Io sto con il presidente della Lazio

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Online PARISsn

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Re:Io sto con il presidente della Lazio
« Risposta #300 il: 14 Nov 2017, 20:47 »
Interessante.

La strategia Lotti-Magamagò-Tavecchio è naufragata.

A stretto giro di posta i 3 simpatici buontemponi di cui sopra si ritroveranno di nuovo Lotito(ossia il cavaliere nero) in Consiglio Federale in versione Conte di Montecristo.

Auguri.

è il secondo schiaffone che  pijano ma ancora me sa non gli basta...l'altro schiaffone è stata la sentenza che dice che essere consigliere federale e di lega è compatibile  e quindi Lotito puo' fare tutte e due... ;)

Offline Bonnerone

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Re:Io sto con il presidente della Lazio
« Risposta #301 il: 14 Nov 2017, 21:37 »
è il secondo schiaffone che  pijano ma ancora me sa non gli basta...l'altro schiaffone è stata la sentenza che dice che essere consigliere federale e di lega è compatibile  e quindi Lotito puo' fare tutte e due... ;)
Lotito se li inchiappetta tutti  :since

Offline Precisione

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Re:Io sto con il presidente della Lazio
« Risposta #302 il: 24 Nov 2017, 13:13 »
Lega A, la Juve boccia il presidente che piace a Lotito (Fulvio Bianchi. Repubblica.it)

Lunedì a Milano la Lega di A terrà la sua assemblea elettiva: prevista l'ennesima fumata nera. Il patron della Lazio ha proposto per la presidenza il generale della Finanza Ugo Marchetti (che di calcio non si è mai occupato). I bianconeri non hanno preso una posizione ma di sicuro Andrea Agnelli non vuole accettare una soluzione 'pasticciata'.


 Resta un tassello, ma è il più importante: la Lega di B ha trovato finalmente il suo presidente (è l'avvocato romano Mauro Balata, legatissimo a Tavecchio), mentre lunedì a Milano la Lega di A terrà la sua assemblea elettiva. Prevista fumata nera. L'ennesima. Tavecchio aveva dato tempo sino al 30 novembre, ma il suo commissariamento scade l'11 dicembre e Malagò ha detto chiaramente l'altro giorno che se la Lega maggiore non eleggerà i suoi nove rappresentanti entro quella data, allora la Giunta Coni interverrà commissariando la stessa Figc. Ora non può farlo. Per la verità c'è chi sostiene, e Tavecchio è uno di questi, che non potrebbe farlo nemmeno dopo l'11 dicembre, essendo la Lega un ente privato: si rischia uno scontro istituzionale, con ricorsi al Tar del Lazio. Come detto, lunedì ci sarà fumata nera. Poi, è probabile che l'assemblea venga tenuta aperta, per proseguire il 4 o 5 dicembre ed eventualmente l'11, la dead line (anche se qualcuno ritiene possa essere il 30 la data ultima di questa sfiancante vicenda). In terza votazione, si passerebbe dalla maggioranza qualificata (14 voti) a quella semplice (11), per cui è possibile che si arrivi ad una soluzione in extremis.

Nel mondo dei venti presidenti di A ci sono forti contrasti: da una parte il solito Lotito e i suoi, che vorrebbero chiudere la partita già lunedì. Il patron della Lazio ha proposto per la presidenza il generale (in pensione) della Finanza Ugo Marchetti, 70 anni, che di calcio non si è mai occupato, così come in precedenza aveva proposto Raffaele Squitieri, 76 anni, anche lui in pensione (ex presidente della Corte dei Conti). Un manipolo di società guidate da Lotito, circa 5-6, lunedì tenterà il golpe. Ma senza successo. Ci sono club che non accettano la soluzione di un "re travicello", vogliono un presidente che conosca il calcio e sia rappresentativo. La Juventus ancora non ha preso posizione: ma di sicuro Andrea Agnelli, anche come presidente Eca e membro dell'esecutivo Uefa, non può, e non vuole, accettare una soluzione pasticciata, in una Lega che ha di sicuro bisogno di un rilancio. Per questo, si guarda con grande interesse alle prossime mosse, senza chiudere del tutto la porta al commissariamento.

