Giornalisti che parlano di Lazio....

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Offline adiutrix

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Re:Giornalisti che parlano di Lazio....
« Risposta #4140 il: 10 Nov 2017, 10:27 »
Ad onor del vero , credo che i presunti torti subiti dalla rioma siano stati scritti da carina , altra firma dell'articolo.
ma a me , così senza pensarci molto mi viene in mente : al derby ricordato ( del vecchio ) ci fu annullato il 4 a 1 a Stankovic , per un fuorigioco del Mancio , a cui la palla passo 1 mt sopra la testa.
E ricordo un altro furto incredibile con un rigore clamoroso non dato , per una trattenuta di rijse su Mauri , praticamente sulla linea di porta.
Mortaccivostra stemmerde.


il gol di delvecchio fu annullato perchè il guardalinee vide un tocco con la mano dello scucchione. 

Offline ES

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Re:Giornalisti che parlano di Lazio....
« Risposta #4141 il: 10 Nov 2017, 10:38 »

il gol di delvecchio fu annullato perchè il guardalinee vide un tocco con la mano dello scucchione.
In quel derby il goal annullato a del vecchio, sarebbe stato 4 a 3 finale, venne dopo l'ingiusto annullamento di quello di stankovic, sarebbe stato il 4 a 1 per noi, partita chiusa.

Senza torti arbitrali avremmo (stra)vinto noi, e il goal di del vecchio non ci sarebbe stato.
Ma il giorno dopo, sul trigorriere, c'era un titolo a 9 colonne :
"spettacolare".
 Con gigantografia di totti.
In quel derby Mancini fece 2 goals, correggetemi se sbaglio e non sono 2,  uno di tacco su lancio di Sinisa, veramente spettacolare.

Ma in prima pagina gigantografia di totti.

Sugli episodi arbitrali il trigorriere scriveva:  annullato goal regolare a del vecchio che toglie vittoria al roma. Goal probabilmente regolare annullato a Stankovic.

Questo è, da quando sono state fuse le forze del male.
Re:Giornalisti che parlano di Lazio....
« Risposta #4142 il: 10 Nov 2017, 10:52 »
Non dimentichiamo che a parte la vergognosa simulazione di Strootman ormai conosciuta in tutto il globo terracqueo, ci mancano un rigore netto e clamoroso di Fazio su Lukaku e nel secondo tempo di Fazio su Keita.
Un derby da 5-0 per noi è finito solo 3-1...mai abbassare la guardia...
Re:Giornalisti che parlano di Lazio....
« Risposta #4143 il: 10 Nov 2017, 11:00 »


Questo è, da quando sono state fuse le forze del male.
Sono tutti "fusi" dalla loro fusione, alla larga!

Offline MTL

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Re:Giornalisti che parlano di Lazio....
« Risposta #4144 il: 10 Nov 2017, 11:23 »

Online calimero

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Re:Giornalisti che parlano di Lazio....
« Risposta #4145 il: 10 Nov 2017, 19:32 »
Erri, era mooolti anni prima  ;). Credo fosse il 1992-93, mentre il gol annullato a Del Vecchio fu nello stesso derby del 4-1 ingiustamente annullato a Stankovic, partita di andata 1998-99.
Il gol di Fuser sarebbe stato epocale, aveva tirato da una distanza mostruosa, e la palla, dopo avere battuto sulla traversa, rimbalzò mezzo metro dentro la porta.
La trattenuta di Riise su Mauri fu di una evidenza vergognosa, impossibile non vederla, anche se a parzialissima consolazione va detto che Mauri era in fuorigioco per pochi centimetri.

In fuorigioco era Biava che non partecipò all’azione, e infatti il guardalinee non ne segnalò la posizione.
Re:Giornalisti che parlano di Lazio....
« Risposta #4146 il: 10 Nov 2017, 20:21 »

Online zorba

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Re:Giornalisti che parlano di Lazio....
« Risposta #4147 il: 12 Nov 2017, 19:05 »
Eccone un altro...

