fausto brizzi articolo il messaggero

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Offline FatDanny

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Re:fausto brizzi articolo il messaggero
« Risposta #160 il: 22 Nov 2017, 11:29 »
Attenzione, questa che hai scritto é la traduzione popolare della frase di Camus che ne stravolge il senso e ha consentito il "recupero" da parte di troppi movimenti.
L'esatta citazione é quella che ho postato io. Ed é diverso. Ben diverso.
Camus non mette in dubbio il concetto di giustizia, ma l'esercizio del terrore.

A margine andrebbe ricordato che non fu il terrore a dare l'indipendenza algerina, e nemmeno la guerra. Stai facendo esempi che hanno fallito storicamente il loro obiettivo.
Mi auguro che le donne che lottano contro il flagello della violenza sulle donne abbiano più acume.

No, mi sono evidentemente spiegato male.
Io stavo parafrasando Camus, che va invece inteso esattamente come lo hai citato tu.
La mia parafrasi ne cambiava il significato (ma è FD a farlo, non Camus) vedendo nella sua posizione un'astrazione forzata dal rifiuto di considerare come si dispiega materialmente un conflitto tra poteri.

Un potere, per definizione, è l'applicazione di una forza.
Se due poteri si scontrano ne scaturisce una o più coercizioni, perché nello scontro tra forze una ha la meglio.
Se si rifiuta la coercizione, si rifiuta di maneggiare il potere.
Legittimo, ma questo significa lasciarlo nelle mani di chi già ne dispone.
In sintesi.

Gli esempi che faccio hanno fallito? dipende dai punti di vista.
I giacobini hanno fallito, ma nel mio modo di vedere il fallimento dipende da un tardivo Terrore piuttosto che da un eccesso, perchè i nobili andavano segati tutti e subito, prima che si riorganizzassero. E rappresentano il problema delle rivoluzioni a metà.
Gli altri esempi di violenza che ho fatto in realtà il risultato l'hanno ottenuto eccome a meno che non consideri il lungo periodo.
Ma se andiamo su questo ti dico che hanno fallito pure l'indipendenza algerina, la gloriosa rivoluzione inglese e le democrazie liberali. Ossia tutti  ;)

Re:fausto brizzi articolo il messaggero
« Risposta #161 il: 23 Nov 2017, 10:15 »
State volando alto tra Camus e Robespierre, io invece riatterrerei un attimo nella meschina italica attualità.

Ma tutta sta gogna, alla fine dov'e'?
E' in corso una mezza riabilitazione per il nostro eroe giallorosso dei cinepanettoni, parliamoci chiaro.
Ieri persino Verdone a margine della sua laurea honoris causa ha detto di sperare che le accuse  "vengano ridimensionate".
Il che vuol dire che qualcuna delle attrici ha esagerato (victim blaming).
Ma comunque un po tutti gli addetti ai lavori che hanno avuto lavorato con lui ( da Bisio alla Brilli alla Parietti etc etc ) insistono nel dire che loro hanno conosciuto una persona completamente diversa, mite, dolce, rispettosa, etc.
Poi c'e' la querelle della Warner Bros credits si/no, che ovviamente si sta trasformando in un enorme battage pubblicitario.
A che serve mettere il nome di Brizzi quando tutto il mondo sa che l'ultimo cinepanettone l'ha diretto lui? Anzi andiamolo a vedere, sarà sicuramente divertente vedere il film di quello sporcaccione.
By the way chi ha avuto il coraggio di vedere uno dei suoi film può testimoniare di come vengano rappresentate le figure femminili: fregne, idiote, puttane ( e forse questo in fondo è anche più dannoso delle molestie ).

Perchè Brizzi non corre a querelare Giarrusso, Mediaset e tutte quelle sciacquette che l'hanno calunniato distruggendogli la vita?
Eppure la Legge prevede che ci si possa difendere da questa aggressione, o no?
Tutti quelli che "le accuse si fanno nei tribunali" : beh allora anche difendersi si fa nei tribunali.

Offline laziAle82

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Re:fausto brizzi articolo il messaggero
« Risposta #162 il: 23 Nov 2017, 12:11 »

Offline italicbold

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Re:fausto brizzi articolo il messaggero
« Risposta #163 il: 23 Nov 2017, 14:06 »
State volando alto tra Camus e Robespierre, io invece riatterrerei un attimo nella meschina italica attualità.