Ci sono alcuni club (fra questi Juve, Inter, Roma, Torino, Samp, Bologna, Sassuolo) che non vedrebbero affatto come un rischio il commissariamento, soprattutto se dovesse toccare a Malagò (o al suo braccio destro Roberto Fabbricini): molte società sono più che convinte che la Lega di A non possa più pesare solo per il 12% nelle elezioni del presidente federale, quando la Dilettanti vale il 34% e la Lega C addirittura il 17% (ma prima aveva 90 club, ora ne sono rimasti una cinquantina, di cui non pochi con l'acqua alla gola). Ci sono anche club, però, che temono un anno di commissario, che azzerebbere tutto, e che non darebbe loro più spazi di manovra per i soliti giochi e giochetti. Insomma, Lotito stavolta sembra indebolito: da parte di molti presidenti c'è la volontà di evitare qualsiasi colpo di mano. Per questo lunedì non succederà nulla. E poi? Poi si vedrà. Un presidente "vero" che conosce il calcio è di sicuro Gabriele Gravina: al momento non si sa se ha voti giusti. Gabriele Gravina il 30 novembre è atteso da una assemblea della Lega C: non dovrebbe dimettersi, aspetta di vedere come evolvono le cose a Milano. A Malagò non spiacerebbe affatto se a Milano, come presidente, andasse Roberto Fabbricini: ma anche qui non è semplice. Non va dimenticato poi Michele Uva, ora dg della Figc e prima di Coni Servizi: è un tecnico più che un politico ma ha lavoro bene in questi anni complicati assai.

La Figc aspetta: Tavecchio è dimissionario ma ancora commissario della Lega maggiore e non ha alcuna intenzione di arrendersi. Anzi, fosse per lui sarebbe pronto a prolungare il commissariamento oltre l'11 dicembre, dovesse essere necessario. Malagò non glielo consentirebbe mai. Tavecchio ha avuto giorni complicati, soprattutto per la accuse di molestie. E' sicuro di poterne uscire a testa alta, ha affidato la pratica ai suoi avvocati mentre il legale della presunta molestata cerca, per ora invano, visibilità in qualche trasmissione televisiva. Il sogno di Tavecchio è quello di riprendersi la sua Lega, la Lega dilettanti, nel caso che l'attuale presidente, Cosimo Sibilia, facesse un ticket con calciatori e magari con Lega di C e puntasse dritto verso la Figc. I giochi si faranno presto: c'è la volontà di andare alle urne già il 22 gennaio. Per Tavecchio comunque non sarebbe facile tornare alla Dilettanti. Lui ci proverà.

E non è finita qui. Martedì a Bari si tiene una Giunta Coni che dovrà stabilire quanto spetta al Federazioni per il 2018 dei contributi del governo. Ci sono parametri chiari, che privilegiano l'attività olimpica. Il calcio, quindi, su quel fronte è mal messo: le ragazze mai si sono qualificate per una Olimpiade e sono ancora lontane, i maschi hanno mancato due Giochi consecutivi (Londra 2012 e Rio 2016). Di conseguenza è previsto un altro taglio per la Figc: nel 2014 a via Allegri arrivarono ben 25 milioni in meno (da 62,5 a 37,5), nel 2016 altra sforbiciata di 4,5 milioni. E adesso le previsioni sono intorno ad un taglio di circa 10 milioni.

Ma attenzione, Malagò ha la disponibilità di un tesoretto e già in passato era venuto incontro al calcio, mitigando la stangata. Il n.1 del Coni ce l'ha di sicuro con quelli che ha definito "lor signori...", incapaci di fare funzionare il sistema, ma si rende conto che quei soldi non vanno agli stipendi di qualche straniero inutile ma soprattutto all'attività giovanile e ai rimborsi arbitrali. Alla base, insomma, non al vertice. Per questo anche stavolta potrebbe intervenire.

Offline James M. McGill

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Re:Io sto con il presidente della Lazio
« Risposta #303 il: 24 Nov 2017, 13:24 »
mortacci loro e de eugggenio
Re:Io sto con il presidente della Lazio
« Risposta #304 il: 24 Nov 2017, 13:27 »
Il tentativo di invasione politica del calcio (ricordasi la leggiadra Giovanna Melandri) proseguisce.
malagò, prima di salire sul pulpito a fare lezioni, pensi allo stato dello sport di base e delle strutture dove questo è praticato. Confronti una qualsiasi palestra romana con una qualsiasi di un'altra città europea e poi valuti se non sia il caso di cominciare ad occuparsi di quelli che sarebbero i compiti del presidente del CONI invece di impicciarsi, per conto dell'amichi sua, di questioni politiche che non gli competono.

