Stadio della.... (Topic ufficiale)

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Re:Stadio della.... (Topic ufficiale)
« Risposta #8400 il: 07 Nov 2017, 01:58 »
http://www.iltempo.it/roma-capitale/2017/11/04/news/spostate-lo-stadio-della-roma-o-blocco-tutto-1037508/

ENNESIMO STOP

"Spostate lo Stadio della Roma o blocco tutto"Parla Clara Lafuente: "Tribuna demolita? L’ippodromo di mio padre non si tocca". Confermate le nostre anticipazioni: al progetto serve l’ok degli eredi dell’architetto che costruì l’ippodromo
di Fernando M. Magliaro
4 Novembre 2017
"Spostate lo Stadio della Roma o blocco tutto"

«Noi siamo disponibili a modifiche ma se per modifiche si intende la demolizione delle tribune dell’Ippodromo la risposta è un secco e chiaro no». Suo padre, Julio, è l’architetto che progettò, insieme all’ingegner Gaetano Rebecchini e all’ingegnere strutturista Calogero Benedetti, l’ippodromo di Tor di Valle. Come il padre, Clara Lafuente è architetto. Fra le varie opere, sua è la risistemazione degli spazi interni del celebre Hotel de Russie, dietro piazza del Popolo. Quando ricorrendo al Tar, la Roma non ottenga l’annullamento del vincolo. Perdendo comunque settimane di tempo.

Architetto Lafuente, detto che la demolizione per lei è da escludersi, nell’ultima versione del progetto che i propo- nenti hanno presentato in Regione è inclusa la costruzione di una sezione delle tribune dell’ippodromo usando i progetti originali di suo padre, creandone, quindi, una copia
«Questo progetto lo considero una grave offesa all’architettura e un ancor più grave precedente, una specie di falso».

Ma se la ricostruzione di nuove tribune usando i progetti originali non va bene, qual è la via d’uscita?
«Noi abbiamo effettuato una serie di calcoli sul progetto, abbiamo esaminato piante e i disegni planivolumetrici. In sostanza, lo Stadio vero e proprio e il Business Park hanno più o meno la stessa dimensione e una volumetria analoga. Io credo che la soluzione sarebbe invertirne la localizzazione: dove ora è previsto lo Stadio, cosa che comporterebbe l’abbattimento delle tribune, deve essere realizzato il Business Park. E dove ora è previsto il Business Park, deve andare il catino dello Stadio..."
Re:Stadio della.... (Topic ufficiale)
« Risposta #8401 il: 07 Nov 2017, 10:12 »
IlFattoQuotidiano.it / / BLOG di Eleonora Carrano


Stadio della Roma, c’è un solo modo per salvare le Tribune dell’Ippodromo Tor di Valle
di Eleonora Carrano | 7 novembre 2017
   
Le Tribune dell’Ippodromo a Tor di Valle a Roma, progettate nel 1959 da Julio Lafuente con gli ingegneri Benedetti, Rebecchini e Birago, nei prossimi giorni potrebbero salvarsi dalla demolizione grazie alla firma del decreto di riconoscimento del diritto d’autore sollecitato dal professor Giorgio Muratore – che dal 2011 denuncia il rischio di perdere un’opera di architettura e di ingegneria moderna – e dall’architetto Clara Lafuente, figlia dell’autore che si dovrà pronunciare sull’assetto definitivo del progetto dello Stadio della Roma. Se il diritto d’autore non sarà sufficiente a preservare le tribune e queste dovessero essere demolite, perderanno tutti: la città di Roma e i suoi cittadini, le istituzioni, la facoltà di Architettura “Sapienza Università di Roma” e quella di “Roma3” che, con il loro colpevole silenzio, avranno contribuito a creare un pericoloso precedente.


Diventerà possibile infatti, sbarazzarsi di qualsiasi opera o testimonianza storica la cui importanza si è incapaci di valutare, valorizzare ed eventualmente integrare in un progetto di nuova realizzazione: nel caso di Tor di Valle, ad esempio, sarebbe stato sufficiente rivedere l’impianto planivolumetrico rispettando la preesistenza dell’Ippodromo e dando una nuova destinazione agli spazi presenti sul lato posteriore delle tribune. E’ imbarazzante che i giornali descrivano l’Ippodromo – indiscussa opera di architettura moderna – come “una tettoia diroccata fatiscente e coperta di amianto“ (è falso: non c’è amianto, come ha testimoniato a me l’ingegnere e progettista Calogero Benedetti) e che le tv lo utilizzino come sfondo della discarica di Tor di Valle (immancabili nei primi piani delle fotografie e delle riprese video i materassi abbandonati). Manipolazioni comunicative volte ad avallare l’urgenza di doverlo abbattere a favore di un’analfabeta e risibile contrapposizione tra il nuovo e il vecchio concept. Pensate un po’: il primo è lo Stadio della Roma, dell’architetto americano Dan Meis che si è ispirato al Colosseo (sic!), e il secondo le Tribune di Lafuente, che “tengono in ostaggio” il futuro della Capitale, impedendone l’inevitabile decollo economico.


Come se non bastasse, alla vicenda si è aggiunto un nuovo malinconico capitolo: dopo che lo scorso giugno il sovrintendente Francesco Prosperetti ha archiviato il vincolo (Italia Nostra ha presentato ricorso contro l’archiviazione), l’attuale orientamento della Sovrintendenza e del Comune sembra quello di “affidare ad uno studio di architettura l’incarico di progettare l’abbattimento delle Tribune e di ricostruirne una porzione sulla base del progetto di Lafuente“, sostengono i Comitati tecnico scientifici del Mibact.

Del progetto-simulacro, che prevede la realizzazione di una sola copertura – delle 11 complessive – costituita da quattro paraboloidi in calcestruzzo, sostenuta da un unico pilastro centrale detta “umbrella” e affidato allo studio romano A.B.D.R., ne parla Carlo Severati, storico dell’Architettura da me interpellato: “Le tribune di Lafuente sono un unicum costruttivo, con molti dettagli originali che nascono da una riflessione specifica sulle dimensioni inedite del progetto. Così, con 13.500 tonnellate di calcestruzzo e più di 930 tonnellate di acciaio ad alta resistenza ad aderenza migliorata, la struttura prende forma. Rimane una spia del carattere sperimentale del procedimento di calcolo: la grazia dell’architettura, che termina in alto con una linea leggermente spezzata, è frutto di un errore tecnico, citato nella relazione di collaudo. Peraltro la costruzione di un solo elemento è staticamente impossibile. Nell’originale le ‘umbrelle’ (coperture quadrate) sono collegate fra loro a due o a tre: solo in questo modo hanno una rigidità trasversale sufficiente”.


Basterebbe questo per dissuadere qualunque tentativo di costruzione di una copia parziale, al di là della improponibilità culturale di un’iniziativa del genere.