(La Nuova Sardegna del 12.11.2017)

IL LIBRO – Lo sport ai tempi di Mussolini

EROI TRAGICI DI UN CALCIO ROMANTICO

Adam Smulevich racconta la storia dei fondatori di Roma, Napoli e Casale vittime delle leggi razziali

(Di Alfredo De Girolamo)

Oggi ci sono vulcanici presidenti di squadre di calcio che provano a rubare i riflettori ai calciatori,, basti pensare a personaggi come De Laurentiis o Ferrero. O presidenti, come Lotito, che da scadente attore di sceneggiata, pensa che con una corona di fiori si possano coprire le gesta di stampo antisemita e razzista di frange della propria tifoseria. C’è stato un tempo in cui ricoprire quel ruolo esponeva a grossi rischi. Un’epoca lontana ma non troppo: quella delle Leggi Razziali volute da Mussolini ed emanate dal re Vittorio Emanuele III a San Rossore (Pisa) il 5 settembre 1938. L’inno alla supremazia della razza ariana. Un’[...]a dalla quale era difficile salvarsi, se non scappando. Tre presidenti di nobili squadre di calcio, le cui storie sono magistralmente disegnate da Adam Smulevich nel suo libro “Presidenti – Le storie scomode dei fondatori delle squadre di calcio di Casale, Napoli e Roma” (Giuntina). Sono i protagonisti di racconti di vita che non lasciano indifferenti, e che nella pomposità del calcio odierno suonano anacronistiche, ma comunque drammatiche. Storie di tre padri fondatori le cui creazioni durano ancora oggi, anche se in maniera diversa: Napoli e Roma non hanno bisogno di presentazioni, nel Monferrato la storia del Casale campione d’Italia nel 1914 è ormai leggenda.
Storie diverse, unite dall’essere tutte tracciate nel solco del medesimo dramma. Raffaele Jaffe, fondatore del Casale, nato ebreo, nonostante la conversione al cristianesimo ben prima delle Leggi Razziali, non riuscì ad evitare di salire sul convoglio per Auschwitz. Lui, che dal niente aveva creato una squadra in grado di sottomettere gli odiati e plurivincitori rivali della Pro Vercelli, e che pochi mesi prima della promulgazione delle citate Leggi aveva accompagnato i suoi studenti in visita ad una colonia fascista. Il carteggio con la moglie e la figlioletta Tilde è straziante, doloroso, ricco di vita e di dignità.
Ebreo e convertito al cattolicesimo come Jaffe fu Renato Sacerdoti, che nel 1927 fondò la Roma. Sacerdoti forse aveva anche un’altra colpa: aver fondato una squadra avversa alle simpatie filolaziali del Duce. Sacerdoti dopo alcuni anni di confino, complice anche la fine della Seconda Guerra Mondiale, riuscì a salvarsi. La storia di Giorgio Ascarelli invece finisce addirittura prima del ’38, stroncato da un peritonite a soli 36 anni nel 1930. Ebreo, per primo in Italia aveva realizzato uno stadio di proprietà, il Vesuvio, che alla sua morte gli venne intitolato. Beffa del destino, nel 1934 la finale per il terzo e quarto posto del Mondiale, tenutosi in Italia, e che iniziò il ciclo vittorioso della mitica nazionale di Pozzo, venne giocata tra la Germania di Adolf Hitler e l’Austria proprio al Vesuvio, nello stadio realizzato da Ascarelli nel rione Luzzatti. Un tempio del calcio di un ebreo intitolato alla memoria di un ebreo al quale, come scrivevano i quotidiani dell’epoca, una sorta di aureola del martirio era stata regalata postuma dall’anormalità idiota della supremazia razziale e dalla normalità ignobile dell’umana ingratitudine. Jaffe, Sacerdoti e Ascarelli, presidenti romantici capaci di essere storia prima che la storia stessa li potesse tradire.

http://iltirreno.gelocal.it/regione/2017/10/27/news/dignita-e-pallone-quei-presidenti-banditi-dal-duce-1.16047110?ref=search

Offline Sonni Boi

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Re:Giornalisti che parlano di Lazio....
« Risposta #4148 il: 12 Nov 2017, 19:16 »
Qua ormai siamo arrivati a livelli orwelliani, tra un po' scriveranno che loro sono nati nel 1900 a Piazza della Libertà mentre noi in Abruzzo  :lol:
Re:Giornalisti che parlano di Lazio....
« Risposta #4149 il: 12 Nov 2017, 19:20 »
Eccone un altro...