Offline arturo

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Re:Io sto con il presidente della Lazio
« Risposta #305 il: 24 Nov 2017, 13:28 »
ma a sto Bianchi , Lotito gli ha trombato la moglie ?
 :asrm

Offline James M. McGill

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Re:Io sto con il presidente della Lazio
« Risposta #306 il: 24 Nov 2017, 13:30 »
applausi gianluca: questo concetto, dello stato pietoso dello sport e delle responsabilità di coni e malagò, il laziale coscenzioso deve ripeterlo per ogni social e per ogni network, quando si trova questi temi sollevat

Offline mdfn

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Re:Io sto con il presidente della Lazio
« Risposta #307 il: 24 Nov 2017, 14:32 »
La cosa divertente è che Bianchi parla di Lotito e di golpe quando è Malagò che vuole impossessarsi della FIGC scavalcando le regole.

Online nestorburma

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Re:Io sto con il presidente della Lazio
« Risposta #308 il: 24 Nov 2017, 14:57 »
ma a sto Bianchi , Lotito gli ha trombato la moglie ?
 :asrm



fulvio bianchi è uno che venderebbe la madre per ciucciare il sospensorio sudato del pupone, questo è uno  ha avuto il coraggio di scrivere sta roba qui su quel pezzo di lota di francuzzo baciolemani.
Ancora aspetto la sua risposta alla mia mail in cui chiedevo conto della cazzata della tripletta alla Lazio nel 1917... stammerda




SPORT - CALCIO
     
 

Indimenticabile presidente, ha scritto una pagina importante nella storia del nostro calcio
Innamorato della Roma, l'aveva scoperta da bambino grazie a suo padre
Sensi, una vita controcorrente
senza paure né ripensamenti
di FULVIO BIANCHI
Sensi, una vita controcorrente senza paure né ripensamenti

Franco Sensi
UNA vita sempre concorrente: sempre all'attacco. Franco Sensi ha regalato alla Roma uno scudetto indimenticabile. Al calcio italiano ha regalato battaglie, idee. Solo contro tutti. Senza paure, né ripensamenti. Mai. Indimenticabile presidente, ha scritto una pagina importante nella storia del nostro calcio. Ricco senza mai ostentare la sua ricchezza, genuino nel linguaggio. Uno del popolo. Terribilmente innamorato della sua Roma. Che aveva scoperto da bambino, tramite il papà, e guidato poi da adulto. Immalinconito negli ultimi tempi per non poterla più seguire da vicino. I suoi ragazzi. Il suo "figlio" Totti.

Una famiglia profondamente romana da generazioni ormai, quella di Sensi. Il loro impero - come amava ricordare il presidente - era iniziato dalle pecore. Anno, 1605. Cinquecento anni fa. Tutto era nato a Visso, Marche: la sua famiglia si occupava di transumanza. Pecore, appunto. Latte e formaggio. Viene dalla terra, la famiglia Sensi: la transumanza l'ha portata a Roma, intorno al 1700. E lì si è sviluppata l'azienda: il papà di Franco era ingegnere, sindaco di Visso (come poi lo è stato il figlio), editore della Voce Adriatica (ora Corriere Adriatico) e fondatore della Confederazione nazionale coltivatori diretti.

Al figlio ha lasciato un piccolo impero, 1.000 ettari di terreni edificabili a Roma e dintorni ma non solo (anche la gestione della nettezza urbana di molte città pugliesi e imprese di costruzione). Papà Silvio era stato anche fra i fondatori del Campo Testaccio dove è nata la As Roma, perché il calcio ce l'aveva nel sangue: giocava mezzala destra, di lui si ricorda (anno 1917) anche una tripletta alla Lazio.

"Anch'io - ci ricordava Franco Sensi - ero un bravo calciatore, attaccante a tutto campo: ero più bravo di papà... Giocavo nel De Merode e nel Marcantonio, ma mio padre volle che continuassi gli studi e mi occupassi dell'industria di famiglia. Così, quando avevo 18 anni, scese dalla macchina e mi prese a calci nel sedere... Ricordo ancora la scena: l'autista che ci seguiva con la macchina e lui che mi rincorreva per le strade di Roma. Qualche mese dopo smisi di giocare a calcio".

