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La Lega Pro crivellata di penalizzazioni

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Offline NEMICOn.1

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Re:La Lega Pro crivellata di penalizzazioni
« Risposta #20 il: 17 Apr 2015, 10:36 »
Secondo me era più logico fare 4 gironi da 15 squadre con una promozione diretta e basta ...meno partite, più campanilismo e più incassi

Online bak

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Re:La Lega Pro crivellata di penalizzazioni
« Risposta #21 il: 05 Mag 2015, 15:45 »
Sepolti sotto una montagna di debiti

di FRANCESCO SAVERIO INTORCIA
ROMA - L'insostenibile leggerezza del pallone di periferia è testimoniata dall'affollamento del suo cimitero sportivo: 107 squadre di provincia sparite dal 2000 a oggi, seppellite da una montagna di debiti. Il piccolo mondo della serie C ha cambiato nome, mutato formula, lanciato lo streaming gratuito di tutte le sue partite sul web. Ma anche adesso che si chiama Lega Pro, che ha una divisione unica e ha ridotto i club in lizza, resta un torneo in cui è difficile arrivare a fine mese, figurarsi a fine stagione. Ci sono i calciatori del Savoia che non vedono uno stipendio da mesi e hanno inscenato plateali forme di protesta, come quella di allenarsi in strada, fuori dallo stadio. Quelli del Monza, in ritiro prima di una partita importante, hanno imparato a fare la spesa e cucinarsi la pasta da soli. Il Barletta, invece, per trovare acquirenti alla società è arrivato a dare la procura a un capo ultrà.

Quando la classifica la scrive il giudice. Se il caso-Parma ha scosso la serie A e costretto la Lega al mutuo soccorso per salvare la faccia al campionato, in Lega Pro la crisi dei club è qualcosa di perfettamente ordinario, un male necessario e inestirpabile, con riflessi evidenti sui destini sportivi. Basta dare un occhio alle classifiche dei tre gironi: 16 club sono stati sanzionati per irregolarità amministrative e ritardi nei pagamenti, e le penalizzazioni, che oscillano di concerto con i gradi della giustizia sportiva, ammontano a 49 punti. In questo momento, almeno: erano arrivate a 64 prima degli sconti in appello. Il Novara era in testa al suo girone, con un piede in B, quando si è visto togliere 8 punti per inadempienze negli stipendi ed è scivolato al quarto posto, a metà aprile. Non ha smesso di vincere, ha riacquistato 5 punti in appello, è tornato in corsa per la promozione diretta. Tutto in due settimane, in pieno rush finale. La Reggina, invece, prima è retrocessa per una penalizzazione di 12 punti, poi è stata rianimata dalla Corte d'Appello che gliene ha restituiti 10, mentre il presidente Foti è in procinto di vendere il club a imprenditori calabresi emigrati in Australia.

Se la Crisi Football Club fosse una squadra reale, con i suoi 49 punti lotterebbe anche quest'anno per i play-off. Il dato è impressionante perché quella in corso è la prima stagione dopo la riforma. Non più due categorie (C1 e C2, poi Prima e Seconda Divisione), una drastica riduzione dei club a 60 unità (erano 90 nei quadri originari). Il vecchio sistema era insostenibile: la C2/Seconda Divisione, in particolare, più che avamposto del professionismo, era diventata una terra di nessuno. Facile approdarvi dalla D con una squadra dilettantistica, ancor più facile sparire nel giro di un anno o due. Tagliati i rami secchi, la nuova Lega Pro doveva essere virtuosa, esaltare il suo lato migliore: il torneo dei campanili, dei piccoli grandi derby, delle realtà imprenditoriali legate al territorio. A questi livelli, il calcio non si fa con i soldi di tv e sponsor, e i ricavi al botteghino non bastano mica a coprire i costi. In serie C, il calcio si nutre ancora dei baiocchi del presidente, della sua famiglia, della sua azienda.

Il caso Pergocrema. La fotografia del declino parte dall'alto: il presidente della Lega Pro Mario Macalli è stato appena squalificato per sei mesi. Per il Tribunale federale nazionale, ha violato i doveri di "lealtà, probità e correttezza", fondamento del codice di giustizia sportiva. Niente male per uno che è alla guida dal '97, è vicepresidente federale ed è stato decisivo nell'elezione di Carlo Tavecchio.