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Re:Stadio della.... (Topic ufficiale)
« Risposta #8402 il: 07 Nov 2017, 11:22 »
ancora co sto stadio??? passeranno altri 5 anni...o proprio non lo faranno mai...nel frattempo la riomma quest'anno arriva quinta...Pallotta  molla tutto ( cioe' i debiti )...e allora se divertimo...dio volesse !!  :asrm

Offline Precisione

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Re:Stadio della.... (Topic ufficiale)
« Risposta #8403 il: 10 Nov 2017, 20:08 »
Stadio Roma: Tar, no sospensione ok a pubblico interesse

Nessuna sospensione della delibera con la quale l'Assemblea capitolina, il 14 giugno scorso, ha approvato a maggioranza la delibera che attesta l'interesse pubblico del progetto del nuovo Stadio della Roma, in località Tor di valle. L'ha deciso il Tar del Lazio con un'ordinanza con la quale ha respinto la richiesta della società Cogemi di sospensione della decisione assembleare. La Cogemi è proprietaria di alcuni dei terreni della zona dove sorgerà la struttura sportiva. Secondo quanto si è appreso, tra le altre cose, sostiene che col progetto sarà impressa una destinazione urbanistica che li danneggerebbe, lamentandosi anche di non essere stata contattata per partecipare al procedimento. Già in passato la Cogemi aveva contestato davanti al Tar lo studio di fattibilità dello Stadio quando era sindaco Ignazio Marino (il ricorso proposto è ancora pendente davanti al tribunale amministrativo). Con l'ordinanza di oggi, il Tar ha ritenuto "al sommario esame della controversia consentito nella fase cautelare, che non ricorrono nella fattispecie i presupposti utili per la concessione della richiesta misura cautelare, in quanto la parte ricorrente non ha fornito idonei elementi di prova in ordine alla ricorrenza di un pregiudizio grave ed irreparabile che conseguirebbe all'esecuzione degli atti impugnati".
Re:Stadio della.... (Topic ufficiale)
« Risposta #8404 il: 11 Nov 2017, 08:07 »
Stadio, il via libera non c’è ma partono gli espropri (Il Messaggero, Cronaca di Roma, 11 Novembre 2017)

La conferenza dei servizi su Tor di Valle bloccata per il caos dei ponti e della viabilità. E il Campidoglio avvia l’iter di confisca dei terreni destinati alle infrastrutture

Una lista di 46 soggetti tra imprese, demanio statale e privati cittadini - ma in 18 casi si tratta di persone decedute... - a cui il Campidoglio fa sapere di voler espropriare terreni e proprietà per mandare avanti il progetto Tor di Valle. Anche se l’operazione calcistico-immobiliare legata al nuovo stadio della Roma, al momento, rimane nel limbo di una conferenza dei servizi bloccata per le tante falle progettuali presenti negli elaborati consegnati dai privati. C’è il nodo dei fondi per i trasporti, ampiamente insufficienti per far arrivare metà dei tifosi all’impianto sportivo con i mezzi pubblici, come ha prescritto il Comune; oppure il caos dei nuovi ponti da costruire per evitare che questa zona di Roma, già iper-congestionata sul versante traffico, vada definitivamente in tilt. Al momento il Ponte di Traiano, che nella prima versione del progetto era interamente a carico dei proponenti, è senza coperture economiche. Il Ponte dei Congressi, pagato con i soldi pubblici del Cipe, ha un iter di approvazione ancora con tante incognite e non è detto che venga costruito. Tradotto: la viabilità rischia di impazzire. È scontato quindi che, così, lo stadio non possa aprire, anche perché lì vicino i privati vorrebbero tirare sù mezzo milione di metri cubi di cemento, in violazione del Piano regolatore generale. Un «Ecomostro» di uffici privati, alberghi, negozi e ristoranti.

I PROBLEMI
Sono nodi che dovrà sciogliere la conferenza dei servizi, che però ancora non è stata riconvocata anche se si è riunita l’ultima volta il 29 settembre, un mese e mezzo fa. Il Dipartimento Urbanistica del Campidoglio nel frattempo ha deciso di avviare la procedura per gli espropri. Si tratta di terreni da confiscare per costruire le opere di «pubblica utilità interessate dalla realizzazione del Progetto Nuovo Stadio in località Tor di Valle», si legge nell’avviso del Comune. Un documento simile era stato pubblicato a ottobre del 2016, con un elenco delle aree da espropriare. Poi però, a febbraio, il progetto è stato modificato per l’ennesima volta, e dopo l’accordo tra la giunta M5S e i privati, gli elaborati sono cambiati ancora. «La variazione del progetto - c’è scritto nel documento dell’Urbanistica comunale - interessa alcune particelle catastali», ecco perché è stato sfornato un nuovo avviso. Nell’elenco dei terreni da confiscare c’è un po’ di tutto: aree del Demanio statale, dell’Anas, di società private e di semplici cittadini, come gli eredi dell’ex presidente giallorosso Francesco Marini-Dettina, numero uno della Roma dal 1962 al 1965.

AZIONI LEGALI
C’è chi valuta il ricorso, considerato che la procedura di esproprio è stata avviata quando il progetto non è ancora stato approvato, e chi invece si è già mosso con un’azione legale. Come la società Cogemi, proprietaria di alcuni terreni, che si è rivolta al Tar sostenendo che col progetto sarà impressa una destinazione urbanistica da cui uscirebbe danneggiata e lamentando di non essere stata contattata per partecipare al procedimento. Il caso deve ancora essere valutato nel merito dai magistrati amministrativi, che per il momento hanno negato la sospensione della delibera con cui l’Assemblea capitolina, il 14 giugno scorso, ha approvato a maggioranza l’interesse pubblico del progetto.
Lorenzo De Cicco
Re:Stadio della.... (Topic ufficiale)
« Risposta #8405 il: 11 Nov 2017, 08:08 »
L'erede del presidente della colletta «Dal Comune nessuno ci ha avvisato» (Il Messaggero, Cronaca di Roma, 11 Novembre 2017)

