Dal Mag: LAZIO 1914/15, CAMPIONE D'ITALIA EX AEQUO

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Offline rocchigol

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Re:Dal Mag: LAZIO 1914/15, CAMPIONE D'ITALIA EX AEQUO
« Risposta #20 il: 13 Apr 2016, 15:09 »
scusate eh... ma se uno firma due volte e' falsata.

no?

Offline VS1T

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Re:Dal Mag: LAZIO 1914/15, CAMPIONE D'ITALIA EX AEQUO
« Risposta #21 il: 13 Apr 2016, 15:37 »
Appen firmato 👍👍👍👍
Re:Dal Mag: LAZIO 1914/15, CAMPIONE D'ITALIA EX AEQUO
« Risposta #22 il: 13 Apr 2016, 16:22 »
Io eviterei di firmare due volte la stessa petizione.
Hai visto mai....... :stop
Re:Dal Mag: LAZIO 1914/15, CAMPIONE D'ITALIA EX AEQUO
« Risposta #23 il: 13 Apr 2016, 16:35 »
scusate eh... ma se uno firma due volte e' falsata.

no?

Non credo sia possibile firmare due volte, almeno non con lo stesso account.

Offline rocchigol

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Re:Dal Mag: LAZIO 1914/15, CAMPIONE D'ITALIA EX AEQUO
« Risposta #24 il: 13 Apr 2016, 16:40 »
Non credo sia possibile firmare due volte, almeno non con lo stesso account.

chi e' che non ha 2/3 account di posta...
Re:Dal Mag: LAZIO 1914/15, CAMPIONE D'ITALIA EX AEQUO
« Risposta #25 il: 13 Apr 2016, 16:48 »
chi e' che non ha 2/3 account di posta...

Ok, non ti avevo capito.

Però non ne farei comunque un problema, stiamo parlando di una petizione simbolica non di un atto con valore legale.
Lo sanno benissimo gli interlocutori che ci possono essere firmatari con più account

 ;)

(comunque io ho petizionato una volta sola, in sostanza condivido la tua posizione come consiglio e meno come problema)

Offline samu_s

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Re:Dal Mag: LAZIO 1914/15, CAMPIONE D'ITALIA EX AEQUO
« Risposta #26 il: 13 Apr 2016, 16:51 »
Le firme servono solo come strumento di sensibilizzazione sul tema.
Saranno gli organi preposti dalla FIGC a valutare carte e documenti, indipendentemente dal numero di firme ottenute, esprimendosi poi sulla questione.

Mi interesserebbe conoscere le tempistiche burocratiche e istituzionali.
 

Offline Daniela

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Re:Dal Mag: LAZIO 1914/15, CAMPIONE D'ITALIA EX AEQUO
« Risposta #27 il: 13 Apr 2016, 23:05 »
FIRMATO
FORZA LAZIO!!!!
Re:Dal Mag: LAZIO 1914/15, CAMPIONE D'ITALIA EX AEQUO
« Risposta #28 il: 30 Apr 2016, 11:04 »
"Più biancazzurro che biancoceleste"