(La Nuova Sardegna del 12.11.2017)

IL LIBRO – Lo sport ai tempi di Mussolini

EROI TRAGICI DI UN CALCIO ROMANTICO

Adam Smulevich racconta la storia dei fondatori di Roma, Napoli e Casale vittime delle leggi razziali

(Di Alfredo De Girolamo)

Oggi ci sono vulcanici presidenti di squadre di calcio che provano a rubare i riflettori ai calciatori,, basti pensare a personaggi come De Laurentiis o Ferrero. O presidenti, come Lotito, che da scadente attore di sceneggiata, pensa che con una corona di fiori si possano coprire le gesta di stampo antisemita e razzista di frange della propria tifoseria. C’è stato un tempo in cui ricoprire quel ruolo esponeva a grossi rischi. Un’epoca lontana ma non troppo: quella delle Leggi Razziali volute da Mussolini ed emanate dal re Vittorio Emanuele III a San Rossore (Pisa) il 5 settembre 1938. L’inno alla supremazia della razza ariana. Un’[...]a dalla quale era difficile salvarsi, se non scappando. Tre presidenti di nobili squadre di calcio, le cui storie sono magistralmente disegnate da Adam Smulevich nel suo libro “Presidenti – Le storie scomode dei fondatori delle squadre di calcio di Casale, Napoli e Roma” (Giuntina). Sono i protagonisti di racconti di vita che non lasciano indifferenti, e che nella pomposità del calcio odierno suonano anacronistiche, ma comunque drammatiche. Storie di tre padri fondatori le cui creazioni durano ancora oggi, anche se in maniera diversa: Napoli e Roma non hanno bisogno di presentazioni, nel Monferrato la storia del Casale campione d’Italia nel 1914 è ormai leggenda.
Storie diverse, unite dall’essere tutte tracciate nel solco del medesimo dramma. Raffaele Jaffe, fondatore del Casale, nato ebreo, nonostante la conversione al cristianesimo ben prima delle Leggi Razziali, non riuscì ad evitare di salire sul convoglio per Auschwitz. Lui, che dal niente aveva creato una squadra in grado di sottomettere gli odiati e plurivincitori rivali della Pro Vercelli, e che pochi mesi prima della promulgazione delle citate Leggi aveva accompagnato i suoi studenti in visita ad una colonia fascista. Il carteggio con la moglie e la figlioletta Tilde è straziante, doloroso, ricco di vita e di dignità.
Ebreo e convertito al cattolicesimo come Jaffe fu Renato Sacerdoti, che nel 1927 fondò la Roma. Sacerdoti forse aveva anche un’altra colpa: aver fondato una squadra avversa alle simpatie filolaziali del Duce. Sacerdoti dopo alcuni anni di confino, complice anche la fine della Seconda Guerra Mondiale, riuscì a salvarsi. La storia di Giorgio Ascarelli invece finisce addirittura prima del ’38, stroncato da un peritonite a soli 36 anni nel 1930. Ebreo, per primo in Italia aveva realizzato uno stadio di proprietà, il Vesuvio, che alla sua morte gli venne intitolato. Beffa del destino, nel 1934 la finale per il terzo e quarto posto del Mondiale, tenutosi in Italia, e che iniziò il ciclo vittorioso della mitica nazionale di Pozzo, venne giocata tra la Germania di Adolf Hitler e l’Austria proprio al Vesuvio, nello stadio realizzato da Ascarelli nel rione Luzzatti. Un tempio del calcio di un ebreo intitolato alla memoria di un ebreo al quale, come scrivevano i quotidiani dell’epoca, una sorta di aureola del martirio era stata regalata postuma dall’anormalità idiota della supremazia razziale e dalla normalità ignobile dell’umana ingratitudine. Jaffe, Sacerdoti e Ascarelli, presidenti romantici capaci di essere storia prima che la storia stessa li potesse tradire.

http://iltirreno.gelocal.it/regione/2017/10/27/news/dignita-e-pallone-quei-presidenti-banditi-dal-duce-1.16047110?ref=search