La sentenza, pronunciata il 29 aprile, si riferisce al caso Pergocrema. Clamoroso, a raccontarlo. Il Pergocrema è un club fallito nel giugno 2012. Ma non uno qualsiasi. E' la squadra di Crema, la città di Macalli. Il quale dal febbraio 2011 ha cominciato a registrare quattro marchi di possibili altri nuovi club riconducibili alla città (Pergocrema, Pergocrema 1932, Pergolettese e Pergolettese 1932). E quando il Pergocrema è sparito, Macalli ha concesso l'uso di uno dei propri marchi (Pergolettese 1932) al presidente del Pizzighettone, che ha trasferito la squadra a Crema e le ha cambiato nome. Tutto questo mentre il vecchio club, come poi ha denunciato l'ex presidente Sergio Briganti, si vedeva negare ad aprile e maggio 2012, poche settimane prima del crac, un versamento di 256mila euro dalla stessa Lega Pro. Soldi dovuti come tranche dei diritti tv.

Il quadro che emerge è curioso: se la Lega di A si è mossa in blocco per salvare il Parma, in Lega Pro il presidente ha  "di fatto stabilito chi dovesse svolgere l'attività calcistica nella città di Crema". Sul piano penale, Macalli è stato rinviato a giudizio, il gup di Firenze l'ha prosciolto dall'accusa di abuso d'ufficio. Sul piano sportivo, la giustizia è stata meno clemente, anche se la sentenza è solo di primo grado e per il momento gli ha evitato di lasciare l'incarico: un giorno in più di inibizione e sarebbe scattata la decadenza. Imbarazzi? Dimissioni? Macché. La Lega Pro è abituata a superare piccoli incidenti: l'assemblea di dicembre ha bocciato il bilancio, una folta e agitata minoranza chiede da mesi una nuova seduta per sfiduciare Macalli e andare al voto. E' ancora lì che aspetta, ingabbiata da una melina di rinvii e carte bollate.

Un milione bruciato ogni anno. Quanto costa fare un campionato di Lega Pro? E, soprattutto, quanto ci rimettono i soci proprietari? L'ultimo report della Figc disponibile è del 2014, antecedente dunque la riforma dei campionati e basato solo sui bilanci disponibili. Il fatturato medio è di 3,1 milioni, i costi si aggirano sui 4,2 a stagione. Questo vuol dire che, in media, ogni squadra brucia 1,1 milioni a campionato, un tesoro sproporzionato al valore della produzione (che pure presenta un trend recente in crescita). Inoltre i debiti sono pari all'86% del fatturato.

Pagare gli stipendi, più che un dovere, è un'impresa. Il rapporto fra il costo del personale tesserato e il fatturato netto è al 78%. Secondo gli ultimi dati disponibili della Figc, l'ingaggio medio di un calciatore di terza serie sfiora i 25mila euro annui lordi (24.910), contro i 76mila di uno di B e i 258mila di uno di A (una media poco fedele, che non racconta la sperequazione fra top player da 12 milioni lordi annui e umili comprimari). Ma in serie A gli incassi dalle tv sono praticamente uguali al monte ingaggi - entra un miliardo di diritti, esce un miliardo di stipendi - e ogni club ha una certezza, all'inizio del campionato, sull'ammontare della sua fetta di torta. In C, invece, i ricavi da stadio sono la voce principale del bilancio, assai modesta. Tranne rare eccezioni virtuose, si resta aggrappati ai contributi che arrivano dall'alto, alle briciole che piovono dal tavolo. Nessuno sa con certezza a inizio stagione su quali cifre potrà contare e su quando verranno corrisposte. Andare in sofferenza finanziaria, ritrovarsi con la cassa vuota, è un'evenienza frequente, come dimostra l'ondata di segni "meno" nelle classifiche. Secondo la Federcalcio, negli ultimi 30 anni sono sparite 162 squadre professionistiche: una in A (il Torino, neopromosso e non ammesso nel 2005), 8 in B, 153 in C, di cui 21 in Campania, la regione più colpita. Ma nella Spoon River son rappresentate anche Toscana (19), Puglia (16), Sicilia (14), Lombardia (13), la virtuosa Emilia-Romagna (13). L'equazione, più che geografica, è demografica: le regioni più popolose sono quelle che hanno proiettato fra i professionisti il maggior numero di club e, di conseguenza, che hanno pianto il maggior numero di fallimenti. Il pallone annaspa in provincia senza fare questioni di latitudine.