Ma tutta sta gogna, alla fine dov'e'?
E' in corso una mezza riabilitazione per il nostro eroe giallorosso dei cinepanettoni, parliamoci chiaro.
Ieri persino Verdone a margine della sua laurea honoris causa ha detto di sperare che le accuse  "vengano ridimensionate".
Il che vuol dire che qualcuna delle attrici ha esagerato (victim blaming).
Ma comunque un po tutti gli addetti ai lavori che hanno avuto lavorato con lui ( da Bisio alla Brilli alla Parietti etc etc ) insistono nel dire che loro hanno conosciuto una persona completamente diversa, mite, dolce, rispettosa, etc.
Poi c'e' la querelle della Warner Bros credits si/no, che ovviamente si sta trasformando in un enorme battage pubblicitario.
A che serve mettere il nome di Brizzi quando tutto il mondo sa che l'ultimo cinepanettone l'ha diretto lui? Anzi andiamolo a vedere, sarà sicuramente divertente vedere il film di quello sporcaccione.
By the way chi ha avuto il coraggio di vedere uno dei suoi film può testimoniare di come vengano rappresentate le figure femminili: fregne, idiote, puttane ( e forse questo in fondo è anche più dannoso delle molestie ).

Perchè Brizzi non corre a querelare Giarrusso, Mediaset e tutte quelle sciacquette che l'hanno calunniato distruggendogli la vita?
Eppure la Legge prevede che ci si possa difendere da questa aggressione, o no?
Tutti quelli che "le accuse si fanno nei tribunali" : beh allora anche difendersi si fa nei tribunali.

A mio avviso, ripeto, sempre a mio avviso é proprio quello che temevo.
Quando ho scritto

Fat ha ben identificato la mia paura.
Il giacobinismo.
A mio avviso é solo sfogo, non giustizia.
Ha un valore molto limitato nel tempo e, spesso, lascia i problemi irrisolti. Se non aggravati.
Non mi piace la giustizia social, o quella da reality show.

Era esattamente questo.
Una campagna basata sugli hashtags ha una fragilità che non può non essere considerata.
Basta una mezza intervista di Verdone, come giustamente scrivi tu, per far perdere terreno a una sacrosanta rivendicazione che fatica a fare passi in avanti.

Offline Davy_Jones

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Re:fausto brizzi articolo il messaggero
« Risposta #164 il: 23 Nov 2017, 14:39 »
http://www.repubblica.it/esteri/2017/11/23/news/l_ex_medico_sportivo_delle_ginnaste_olimpioniche_usa_si_dichara_colpevole_di_abusi_sessuali-181864355/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P4-S1.8-T1

solo perche', a differenza della vicenda di brizzi, questa la ho seguita, secondo me sarebbe stato importante, nell'articolo, anche spiegare come si e' arrivati a questa dichiarazione di colpevolezza, un po' perche' le ginnaste olimpiche non c'entrano nulla (per ora) e un po' perche' il sistema americano e' *molto* diverso dal nostro (per esempio la pubblica accusa ha un ruolo politico negli usa: i DA sono eletti e vogliono fare carriera, e passare alla storia come quello che non e' riuscito a far condannare un mostro come nassar non aiuta esattamente a fare carriera in politica...)

in breve: nassar si e' dichiarato colpevole perche' la sua difesa si e' messa d'accordo con l'accusa per ottenere un beneficio (da quantificare) in un altro procedimento in cui e' accusato di un reato federale molto piu' grave (nel sistema usa) di cio' di cui era accusato in questo caso. nassar aveva il 100% di probabilita' di essere condannato per il reato federale, per il quale ci sono prove blindate, mentre condannarlo in questo processo sembrava molto complicato. cosi' l'accusa ha proposto un accordo che conviene a tutti: nassar avra' qualche beneficio futuro e il DA mettera' sul CV di essere riuscito a metterlo dentro (cosa che non era scontata). la difesa di nassar potrebbe farne molti altri di accordi cosi' nei prossimi mesi, perche' ha processi "fotocopia" di questo in corso in varie altre zone.

