti. Dov’è finito il suo calcio fluido e musicale? Nainggo, Strootman e Dzeko erano uomini squadra nel coro di Spalletti, esecutori di uno spartito. In questa Roma sono piccoli, frustratissimi titani che lottano solitari contro il mondo. Ingabbiati in un calcio che non porta da nessuna parte e non lascia altro che fatica e bava alla bocca.   

Online Dissi

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Re:as rioma merda
« Risposta #5766 il: 13 ſet 2017, 16:03 »
Roma, la precisazione di Dzeko: «Nessuna critica a Di Francesco»
Roma, la precisazione di Dzeko: «Nessuna critica a Di Francesco»
© Bartoletti

Dopo la partita con l'Atletico Madrid il centravanti bosniaco aveva dichiarato di sentirsi solo sul fronte offensivo


tranquilli c'ha già pensato er trigorriere...




- io solo ? tutto ciò che fa eusebio mi trova d'accordo !!

Online umanoide69

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Re:as rioma merda
« Risposta #5767 il: 13 ſet 2017, 16:25 »
Altro che stracci, bisogna blindare assolutamente Di Francesco...

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Giancarlo Dotto per Dagospia

[...]

Detto fra noi: mamma mia che schifo.
Noi ci lamentiamo e a ragione dei "nostri" pennivendoli ma è proprio vero che a Roma la cornice è marcia un po' ovunque.

Online COLDILANA61

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Re:as rioma merda
« Risposta #5768 il: 13 ſet 2017, 16:34 »
Dotto chi ? Quello di piccioni che cacano o quello di Iturbe ?

Io non gli farei scrivere neanche un bigliettino di auguri al capitone .

Online Drake

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Re:as rioma merda
« Risposta #5769 il: 13 ſet 2017, 16:47 »
Dotto chi ? Quello di piccioni che cacano o quello di Iturbe ?

Io non gli farei scrivere neanche un bigliettino di auguri al capitone .
Lascia fa', dotto ha pienamente ragione quando auspica un Rocco Siffredi allenatore delle merde.

Giancarlo Dotto per Dagospia
Rigettano [..] chi non ha abbastanza bastone carismatico

Offline inquisitor

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Re:as rioma merda
« Risposta #5770 il: 13 ſet 2017, 16:48 »
Detto fra noi: mamma mia che schifo.
Noi ci lamentiamo e a ragione dei "nostri" pennivendoli ma è proprio vero che a Roma la cornice è marcia un po' ovunque.
Sono d'accordissimo. Però, per loro iattura e per nostra fortuna, questi maestri del pensiero della pasta e fagioli romanista hanno spesso sponda nella loro società (demmerda) a differenza della nostra (sia benedetto sor Claudio...).
Sappiamo bene che Di Francesco è una nostra garanzia di un loro fallimento, quindi bisogna tenere duro e parlarne bene, almeno tra di noi. Metti che abboccano...
Re:as rioma merda
« Risposta #5771 il: 13 ſet 2017, 17:12 »
Ma prima o poi ce la racconta la storia de AllisonMoyet?

Offline spook

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Re:as rioma merda
« Risposta #5772 il: 13 ſet 2017, 17:54 »
Io affiancherei ad Eusebio il capitone come coach motivazionale. E poi vuoi mettere la potenza dei suoi "Aho'" urlati dalla panchina ad arbitri e giocatori?

Online Dissi

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Re:as rioma merda
« Risposta #5773 il: 13 ſet 2017, 17:58 »
Io affiancherei ad Eusebio il capitone come coach motivazionale. E poi vuoi mettere la potenza dei suoi "Aho'" urlati dalla panchina ad arbitri e giocatori?

il beota sarà prossimamente (in un tempo ragionevolmente breve, spero) l'allenatore degli scatarri

e sarà festa, segnatevelo

Online Bambino

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Re:as rioma merda
« Risposta #5774 il: 13 ſet 2017, 18:07 »
il beota sarà prossimamente (in un tempo ragionevolmente breve, spero) l'allenatore degli scatarri

e sarà festa, segnatevelo

l'intervista a geco è stata molto eloquente..

-vi manca uno come tytty?

mi manca salah che è andato via e naingollan che lo scorso anno giocava più avanti, vicino a me...

come a dire sti cazzi de totti, era un panchinaro...

ahahahahah..