Le consultazioni storiografiche eseguite per la rivendicazione dello Scudetto 1915 hanno riproposto con forza il tema dei colori sociali della Lazio. Nell’ultimo ventennio la polisportiva capitolina ha optato ufficialmente per il biancoceleste, ma storicamente, nell’immaginario collettivo e nel linguaggio dei tifosi a prevalere era e resta sempre il biancazzurro. Se fossimo stati in Inghilterra la questione non si sarebbe nemmeno posta, perché gli anglosassoni racchiudono tutte le gradazione del cielo nell’unicum del blue sky. Non così nell’articolata lingua italiana, in cui, invece, anche la gamma dei colori subisce tutta una serie infinita di sfumature e specificazioni. “La Lazio avrà i colori del cielo!”: così esclamarono Luigi Bigiarelli & C. il 9 Gennaio 1900 a Piazza della Libertà in occasione della fondazione della prima squadra della capitale. Come sappiamo la scelta fu compiuta anche per omaggiare lo spirito olimpico ellenico, custodito “omnia saecula saeculorum” nella sublimazione dei colori della bandiera greca. Ma il cielo di colore è? L’uomo comune non avrebbe alcun dubbio: il cielo è azzurro! E lo stendardo greco come si caratterizza cromaticamente? Qui la risposta è senz’altro più articolata, perché quello moderno è evidentemente bianco e azzurro scuro, mentre quello antico era bianco e azzurro chiaro o per tornare a “noantri” bianco e azzurro cielo. E il celeste? Il celeste nelle antiche civiltà greco/romane era utilizzato prevalentemente per riferimenti a realtà immanenti (c.d. corpus coeleste), mentre per definire il mondo materiale era molto più utilizzato il colore “azureum”. Sul fronte Lazio l’insorta dicotomia biancazzurro/biancoceleste si spiega invece per tre ordini di ragioni. La prima. Nel corso della sua storia la Lazio in alcune occasioni ha schiarito le proprie maglie, spesso per consentire un miglior contrasto con stemma, calzoncini e calzettoni a tonalità più scure. La seconda. A volte si è ricorsi al biancoceleste per distinguersi dal Napoli, che tuttavia sarà fondato solo 26 anni più tardi (1926), non avrà il bianco nei propri colori sociali e sarà caratterizzato dall’azzurro mare e non già dall’azzurro cielo. La terza. Sotto la Presidenza Generale (1992-2005) del compianto Renzo Nostini (1914-2005) è prevalsa la corrente di pensiero pro biancoceleste, che per l’effetto fu ufficializzato con il consenso del più grande presidente, dirigente ed atleta polisportivo che la Lazio abbia mai potuto annoverare (nuoto, pentathlon moderno, pallanuoto, rugby e scherma). La ricerca emerotecaria, tuttavia, ci ha detto qualcosa di più e di diverso. Sia negli anni antecedenti la grande guerra, sia nelle cronache del campionato 1914/15, sia nei decenni successivi, la Lazio nella maggior parte dei casi era definita biancazzurra, alcune volte esclusivamente azzurra ed assai più raramente biancoceleste (perlomeno fino agli anni ’90). Ne forniscono un’inconfutabile prova “per tabulas” i numerosi articoli di giornale esaminati, le fonti storiche del calcio italiano (testi, riviste, almanacchi, album) e non ultimo il volume “Il Cielo come Maglia” (Ed. Goal Book - Novembre 2013), in cui a commento della divisa sociale utilizzata dalla Lazio Calcio nel 1914/15 (FOTO) viene testualmente riferito che “la maglia indossata in questa stagione si presenta a tinta unita, dalla tonalità cromatica più azzurra che celeste e con i laccetti incrociati a chiudere l’ampio collo. La maglia riprende il modello utilizzato nella prima finale scudetto giocata dalla Lazio nel 1912/13 e sarà utilizzata per molti anni dal club”. Del resto se negli anni settanta si cantava “Forza Lazio biancazzurra, tu nun devi ave’ paura”, se dagli anni ottanta all’Olimpico è sempre riecheggiato “Nel cielo biancazzurro brilla una stella, che in tutto il firmamento è sempre la più bella”, se a partire dagli anni duemila è nata “Bianco e Azzurro è il tuo colore, Bianco e Azzurro Lazio nel cuore”, se in tutti i cori della curva e delle tribune è sempre stato evocato il biancazzurro, se il primo gruppo storico di aggregazione ultras si è chiamato G.A.B.A. (Gruppi Associati Bianco Azzurri), beh, allora, sembra proprio evidente che una qualche ragione ci dovrà pur essere…
Biancazzurri alé alé, Biancazzurri alé alé!



Gian Luca Mignogna

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Offline alex73

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Re:Dal Mag: LAZIO 1914/15, CAMPIONE D'ITALIA EX AEQUO
« Risposta #29 il: 30 Apr 2016, 19:25 »
Quando si festeggia?

