Stadio della.... (Topic ufficiale)

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« Risposta #8780 il: 16 Mar 2018, 10:01 »
Stadio Roma, Berdini: Non è vero che non costa alla collettività

"Fino ad oggi ci hanno sempre detto che non bisogna preoccuparsi perché lo stadio lo fa tutto una società privata e non c’è alcun costo per la collettività. Non è proprio così". Così Paolo Berdini, ex assessore all'Urbanistica della giunta Raggi, intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano – Dentro la notizia” su Radio Cusano Campus. "Quando uno costruisce un grande immobile deve dare per legge dei soldi al Comune, il quale Comune è libero di scegliere dove investirli. In realtà quegli oneri di urbanizzazione vengono reinvestiti per costruire le infrastrutture che servono per rendere accessibile lo stadio della Roma. Quindi, dato che lo stadio della Roma non è accessibile, dobbiamo prendere dei soldi che spettano alla collettività ed utilizzarli per rendere lo stadio accessibile. Ci sono un’infinità di altri soldi a Roma che possono ospitare lo stadio senza spendere altri soldi e allora quei 20 milioni possiamo spenderli per altro, magari per costruire una tranvia", ha aggiunto.
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« Risposta #8781 il: 19 Mar 2018, 16:33 »
Stamattina l'AD Gandini ha detto a Radiouno che sono fiduciosi per la posa della prima pietra entro il 2018...

Offline robylele

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« Risposta #8782 il: 19 Mar 2018, 19:35 »
Stamattina l'AD Gandini ha detto a Radiouno che sono fiduciosi per la posa della prima pietra entro il 2018...

Io ero rimasto alle parole del presidente che rassicurò sul fatto che si sarebbe giocata la prima partita nel 2017.
E questo con le tribune fatte e gli spogliatoi utilizzabili, oltre che con l'erba rasata.

Offline ssl1900

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« Risposta #8783 il: 20 Mar 2018, 11:09 »
Io ero rimasto alle parole del presidente che rassicurò sul fatto che si sarebbe giocata la prima partita nel 2017.
E questo con le tribune fatte e gli spogliatoi utilizzabili, oltre che con l'erba rasata.

A dire il vero io ero rimasto alle parole di Lotito e Diaconale pronunciate qualche mese fa dove ci annunciavano che a breve avrebbero presentato il progetto per il nostro nuovo stadio.
Non so quando la as roma merda giocherà la sua prima partita nel loro nuovo stadio ma qualcosa mi fa pensare che lo faranno prima di noi...

Online natoil26maggio

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« Risposta #8784 il: 23 Mar 2018, 09:41 »
A dire il vero io ero rimasto alle parole di Lotito e Diaconale pronunciate qualche mese fa dove ci annunciavano che a breve avrebbero presentato il progetto per il nostro nuovo stadio.
Non so quando la as roma merda giocherà la sua prima partita nel loro nuovo stadio ma qualcosa mi fa pensare che lo faranno prima di noi...
Ecco, sarei pure io dell'idea di iniziare a preoccuparci di più di cosa intenda fare la Lazio.
Svanita la speranza che potessero essere i cinquestelle a fermare l'ennesimo scempio urbanistico romano, messa l'anima in pace sul fatto che James Soprano e Unicredit possano fare in città il cavolo che gli pare, direi di voltare pagina.
Lo stadio è essenziale per il futuro della nostra società. Abbiamo, secondo me, già perso il "vento buono" portato dalla necessità di approvare il progetto-Sopranos. Non ho mai condiviso l'idea di Lotito di attendere l'approvazione del loro per poi presentare il nostro progetto. Il momento politicamente migliore era quello e lo abbiamo perso.
Comunque, resta vitale presentare il progetto-stadio il prima possibile. Ne va dei nostri conti, delle future generazioni di tifosi, dell'immagine Lazio e di tutte le sue ricadute (sponsor, sicurezza, considerazione all'estero ecc.), dei rapporti di forza cittadini ecc. Ripeto, il nuovo stadio è essenziale e sarà bene che la società passi dalle parole ai fatti prima che sia troppo tardi.
E a noi tifosi sta pure il compito di chiedere risposte.