Sensi si laureò in matematica a Messina e iniziò a lavorare nell'industria di famiglia. L'industria intanto è diventata un impero (dicevano, sino a poco tempo fa, che avesse una liquidità di oltre 1000 miliardi delle vecchie lire). Un impero immobiliare (a Roma, in Sardegna, in Maremma, a Civitavecchia...), editoriale e petrolifero.

Amicizie importanti, ne ha sempre avute tante. Anche politiche: D'Alema, Andreotti, D'Antoni. Ma Sensi ha sempre fatto vita molto riservata, solo lavoro e niente salotti. E, soprattutto, è sempre stato alla larga da certi palazzinari romani. "Mai stato in galera, io...", ricordava sempre con orgoglio. Facendo anche i nomi di chi in galera c'era davvero stato.

Il calcio è arrivato solo nel '93, con la Roma. "Che ho salvato dal fallimento", amava ricordare. "Ho preso un cadavere", disse all'epoca. Un'iniziale coabitazione travagliata con Mezzaroma, poi lui padrone unico. Solo al comando. Strada facendo Sensi ha aggiunto anche il Palermo, il Foggia e il Nizza: tutte rivendute, rimettendoci pure. Il calcio, d'accordo, è business ma anche, e soprattutto, passione. Almeno per lui.

Idee ne ha avute sempre tante. E' andato controcorrente: dando battaglia a Galliani, a Carraro, anche a Geronzi. Ha rotto equilibri antichi, con quel coraggio che solo lui poteva avere. Ha tentato anche la scalata alla presidenza della Lega Calcio: gli fecero la guerra, avevano capito che uno come lui faceva paura.

Si è battuto per la Roma, è vero, ma convinto anche che non fosse giusto che al comando ci fossero solo Milan e Juventus (a quei tempi: ora c'è l'Inter). Epiche le sue battaglie contro il potere del Nord: non sempre aveva torto. Ha spesso avuto idee all'avanguardia: ma non sempre ha avuto la forza di difenderle sino in fondo (fiaccato, negli ultimi anni, anche da problemi di salute e tradito da qualche amico).

Ma il calcio gli deve molto: non solo la Roma. Mi ricordo quando, parlando dell'Olimpico, amava dire: "Se non lo gestiamo noi, chi può farlo? E poi per cosa? Per farci la corsa delle ranocchie?".

(18 agosto 2008)

Offline BalkanLaziale

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Re:Io sto con il presidente della Lazio
« Risposta #309 il: 24 Nov 2017, 18:51 »
Hanno paura surreale. Devono preparare per assemblea di lunedi...con vaselina.  :wink2:

Offline Biafra

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Re:Io sto con il presidente della Lazio
« Risposta #310 il: 24 Nov 2017, 20:59 »
ma a sto Bianchi , Lotito gli ha trombato la moglie ?
 :asrm

vi prego, non inferiamo...


va bene così Fulvie'...nessun problema...  :((

Offline Precisione

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Re:Io sto con il presidente della Lazio
« Risposta #311 il: 06 Dic 2017, 20:52 »
Lega A tenta uscire da impasse, Lotito pensa a Catricalà. Per presidenza anche Cantamessa, ma ipotesi proroga commissario