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Online Pomata

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Re:La Lega Pro crivellata di penalizzazioni
« Risposta #22 il: 05 Mag 2015, 16:54 »
quando le diceva Lotito ste cose tutti a prendere per il cul.o e pure indignati

Online klacco

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Re:La Lega Pro crivellata di penalizzazioni
« Risposta #23 il: 06 Mag 2015, 00:26 »
Io sarei dell'idea di considerare sacro il numero di squadre di ogni torneo (18 la A, 22 la B, 15 la lega pro in tre gironi) e poi, a prescindere dall'esito dei ricorsi, mantenere a fine stagione il numero aumentando o diminuendo promozioni e/o retrocessioni.

Offline NEMICOn.1

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Re:La Lega Pro crivellata di penalizzazioni
« Risposta #24 il: 06 Mag 2015, 01:02 »
La B a 22 fu una condizione che venne accettata per la serie A a 20 squadre e comunque questi due campionati più o meno sono combattuti alla fine ... lo scandalo è la lega Pro con gironi da 20 squadre con 1 sola promozione
Re:La Lega Pro crivellata di penalizzazioni
« Risposta #25 il: 06 Mag 2015, 09:39 »
Giusto per la cronaca c'è il piccolo particolare che nel processo penale per il fallimento del Pergocrema è stato dichiarato il non luogo a procedere per Macalli, i fondi dei diritti tv che la Lega Pro doveva versare erano stati bloccati dagli avvocati dell'Aic con un procedimento d'urgenza a causa di stipendi arretrati dei calciatori.
La questione delle penalizzazioni è invece più antipatica, in un certo senso si falsa il campionato a monte quando vengono iscritte società non solvibili, e a valle quando i risultati ottenuti impiegando giocatori che non dovevano essere ingaggiati causano alterazioni della classifica.
La riduzione delle squadre sarà inevitabile, in Lega Pro, se non c'è la proprietà che copre le spese, servirebbero dai 5 ai 10 mila spettatori per mantenere una squadra in attività senza la spada di damocle del fallimento ma questi numeri sono al momento attuale fantascienza per quasi tutte le squadre, l'abolizione del vincolo a vita ha poi tolto da anni quel po' di mercato che ravvivava le finanze della fu Serie C , questo quadro trova l'associazione calciatori totalmente impreparata, incapace da una parte di tutelare gli assistiti e velleitaria quando cerca di mantenere alto il numero delle squadre per aumentare i posti di lavoro a disposizione. 
La conclusione non può essere che per un territorio non è obbligatorio fare calcio professionistico se non c'è un seguito degno del campionato che si vuole disputare, questo perché la mutualità a pioggia invece di essere usata per uno sviluppo armonico e sistemico è diventata una droga per soddisfare gli appetiti di dirigenti senza scrupoli.

Online bak

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Re:La Lega Pro crivellata di penalizzazioni
« Risposta #26 il: 22 Mag 2015, 09:12 »
Lega Pro, altro ribaltone nel girone C: il Savoia va in D, la Reggina ai playout

Il Collegio di Garanzia dello Sport del Coni ha accolto il ricorso del club calabrese riassegnando i 2 punti tolti dalla giustizia federale. Così cambia la griglia playout

Un altro ribaltone in Lega Pro, stavolta nel girone C. Il Collegio di Garanzia dello Sport del Coni ha accolto il ricorso del Reggina, riconsegnandole i 2 punti tolti dalla giustizia federale. Una decisione che stravolge la griglia playout del raggruppamento meridionale.

il derby — Infatti, con questa sentenza, adesso la Reggina non è più ultima, mentre sul fondo della classifica scivola il Savoia che è così retrocesso in Serie D. La Reggina sale al penultimo posto e si giocherà domenica la partita di andata dei playout contro il Messina. Gara uno sarà Reggina-Messina, martedì alle ore 17.

gasport

Offline Maremma Laziale

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Re:La Lega Pro crivellata di penalizzazioni
« Risposta #27 il: 22 Mag 2015, 10:48 »
Immagino che il Savoia non rimarrà con le mani in mano...
Un capolavoro.