Offline Blueline

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« Risposta #8785 il: 23 Mar 2018, 13:46 »
Oramai le buche a Roma sono comparabili con quelle della Luna: lo stadio si deve fare e le strade no? Il ponte lo dobbiamo pagare e le strade possono aspettare? Non reggono botta per un tweet di un calciatore e per le strade invece sperano di dare la colpa a quelli che c'erano prima?

Offline Blueline

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« Risposta #8786 il: 23 Mar 2018, 14:02 »
Ecco, sarei pure io dell'idea di iniziare a preoccuparci di più di cosa intenda fare la Lazio.
Svanita la speranza che potessero essere i cinquestelle a fermare l'ennesimo scempio urbanistico romano, messa l'anima in pace sul fatto che James Soprano e Unicredit possano fare in città il cavolo che gli pare, direi di voltare pagina.
Lo stadio è essenziale per il futuro della nostra società. Abbiamo, secondo me, già perso il "vento buono" portato dalla necessità di approvare il progetto-Sopranos. Non ho mai condiviso l'idea di Lotito di attendere l'approvazione del loro per poi presentare il nostro progetto. Il momento politicamente migliore era quello e lo abbiamo perso.
Comunque, resta vitale presentare il progetto-stadio il prima possibile. Ne va dei nostri conti, delle future generazioni di tifosi, dell'immagine Lazio e di tutte le sue ricadute (sponsor, sicurezza, considerazione all'estero ecc.), dei rapporti di forza cittadini ecc. Ripeto, il nuovo stadio è essenziale e sarà bene che la società passi dalle parole ai fatti prima che sia troppo tardi.
E a noi tifosi sta pure il compito di chiedere risposte.
Con noi sarebbe differente, direbbero "il progetto è stato approvato da chi c'era prima". Questi sono duri e puri con i poveri cristi, con i potenti iniziano a "non reggere botta".

Online lorenz82

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« Risposta #8787 il: 23 Mar 2018, 14:27 »
Con noi sarebbe differente, direbbero "il progetto è stato approvato da chi c'era prima". Questi sono duri e puri con i poveri cristi, con i potenti iniziano a "non reggere botta".
infatti basta un tweet per non fargli "reggere botta".. Ovviamente dipende da chi lo manda... Nel frattempo Roma si ritroverà con una dozzina di linee metro autoscavatesi naturalmente...

Online natoil26maggio

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« Risposta #8788 il: 23 Mar 2018, 15:26 »
Con noi sarebbe differente, direbbero "il progetto è stato approvato da chi c'era prima". Questi sono duri e puri con i poveri cristi, con i potenti iniziano a "non reggere botta".
Vabbe', ma sarebbe il caso di complicare un po' la vita a questi amministratori e di farle dire pubblicamente certe cazzate. Finora, hanno fatto a gara ad appuntarsi sul petto la coccarda del benemerito patrocinatore dello stadio. Se dovessero essere chiamati pubblicamente a dover giustificare il no alla Lazio a fronte del sì a Pallotta (e tutto sommato non credo che ciò avverrebbe), ne vedremo delle belle. Cerchiamo, almeno noi, di rendergli tutto troppo facile 

Offline robylele

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« Risposta #8789 il: 25 Mar 2018, 12:28 »
Il pollo dell'idaho è sempre esistito ed esisterà sempre, come ci ha ricordato scorsese.

Due rilievi:
- la moneta sonante finirá nelle tasche di pallotta, the wolf, non del riom, penny stock da appioppare alla casalinga dell'utah;
- lo stadio il riomm lì non lo farà, e tanto basta.

riesumo questo post del Natale 2014 e lo riquoto come feci all'epoca.

A dire il vero io ero rimasto alle parole di Lotito e Diaconale pronunciate qualche mese fa dove ci annunciavano che a breve avrebbero presentato il progetto per il nostro nuovo stadio.

Non vedo il nesso, stavo parlando di pallotta e delle sue promesse vane oramai datate (vedi calcio d'inizio della prima partita nel 2017 con Totti cappetano).

Per quanto riguarda la Lazio aspettiamo il progetto. Se hanno detto ''a breve'' non dovremo aspettare molto.