Antonio Catricalà per la presidenza della Lega Serie A. Sarebbe questo l'asso nella manica che Claudio Lotito conta di calare nell'assemblea di domani. Non è detto però che riesca a far convergere i 14 voti necessari sull'ex presidente dell'Antitrust, e resta probabile un nuovo rinvio, con i club che puntano a prolungare il commissariamento della Lega. Alla candidatura dell'avvocato calabrese classe '52, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nei governi Monti e Letta, poi viceministro dello Sviluppo economico, il fronte opposto a Lotito potrebbe rispondere con un altro avvocato, Leandro Cantamessa, veterano delle riunioni di Lega. Da tempo è fra i papabili e il suo nome è tornato in auge oggi, visto che dopo 34 anni non è più il legale del Milan, poiché la nuova dirigenza ha deciso di non prolungare il rapporto. Sono stati quindi messe in stand by le candidature di Ezio Maria Simonelli, presidente del collegio dei revisori della Lega, e Paolo Nicoletti, da aprile sub commissario al fianco di Carlo Tavecchio. Ma non è detto che i nomi nuovi bastino a superare l'impasse, legata soprattutto al nuovo presidente, che in base al nuovo statuto sarà di rappresentanza ma è comunque una figura politica chiave perché con diritto di voto in consiglio federale. Trovato quello, le altre caselle andrebbero facilmente a posto, a partire dall'amministratore delegato, ruolo per cui sono rimasti in corsa Sami Kahale, ex manager di Procter & Gamble, e Luigi De Siervo, ora ad di Infront. Domani in assemblea sarà chiaro se l'ultimo sforzo ha prodotto la svolta o dietro l'angolo c'è l'ennesimo rinvio, che può portare a una proroga del commissariamento della Lega. Così i club vogliono superare l'ultimatum fissato dal Coni, che ha minacciato di commissariare la Federcalcio se dopo lunedì il massimo campionato resterà ancora senza rappresentanti in consiglio federale. Dal punto di vista giuridico, i legali della Figc considerano la proroga un atto ordinario. Il presidente dimissionario Tavecchio aspetta l'assemblea per valutare se attivare la procedura e portare al vaglio del consiglio federale, decaduto a sua volta, il prorogatio, la proroga del suo mandato da commissario della Lega. Continuerebbe a svolgerlo assieme a Nicoletti per poche settimane al massimo: il 29 gennaio sono previste le elezioni per il vertice della Federcalcio, a quel punto la Serie A non può non avere i suoi tre rappresentanti in consiglio.

Online JoeStrummer

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Re:Io sto con il presidente della Lazio
« Risposta #312 il: 14 Dic 2017, 10:58 »
Ed ecco un altra mascotte storica di area PD che esce allo scoperto.

http://www.gazzetta.it/Calcio/13-12-2017/prandelli-cura-sua-italia-servono-persone-come-tommasi-albertini-240202845654.shtml

Proprio lui parla di calcio italiano, lui che a un certo punto ha smesso di fare il CT per fare politica attraverso la nazionale.

Offline Buckley

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Re:Io sto con il presidente della Lazio
« Risposta #313 il: 14 Dic 2017, 11:11 »
Ed ecco un altra mascotte storica di area PD che esce allo scoperto.

http://www.gazzetta.it/Calcio/13-12-2017/prandelli-cura-sua-italia-servono-persone-come-tommasi-albertini-240202845654.shtml

Proprio lui parla di calcio italiano, lui che a un certo punto ha smesso di fare il CT per fare politica attraverso la nazionale.

e parla della bellezza di avere 4 squadre che se la giocano fino alla fine... ma magari finisci sotto a un ponte, lecchino demmerda.

Online JoeStrummer

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11532
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Re:Io sto con il presidente della Lazio
« Risposta #314 il: 20 Dic 2017, 09:38 »
Dal Fatto quotidiano:

Con una mano toglie, con l’altra restituisce: il ministro dello Sport, Luca Lotti, aveva introdotto nella legge di bilancio la riforma dei criteri di ripartizione dei diritti televisivi del calcio, che prevedeva di togliere quasi 100 milioni di euro l’anno alle grandi del pallone, per ridistribuirle fra le medio-piccole. Poi, quando si è accorto che il danno per i potenti sarebbe stato troppo grosso, in particolare per la Juventus di Andrea Agnelli, ha deciso di fare marcia indietro: nella manovra spunta il fattore dello “share certificato”, che essendo a favore delle big in maniera schiacciante, ridurrà sensibilmente la perdita. Con buona pace di chi sognava una divisione più democratica delle risorse per avere più equilibrio in Serie A.

LA RIFORMA DELLA MELANDRI – L’emendamento approvato dalla Commissione bilancio della Camera porta la firma ovviamente del Partito Democratico (della deputata Daniela Sbrollini, molto attiva in tema di sport e vicina al ministro Lotti). Di fatto, si tratta di un regalo da milioni di euro alle big della Serie A, ma soprattutto alla Juventus, che sarebbe stata la più penalizzata di tutte con la riforma della vecchia Legge Melandri. Il testo, come noto, prevede l’innalzamento dal 40 al 50% della quota da dividere in parti uguali. Ma la novità più sconvolgente sarebbe stata l’eliminazione di privilegi e criteri storici, in favore delle presenze allo stadio come fattore principale per il calcolo del cosiddetto “radicamento sociale” (che vale il 20% del totale): per la Juve, che ha uno stadio molto piccolo rispetto alle altre big, questo sì che sarebbe stato un bagno di sangue.