LA REAZIONE

«Ah, ma quindi il progetto è stato approvato? Perché a me non risultava...». No, in realtà, no. Il progetto Tor di Valle rimane impelagato nelle secche della burocrazia, la conferenza dei servizi deve ancora decidere se i privati sono riusciti a colmare le tante falle presenti negli elaborati consegnati nei mesi scorsi, e ancora non si sa neanche quando i tecnici di Regione, Comune e ministeri si riuniranno di nuovo per decidere se avallare o cassare definitivamente il progetto dello stadio, con annesso «Ecomostro» di uffici privati, negozi e alberghi. «Allora perché avviano la procedura di esproprio?», si chiede Alfonso Marini-Dettina, nipote di Francesco, indimenticato presidente della Roma dal 1962 al 1965, famoso per avere conquistato la prima Coppa Italia della storia giallorossa ma soprattutto per la collettadel Teatro Sistina: con il bilancio a pezzi, i tifosi donarono 600mila lire per permettere alla squadra la trasferta di Verona. «Dell'esproprio noi non sapevamo nulla - racconta il nipote dell'ex presidente scomparso nel 2011 - dal Campidoglio non ci è arrivato niente. Per ora dell'operazione Tor di Valle ho letto solo sui giornali, ho sentito dei problemi che ci sono. Ora dovremo interessarci alla vicenda più concretamente. E capire se fare ricorso».
L. De Cic.
Re:Stadio della.... (Topic ufficiale)
« Risposta #8406 il: 11 Nov 2017, 14:27 »
Lo stadio della Roma è una barzelletta a cinque stelle

Proroga a gennaio della Conferenza dei servizi. Il Campidoglio fa gli sconti ai costruttori e chiede soldi allo stato

di Massimo Solani


Roma. La chiamano “la battaglia dei ponti”, ma Nassiriya non c’entra. Lo scontro, infatti, si consuma tutto nel segreto degli uffici del Campidoglio e della Regione Lazio e ha per terreno il progetto del nuovo stadio della Roma. Quello per cui sindaca Virginia Raggi e vertici giallorossi promettevano di posare la prima pietra entro l’anno e che invece si prepara già ad assistere ad un nuovo slittamento sul termine del 28 dicembre previsto per la seconda conferenza dei servizi. Secondo i tecnici al lavoro sul progetto, infatti, con due sole altre sedute a disposizione è praticamente inevitabile che venga chiesta e votata un’ultima proroga di 30 giorni per provare a sbrigare una matassa ancora più che ingarbugliata. Trenta giorni di tempo ulteriore, insomma, per sciogliere il nodo dei ponti sul Tevere e del sistema viario del nuovo impianto già bocciato in estate dagli uffici del ministero delle Infrastrutture perché ritenuto “insufficiente e inadeguato alle esigenze di trasporto dell’intera area”. Perché il comune di Roma, nella delibera che ha dato parere favorevole alla realizzazione del progetto secondo il nuovo accordo raggiunto dalla giunta Raggi con la Eurnova del gruppo Parnasi, ha “cancellato” dalla lista delle opere pubbliche da realizzare da parte del costruttore anche il ponte di Traiano, due complanari sull’autostrada Roma-Fiumicino con svincolo a Parco de’ Medici e scavalco del Tevere dal costo di circa 100 milioni di euro interamente a carico dei privati secondo il progetto originario approvato da Ignazio Marino. Un’opera sacrificata sull’altare della trattativa fra Comune e proponenti in modo da compensare il dimezzamento delle cubature dell’impianto (e la cancellazione delle torri di Libeskind) e permettere alla sindaca di mostrare alla base grillina sul piede di guerra un risultato da far passare per vittoria contro la “colata di cemento”. Secondo il Comune e i proponenti, infatti, per assicurare la sostenibilità dei trasporti nel quadrante a cavallo del Tevere basterà il Ponte dei Congressi (rampa a senso unico verso la via del Mare), opera già finanziata dal Cipe per 145 milioni di euro circa ma impantanata nei ritardi della fase di progettazione che non ne permetteranno il completamento prima del 2022. Ossia dopo la prevista inaugurazione del nuovo stadio giallorosso.

 

Sul punto la battaglia fra i tecnici del Comune e quelli della Regione, forti del parere del ministero dei Trasporti, sembra arrivata a un punto morto. Se gli uomini dell’assessore capitolino Luca Montuori continuano a sostenere il progetto sulla base dei propri studi sulla mobilità, infatti, gli uffici dell’assessore regionale Michele Civita non sembrano intenzionati a cedere su un parere che è assolutamente negativo. Anche perché gli studi del Campidoglio si basano su calcoli secondo i quali il 50 per cento del traffico da e per il nuovo stadio si dovrebbe muovere con trasporto pubblico. “Una percentuale assolutamente irrealizzabile – spiega uno dei tecnici della regione – visto che la nuova versione del progetto ha fatto sparire gran parte dei finanziamenti privati previsti per il potenziamento della ferrovia Roma-Lido”.

 

Come uscire dal vicolo cieco allora? Lo stadio quasi certamente si farà, perché nessuno ha interesse a bloccare l’opera soprattutto con alle porte la campagna elettorale per il Lazio e le politiche, ma presumibilmente alla fine la regione darà il suo via libera con prescrizione. Specificando, cioè, che il ponte di Traiano va realizzato obbligatoriamente. E chi pagherà? Roma e proponenti, come ribadito dal dg giallorosso Baldissoni all’assessore Civita, non hanno intenzione di rimettere mano al progetto, e quindi al portafogli. Il comune di Roma, invece, pare intenzionato a chiedere che una parte dei fondi del Ponte dei Congressi venga “stornata” o che, comunque, il governo intervenga con un finanziamento apposito. Toccherà allora al ministro del trasporti Graziano Delrio e a quello dello Sport Luca Lotti togliere le castagne dal fuoco alla sindaca Raggi. E alle casse pubbliche pagare l’ennesima battaglia ideologica del Movimento 5 Stelle.
Re:Stadio della.... (Topic ufficiale)
« Risposta #8407 il: 14 Nov 2017, 07:39 »
LO STADIO
RIPARTE LA CONFERENZA: 24 NOVEMBRE (Gazzetta dello Sport ed. Roma, 14 Novembre 2017)

Riparte la Conferenza dei servizi sullo stadio della Roma. Lo annuncia in una nota la Regione Lazio, che fissa la seconda seduta di lavoro sul progetto Tor di Valle per il 24 novembre. Nella lettera di convocazione si comunica il termine del 22 per il deposito dei pareri da parte degli enti e si ricorda che «ciascuna amministrazione è chiamata ad esprimere in modo chiaro, univoco e vincolante, in termini di assenso o dissenso, la posizione su tutte le decisioni di competenza, attraverso la redazione di un unico atto». Insomma, ci siamo .