Qualcuno che può, lo giri a Diaconale. Uno di noi - chissà perché, penso a G. Montag - scriva due righe a questo idiota facciadimerda
Re:Giornalisti che parlano di Lazio....
« Risposta #4150 il: 12 Nov 2017, 19:24 »
Qualcuno che può, lo giri a Diaconale. Uno di noi - chissà perché, penso a G. Montag - scriva due righe a questo idiota facciadimerda

Con un curriculum così minimo gli dice che con loro non ci parla:

Alfredo De Girolamo, storico e manager pubblico è esperto in questioni ambientali. Collabora con il Gruppo Espresso e La Nuova Sardegna. Membro del CdA di Ispra, l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale del Ministero dell'Ambiente, è giornalista pubblicista e scrittore. Tra le sue pubblicazioni: Acqua in mente (ETS, 2012); Servizi Pubblici Locali (Donzelli, 2013); Riusi: da rifiuti a risorse (ETS, 2014); Acqua in mente, seconda edizione (ETS, 2017). Da anni studioso di Medio Oriente e questione ebraica e su questi temi ha pubblicato: Gerusalemme ultimo viaggio (ETS, 2009); Kibbutz 3000 (ETS, 2011); Israele 2013 (ETS, 2013); Gino Bartali e i Giusti toscani (ETS, 2014); Francesco in Terra Santa. 24-26 maggio 2014 (ETS, 2014); Voci da Israele (e-book, Gruppo Espresso, 2015); Giorgio Nissim. Una vita al servizio del bene (ETS, 2016); Betlemme. La stella della Terra Santa nell'ombra del Medioriente (Fazzi Editore, 2017).

Offline Dissi

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Re:Giornalisti che parlano di Lazio....
« Risposta #4151 il: 12 Nov 2017, 22:45 »
Con un curriculum così minimo gli dice che con loro non ci parla:

Alfredo De Girolamo, storico e manager pubblico è esperto in questioni ambientali. Collabora con il Gruppo Espresso e La Nuova Sardegna. Membro del CdA di Ispra, l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale del Ministero dell'Ambiente, è giornalista pubblicista e scrittore. Tra le sue pubblicazioni: Acqua in mente (ETS, 2012); Servizi Pubblici Locali (Donzelli, 2013); Riusi: da rifiuti a risorse (ETS, 2014); Acqua in mente, seconda edizione (ETS, 2017). Da anni studioso di Medio Oriente e questione ebraica e su questi temi ha pubblicato: Gerusalemme ultimo viaggio (ETS, 2009); Kibbutz 3000 (ETS, 2011); Israele 2013 (ETS, 2013); Gino Bartali e i Giusti toscani (ETS, 2014); Francesco in Terra Santa. 24-26 maggio 2014 (ETS, 2014); Voci da Israele (e-book, Gruppo Espresso, 2015); Giorgio Nissim. Una vita al servizio del bene (ETS, 2016); Betlemme. La stella della Terra Santa nell'ombra del Medioriente (Fazzi Editore, 2017).