Online Drake

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Re:as rioma merda
« Risposta #5775 il: 13 ſet 2017, 18:26 »
l'intervista a geco è stata molto eloquente..

-vi manca uno come tytty?

mi manca salah che è andato via e naingollan che lo scorso anno giocava più avanti, vicino a me...

come a dire sti cazzi de totti, era un panchinaro...

ahahahahah..
Che sulla stampa è magicamente diventato: mi manca totti ma anche salah.

Offline Precisione

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Re:as rioma merda
« Risposta #5776 il: 13 ſet 2017, 18:42 »
CALCIO. D'ALEMA: LA ROMA? SENZA SPALLETTI LOTTA PER LA SALVEZZA

Nonostante "un grandissimo portiere" come Alisson ha dimostrato di essere ieri sera in Roma-Atletico Madrid, la squadra giallorossa "non ha gioco" e quest'anno e' destinata semplicemente "a lottare per la salvezza". Parola di Massimo D'Alema, da sempre tifoso della Roma. L'ex premier partecipa, insieme a Gianni Letta, alla presentazione del libro di Angelo Petrella 'Operazione levante'. Prima di iniziare l'incontro pubblico, D'Alema si intrattiene con Letta e l'autore. E si parla di calcio. D'Alema esprime tutto il suo scetticismo sulla Roma e quando Letta e Petrella tessono le lodi dell'Inter allenata da Spalletti, l'ex ministro degli Esteri scuote la testa: "Gia', noi ce lo siamo fatto portare via...".
Re:as rioma merda
« Risposta #5777 il: 13 ſet 2017, 19:32 »
Ma tutto questo scetticismo da parte dei riommici da dove viene?
Ma che so scesi sul pianeta Terra? Se so sgonfiate le mongolfiere?
Non va bene. Daje ... un bel 5-0 col Verona e tutto torna a posto.

 :) :) :)    :asrm

Online Ranxerox

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Re:as rioma merda
« Risposta #5778 il: 13 ſet 2017, 19:53 »
Altro che stracci, bisogna blindare assolutamente Di Francesco...

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Giancarlo Dotto per Dagospia

James Pallotta non sa di calcio, ma sa di uomini (e di stadi). Gli basta sfiorare con il suo pollice bostoniano una superficie umana per capire se è di cartapesta. Quando si tratta di stregoni da panchina o di bipedi calcianti tende a fidarsi. Salvo poi diffidare di chi si fida. Gli basta poco per rovesciare il binocolo.
James ha dalla sua l’entusiasmante brutalità del rullo compressore. Che si chiamino Rudi Garcia, Walter Sabatini o le decine di dirigenti italiani o yankee passati per Trigoria, James quando è l’ora ti schiaccia come un brufolo prima che diventi purulento. Non si fa il segno della croce, o forse sì, prima di spianare l’equivoco.
Nel mirino ora, dopo la gita all’Olimpico, c’è già il buon Eusebio. Tanto più appassionato quanto più inadeguato. Pallotta ne sta decifrando l’inadeguatezza. E mica perché l’abruzzese gioca il 4-3-3 piuttosto che il 3-5-2. Da vero cacciatore di teste e di qualunque cosa, il boss fiuta l’inconsistenza tremula di chi gli si para davanti. Ne misura la pochezza dei suoni e l’opacità dei lampi. I balbettii spacciati per grida.
Non solo lui, a dire il vero. Il guaio per l’onesto Difra è che a misurare l’inconsistenza del leader cominciano, e non da ieri sera, i calciatori, lupi di terra e di mare abituati a confrontarsi con sciamani a cazzo eternamente dritto come Spalletti, Guardiola, Mourinho.  Gente come Dzeko, Nainggo, Strootman, lo stesso De Rossi, in cuor suo, onesto, leale, capace di mentire qualche volta al mondo, mai a se stesso.

Il rigetto dei calciatori è una sentenza. Non c’è scampo. Ricordate Zeman? Quando fu chiaro che stava portando la Roma allo sfascio con le sue cocciute stravaganze, smisero di giocare. Ricordate Rudi Garcia? Quando cominciò a mostrarsi debole, sazio e distratto da altro, fu sfrattato prima ancora che lui potesse rendersene conto.
Nulla di subdolo o riprovevole. Questa è la parte sana dei calciatori. Rigettano chi non sta dalla loro parte o chi non ha abbastanza bastone carismatico per abbassarne la cresta. Il calcio lo fanno i calciatori. Il rigetto dei calciatori è l’anticorpo che salva una squadra. Se Pallotta imparasse a fidarsi solo di loro o di se stesso, anche quando si tratta di pallone, dovrebbe decidere oggi stesso di chiedere scusa a Di Francesco e rimandarlo in contesti più adeguati dove tentare tutta la chirurgia necessaria per cambiare maschera, voce e storia.