Re:Stadio della.... (Topic ufficiale)
« Risposta #8408 il: 14 Nov 2017, 07:41 »
Stadio, dalla Regione ultimatum al Comune: «Sì o no, parere chiaro» (Il Messaggero, Cronaca di Roma, 14 Novembre 2017)

Convocata il 24 novembre la conferenza dei servizi decisiva su Tor di Valle: «Anche lo Stato si esprima una volta per tutte»
 
Il messaggio che trapelava ieri dalla Regione non ha bisogno di sottotitoli: su Tor di Valle, basta indecisioni. Un appunto che sembrerebbe diretto principalmente al Campidoglio. Per l’operazione calcistico-immobiliare legata al nuovo stadio della Roma, bollata come una colossale speculazione edilizia dall’Istituto nazionale di Urbanistica e dalle più importanti organizzazioni ambientaliste del Paese, è il momento in cui i nodi vengono al pettine. Il prossimo 24 novembre, è notizia di ieri, si riunirà di nuovo la Conferenza dei servizi, l’organismo di cui fanno parte i tecnici di Comune, Pisana e ministeri che dovrà decidere se approvare o cassare definitivamente il progetto sognato da James Pallotta e dal costruttore Luca Parnasi. In ballo, oltre allo stadio che rappresenta solo una piccola parte delle cubature, c’è il famoso «Ecomostro» di negozi, uffici privati e alberghi, il vero core business dell’operazione.

LE FALLE
I nodi da sciogliere sono ancora tanti e tra i tecnici serpeggiano diversi dubbi. Sopratutto alla voce infrastrutture, cioè le opere di pubblica utilità che i proponenti dovrebbero finanziare in cambio del via libera al progetto, che viola i limiti del Piano regolatore. I fondi per la mobilità, tanto per cominciare, sono chiaramente insufficienti per far arrivare metà dei tifosi all’impianto sportivo con i mezzi pubblici, come ha prescritto il Comune. Tutta da chiarire, poi, è la questione dei nuovi ponti da costruire per evitare che questa zona di Roma, già piuttosto intasata, vada definitivamente in tilt. Il Ponte di Traiano, che nel progetto iniziale era a carico dei proponenti, oggi è senza coperture economiche. Il Ponte dei Congressi, finanziato con i soldi pubblici del Cipe, è invece incagliato in un iter di approvazione dall’esito tutt’altro che certo. Su questi punti dovranno fornire un parere i vari organi della conferenza, entro il prossimo 22 novembre. La Regione, che presiede le sedute, ieri ha fatto capire che a questo punto dovranno arrivare documenti inequivocabili.

TEMPI STRETTI
Nella lettera di convocazione spedita ieri, infatti, c’è scritto che «ciascuna amministrazione è chiamata ad esprimere in modo chiaro, univoco e vincolante, in termini di assenso o dissenso, la posizione dell’amministrazione stessa su tutte le decisioni di competenza». I vari enti quindi dovranno fornire entro una decina di giorni «un unico atto che espliciti ogni autorizzazione, permesso o atto di assenso, comunque denominato, che tale posizione, se favorevole, sostituisce ed esplicitando, in caso di dissenso, le motivazioni». I dirigenti della Pisana hanno anche ricordato che «le prescrizioni o condizioni eventualmente indicate ai fini dell’assenso (o del superamento del dissenso) siano espresse in modo chiaro e analitico». Come a dire: per Tor di Valle è arrivato il momento della verità.
L. De Cic
Re:Stadio della.... (Topic ufficiale)
« Risposta #8409 il: 14 Nov 2017, 07:43 »
(Il Tempo, 14 Novembre 2017)



Re:Stadio della.... (Topic ufficiale)
« Risposta #8410 il: 14 Nov 2017, 10:58 »
I tecnici bocciano lo stadio della Roma

Contrari i dipartimenti Mobilità e Lavori pubblici: scontro con i colleghi dell’Urbanistica. E il dossier passa al direttore generale del Campidoglio

Uffici tecnici capitolini l’un contro l’altro armati sul progetto dello stadio della Roma di Tor di Valle con liti fra le diverse anime dell’Amministrazione comunale con funzionari un po’ sull’orlo di una crisi di nervi. E con la Raggi che mette in campo i pezzi pregiati: il dossier Stadio, almeno per il momento, lo gestirà il direttore generale del Campidoglio, Franco Giampaoletti. Le “frizioni” – come le chiamano i pompieri comunali – sono nate nelle ultime due riunioni convocate all’Assessorato all’Urbanistica, guidato da Luca Montuori, per affrontare il tema Stadio e “armonizzare” i diversi pareri in vista della non ancora convocata seconda seduta della Conferenza dei Servizi cui spetta il compito di decidere il destino del progetto della futura casa giallorossa. Due diverse riunioni in due giornate con grandi tensioni: da una parte, la Mobilità che evidenziava tutti i problemi legati alla insufficienza dei finanziamenti per il trasporto pubblico stabiliti dalla delibera Raggi di pubblico interesse.
In sostanza, si argomentava che i tagli al trasporto pubblico decisi dalla Raggi per poter tagliare le cubature e le tre Torri, rendessero impossibile soddisfare il paletto – stabilito da Marino e confermato dalla Raggi – che metà dei tifosi, e cioè 27.500 persone, potesse utilizzare il trasporto pubblico (Roma-Lido di Ostia e ferrovia Fs Orte-Fiumicino aeroporto) per arrivare e andarsene dallo Stadio. Dall’altro, anche i Lavori pubblici evidenziavano una carenza di progettazione legata alle opere di connessione diretta del Ponte dei Congressi con la futura nuova via del Mare/Ostiense unificata. Insomma, due problemi che, secondo alcuni, potrebbero portare addirittura all’espressione di un parere negativo sul progetto bocciando, quindi, la delibera Raggi che del progetto è la base. Secondo altri, invece, si tratterebbe di problemi che saranno senza dubbio risolti. Fatto sta che, di fronte a queste obiezioni, sia i funzionari del Dipartimento Urbanistica che lo stesso assessore Montuori, avrebbero perso la pazienza, alzando di molto i toni e ribadendo che il coordinamento degli uffici è stato assegnato all’Urbanistica e che le visioni di Mobilità e Lavori pubblici sono troppo settoriali e perdono di vista il quadro generale. Dopo di che, ora il coordinamento del dossier Stadio è stato dato in carico a Franco Giampaoletti, direttore generale del Campidoglio, ancora da capire se a titolo definitivo, togliendolo a Montuori e all’Urbanistica, o solo temporaneamente e che – altro elemento che potrebbe influire – si avvicina velocemente il grande gioco dell’oca della riforma della macrostruttura (cioè dell’organizzazione interna degli uffici comunali).
Entro pochi giorni dovrebbero concludersi le procedure di analisi delle domande presentate e, quindi, a breve si assisterà al grande valzer dei dirigenti comunali. Fra questi, è data sicura partente Annamaria Graziano, oggi a capo del Dipartimento Urbanistica, che potrebbe essere sostituita da Cinzia Esposito, già all’Urbanistica in passato e transitata a dirigere il Municipio di Ostia insieme al prefetto Vulpiani. Un avvicendamento, e nemmeno l’unico, dato che si parla di nuovi arrivi e partenze anche a Mobilità e Lavori pubblici, che si verificherebbe proprio in concomitanza con le prossime sedute della Conferenza dei Servizi e che, quindi, potrebbe creare più di qualche problema nella gestione della pratica. Già nella scorsa Conferenza dei Servizi si era verificato un caso simile con la rappresentante del Campidoglio, Vittoria Crisostomi, sostituita in corsa da Fabio Pacciani. In quel caso, però, Pacciani ebbe a disposizione tutto il lavoro preparatorio portato avanti dalla Crisostomi. Qui, invece, usando una metafora calcistica, sarebbe come sostituire l’allenatore durante la partita.
Re:Stadio della.... (Topic ufficiale)
« Risposta #8411 il: 14 Nov 2017, 12:16 »
Majaro che dice? Sattaccarca' o saapijiandercu '?