LO STALLO IN LEGA E LA TRATTATIVA CON LA POLITICA – A Palazzo Chigi, studiando la riforma, avevano messo in conto un piccolo travaso di 10-15 milioni di euro, per altro neutralizzabile con l’aumento del valore generale dei diritti tv. Quando però le simulazioni del nuovo meccanismo (fra cui quella pubblicata in anteprima da ilfattoquotidiano.it) hanno dimostrato che per le big la perdita sarebbe stata milionaria, e la Juventus avrebbe potuto rimetterci fino a 40 milioni di euro l’anno, ai piani alti è scattato l’allarme. Sono iniziate le dichiarazioni dei vertici bianconeri: “Si premi il merito, no all’assistenzialismo”, ha tuonato l’ad Giuseppe Marotta. Soprattutto, sono iniziate le pressioni sotto traccia, per smontare la riforma o quantomeno depotenziarla. Anche così si spiega lo stallo in Lega calcio, con una cordata di grandi società capeggiata da Agnelli che ha fatto ostruzionismo all’elezione del nuovo presidente, strizzando l’occhio a Lotti e a Giovanni Malagò sul possibile commissariamento del Coni, sperando magari di ottenere un trattamento di favore sui diritti tv, l’unica cosa che sta davvero a cuore ai presidenti della Serie A.

LA CONTRORIFORMA DI LOTTI – Due mesi dopo l’approvazione della prima bozza, l’obiettivo può dirsi raggiunto. L’emendamento approvato dalla Commissione col parere favorevole del governo cambia le carte in tavole: il miliardo di euro dei diritti tv continuerà ad essere diviso per il 50% in parti uguali, per il 30% sui risultati e per il 20% sul radicamento sociale. Ma quest’ultima quota sarà calcolata per “il numero di spettatori paganti che hanno assistito dal vivo alle gare casalinghe” e – questa è la novità – per “lo share televisivo certificato”. Per molti si tratta anche di una scelta di buon senso che i diritti tv vengano ripartiti in base all’audience. Di certo, si tratta del criterio che più favorisce le big: il divario fra gli ascolti di una partita della Juventus, e una del Sassuolo (tanto per fare un esempio) è abissale. Così la perdita verrà attutita, forse più che dimezzata: Il Fatto.it aveva preparato anche una seconda simulazione, immaginando l’introduzione di un nuovo criterio, e in quel caso il segno meno sarebbe stato di circa 20 milioni per la Juve, una decina per le milanesi e la Roma. Ed è così che finirà, probabilmente.


Er potere de' Lotiiito.

Offline paolo71

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Re:Io sto con il presidente della Lazio
« Risposta #315 il: 20 Dic 2017, 10:29 »
...se vogliamo che Lotito abbia potere e di conseguenza la Lazio o viceversa ...riempiamo lo stadio.
Da lì non si scappa.

Offline Precisione

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Re:Io sto con il presidente della Lazio
« Risposta #316 il: 08 Gen 2018, 20:51 »
Figc, niente candidato unico. E Lotito spacca la Lega di A (Fulvio Bianchi- La Repubblica.it)