Ecco, sarei pure io dell'idea di iniziare a preoccuparci di più di cosa intenda fare la Lazio.

Lo stadio è essenziale per il futuro della nostra società. Abbiamo, secondo me, già perso il "vento buono" portato dalla necessità di approvare il progetto-Sopranos. Non ho mai condiviso l'idea di Lotito di attendere l'approvazione del loro per poi presentare il nostro progetto. Il momento politicamente migliore era quello e lo abbiamo perso.

Parli come se fossero iniziati i lavori a TdiValle. Se stanno ancora a carissimo amico non é da scartare l'ipotesi che la scelta di Lotito sia stata la migliore possibile.

Offline ssl1900

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« Risposta #8790 il: 27 Mar 2018, 09:52 »
riesumo questo post del Natale 2014 e lo riquoto come feci all'epoca.

Non vedo il nesso, stavo parlando di pallotta e delle sue promesse vane oramai datate (vedi calcio d'inizio della prima partita nel 2017 con Totti cappetano).

Per quanto riguarda la Lazio aspettiamo il progetto. Se hanno detto ''a breve'' non dovremo aspettare molto.

Parli come se fossero iniziati i lavori a TdiValle. Se stanno ancora a carissimo amico non é da scartare l'ipotesi che la scelta di Lotito sia stata la migliore possibile.

Nessun nesso. Quello che ho scritto è una considerazione che mi è venuta quando ho letto il tuo post.
Re:Stadio della.... (Topic ufficiale)
« Risposta #8791 il: 01 Apr 2018, 07:44 »
Stadio Roma a Tor di Valle le tribune dell’Ippodromo sacrificate alla viabilità (La Repubblica ed. Roma, 1° Aprile 2018)

Le gradinate dovevano essere ricostruite per ricordare l’architettura di Lafuente. Fondi dirottati sulle strade

lorenzo d’albergo

Eppur si muove. Sparito dai radar capitolini, puntati sul concordato di Atac e sulle porte girevoli della giunta Raggi, il progetto dello stadio della Roma è in realtà al centro di continue riunioni in Campidoglio. Nel corso degli ultimi vertici sono stati definiti i prossimi step ed è stato ulteriormente rivisto l’assetto delle opere pubbliche a carico dei costruttori: addio alla replica della tribuna dell’Ippodromo, più fondi sulla mobilità.
Andiamo con ordine. Entro i primi giorni di luglio approderà in consiglio comunale la variante urbanistica per la realizzazione dell’impianto di Tor di Valle e del business park sognati dal club giallorosso e dal costruttore Luca Parnasi. Poi, per buttare giù la “ convenzione urbanistica” ( l’atto che obbliga le parti ai rispettivi compiti e dà il via libera ai cantieri), ci vorranno altri 30 giorni. Insomma, se non ci saranno ulteriori intoppi di natura tecnica o politica, i desideri del presidente italoamericano del team di Trigoria potrebbero essere esauditi: «La prima pietra del nuovo stadio sarà posata entro l’anno — ha promesso James Pallotta lo scorso mercoledì alla radio statunitense Sirius XM — e il nostro obiettivo è ottenere il finanziamento entro i prossimi sei mesi. I banchieri ci stanno lavorando. Per costruire l’impianto? Tra i 26 e i 28 mesi».
Quel che più interessa al Comune a trazione grillina, invece, sono le opere pubbliche. La questione della mobilità è la più delicata. I pareri contrari del dipartimento Trasporti e del Mit hanno lasciato il segno: non si può più sbagliare. Per questo, pur di potenziare il progetto di unificazione della via del Mare e di via Ostiense, le parti sono disposte a più di un sacrificio. Su tutte la ricostruzione degli spalti del vecchio Ippodromo, l’opera di Julio Lafuente in un primo momento vincolata dalla Soprintendenza. Al momento la tribuna- monumento sembra destinata a finire fuori dal progetto. I costi di realizzazione e manutenzione sarebbero troppo alti. Meglio reinvestirli in un museo, ragionano in queste ore le parti, magari con una ricostruzione virtuale del vecchio impianto. E, soprattutto, spostare i fondi sull’asfalto. L’ultima parola spetterà comunque all’Assemblea capitolina.
Il patto tra palazzo Senatorio e As Roma, però, è chiaro: lo stadio aprirà solo quando strade e complanari potranno consentire un deflusso regolare a fine match. Ecco, allora, la nuova destinazione delle somme recuperabili con l’addio alla tribuna dell’Ippodromo. Verrebbero reimpiegate per allungare la corsia che dal ponte dei Congressi — il Campidoglio ha avuto rassicurazioni sulla sua realizzazione, ma l’attraversamento sul Tevere arriverà solo dopo l’inaugurazione dello stadio — porterà alla nuova casa giallorossa. Si tratta, con l’obiettivo di chiudere entro l’estate.
Re:Stadio della.... (Topic ufficiale)
« Risposta #8792 il: 01 Apr 2018, 07:44 »
E per il terreno indagato Parnasi il costruttore “Concorso in bancarotta” (La Repubblica ed. Roma, 1° Aprile 2018)