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Re:Stadio della.... (Topic ufficiale)
« Risposta #8412 il: 14 Nov 2017, 22:49 »
Coincidenza che carrozzone riparte durante settimana pre-derby?
Re:Stadio della.... (Topic ufficiale)
« Risposta #8413 il: 22 Nov 2017, 07:26 »
«Per lo stadio basta un ponte» così salta il piano della viabilità (Il Messaggero, Cronaca di Roma, 22 Novembre 2017)
Oggi tutti i pareri, dietrofront del Ministero dei Trasporti: sufficiente quello dei Congressi. Anche il Mibact richiede prescrizioni archeologiche e paesaggistiche puntuali


La deadline è fissata per oggi. Entro stasera negli uffici della Regione devono arrivare tutti i pareri sul nuovo stadio della Roma a Tor di Valle e sull’«Ecomostro» di uffici, negozi e alberghi che ci nascerebbe accanto. La conferenza dei servizi si riunirà venerdì; fino a ieri sera la Pisana aveva ricevuto solo alcune relazioni del Ministero dei Beni culturali, dell’Anas, dell’Agenzia del demanio e di altri enti che, in questa partita, giocano un ruolo minore. Le carte decisive per questa controversa operazione calcistico-immobiliare sono sostanzialmente quelle di Campidoglio, Regione e governo. Il parere che consegnerà il Ministero dei Trasporti sarà «favorevole con raccomandazioni». Un sì vincolato principalmente alla realizzazione del Ponte dei Congressi, finanziato con i fondi pubblici del Cipe. Nel documento del dicastero delle Infrastrutture, quindi, sembra sparire l’altro ponte, quello “di Traiano”, che nella prima versione del progetto era pagato interamente dai privati e che, dopo il taglio delle cubature, è rimasto senza coperture economiche. Non si tratta di un collegamento secondario perché nel parere espresso dallo stesso Mit quest’estate - durante la prima conferenza dei servizi, quella che ha bocciato il progetto - del ponte di Traiano si parlava in questi termini: «Con il connesso svincolo Parco de’Medici-Stadio» sull’autostrada Roma-Fiumicino, il ponte «costituisce la principale via d’accesso allo stadio e non può considerarsi in alcun modo alternativo al ponte dei Congressi, poiché i due ponti svolgono funzioni completamente diverse nell’ambito della rete stradale». Così si leggeva nella relazione firmata solo pochi mesi fa dai vertici del Dipartimento per le infrastrutture e i sistemi informativi del Ministero dei Trasporti. Che aggiungeva: «Non si può concordare con la realizzazione del nuovo stadio, senza la preventiva realizzazione del nuovo svincolo e del ponte di Traiano». Che ora non c’è più. Resta solo quello dei Congressi che, come ricordato, per gli stessi esperti dei Trasporti ha funzioni «completamente diverse». Dal ministero spiegano che i tecnici si sono attenuti al nuovo progetto vagliato dal Comune, che prevede solo il Ponte dei Congressi. Certo è che in queste condizioni, il traffico in quel quadrante di Roma rischia di andare in tilt, anche perché si tratta di un’area già oggi «fortemente congestionata», come hanno più volte sottolineato gli esperti di viabilità. Sul tavolo della conferenza dei servizi è già arrivato il parere del Ministero dei Beni culturali. Decine di pagine per esprimere un «parere favorevole ma con prescrizioni».
NUOVI CONTROLLI
A lavorare sul testo sono state la Soprintendenza speciale archeologia, belle arti e paesaggio di Roma e la Direzione generale archeologia, belle arti e paesaggio. I dirigenti del Mibact sembrano insistere con la richiesta di verifiche più approfondite e puntano l’attenzione su due elementi molto delicati dell’area coinvolta dal progetto, richiedendo nero su bianco «prescrizioni archeologiche e paesaggistiche più puntuali». Che significa? Si renderà necessario un piano di indagini archeologiche più scrupolose nell’area, in modo che i risultati possano incassare il nulla osta definitivo dei tecnici del Collegio Romano. Evidentemente, i sondaggi e carotaggi fino ad ora eseguiti non sono stati sufficienti.
Lorenzo De Cicco
Laura Larcan


L’esperto: l’area diventerà una trappola, un pasticcio che peserà di più sul litorale (Il Messaggero, Cronaca di Roma, 22 Novembre 2017)

Enzo Scandurra, docente universitario ed ex direttore del dipartimento di Urbanistica della Sapienza. Come valuta il parere del ministero delle Infrastrutture?
«Nei giorni delle partite la zona si trasformerà in una trappola. Con tutto il traffico che si andrebbe a scaricare sulla via del Mare, che è già una strada fortemente congestionata».

Cosa potrebbe succedere?
«In quell’area dovranno arrivare 55 mila tifosi durante le partite più i lavoratori degli uffici che nasceranno».

Con quali conseguenze?
«Questo rischia di essere un pasticcio che peserà negativamente sull’intero quadrante lasciando un ferito incredibile in una parte importante della Capitale. I fondi per i trasporti, poi, non sono sufficienti per la Roma-Lido».

I lavori sulla viabilità stradale, almeno, saranno sufficienti per assorbire i nuovi flussi?
«Anche il potenziamento di via del Mare e via Ostiense andrebbe rimodulato, dato che è previsto solo fino al grande raccordo anulare. Ma le criticitàmaggiori, su quella strada, si registrano nella parte successiva, verso il litorale».

Viene abbandonato il progetto del ponte di Traiano. Quello dei Congressi basterà?
«Ma il ponte di Traiano, sul Tevere, è obbligatorio per decongestionare il traffico. Allo stesso tempo il ponte dei Congressi è un progetto in piedi da anni e che ormai ha preso un iter diverso. Sono entrambi necessari».