Online bak

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Re:La Lega Pro crivellata di penalizzazioni
« Risposta #28 il: 22 Mag 2015, 11:40 »
Lega Pro, il Coni restituisce tre punti alla Pro Piacenza: cambiano i playout

Il Collegio di Garanzia dello Sport del Coni ha accolto ricorso degli emiliani, riducendo la penalizzazione da 8 a cinque punti. Le sfide salvezza, nell’andata di sabato, saranno Savona-Gubbio e Pro Piacenza-Forlì

Clamorosa sentenza in Lega Pro. Il Collegio di Garanzia dello Sport del Coni ha accolto ricorso della Pro Piacenza (difesa dall’avvocato Cesare Di Cintio), riducendo la penalizzazione da 8 a 5 punti, che risaliva a circa un anno fa, per la posizione irregolare di un calciatore schierato nella stagione 2013-2014, quando la squadra emiliana vinse il campionato di serie D. In questo modo, la Pro Piacenza sale a quota 40 punti in classifica e, quindi, a tre giorni dall’inizio dei playout, cambia la griglia del girone B. Le sfide salvezza, nell’andata di sabato, saranno Savona-Gubbio e Pro Piacenza-Forlì.

 Nicola Binda
Re:La Lega Pro crivellata di penalizzazioni
« Risposta #29 il: 14 Lug 2015, 18:50 »
Continua la decimazione in Lega Pro, fallite  anche Varese Venezia e Reggina, chissà se riusciranno a fare i tre gironi. 

Offline Maremma Laziale

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Re:La Lega Pro crivellata di penalizzazioni
« Risposta #30 il: 14 Lug 2015, 21:32 »

Online Brixton

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Re:La Lega Pro crivellata di penalizzazioni
« Risposta #31 il: 14 Lug 2015, 21:52 »
Il Venezia credo sia la terza volta che fallisce in pochi anni. Come cazzarola fanno... boh.

Ovviamente il problema del calcio italiano è Lotito.
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Offline robylele

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Re:La Lega Pro crivellata di penalizzazioni
« Risposta #32 il: 14 Lug 2015, 22:58 »
pare che la Reggina stia già pensando di fare la maglia bandiera dei -16.   :|

Online bak

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Re:La Lega Pro crivellata di penalizzazioni
« Risposta #33 il: 15 Lug 2015, 19:51 »
Varese, Venezia e Reggina non hanno presentato le fidejussioni.
Non iscritte

Offline Maremma Laziale

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Re:La Lega Pro crivellata di penalizzazioni
« Risposta #34 il: 16 Lug 2015, 09:14 »

Online hafssol

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Re:La Lega Pro crivellata di penalizzazioni
« Risposta #35 il: 16 Lug 2015, 09:29 »
http://www.corriere.it/sport/cards/non-c-solo-parma-venezia-monza-dramma-calcio-che-sparisce/non-solo-parma_principale.shtml

"vulnus sociali che abbisogneranno di anni di cura"....ma come scrivono questi?

Peraltro, se squadre come Reggina e Venezia ripartiranno dalla Serie D, sarà come una semplice retrocessione di una serie, peraltro con tutte le possibilità di riprendere il percorso sportivo più forti di prima, vedi il Padova che dopo un anno di D è tornato dov'era poco più di un anno fa.
Ormai questi sono fallimenti pilotati, che finiscono sempre per convenire a qualcuno, altro che ripartire dalla terza categoria! Altro che vulnus!

Online Valon92

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Re:La Lega Pro crivellata di penalizzazioni
« Risposta #36 il: 16 Lug 2015, 09:41 »
Perché non è approfittano per ridurre il numero di squadreeeee
Re:La Lega Pro crivellata di penalizzazioni
« Risposta #37 il: 16 Lug 2015, 10:01 »
Non riducono le squadre perché una riforma di tale portata va programmata per tempo, a partire dalla Serie A scendendo fino alla Serie D si deve dare la certezza di retrocessioni e promozioni, dall'anno prossimo c'è il blocco dei ripescaggi, per questo hanno messo un paletto importante a livello finanziario per chi volesse passare dalla D alla Lega Pro, così pensano di ridurre il rischio di fallimenti ma a ben vedere è solo un palliativo per non scontentare piazze che contribuiscono ad eleggere prima il presidente di lega e poi quello federale. 

Online bak

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Re:La Lega Pro crivellata di penalizzazioni
« Risposta #38 il: 05 Set 2015, 10:59 »
Come al solito sentenze di primo grado show col Catania a -12 e Lega pro, Savona e Teramo in D.
Poi, come cala il sipario, le ex penalizzate vengono de facto riabilitate (- 5 al Catania che s'è comprata la salvezza, Teramo riammessa in Lega Pro e Savona idem, mentre vengono colpite, senza possibilità alcuna di fare appello SEF Torres Sassari e Vigor Lamezia, retrocesse in D.
La solita Palazzinata, insomma.

Offline Auparayo

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Re:La Lega Pro crivellata di penalizzazioni
« Risposta #39 il: 30 Ott 2015, 12:31 »
 

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