francesco salvatore

Luca Parnasi denunciato per concorso in bancarotta nell’ambito della vendita del terreno di Tor di Valle, su cui dovrà nascere il nuovo stadio della Roma. La procura nei giorni scorsi ha aperto un’indagine dopo l’arrivo di una denuncia, firmata dall’associazione Tavolo della libera urbanistica, in cui il costruttore viene tirato in ballo per aver concorso, tramite la compravendita del terreno, nel fallimento della Sais spa, di Gaetano e Umberto Papalia, avvenuto nel 2014.
Secondo i denuncianti, Parnasi, amministratore di fatto di Eurnova srl, nella stipula del primo e del secondo rinnovo contrattuale di compravendita del terreno, avrebbe in accordo con i proprietari della Sais, compiuto una distrazione dalle casse dell’azienda. Stando alla denuncia dell’associazione depositata dall’avvocato Edoardo Mobrici, e finita sul tavolo del pm Mario Dovinola, i due si sarebbero stretti la mano, nel giugno 2013, con un accordo al ribasso per la società di Papalia, e a vantaggio di Parnasi. Così facendo la Sais sarebbe stata depauperata di un capitale importante, contribuendo a portarla al fallimento, avvenuto 11 mesi più tardi: la normativa in tale materia a tutela dei creditori, infatti, vieta per le società qualsiasi cessione nell’anno precedente.
Nel primo accordo, dell’aprile 2012, il trasferimento del terreno a Eurnova era fissato a 42 milioni di euro e alla condizione sospensiva che il Comune desse l’ok alla trasformazione dell’area. Nel secondo fu data immediata efficacia al trasferimento del terreno in favore di Eurnova senza fideiussioni, pagando una caparra di 600mila euro, e confermando i 42 milioni, specificando però che la metà, 21 milioni, sarebbero stati conferiti solo con la stipula della convenzione urbanistica. In caso contrario, Sais avrebbe ricevuto 21 milioni di meno. Un atto, per l’associazione, che ha penalizzato la Sais, perché il terreno è stato trasferito subito alla metà della cifra stabilita in precedenza. A insospettire i denuncianti, inoltre, anche la cronologia degli eventi. Il 26 giugno 2013, il giorno dopo la modifica del contratto, la Sais ha presentato domanda di concordato al tribunale fallimentare, poi bocciata.
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« Risposta #8793 il: 01 Apr 2018, 07:53 »
Stadio della Roma, la Procura indaga sulla vendita dei terreni a Parnasi (Corriere della Sera ed. Roma)

La famiglia Papalia cedette la proprietà il giorno prima della richiesta di concordato

Giulio De Santis

La procura indaga sul passaggio dei terreni dell’ippodromo di Tor di Valle, dove è prevista la costruzione dello stadio della Roma, dalla società Sais della famiglia Papalia all’Eurnova del costruttore Luca Parnasi.

L’inchiesta, affidata al pm Mario Dovinola, è stata aperta dopo una denuncia dell’associazione «Tavolo della libertà urbanistica». L’ipotesi all’esame degli inquirenti, che ancora non hanno formulato reati, è che Parnasi abbia contribuito al dissesto della Sais, che gestiva l’ippodromo ed è fallita il 22 maggio del 2014. A destare i dubbi è la velocità dell’operazione, chiusa in poche ore e senza nemmeno la presentazione di una fideiussione a garanzia dei pagamenti. Perché tanta fretta?