Ma dal ministero assicurano che, quanto meno, le opere pubbliche saranno realizzate tutte insieme, e non in due tranche.
«Questi rattoppi non riescono più a mettere in asse un progetto errato, nato in un’area sbagliata. L’amministrazione doveva scegliere una location giusta e risolvere i problemi della città. Così sarà ancora peggio».
Fa.Ro

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Re:Stadio della.... (Topic ufficiale)
« Risposta #8414 il: 22 Nov 2017, 16:31 »
Stadio Roma:Marroni (Pd), progetto nato male e rischia fine peggio

"Il nuovo progetto del presunto Stadio della Roma è incompatibile con la necessaria previsione di un adeguato sistema di mobilità. Premesso che il Ponte dei Congressi è un'opera pubblica strategica per la città, finanziata dal CIPE, con funzione totalmente diversa da quella di servizio del futuro Stadio, sarebbe una cosa assurda, anzi una beffa se un'opera pubblica, pagata da fondi pubblici, fosse 'dirottata' al servizio di lottizzazioni private. Non prevedendo peraltro ulteriori infrastrutture per la mobilità a carico dei costruttori che verrebbero quindi favoriti, alleggerendo gli oneri a loro carico, e con seria complicazione della mobilità, in un tratto urbano già pesantemente colpito dal traffico quotidiano. Un progetto nato male, peraltro su aree inadeguate ambientalmente e che rischia di finire peggio. Spero che la Regione Lazio faccia rispettare le previsioni del Piano Regolatore di Roma". Lo dichiara in una nota il deputato PD Umberto Marroni, membro della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati.

STADIO ROMA, PARIS (PD): CANCELLAZIONE PONTE TRAIANO UMILIA TERRITORIO

"Con la cancellazione del Ponte di Traiano dall'ultimo progetto del nuovo STADIO della Roma e il via libera del MISE si sceglie una scorciatoia che umilia un intero quadrante della città e si pongono le basi per un caos strutturale. Oggi il repentino cambio di parere del Ministero, in sede di conferenza dei servizi in Regione, ha cancellato di fatto l'opera e il ponte dei Congressi rimarrà l'unico a convogliare il traffico diretto allo STADIO. Il ponte dei Congressi era stato pensato per risarcire un gap esistente da anni e per questo era stato finanziato dal CIPE con 145 milioni di euro. Questo risultato era stato il frutto di un impegno dell'amministrazione municipale prima e della Commissione Roma Capitale poi. Il nuovo Ponte, per il quale ci eravamo sempre spesi, avrebbe alleggerito il traffico da troppi anni rallentato sul viadotto della Roma-Fiumicino, con i quartieri Magliana e Portuense ostaggio di file interminabili di auto. Con il futuro nuovo STADIO però il traffico è ovviamente destinato ad aumentare e questo quadrante di città è a rischio caos, perché il ponte dei Congressi sarà clamorosamente insufficiente con il nuovo STADIO. Tanto più perché nel nuovo progetto sono scomparsi il collegamento su ferro e il raddoppio della via del Mare. E ancora di più in relazione allo sviluppo che la zona a ridosso della Roma Fiumicino avrà nei prossimi anni, con milioni di metri cubi in arrivo per i Piani di Zona Muratella-Magliana per nuovi servizi, abitazioni e insediamenti commerciali. I cittadini non perdono solo un'opera strategica, ma subiscono un'ipoteca gravissima sulla vivibilità del territorio e negli anni si troveranno a pagare un conto salatissimo per le scelte demagogiche e scellerate della attuale Giunta di Roma". Così in una nota Gianni Paris, membro della Assemblea romana del Partito Democratico.

CALCIO: STADIO ROMA. VERDONE "TROPPI VINCOLI, MORIREMO DI DEMOCRAZIA"

"Pallotta ha ragione, fa l'imprenditore e se non fai l'imprenditore non puoi fare il presidente di calcio e' giusto che abbia il suo tornaconto, e' normale deve fare business. Invece tutti questi vincoli che escono fuori all'ultimo minuto... Come si fa a vincolare un'area come quella, piena di zanzare e topi? Il problema e' un altro: ci saranno i mezzi pubblici che ci porteranno a Tor di Valle se faranno mai lo STADIO?". Lo ha detto il regista e attore, Carlo Verdone, a margine della cerimonia di conferimento del dottorato honoris causa che gli e' stato conferito stamattina dal universita' di Tor Vergata, rispondendo cosi' a chi gli chiedeva un giudizio sulla vicenda del nuovo STADIO della Roma. "Noi siamo abituati con l'Olimpico - ha spiegato - ma per andare a Tor di Valle ci vuole una rete di trasporti che funzioni. Non capisco perche' tutto e' cosi' lento, questo e' un paese che morira' di democrazia".

Offline Precisione

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Re:Stadio della.... (Topic ufficiale)
« Risposta #8415 il: 22 Nov 2017, 21:41 »
Stadio Roma: parere favorevole Roma Capitale, inviato a Regione Lazio

"Dopo un accurato e sinergico lavoro da parte degli Uffici e dei Dipartimenti coinvolti, Roma Capitale ha inviato alla Regione Lazio il parere unico favorevole riguardante il progetto dello Stadio di Tor di Valle oggetto della Conferenza dei Servizi convocata dall'ente regionale il prossimo 24 novembre". Così in una nota il Campidoglio.

Stadio Roma: pareri Stato-Regione in preparazione

 Sono in preparazione i pareri unici sullo Stadio della Roma espressi dallo Stato, dalla Regione e dalla Città Metropolitana. A quanto si è appreso infatti da fonti vicine alla Conferenza dei servizi, la Città metropolitana ha mandato una lettera in cui viene affermato che il parere è in lavorazione, e se non arriverà entro le 24 di oggi questo 'silenzio' non va considerato come un assenso incondizionato. Anche lo Stato avrebbe comunicato a via del Giorgione di aver ricevuto i pareri singoli dei vari ministeri, e che è in corso la redazione del parere unico. Stessa situazione per quanto riguarda la Regione. Entro le 24 di oggi, comunque, si attende la protocollazione da parte dei rispettivi estensori dei tre pareri mancanti. Al momento l'unico fisicamente arrivato negli uffici è quello del Campidoglio. La prossima seduta della Conferenza dei servizi, convocata per venerdì 24, sarà l'ultima e ci si aspetta che possa essere molto lunga, tanto da poter richiedere più di una sessione. Da questa ultima seduta dovrà uscire la decisione finale e definitiva sullo Stadio della Roma.