Offline naoko

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Re:fausto brizzi articolo il messaggero
« Risposta #165 il: 23 Nov 2017, 17:28 »
Tra l'altro la Biles, ha fatto un ottimo intervento nei confronti di una collega ginnastica che minimizzava quanto successo ad Aly Raisman con la storiella del "è nostro dovere vestirci in modo adeguato".

per quale motivo noi donne siamo sempre le prime a colpevolizzare altre donne e/o minimizzare quanto accaduto??????

Offline FatDanny

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Re:fausto brizzi articolo il messaggero
« Risposta #166 il: 24 Nov 2017, 08:19 »
Era esattamente questo.
Una campagna basata sugli hashtags ha una fragilità che non può non essere considerata.
Basta una mezza intervista di Verdone, come giustamente scrivi tu, per far perdere terreno a una sacrosanta rivendicazione che fatica a fare passi in avanti.

giustissimo, ma non mi sembra una campagna basata sull'hashtag.
Questa di Weinstein-brizzi è solo una parzialità rispetto ad una campagna generale partita da oltre un anno in tutto il mondo e che ha visto manifestazioni oceaniche di donne in europa, USA, sud america (potrei perdermi altri paesi per ignoranza) e che ha rivendicazioni che vanno ben oltre l'indice di personaggi di questo tipo.

Se questa parzialità fosse la totalità sarei d'accordo con te.
ma limitare il tutto a questo è una nostra rimozione involontaria.
Per questo ho postato il Piano, espressione italiana della campagna.
Non ci scordiamo il 26 novembre dello scorso anno, lo sciopero transnazionale dell'8 marzo, etc.
Re:fausto brizzi articolo il messaggero
« Risposta #167 il: 24 Nov 2017, 09:51 »
Una campagna basata sugli hashtags ha una fragilità che non può non essere considerata.
Basta una mezza intervista di Verdone, come giustamente scrivi tu, per far perdere terreno a una sacrosanta rivendicazione che fatica a fare passi in avanti.

Però appunto: sono due cose diverse.
Se fosse stato giacobinismo ci sarebbe stato un clima di terrore, e invece il clima
è molto all'italiana, pieno di sippero', di distinguo, di ammorbidimenti vari.
Non è che siccome la vicenda è partita dalle iene invece che da una lettera al ny times
allora l'esito cambia.
Poi possiamo criticare le iene quanto vogliamo, ma un dato di fatto è che senza qualcuno che cercasse di coordinare e unire le varie accuse nessuna delle aspiranti attrici avrebbe avuto la forza e il coraggio di denunciare alla magistratura le molestie.
Aprire un varco in un mondo dove questo tipo di cose è considerato normale o quasi.

Poi dopo, la battaglia culturale è e deve essere, come dice FD, assolutamente quella delle realtà femministe che hanno preparato il documento ( molto bello, l'ho letto, casomai un filino prolisso ) e la manifestazione di domani, però una breccia andava aperta a livello mainstream, per forza.
Re:fausto brizzi articolo il messaggero
« Risposta #168 il: 27 Nov 2017, 01:27 »
Devo ammettere che sono colpita, anche se me l'aspettavo da voi. Sono colpita dal furore di alcuni (che è anche il mio) e dalla lungimiranza di altri (che comprendo e condivido). Non so quale sarà l'esito di questa sciagurata vicenda, ma volevo ringraziarvi. Noi donne subiamo molestie continuamente, in qualsiasi ambito. Si va dalla pacca sul culo per strada (e non sapete quanto sia frequente), agli strusciamenti sugli autobus, a episodi infinitamente più gravi. E' un fenomeno quasi congenito, un retaggio che a volte sembra davvero impossibile estirpare. Però, nel leggervi, io mi sento meglio. Mi sento meglio, sapendo che in giro per il mondo esistono uomini come voi. E' il motivo per cui non ho mai potuto odiarvi e mai potrò, pur essendo visceralmente femminista. Grazie della boccata d'aria. Siete belli. Volevo solo dirvelo.
Re:fausto brizzi articolo il messaggero
« Risposta #169 il: 29 Nov 2017, 17:55 »
Re:fausto brizzi articolo il messaggero
« Risposta #170 il: 29 Nov 2017, 23:07 »
Anche io Fiammetta, ma ultimamente scrivi troppo poco.