Ci è riuscito Allegri, l’allenatore meno carismatico del pianeta, perché non dovrebbe riuscirci lui? Ci sono tutti, ma proprio tutti, gli elementi per capire già qui e ora che questa Roma, la Roma umiliata dall’Atletico (un giorno vi racconterò la vera storia del mitologico Alisson da Porto Alegre a Trigoria), costretta a difendersi come una minus habens, e prima ancora dall’Inter con l’alibi della mala sorte e dall’Atalanta con quello della buona sorte, deve cambiare all’istante il suo conducator prima che sia troppo tardi. 

Mi risulta stupefacente come, a questi livelli, i livelli di un club come la Roma, non ci si renda conto di come la prima qualità da perlustrare di un candidato sia la sua dote carismatica. Il magnete. Che può diffondersi da quattro fonti primarie, la sua storia, il suo volto, la sua voce, la sua inclinazione a giocare anche perversamente o follemente il ruolo del capo. Prendi Guardiola e Zidane (storia più volto, più voce).

Prendi Mourinho (stoffa, tenebra e perversione da leader). Prendi Ancelotti (la sua storia). Prendi Spalletti (volto, voce, stoffa e follia da leader).  Così Conte (aggiungi la storia). Prendi il loco Bielsa o lo stesso Zeman (vedi Spalletti). Prendi Klopp (tutto meno che la storia, meno folle, maniacale e perverso degli altri, ma straripante e messianico abbraccio che ti porta per definizione verso terre promesse). Non prendi Allegri. E’ la Juve il suo carisma.

Prendi Di Francesco. Prova ad accostarlo a un aggettivo subliminale. Non ne trovi uno. Zero. Ragazzo splendido a farci un picnic in una banda di boy scout, ma zero carisma, zero follia, zero perversione. Faccia buia e voce chioccia. Non è lupo e non è lampo. Non è suono. Le sue comunicazioni pubbliche sono strazianti. Ci dicono: “Voi pensate che io non sia all’altezza? Il guaio è che il primo a pensarlo sono io...”.

E così prova a confondersi facendo la voce grossa. Ma è voce che non passa. Non è mai un titolo Eusebio. Non è mai un esclamativo. Non è mai, porca miseria, un dubbio: “ma questo è un genio o un cretino?”. Zero enigmi con Difra. Dalle sua parti non latita mai una domanda appena inquietante. Non passa con noi, come volete che passi con la scafatissima banda che dovrebbe governare? Passare da Spalletti a Difra è come passare da Yul Brinner a Cecco Adinolfi

La unica forza è anche, a oggi, la sua definitiva debolezza. La sua idea di calcio. La Roma degli ultimi  trentacinque anni, da Liedholm a Spalletti, passando per Eriksson, Zeman, Luis Enrique, Garcia, tra estasi e frane, ha sempre avuto una sua identità di gioco. Ha innamorato e straziato, ma sempre riconoscibile. Questa di Difra è una squadra senza identità e senza nerbo.

Con l’unica risorsa che è l’orgoglio dei suoi campioni. Che non ci stanno a perdere. A Bergamo e contro l’Atletico la Roma si è aggrappata poveraccia allo specchio in frantumi della sua identità per salvicchiare una vittoria e un pareggio mai così mortificanti. Dov’è finito il suo calcio fluido e musicale? Nainggo, Strootman e Dzeko erano uomini squadra nel coro di Spalletti, esecutori di uno spartito. In questa Roma sono piccoli, frustratissimi titani che lottano solitari contro il mondo. Ingabbiati in un calcio che non porta da nessuna parte e non lascia altro che fatica e bava alla bocca.

Ma solo a me pare un articolo scritto da uno psicologicamente disturbato?
Re:as rioma merda
« Risposta #5779 il: 13 ſet 2017, 20:58 »
Ma solo a me pare un articolo scritto da uno psicologicamente disturbato?
E' semplicemente riommico ... comunque utilizza pure il sinonimo che preferisci!  :) :) :)
 

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