Stadio Roma: venerdì conferenza servizi, ok da Comune

 Il primo responso, pesante, sullo Stadio della Roma è stato svelato. Il Comune di Roma, giocando d'anticipo, ha fatto sapere di aver inviato alla Regione Lazio, sede della conferenza dei servizi che esaminerà il progetto dell'impianto a Tor di Valle, il suo "parere unico favorevole". Ora ne restano altri tre: quello della Città Metropolitana, dello Stato e della stessa Regione. I plichi saranno all'attenzione della conferenza dei servizi, chiamata a dire l'ultima parola sullo Stadio, nella riunione già convocata per venerdì 24 novembre. L'incontro si terrà nella sede della Direzione regionale Territorio Urbanistica e mobilità del Lazio. Nella lettera di convocazione l'amministrazione regionale aveva comunicato il termine del 22 novembre per il deposito dei pareri da parte degli enti interessata, ma di fatto si prefigura uno slittamento in avanti dei tempi della consegna. Che dovrà avvenire, comunque e necessariamente entro due giorni. "Ciascuna amministrazione è chiamata ad esprimere in modo chiaro, univoco e vincolante, in termini di assenso o dissenso, la posizione dell'amministrazione stessa su tutte le decisioni di competenza", il monito della Regione. Oggi il primo feedback dal Campidoglio, che vanta l'interesse prevalente rispetto al progetto: "Dopo un accurato e sinergico lavoro da parte degli Uffici e dei Dipartimenti coinvolti, Roma Capitale ha inviato alla Regione Lazio il parere unico favorevole riguardante il progetto dello Stadio di Tor di Valle oggetto della Conferenza dei Servizi convocata dall'ente regionale il prossimo 24 novembre". Restano ancora celate le mosse delle altre tre istituzioni coinvolte. Il progetto sull'impianto di Tor di Valle a inizi 2017 è stato rivoluzionato da un accordo tra proponenti e Comune a 5 Stelle all'insegna della riduzione delle cubature. Al termine della prima conferenza dei servizi, la Regione aveva sottolineato che a fronte di "un impatto urbanistico minore sull'area" nel piano rinnovato diminuivano "anche le risorse per le opere pubbliche", ragion per cui "molte amministrazioni" avevano segnalato "con forza la necessità di rivedere, migliorare, ripristinare opere ed interventi sia sulla viabilità come sul trasporto pubblico". Dopo la presentazione, lo scorso 8 settembre, dell'adeguamento del progetto definitivo da parte dei proponenti, la prima riunione della nuova conferenza dei servizi si è tenuta il 29 dello stesso mese. Quella di venerdì dovrebbe essere l'ultimo incontro e non è escluso che - data la rilevanza della decisione - si trasformi in una riunione fiume, anche lunga più di un giorno. Tra diversi nodi da sciogliere quello del Ponte di Traiano: se serve o meno. L'obiettivo ultimo è arrivare ad una quadra, ovvero dare il via libera o meno allo Stadio giallorosso.

Calcio, verso via libera a costruzione nuovo stadio Roma

Si va verso il via libera per la costruzione del nuovo stadio della Roma, dopo il parere positivo del Governo. L'ok definitivo è atteso per venerdì nella Conferenza dei servizi. A quanto si apprende, poi, la realizzazione del Ponte di Traiano non sarà vincolante per l'edificazione dello stadio ma sarà comunque prevista per la sostenibilità della viabilità della zona. Su questo, spiegano fonti a conoscenza del dossier, Governo (ministeri dello Sport e delle Infrastrutture) e Regione stanno individuando il modo di finanziare la realizzazione del ponte, oggi non più a carico di As Roma dopo la riduzione del progetto dello stadio da parte del Comune di Roma.

Offline Sonni Boi

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Re:Stadio della.... (Topic ufficiale)
« Risposta #8416 il: 22 Nov 2017, 23:57 »
CVD, non solo lo faranno ma glielo pagheranno pure i contribuenti.

I peggiori timori di tutti che puntualmente si avverano.
Re:Stadio della.... (Topic ufficiale)
« Risposta #8417 il: Ieri alle 06:21 »
Stadio, l'ok del Comune non basta L'ultimo scontro è sui due ponti (Il Messaggero)

IL VERTICE

I rappresentanti di governo, Campidoglio e Regione Lazio si riuniranno di nuovo domani. In programma c'è la conferenza dei servizi che dovrà approvare o cassare definitivamente il progetto Tor di Valle. In teoria entro la mezzanotte di ieri avrebbero dovuto arrivare alla Pisana i pareri di tutti gli enti interessati dall'operazione legata al nuovo stadio della Roma e all'«Ecomostro» di negozi, alberghi e uffici che ci nascerebbe accanto. Il Comune di Roma ha spedito un parere «favorevole» con qualche prescrizione sulla mobilità, come ci si aspettava considerato che l'amministrazione M5S a febbraio ha siglato un patto con i proponenti, anche se per tutta la campagna elettorale del 2016 i grillini si erano detti «contrari alla speculazione a Tor di Valle».
COLLEGAMENTI FLOP
Il parere della Regione, «positivo», evidenzia invece alcune zone d'ombra nel progetto. A partire dai ponti e dal rischio che il piano traffico elaborato dai privati, alla prova dei fatti, non regga. I tecnici della Pisana considerano estremamente «utile» il ponte di Traiano, cioè il collegamento che nella prima versione del progetto avrebbero dovuto pagare i privati e che invece, dopo il taglio parziale delle cubature-record, è stato cancellato dagli elaborati perché senza coperture economiche. Di fatto, nelle carte resta solo il Ponte dei Congressi, quello finanziato con i fondi pubblici del Cipe e che è ancora incagliato in un iter di approvazione dall'esito imprevedibile: dopo la bocciatura di otto mesi fa da parte del Consiglio superiore dei lavori pubblici, il progetto è stato modificato ed è ancora al vaglio di un'altra conferenza dei servizi. Nulla garantisce che l'opera verrà effettivamente realizzata e che, in caso, sia disponibile in tempo per l'apertura dello stadio.
«FUNZIONI DIVERSE»
Il Ministero dei Trasporti, che quest'estate, alla prima conferenza dei servizi su Tor di Valle, aveva stroncato l'operazione proprio perché era stato cancellato il ponte di Traiano, ha acceso comunque il semaforo verde al progetto, come rivelato ieri dal Messaggero. Al netto di alcune prescrizioni, stavolta è stato giudicato sufficiente il ponte dei Congressi, anche se nella relazione del Dipartimento per le infrastrutture di pochi mesi fa entrambi i ponti venivano giudicati «necessari» e «complementari», con funzioni «completamente diverse nell'ambito della rete stradale». Ora evidentemente i tecnici hanno cambiato idea. E questa decisione peserà nel parere unico dello Stato che, fino a ieri sera, non era ancora approdato negli uffici della Regione.
PIANO REGOLATORE VIOLATO
Anche la relazione della Città metropolitana ieri non è stata spedita; gli esperti dell'ex Provincia hanno inviato una lettera alla Pisana facendo sapere che non si tratta di un «silenzio-assenso» e che il parere arriverà entro domani. Qualche dubbio già trapela, per esempio dal dipartimento Urbanistica, che ha evidenziato come le volumetrie per uffici e spazi commerciali sforino ampiamente i limiti del Piano regolatore generale.