Una breve cronistoria aiuta a chiarire gli interrogativi sollevati dalla denuncia dell’avvocato Edoardo Mobrici per conto dell’associazione. Nell’aprile del 2012 Parnasi e Papalia stabiliscono con un contratto che il trasferimento della proprietà dei terreni dell’ippodromo avverrà il 31 dicembre del 2013 e solo a una condizione. Che vi sia il via libera del Comune all’edificabilità nella zona.

Ma 14 mesi dopo tutto cambia. Il 25 giugno del 2013, azzerando il contratto siglato in precedenza, l’Eurnova e la Sais concordano l’immediato trasferimento alla prima dei terreni di cui è proprietaria la società di Papalia dietro il pagamento di una cifra dilazionata nel tempo: 42 milioni di euro se ci sarà la stipula della convenzione urbanistica con le istituzioni per la costruzione dello stadio; solo la metà, 21 milioni, qualora la convenzione non veda la luce. Nel contratto non è inserita nessuna fideiussione, nessuna garanzia che la cifra stabilita verrà pagata.

Il giorno dopo l’accordo, il 26 giugno del 2013, la Sais deposita una proposta di concordato fallimentare al tribunale civile. Offerta bocciata, tanto che undici mesi dopo c’è il fallimento della società. Il passaggio ha fatto da preludio al rinvio a giudizio di Gaetano e Umberto Papalia per bancarotta fraudolenta. Ma la Sais sarebbe fallita senza il trasferimento dei terreni alla Eurnova? Domanda a cui dovrà rispondere la procura.
Re:Stadio della.... (Topic ufficiale)
« Risposta #8794 il: 01 Apr 2018, 07:58 »
«Terreni venduti al ribasso» Nuova inchiesta sullo stadio (Il Messaggero, Cronaca di Roma, 1° Aprile 2018)

IL CASO

Il futuro stadio della Roma torna al vaglio della Procura. A piazzale Clodio è stato aperto un fascicolo sui passaggi di proprietà dei terreni dell'ippodromo di Tor di Valle, designato come base del nuovo campo dei giallorossi con accanto un mega-complesso di negozi e uffici. Sotto i riflettori del pm Mario Dovinola sono finite le procedure che hanno portato il sito, a ridosso dell'Eur, dalla Sais Spa di Umberto e Gaetano Papalia al gruppo di Luca Parnasi con la Eurnova Srl. Ed in particolare il secondo contratto di compravendita dei terreni, definito Atto modificativo dei patti transattivi firmato il 25 giugno del 2013, che avrebbe stravolto il primo accordo. Se nel contratto originario, la vendita dei terreni era legata alla stipula della Convenzione Urbanistica col Campidoglio entro dicembre 2013, pena la decadenza, nel secondo, il vincolo viene cancellato e il passaggio di proprietà diventa direttamente esecutivo. Per di più, secondo l'esposto ora sul tavolo del pm, Parnasi formalizza subito il passaggio di proprietà con una caparra di 600.000 euro e si impegna a pagare 21 milioni e Sais avrebbe rinunciato al gioiello di famiglia a undici mesi dalla dichiarazione di fallimento (decretato nel maggio 2014), mentre la normativa in materia, a tutela dei creditori, vieta qualsiasi cessione nell'arco dell'anno precedente per le società in precarie condizioni economiche.
LE ANOMALIE
Il fascicolo, ancora senza ipotesi di reato, è stato aperto in seguito alla denuncia presentata dal Tavolo della libera urbanistica, una associazione, formata da un gruppo di tecnici per lo più architetti e ingegneri, che promuove il rispetto del territorio e nel caso specifico insinua anomalie nel fallimento della Sais. Secondo la denuncia, la vendita a pochi mesi dal fallimento avrebbe esposto l'acquirente, ossia il gruppo di Parnasi, ad un concorso in bancarotta. È questo il fulcro delle nuove indagini: verificare se la vendita dei terreni nel periodo del prefallimento in cui i beni societari sono intoccabili abbia appunto portato alla bancarotta. Il giorno dopo la modifica dell'atto di compravendita, il 26 giugno 2013, la società di Papalia aveva presentato proposta di concordato, subito respinto dal curatore, e undici mesi dopo, il 22 maggio 2014, è stata dichiarata fallita. La revisione del contratto avrebbe fatto sospettare ai denuncianti (assistiti dall'avvocato Edoardo Mobrici) che le parti abbiano voluto cambiare gli accordi a svantaggio dei creditori.
LA BANCAROTTA
Nel frattempo in un precedente filone d'inchiesta sono finiti a giudizio Gaetano e Umberto Papalia, già presidente e componente del cda della Ippodromo Tor di Valle, oltre a Umberto Ciccozzi, liquidatore della Ippodromo Tor di Valle, e Michele Saggese, ex amministratore unico della Sais. Anche su questo versante d'inchiesta l'anno cruciale è il 2013, quando, secondo la Procura, con una «manovra artificiosa» si anticipa la rescissione del contratto di locazione del terreno ai gestori dell'ippodromo, per canoni non pagati, a fronte di una scadenza nel 2016. In questo modo sarebbero stati privati i creditori di Sais e di Ippodromo di Tor di Valle dei proventi che sarebbero derivati dallo sfruttamento dei terreni poi acquistati, nello stesso anno, appunto da Parnasi, rimasto estraneo alla vicenda giudiziaria.
L'ITER
Dal punto di vista amministrativo, l'iter del nuovo stadio è fermo da quasi quattro mesi, da dicembre, quando la Conferenza dei servizi ha dato il via libera al progetto, ma con una sfilza di prescrizioni. L'elenco delle falle da sanare è stato spedito ai privati a gennaio, ma da allora la Regione Lazio non ha avuto aggiornamenti. I proponenti sperano di posare la prima pietra «entro fine 2018», ma di fatto deve ancora essere firmata la convenzione urbanistica, che va ratificata con un voto del Campidoglio. Poi toccherà alla giunta regionale votare un'altra delibera ancora.
Sara Menafra
Adelaide Pierucci