Tornando al regista in oggetto: qualcuno ci aveva provato a denunciarlo...

https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/11/16/fausto-brizzi-la-tatuatrice-vanya-stone-andai-denunciarlo-due-anni-fa-ma-mi-hanno-detto-che-non-avevo-prove/3982486/?utm_source=outbrain&utm_medium=widget&utm_campaign=obinsource
Ciao Kelly. Scrivo poco perché ho il caos dentro. Non gioverebbe a voi come non giova a me. Quando avrò dentro spinte meno drammatiche, forse mi ricorderò chi ero. E forse tornerò chi ero. Però adesso non lo sono. Sto ancora cercando di farmi una ragione della distruzione della mia famiglia. E non ci sono ancora riuscita. Grazie di avermi risposto. Credevo di aver "seccato" il topic. Mi sarebbe spiaciuto molto. Alla prossima. Baci.
Dimenticavo: quest'ultima notizia è un masso pesante.

Offline MisterFaro

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KIPIUNEHAPIUNEMETTA!
Re:fausto brizzi articolo il messaggero
« Risposta #171 il: 30 Nov 2017, 07:25 »
Fiammetta, questa è casa tua lo sai.
Spero di leggerti più spesso, significherà che stai superando i drammi che ti hanno colpita.
Un caldo affettuoso abbraccio

Offline naoko

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Re:fausto brizzi articolo il messaggero
« Risposta #172 il: 30 Nov 2017, 10:13 »
Nell'articolo alla fine dice:
Citazione
via ai carabinieri che però non le credono e non registrano, a quanto pare, nemmeno la denuncia. “Mi hanno detto che non avevo prove, che non potevano agire. Non so neanche se mi hanno creduto”.

io ci credo proprio che sia andata così. E penso sia anche il motivo per cui molte ragazze non denunciano situazioni del genere. Purtroppo.
Re:fausto brizzi articolo il messaggero
« Risposta #173 il: 11 Dic 2017, 15:07 »
Brignano dice la sua sul caso Brizzi, oggi sul Corriere:


Pensa che su Brizzi si siano espressi giudizi ingiusti?

«A lui piacciono le donne, come a me. Le stesse donne che ora si lamentano spesso, dicendo che agli uomini piacciono sempre meno, la famosa crisi dell’uomo... Le fake news non sono un’invenzione. ..».

Questo è successo con Brizzi?

«E’ un intellettuale, gli piace parlare, sedurre. Ha sedotto anche sua moglie così. E’ già successo: Sofia Loren ha sposato un produttore, Anna Magnani un regista...».

Sì, ma lì c’è la reciprocità...

«Ma se uno dice: “Spogliati nuda”, ti ha fatto una violenza? No, ti ha fatto una proposta. Digli di no e vai via. Bisogna stare attenti a catalogare tutto come molestia, se no anche io vengo sempre molestato».

In che senso?

«Mi chiedono di fare delle foto e non voglio. Ma le faccio, perché se no chissà cosa dicono... Posso esternare questa cosa? No. Però dico anche a Miss Italia: lui ti ha chiesto di spogliarti? E quindi? E tu ti sei spogliata? No. E quindi? Chiunque vorrebbe vedere Miss Italia nuda...».

Sì, ma quello è lavoro e c’è una persona che può esercitare un potere...

«E perché ci torni il giorno dopo? Allora anche io ho molestato delle ragazze: in discoteca, avevo 14 anni. Ci provavo e loro non volevano, eddai, dammi un bacetto, eddai. Una l’ho molestata talmente tanto che si è fidanzata con me. E da ragazzino ho anche palpeggiato, facendo la mano morta».

E’ molto coinvolto in questa storia...

«Devo difendere un film a cui hanno lavorato di più di 150 persone. E non si può mettere in croce una persona: il tribunale non può essere Porta a porta o le Iene».

Le Iene di cui è stato anche conduttore. Se questo caso fosse successo quando lo era, cosa avrebbe fatto?

«Bisogna trovarcisi. Io so che dietro ogni servizio c’è un montaggio, una regia e un pool di avvocati che sanno quale è il limite per non essere denunciati. Non so cosa avrei fatto, bisogna vivere la situazione».