Pochi soldi (bilancio Figc in rosso di nove milioni), poche idee e nessun accordo per la presidenza. Le elezioni si avvicinano: il 29 va scelto l'erede di Carlo Tavecchio, che si è dimesso dopo il flop Mondiale. Oggi in via Allegri maxi-summit: presenti tutti i presidenti di Leghe e componenti per la prima volta. Ma niente candidato unico, le parti sono ancora lontane: Tommasi si è già fatto sotto, Gravina sta per farlo, Sibilia ci pensa. Mercoledì si riunisce la A, giovedì altro tentativo di accordo, poi venerdì si candida Gravina e sabato Sibilia tiene la sua assemblea (con un direttivo il giorno prima). Sibilia è l'uomo forte, senza dubbi. Ha il 34 per cento vero. A lui tocca dare le carte. Se fa un passo indietro visto che è anche senatore di Forza Italia, può fare convergere i suoi voti su Gravina (improbabile su Tommasi) e ottenere comunque deleghe importanti. Damiano Tommasi intanto accenna al suo programma, dopo essersi candidato per primo: "Tra le proposte, quella da raggiungere in tempi più brevi è la costituzione delle seconde squadre, le 'squadre B'. E' già circolata in qualche documento federale l'ipotesi di seconde squadre in sostituzione delle squadre di Lega Pro che non vengono ammesse al campionato. Credo sia uno dei progetti da fare sin da subito, coinvolgendo le società di serie A che sono interessate". E spiega la scelta di lanciare un sondaggio sui social per chiedere agli appassionati di calcio quali riforme vorrebbero venissero adottate dalla Figc: "E' un'idea che avevo da tanto tempo per aprire le porte della Federazione a quelli che non hanno diritto di voto; un modo per riavvicinare quella che oggi è una delle Federazioni che si è allontanata un po' dal pubblico". Tommasi usa sistemi, i social, e toni da 5 Stelle, tanto che circola la voce che il Movimento gli avrebbe proposto un seggio alle prossime elezioni (politiche). Ma lui pensa al calcio, al suo mondo.

La Lega di A terrà la sua assemblea il 10 gennaio, ma già domani, martedì, ci saranno incontri informali a Milano. I presidenti dovranno presentare le loro richieste in vista dell'assemblea elettiva della Figc, e scegliere anche il nome su cui puntare. L'ultima volta, era saltato fuori il nome di Claudio Lotito, era solo una battuta a margine dell'assemblea ma intanto lui ci crede, è sicuramente bravo (basta guardare dov'è in classifica la Lazio...) e non si pone mai limiti. Alcuni presidenti di A stanno pensando davvero di candidarlo alla presidenza della Figc, almeno una decina sono a lui fedeli (ma nn bastano): un modo elegante forse per evitare il suo pressing asfissiante in Lega e poi, se eletto, dovrebbe lasciare le sue cariche alla Lazio e alla Salernitana. Se eletto, appunto. Ma chi lo voterebbe? I calciatori? Gli allenatori? Le altre tre Leghe? Una candidatura di Lotito spaccherebbe ancora di più il fronte e certo Giovanni Malagò non ne sarebbe affatto felice. Il n.1 dello sport già teme un governo del pallone "al ribasso", debole e litigioso, figuriamoci con Lotito. Insomma, pare solo una provocazione.

Ma visti personaggi e interpreti, non ci si stupisce ormai di nulla, o quasi. "Candidarmi alla Figc? Per essere eletti bisogna avere il consenso e per avere il consenso bisogna essere indicati dalle persone che ti devono votare. Io la vedo così altrimenti uno si fa un film che non esiste. Dobbiamo lavorare nell'interesse del calcio, speriamo di riuscirci" ha detto oggi Lotito. Lotito oggi alle 17,15 è arrivato in Figc e si è subito diretto al quinto piano, da Tavecchio che della Lega di Milano, come noto, è il commissario. Forse Lotito ha anche incrociato, ma per pochi istanti, Sibilia, impegnato al summit al primo piano: il patron della Lazio e il n.1 dei Dilettanti, si sa, sono in buoni rapporti. Sibilia ricorda: "Io sono uno che unisce, non divide". Ma nemmeno lui ci sta a fare passi indietro, la sua Lega è quella che pesa di più. Intanto Mirabelli, ds del Milan, alla strasmissione "Gr Parlamento-La Politica nel pallone" ha spiegato che prima degli uomini contano i programmi. Sembra utopia, vista la piega che ha preso la questione. C'è il rischio di più candidature, di forte spaccature. Intanto, la posizione di Michele Uva, dg di Via Allegri, si fa più forte: ha lavorato bene, è appoggiato da Ceferin, Malagò, Agnelli. Il prossimo presidente Figc dovrà tenerne conto.