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« Risposta #8795 il: 01 Apr 2018, 08:55 »
Nella peggiore delle ipotesi cosa potrebbe succedere?


I terreni, dopo 4 o 5 anni, vengono restituiti al curatore fallimentare della SAIS, che diventa il partner di Pallotta per lo stadio. Nel frattempo, Parnasi zompa e con lui UniCredit che molla ogni interesse sullo stadio. Pallotta se rompercazzo, saluta e se ne va. Totti torna a giocare per mantenersi in forma adeguata il giorno dell’inaugurazione ...

Online natoil26maggio

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« Risposta #8796 il: 01 Apr 2018, 16:40 »
A prescindere ('stoca) da risvolti penali, ricordavo che la vendita, come è normale in questo casi, fosse già soggetta a revocatoria. È stata mai fatta? Se n'è più saputo qualcosa?

Online Ranxerox

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« Risposta #8797 il: 01 Apr 2018, 21:46 »
Risvolto della vicenda che i 5stelle avranno certamente preso in considerazione nelle loro valutazioni circa l'honestà di tutta questa megatruffa fatta per il bene dei cittadini romani.

Offline Blueline

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« Risposta #8798 il: 02 Apr 2018, 06:50 »
Nella peggiore delle ipotesi cosa potrebbe succedere?


I terreni, dopo 4 o 5 anni, vengono restituiti al curatore fallimentare della SAIS, che diventa il partner di Pallotta per lo stadio. Nel frattempo, Parnasi zompa e con lui UniCredit che molla ogni interesse sullo stadio. Pallotta se rompercazzo, saluta e se ne va. Totti torna a giocare per mantenersi in forma adeguata il giorno dell’inaugurazione ...
Le stesse ipotesi che si possono fare per una squadra indebitata, se può giocare o meno in campionato....

Offline Blueline

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« Risposta #8799 il: 02 Apr 2018, 06:52 »
Risvolto della vicenda che i 5stelle avranno certamente preso in considerazione nelle loro valutazioni circa l'honestà di tutta questa megatruffa fatta per il bene dei cittadini romani.
Sempre se reggono botta, metti che un calciatore fa un tweet che li invita a lasciar perdere.....
 

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