Non vale anche per le ragazze che si trovano in situazioni ambigue?

«Però penso anche a tutte le aspiranti attrici che ai provini tengono a dire che sono senza mutande. Simpaticamente, esternano questo pensiero».

Offline Nesta idolo

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Re:fausto brizzi articolo il messaggero
« Risposta #174 il: 12 Dic 2017, 17:20 »
Brignano, ma che c'entra questo tipo di proposta con il mestiere dell'attrice? Cioè è tutto normale? Hai fatto un minestrone, partendo dal presupposto che l'accusato perché tuo amico o conoscente debba per forza di cosa essere innocente, difendendolo strenuamente. Sono d'accordo che i processi si fanno nei tribunali, però ci vorrebbe maggiore rispetto per le ragazze coinvolte, anche comparare persone diverse tra loro, provando a semplificare banalmente il tutto è grave un errore.

Offline FatDanny

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Re:fausto brizzi articolo il messaggero
« Risposta #175 il: 20 Dic 2017, 10:21 »
da: http://femministerie.wordpress.com/2017/12/18/metoo-il-contrattacco-e-lo-spauracchio-della-fine-del-desiderio/

#MeToo, il contrattacco e lo spauracchio della fine del desiderio


“In Italy, #MeToo Is More Like ‘Meh’”, titola il New York Times. La mobilitazione che negli Stati Uniti ha innescato un cambiamento di portata storica, ed è per questo stata riconosciuta come una rivoluzione di portata analoga ai grandi movimenti della fine degli anni Sessanta, in Italia è seppellita sotto una coltre di disinteresse, quasi un sonoro sbadiglio.

Non solo, ma sulla pagine dei giornali e in tv, per disinnescare la carica destabilizzante della presa di parola delle donne, questa è fatta oggetto di irrisione (“La danno via e poi frignano”), di boriosi atteggiamenti di mansplaining (del resto chi meglio di un uomo può spiegare a una donna quando è giusto fare una denuncia per le molestie subite?), o di discredito (ne sa qualcosa Asia Argento, attaccata pochi giorni fa da Vladimir Luxuria e dal vicedirettore di Libero Pietro Senaldi nella trasmissione Carta Bianca di Rai Tre, un episodio che al di là del merito costringe a chiedersi: seriamente il servizio pubblico televisivo ritiene necessario il contraddittorio quando a parlare è una donna che racconta la sua esperienza di violenza?).

Il particolare impegno su questo fronte della stampa di destra, vicino all’ex premier Silvio Berlusconi, fa sorgere più di un sospetto che il ritorno in campo del “Caimano” non sia un particolare di poco conto nel quadro generale. Lo suggeriscono sia Ida Dominijanni sull’Huffington Post, sia Simona Siri nel suo commento sul Washington Post. Però le voci scettiche o apertamente negazioniste sono tante, e dettano la linea anche dalle pagine di altri quotidiani e riviste, puntando in particolare sulla retorica della fine del corteggiamento, della seduzione, del desiderio.

Pensiamo alle parole di Enrico Brignano sul Corriere della Sera: siamo uomini, ci piacciono le donne, se una donna non dice di no vuol dire che ci sta, ecc. “Le parole del comico non vengono controbattute dalla giornalista e si inseriscono, di fatto, nella copertura che uno dei maggiori quotidiani nazionali sta facendo di un fenomeno mondiale”, ha scritto Claudia Torrisi. E c’è anche l’intervista rilasciata da Francesco De Gregori a Vanity Fair: “La discussione ha preso una piega assurda confondendo i piani. Stalkeraggio, molestie e violenze sono ambiti diversi dal corteggiamento. Non mi convincerò mai che una mano che sfiora la gamba di una tua amica al cinema sia da sanzionare con la galera”.

Ma chi ha parlato di mettere in galera i corteggiatori, oltre alle penne un po’ deliranti che inventano e al tempo stesso paventano la dittatura del politically correct, del “ci estingueremo per femminismo”? La distinzione tra sesso come piacere e sesso come potere/sottomissione, tra corteggiamento e predazione sessuale, tra avances e violenza non è fatta propriamente di sfumature. Nella maggioranza dei casi non occorre scomodare la complessità dell’umano desiderio. Non voglio farla facile, ma quando la differenza tra il consenso estorto e il consenso libero non è chiara è perlopiù perché resta opaca la struttura di potere in cui ci si trova ad agire sessualmente.