Inviato dal mio SM-G925F utilizzando Tapatalk

Re:Dal Mag: LAZIO 1914/15, CAMPIONE D'ITALIA EX AEQUO
« Risposta #30 il: 04 Mag 2016, 07:50 »
Come tutti sappiamo il Campionato di Prima Categoria 1914/15 è stato tramandato ai posteri come il campionato interrotto dalla Grande Guerra, in cui il tricolore fu assegnato a tavolino al Genoa in modi e termini a di poco nebulosi ed alla Lazio furono arbitrariamente negati i grandi meriti sportivi che la resero l’unica squadra certa di essersi conquistata l’ambita finalissima nazionale. Per la gloriosa società capitolina, tuttavia, quella stagione calcistica fu di rilevantissimo valore anche per un’altra ragione storico/sportiva. Sulle splendide divise a tinte marcatamente biancazzurre quell’anno, infatti, fece il suo debutto il primo logo sociale, l’acronimo “SPL”  della Società Podistica Lazio, che all’epoca affiancò lo stemma istituzionale in cui spiccavano l’aquila imperiale ad ali spiegate ed un fregio marmoreo a forma circolare. Il nuovo logo del club romano (FOTO) si caratterizzava per le tre iniziali della originaria denominazione sociale della Lazio, scritte in bianco, intrecciate tra loro ed incastonate in un cerchio azzurro bordato di blu. Con ogni probabilità, peraltro, quello stemma laziale ispirò il monogramma “ASR” con cui nel 1927 si decise di rappresentare la neonata A.S. Roma. La c.d. “Maglia delle Finali”, come riporta “Il Cielo come Maglia” edito dalla Goal Book Edizioni, fu ininterrottamente utilizzata dalla Lazio sino al 1925, anno in cui, per il venticinquennale della fondazione, lasciò il posto ad una bellissima divisa celebrativa, più chiara, in cui campeggiava un elegante stemma triangolare con al centro il numero “25” scritto in rilievo aureo. Noi l’amiamo e per lei combattiamo, così recita uno slogan adottato due anni fa in casa Lazio per esaltarne l’attaccamento alla maglia, ma in realtà sembra coniato su misura anche per le splendide maglie laziali e lo Scudetto Negato del 1915 di cui le stesse non poterono mai fregiarsi. Ecco perché la battaglia continua, non potrebbe essere altrimenti, l’ex aequo tricolore è il minimo che si possa riconoscere a quelle gloriose divise che per l’occasione si erano anche vestite a festa…
Gian Luca Mignogna



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Re:Dal Mag: LAZIO 1914/15, CAMPIONE D'ITALIA EX AEQUO
« Risposta #31 il: 04 Mag 2016, 10:05 »
Come tutti sappiamo il Campionato di Prima Categoria 1914/15 è stato tramandato ai posteri come il campionato interrotto dalla Grande Guerra, in cui il tricolore fu assegnato a tavolino al Genoa in modi e termini a di poco nebulosi ed alla Lazio furono arbitrariamente negati i grandi meriti sportivi che la resero l’unica squadra certa di essersi conquistata l’ambita finalissima nazionale. Per la gloriosa società capitolina, tuttavia, quella stagione calcistica fu di rilevantissimo valore anche per un’altra ragione storico/sportiva. Sulle splendide divise a tinte marcatamente biancazzurre quell’anno, infatti, fece il suo debutto il primo logo sociale, l’acronimo “SPL”  della Società Podistica Lazio, che all’epoca affiancò lo stemma istituzionale in cui spiccavano l’aquila imperiale ad ali spiegate ed un fregio marmoreo a forma circolare. Il nuovo logo del club romano (FOTO) si caratterizzava per le tre iniziali della originaria denominazione sociale della Lazio, scritte in bianco, intrecciate tra loro ed incastonate in un cerchio azzurro bordato di blu. Con ogni probabilità, peraltro, quello stemma laziale ispirò il monogramma “ASR” con cui nel 1927 si decise di rappresentare la neonata A.S. Roma. La c.d. “Maglia delle Finali”, come riporta “Il Cielo come Maglia” edito dalla Goal Book Edizioni, fu ininterrottamente utilizzata dalla Lazio sino al 1925, anno in cui, per il venticinquennale della fondazione, lasciò il posto ad una bellissima divisa celebrativa, più chiara, in cui campeggiava un elegante stemma triangolare con al centro il numero “25” scritto in rilievo aureo. Noi l’amiamo e per lei combattiamo, così recita uno slogan adottato due anni fa in casa Lazio per esaltarne l’attaccamento alla maglia, ma in realtà sembra coniato su misura anche per le splendide maglie laziali e lo Scudetto Negato del 1915 di cui le stesse non poterono mai fregiarsi. Ecco perché la battaglia continua, non potrebbe essere altrimenti, l’ex aequo tricolore è il minimo che si possa riconoscere a quelle gloriose divise che per l’occasione si erano anche vestite a festa…
Gian Luca Mignogna



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