viste le sue pubblicazioni credo sia espertissimo di di quelli dellà

Offline BalkanLaziale

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Re:Giornalisti che parlano di Lazio....
« Risposta #4152 il: 12 Nov 2017, 22:58 »
Allora Italo Foschi era membro di Partita Comunista?  :clown2:
Re:Giornalisti che parlano di Lazio....
« Risposta #4153 il: 13 Nov 2017, 00:06 »
Il resoconto dell'ANSA sul libro ha almeno un senso, diverso dal delirio di questo imbecille livornese. Innanzitutto e' chiaro che Sacerdoti viene chiamato presidente della asmerda e non fondatore e poi e' detto che fu messo ai margini dalle leggi razziali pur essendo convertito al Cristianesimo e "fascistissimo" (e qui si capisce perche' fosse in combutta con il criminale fascista Foschi Fondatore della asmerda e CAPO NAZIONALE dello squadrismo fascista) http://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/libri/2017/09/19/presidenti-calcio-e-leggi-razziali_b3372d51-7548-4553-b8cc-ab8164a34aa8.html
Re:Giornalisti che parlano di Lazio....
« Risposta #4154 il: 13 Nov 2017, 00:19 »
Quanta sciatta superficialita' poi, che occasione persa per imparare i fatti, gli avvenimenti reali, cancellati e distorti invece per esprimere qualche ideuzza di propaganda personale fosse pure sul calcio. E' ovvio a chiunque abbia studiato un po' di storia perche' il gerarca fascista Italo Foschi lasci la sua (orribile) creatura nelle mani dell'ebreo sacerdoti, perche' l'ebreo Sacerdoti era, come dice il libro "fascistissimo" perche' la questione ebraica e il fascismo hanno vissuto due situazioni completamente diverse prima e dopo il '38, perche' moltissimi ebrei parteciparono alla marcia su Roma, si iscrissero ai fasci di combattimento e il 10% della popolazione ebraica era iscritta al fascismo. Questo e' normalissimo se si considera che le leggi razziali vennero solo 16 anni dopo l'avvento del fascismo, per i noti motivi. Questo ovviamente non sposta una virgola sui crimini del fascismo anzi, ma distorcere i fatti per basse motivazioni meschine e' disgustoso https://it.wikipedia.org/wiki/Fascismo_e_questione_ebraica
Re:Giornalisti che parlano di Lazio....
« Risposta #4155 il: 14 Nov 2017, 09:37 »
In mezzo ad un cumulo di banalità, questo è il passaggio chiave dell'editoriale odierno del direttore di (quello che fu) il primo quotidiano sportivo d'Italia

Citazione
Se il materiale umano si è rivelato fragile ancor più lo sono istituzioni prive di managerialità. Come pensare che le leghe di A e B, paralizzate dalle personali convenienze di Lotito, possano mettere mano alla riforma dei campionati e al ripristino dei vivai?

Verrebbe da rispondere: come pensare che i mandanti di questo messaggio, nei loro salottini riservati, possano riformare il sistema in qualsiasi modo che non sia quello di drenare tutte le risorse a favore di tre/quattro sodalizi da privilegiarsi a discapito di tutti gli altri, come hanno fatto indisturbati per quasi un secolo, con il plauso pressoché di una stampa correa? E, soprattutto, come pensare che un quotidiano, qualunque esso sia, possa essere diretto da chi, incapace di svolgere qualsiasi considerazione originale su un evento certamente eccezionalee significativo, si limiti al ruolo di latore di simili messaggio (neppure) in codice?

Detto questo, signor Monti, una domanda alla quale le chiederei di domandare con un minimo di sincerità: cosa le da la sicurezza che, accantonato l'orco Lotito, gli altri occupanti della giostra si dedicheranno a riformare i campionati ed a ripristinare i vivai nel solo perseguimento dell'interesse comune, tralasciando interessi e tornaconti particolari? E su quale basi ha tratto il convincimento, contraddetto dalla semplice osservazione della realtà, che a bloccare il sistema non siano anche le personali convenienze di tutti gli altri componenti della Lega, a partire dal suo editore, dai famigli della real casa torinese e dagli schierani del padrone bostoniano, ciascuno dei quali gioca una sua partita al tavolo?

Offline BalkanLaziale

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Re:Giornalisti che parlano di Lazio....
« Risposta #4156 il: 14 Nov 2017, 10:14 »
Lotito distrugge molti [...].  :lol:

Offline paolo1971

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Re:Giornalisti che parlano di Lazio....
« Risposta #4157 il: 14 Nov 2017, 10:18 »
Quanta sciatta superficialita' poi, che occasione persa per imparare i fatti, gli avvenimenti reali, cancellati e distorti invece per esprimere qualche ideuzza di propaganda personale fosse pure sul calcio. E' ovvio a chiunque abbia studiato un po' di storia perche' il gerarca fascista Italo Foschi lasci la sua (orribile) creatura nelle mani dell'ebreo sacerdoti, perche' l'ebreo Sacerdoti era, come dice il libro "fascistissimo" perche' la questione ebraica e il fascismo hanno vissuto due situazioni completamente diverse prima e dopo il '38, perche' moltissimi ebrei parteciparono alla marcia su Roma, si iscrissero ai fasci di combattimento e il 10% della popolazione ebraica era iscritta al fascismo. Questo e' normalissimo se si considera che le leggi razziali vennero solo 16 anni dopo l'avvento del fascismo, per i noti motivi. Questo ovviamente non sposta una virgola sui crimini del fascismo anzi, ma distorcere i fatti per basse motivazioni meschine e' disgustoso https://it.wikipedia.org/wiki/Fascismo_e_questione_ebraica
So che questo non è il luogo adatto per certi discorsi, quindi lambirò solo l'argomento: ormai tutti s'improvvisano storici, quindi annettono parole e impressioni a circostanze che se non contestualizzate assumo significati profondamente diversi. Basterebbe aver letto "Il giardino dei Finzi-Contini" per capire queste cose, non un trattato storico ebraico. Da sempre noi Laziali conosciamo la nostra storia, altri la ignorano, mescolandola a quella della città di Roma, che ne ha una tutta sua, lontana secoli da quella della società di calcio, nata durante il Fascismo con il chiaro intento di contrastare il potere economico e sportivo delle grandi del nord, intento che ad oggi possiamo dire con certezza storica è un fallimento totale. Se invece d'improvvisarsi, si documentassero sarebbe meglio per tutti.
Re:Giornalisti che parlano di Lazio....
« Risposta #4158 il: 14 Nov 2017, 15:37 »
Eccone un altro...

..........

Facciamo una petizione per far assegnare lo scudetto del 42 alla Lazio. E' evidente che si sbagliarono e che il fascio lo voleva assegnare a noi e non ai giallorossi.
Re:Giornalisti che parlano di Lazio....
« Risposta #4159 il: 15 Nov 2017, 14:37 »
Scusate, ma chi ce l'ha messi? Chi li ha votati? Chi ha fatto sì che Tavecchio diventasse non una ma due volte Presidente della Federcalcio? C'eravate? Perché fino all'altro ieri i titoli erano "Passiamo noi" e fino a ieri l'altro nessuno ha detto niente su niente? Chi ha permesso a Claudio Lotito di girare con la felpa dell'Italia fra campo, panchina, tribuna, redazioni, convegni, premiazioni?

Chi gli ha permesso di spostare derby, stilare posticipi, chiedere scudetti dopo 101 anni, riaprire stadi, dirigere contemporaneamente due squadre, telefonare a colleghi dirigenti per raccogliere voti o "suggerire" comportamenti, cambiare le carte per poter continuare a mantenere le milleeuna cariche che si arroga di avere...? Perché scrivete e strillate "fuori tutti"? Qui c'è un presidente della Federazione che ha chiamato "opti pobà" i ragazzi di colore mentre il suo alter ego nella versione – diciamo - più nazional popolare li ha tradotti come "cosi". Vi rendete conto? E la storia degli "ebreacci", delle "lesbiche" ve la ricordate? Perché la grandissima stampa non s'è scandalizzata, era intervenuta persino la Uefa? È troppo facile farlo ieri. (...)

Perché, poi, se fate le morali – anche quelle giuste e doverose – ai tifosi non potete essere credibile se la morale da mo che l'avete persa! Perché la scure mediatica e repressiva si abbatte sempre e soltanto su chi il biglietto lo paga, su chi per una passione si sposta, su chi comunque bene o male ama una squadra? Perché è più facile. Perché loro non sono i potenti, è la risposta. Lo sport in Italia è una latrina perché è considerato una latrina, il calcio il suo tubo di scarico. (...)

Qui bisogna cambiare veramente. Qui bisogna far giustizia, perché i sogni dei ragazzini (non solo della loro Rivoluzione che non Russia più) ma quelli di una bandiera da sventolare, di una trasferta da fare insieme per seguire non un risultato ma un'emozione, vengano preservati, resi nuovamente possibili. Pier Paolo Pasolini scriveva che se tutti sono colpevoli nessuno è colpevole. E questa ultima riga meriterebbe d'essere l'inizio di un altro articolo. Perché in questi anni solo una società, una, solo una, U-N-A, ha sempre e soltanto votato contro Tavecchio e si è sempre distinta per le posizioni diametralmente opposte a quelle del Signor Lotito; è un'associazione sportiva che ha il nome più bello del mondo: la Roma. La ROMA.

(Il Romanista - T. Cagnucci)
 

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