È quindi in corso un contrattacco fatto a colpi di sciocchezze, con la complicità dei media mainstream? Sì, ma non c’è solo questo. Perché ai discorsi di chi insiste a fingere di non sapere la differenza che c’è tra il “provarci” e la molestia, se ne affiancano altri meno banali, preoccupati – potremmo dire “da sinistra” – soprattutto di alcuni possibili esiti nefasti di questa mobilitazione globale.

Penso alla riflessione di Slavoj Žižek pubblicata su Internazionale (n. 1232), secondo cui “bisogna adoperarsi affinché questo risveglio non si trasformi in un nuovo caso in cui la legittimazione politica si basa sullo status di vittima del soggetto”. L’idea del filosofo è che questa idea del soggetto come “vittima irresponsabile” faccia di ogni “incontro con l’Altro” una “minaccia potenziale” al proprio precario equilibrio.

Un altro tra i pochi argomenti che meritano riflessione è il problema di come scrivere nuove regole delle relazioni, dove c’è il rischio di veder proliferare reati e sanzioni (lo paventa per esempio l’antropologo Franco La Cecla su Doppiozero riferendosi alla proposta francese di introdurre un “reato di sguardo per strada”).

Convinta come sono che queste conseguenze non siano affatto desiderabili, sono però anche convinta che non siano affatto inevitabili, per le ragioni che proverò a spiegare.

Innanzitutto noterei che Il Time, nel suo riconoscimento delle donne che hanno rotto il silenzio come “persone dell’anno”, ha parlato giustamente di una “rivoluzione del rifiuto”. Il rifiuto non è una postura vittimistica, ma al contrario un’espressione attiva di agency.

L’ultima celebre testimone del modello predatorio di Harvey Weinstein, l’attrice Salma Hayek ha scritto: “Gli uomini molestavano sessualmente le donne perché potevano farlo. Le donne oggi parlano perché, in questa nuova era, finalmente possiamo farlo”. Il verbo potere (can) significa due cose diverse nella stessa frase. Gli uomini lo facevano (lo fanno, dovremmo dire) perché gli era consentito da un sistema millenario che sancisce il diritto sessuale maschile. Le donne possono parlare perché questa possibilità l’hanno creata da sé, con il coraggio di alcune e la solidarietà di tante. C’è il rischio che il riconoscimento della forza di queste donne passi tutta attraverso il loro status di vittime? Sì, ma questo esito si può scongiurare respingendo le offerte politiche di protezione paternalistica e mantenendo aperto un conflitto che sia trasformativo delle relazioni di potere.

Seconda questione. La necessità di riscrivere le regole delle relazioni tra uomini e donne, e più in generale tra esseri umani, può effettivamente offrire una sponda a interventi legislativi che moltiplichino le ipotesi di reato per rispondere a una presunta domanda femminile di protezione. Ne parliamo, Cecilia D’Elia ed io, nel libro Libere tutte, dove individuiamo due rischi paralleli: da una parte l’ideologia neoliberale che, prescindendo dalle strutture di potere esistenti, finisce per far ricadere la responsabilità interamente sull’individuo più vulnerabile (tua la libertà di dire sì o no, tua la responsabilità delle conseguenze); dall’altra, il paternalismo del diritto che si assume compiti di natura morale.

Ma il rischio di un’ondata di moralizzazione e disciplinamento viene meno se, al posto dell’ottica della repressione e della protezione, assumiamo la prospettiva della liberazione della sessualità dalle regole patriarcali. Queste regole, di cui sono espressione i modi consueti di pensare la seduzione e il corteggiamento, costruiscono il desiderio come una relazione tra un soggetto e un oggetto. Non sarebbe più interessante se, anziché lagnarci della loro perdita, cogliessimo questa opportunità storica per immaginare come possono darsi delle relazioni libere tra due soggetti?