L. De Cic.
Re:Stadio della.... (Topic ufficiale)
« Risposta #8418 il: Ieri alle 06:22 »
Il grande rebus della viabilità e l'incubo «imbottigliamento» (Il Messaggero)

IL FOCUS

Una trappola per auto a Roma Sud. In una delle zone più trafficate della Capitale, tra la Magliana, il Torrino e l'Eur, arriverebbero, tutte insieme, più di ventimila macchine prima e dopo le partite. Oltre agli ingorghi quotidiani causati da chi lavorerà nel gigantesco «Ecomostro» di negozi e uffici privati. Il tutto con un solo ponte di attraversamento, distante diversi chilometri dallo stadio e dal Business park, senza il prolungamento della metropolitana, con soltanto la malconcia Roma-Lido - ricordiamo, la peggiore ferrovia d'Italia - che dovrebbe viaggiare al ritmo di una moderna subway per trasportare il numero di passeggeri ipotizzato dagli ottimistici studi dei proponenti. Più che il sogno dello stadio, a Tor di Valle prende corpo l'incubo dell'imbottigliamento perenne, con la circolazione paralizzata in un intero quadrante della città.
Colpa di un piano di infrastrutture con tante falle, a partire dalla telenovela dei nuovi ponti da costruire: prima due, era stato garantito, e tutti «necessari» e «complementari» (così scrissero gli esperti del Ministero dei Trasporti solo pochi mesi fa) e poi clamorosamente dimezzati, in barba alle conseguenze sul traffico e sulla viabilità della zona. Nel nuovo progetto rimane solo il Ponte dei Congressi, quello pagato con i soldi pubblici e con un iter di approvazione ancora incertissimo, mentre il ponte che avrebbero dovuto finanziare i privati, il ponte di Traiano, sparisce dalle carte. Anche se era soprattutto questo secondo collegamento a dover sopportare la ridda di automobili che farebbe avanti e indietro da Tor di Valle.
I TECNICI
Gli stessi tecnici del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, almeno fino a questa estate, ritenevano entrambi i ponti imprescindibili. «L'ipotesi di realizzare il complesso dello Stadio-Business Park - scrivevano - in un'area fortemente congestionata, che attende da decenni la realizzazione del ponte dei Congressi per risolvere almeno le criticità delle connessioni viarie tra l'Eur e la Magliana, attraverso la sola riunificazione di via Ostiense con via del Mare, risulta assolutamente inadeguata alle esigenze di trasporto dell'intera area e in particolare in relazione all'incremento di traffico generato dal nuovo insediamento». Tradotto: i ponti servono. Tutti e due.
Il ponte di Traiano, si leggeva nella relazione del Dipartimento per le infrastrutture, «con il connesso svincolo Parco de' Medici-Stadio» sull'autostrada Roma-Fiumicino, «costituisce la principale via d'accesso allo stadio e non può considerarsi in alcun modo alternativo al ponte dei Congressi, poiché i due ponti svolgono funzioni completamente diverse nell'ambito della rete stradale». E ancora: «Non si può concordare con la realizzazione del nuovo stadio, senza la preventiva realizzazione del nuovo svincolo e del ponte di Traiano». Ieri però dal Ministero è arrivato il dietrofront. Con un parere favorevole al progetto, anche se del secondo ponte non c'è più traccia. E lo stesso hanno detto i tecnici del Campidoglio.
Le conseguenze si vedranno se questa controversa operazione calcistico-immobiliare andrà davvero in porto. Anche perché il piano traffico abbozzato dai privati si basa su calcoli quantomeno discutibili. Tutto muove dal presupposto che almeno la metà dei tifosi raggiunga lo stadio con i mezzi pubblici. Anche se la biforcazione della metro B è stata depennata dal progetto e per rimettere in sesto la Roma-Lido i privati metterebbero appena 45 milioni. Per arrivare a un treno ogni 5 minuti, secondo i francesi della Ratp, di milioni ne servirebbero 400.

Lorenzo De Cicco
Re:Stadio della.... (Topic ufficiale)
« Risposta #8419 il: Ieri alle 06:49 »
stadio via libera (Corriere dello Sport)

Arrivati tutti i pareri sull’impianto della Roma: domani la Conferenza dei servizi, che sarà breve
 
Superato l’ultimo ostacolo: secondo
il Ministero dei Trasporti un ponte basta. In pochi giorni il sì definitivo

 
di Francesco Guerrieri
 
roma
 
 
 
«Lavoriamo perché i tempi siano celeri» aveva detto il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti al nostro giornale qualche giorno fa, riferendosi al nuovo stadio della Roma. Così è stato: l’impianto giallorosso si farà. La lunga corsa cominciata anni fa è arrivata finalmente all’ultimo chilometro. In queste ore, infatti, stanno arrivando i pareri di tutti i soggetti interessati, come richiesto dalla Regione in vista dell’apertura della Conferenza dei Servizi in programma domani. Il via libera più importante, la vera svolta, è quella giunta dal Ministero dei Trasporti: per la mobilità è sufficiente, secondo quanto scritto, il ponte dei Congressi, finanziato dal Cipe. Mentre non è indspensabile il ponte di Traiano, la cui necessità poteva rappresentare un problema, in quanto attualmente non finanziato. Decisivo il pressing del ministro dello Sport, Luca Lotti, che proprio in un’intervista al Corriere dello Sport aveva spiegato l’importanza di un sì pieno e rapido allo stadio della Roma considerato un altro tassello sulla strada della modernizzazione del nostro calcio. Anche dal Comune è arrivato il parere positivo, accompagnato da voluminosi allegati. Alla Pisana sono stati consegnati anche le relazioni del Ministero dei Beni culturali, dell’Anas, dell’Agenzia del demanio, dell’Autorità del bacino. In queste relazioni sono contenuti punti di vista diversi, in qualche caso perfino opposti, su singoli aspetti. A questo punto Zingaretti ha deciso che aprirà e terrà aperta la Conferenza per farla votare subito sui punti discordanti, così da arrivare in poco tempo ad una soluzione definitiva e con la condivisione più larga possibile. Quanto tempo ci vorrà? Non più di qualche giorno. Dopo di che gli adempimenti formali saranno compiuti e si passerà alla fase realizzativa dello stadio previsto nell’area di Tor di Valle. In modo da dare il prima possibile il via ai lavori del nuovo impianto: il club ha messo nel mirino il primo trimestre del 2018. In questo modo l’inaugurazione del nuovo stadio potrebbe essere programmata per l’inizio della stagione 2020-21 o, se non dovessero farcela prima, durante il campionato. In casa Roma non vedono l’ora e un mese fa Baldissoni aveva annunciato: «Se arriva l’ok entro quattro settimane, nel 2020-21 potremmo aprirlo». Il momento è quasi arrivato, la Roma avrà il suo stadio. ©Riproduzione riservata
 
 

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