E se mettessimo l’accento, anziché sul desiderio (maschile) da disciplinare, sul desiderio (femminile) da riconoscere, esplicitare, rendere protagonista, con tutto – anche l’incertezza e il rischio di rifiuto – che ciò comporta?

E se dicessimo una volta per tutte che il politically correct è solo uno spauracchio per conservare intatte le relazioni di potere?

Offline pan

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1027
Sesso: Femmina
Re:fausto brizzi articolo il messaggero
« Risposta #176 il: 20 Dic 2017, 20:28 »
brignano è divertente, è pure laziale ma non mi è mai calato, la notarella stonata l'ho recepita sempre e non so perché.

Offline mdfn

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1234
Sesso: Maschio
Re:fausto brizzi articolo il messaggero
« Risposta #177 il: 20 Dic 2017, 20:55 »
FatDanny, molto interessante.
Re:fausto brizzi articolo il messaggero
« Risposta #178 il: 20 Dic 2017, 21:36 »
a Brizzi intellettuale ho smesso di leggere

Offline Kredskin

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Re:fausto brizzi articolo il messaggero
« Risposta #179 il: 27 Gen 2018, 18:29 »
Brignano dice la sua sul caso Brizzi, oggi sul Corriere:


Pensa che su Brizzi si siano espressi giudizi ingiusti?

«A lui piacciono le donne, come a me. Le stesse donne che ora si lamentano spesso, dicendo che agli uomini piacciono sempre meno, la famosa crisi dell’uomo... Le fake news non sono un’invenzione. ..».

Questo è successo con Brizzi?

«E’ un intellettuale, gli piace parlare, sedurre. Ha sedotto anche sua moglie così. E’ già successo: Sofia Loren ha sposato un produttore, Anna Magnani un regista...».

Sì, ma lì c’è la reciprocità...

«Ma se uno dice: “Spogliati nuda”, ti ha fatto una violenza? No, ti ha fatto una proposta. Digli di no e vai via. Bisogna stare attenti a catalogare tutto come molestia, se no anche io vengo sempre molestato».

In che senso?

«Mi chiedono di fare delle foto e non voglio. Ma le faccio, perché se no chissà cosa dicono... Posso esternare questa cosa? No. Però dico anche a Miss Italia: lui ti ha chiesto di spogliarti? E quindi? E tu ti sei spogliata? No. E quindi? Chiunque vorrebbe vedere Miss Italia nuda...».

Sì, ma quello è lavoro e c’è una persona che può esercitare un potere...

«E perché ci torni il giorno dopo? Allora anche io ho molestato delle ragazze: in discoteca, avevo 14 anni. Ci provavo e loro non volevano, eddai, dammi un bacetto, eddai. Una l’ho molestata talmente tanto che si è fidanzata con me. E da ragazzino ho anche palpeggiato, facendo la mano morta».

E’ molto coinvolto in questa storia...

«Devo difendere un film a cui hanno lavorato di più di 150 persone. E non si può mettere in croce una persona: il tribunale non può essere Porta a porta o le Iene».

Le Iene di cui è stato anche conduttore. Se questo caso fosse successo quando lo era, cosa avrebbe fatto?

«Bisogna trovarcisi. Io so che dietro ogni servizio c’è un montaggio, una regia e un pool di avvocati che sanno quale è il limite per non essere denunciati. Non so cosa avrei fatto, bisogna vivere la situazione».

Non vale anche per le ragazze che si trovano in situazioni ambigue?

«Però penso anche a tutte le aspiranti attrici che ai provini tengono a dire che sono senza mutande. Simpaticamente, esternano questo pensiero».

Da vomito.

Cioè, per difendere un film giustifica molestie sistematiche fatte da una persona di potere durante dei provini... Mette sullo stesso piano un 14 enne che in discoteca ci prova con una sua coetanea ad uno adulto e sposato che nell'atto di decidere il futuro (dei sogni) di una ragazza le dice di spogliarsi.

Chiosa finale sulle ragazze che provano ad usare il loro corpo, come se questo possa in qualche modo cambiare qualcosa rispetto a quelle molestate. Quindi visto che qualcuna di prostituisce allora tutte sono prostituite e se le tratti come tali va bene.

Che miseria di essere umano.


P.S. Co' la mano morta fai schifo pure a 14 anni.
 

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