Prudente infine Urbano Cairo, patron del Torino: "Tommasi? Persona per bene. Non conosco il programma ma mi piacerà vederlo per poterlo valutare come di altri candidati. Lega di A? Bisogna arrivare al 29 con presidente e ad". Già, è mesi che ci provano: la soluzione però stavolta potrebbe essere vicina. Paolo Nicoletti presidente e Luigi De Siervo ad. Hanno già lavorato insieme sui diritti tv. L'avvocato Nicoletti è stimato da Lotti e Malagò, i presidenti lo hanno conosciuto (e apprezzato) come subcommissario di Tavecchio. De Siervo viene dalla Rai, è ad di Infront Italia, ha anche lui buoni appoggi politici (sempre dal centrosinistra). Insomma, due identikit che potrebbero mettere tutti d'accordo. Resta il nodo Tavecchio: non ci sta a farsi da parte, cerca un incarico nel calcio. Glielo troveranno, e sarà di sua soddisfazione.
Re:Io sto con il presidente della Lazio
« Risposta #317 il: 09 Gen 2018, 00:55 »
Figc, niente candidato unico. E Lotito spacca la Lega di A (Fulvio Bianchi- La Repubblica.it)

Pochi soldi (bilancio Figc in rosso di nove milioni), poche idee e nessun accordo per la presidenza. Le elezioni si avvicinano: il 29 va scelto l'erede di Carlo Tavecchio, che si è dimesso dopo il flop Mondiale. Oggi in via Allegri maxi-summit: presenti tutti i presidenti di Leghe e componenti per la prima volta. Ma niente candidato unico, le parti sono ancora lontane: Tommasi si è già fatto sotto, Gravina sta per farlo, Sibilia ci pensa. Mercoledì si riunisce la A, giovedì altro tentativo di accordo, poi venerdì si candida Gravina e sabato Sibilia tiene la sua assemblea (con un direttivo il giorno prima). Sibilia è l'uomo forte, senza dubbi. Ha il 34 per cento vero. A lui tocca dare le carte. Se fa un passo indietro visto che è anche senatore di Forza Italia, può fare convergere i suoi voti su Gravina (improbabile su Tommasi) e ottenere comunque deleghe importanti. Damiano Tommasi intanto accenna al suo programma, dopo essersi candidato per primo: "Tra le proposte, quella da raggiungere in tempi più brevi è la costituzione delle seconde squadre, le 'squadre B'. E' già circolata in qualche documento federale l'ipotesi di seconde squadre in sostituzione delle squadre di Lega Pro che non vengono ammesse al campionato. Credo sia uno dei progetti da fare sin da subito, coinvolgendo le società di serie A che sono interessate". E spiega la scelta di lanciare un sondaggio sui social per chiedere agli appassionati di calcio quali riforme vorrebbero venissero adottate dalla Figc: "E' un'idea che avevo da tanto tempo per aprire le porte della Federazione a quelli che non hanno diritto di voto; un modo per riavvicinare quella che oggi è una delle Federazioni che si è allontanata un po' dal pubblico". Tommasi usa sistemi, i social, e toni da 5 Stelle, tanto che circola la voce che il Movimento gli avrebbe proposto un seggio alle prossime elezioni (politiche). Ma lui pensa al calcio, al suo mondo.

La Lega di A terrà la sua assemblea il 10 gennaio, ma già domani, martedì, ci saranno incontri informali a Milano. I presidenti dovranno presentare le loro richieste in vista dell'assemblea elettiva della Figc, e scegliere anche il nome su cui puntare. L'ultima volta, era saltato fuori il nome di Claudio Lotito, era solo una battuta a margine dell'assemblea ma intanto lui ci crede, è sicuramente bravo (basta guardare dov'è in classifica la Lazio...) e non si pone mai limiti. Alcuni presidenti di A stanno pensando davvero di candidarlo alla presidenza della Figc, almeno una decina sono a lui fedeli (ma nn bastano): un modo elegante forse per evitare il suo pressing asfissiante in Lega e poi, se eletto, dovrebbe lasciare le sue cariche alla Lazio e alla Salernitana. Se eletto, appunto. Ma chi lo voterebbe? I calciatori? Gli allenatori? Le altre tre Leghe? Una candidatura di Lotito spaccherebbe ancora di più il fronte e certo Giovanni Malagò non ne sarebbe affatto felice. Il n.1 dello sport già teme un governo del pallone "al ribasso", debole e litigioso, figuriamoci con Lotito. Insomma, pare solo una provocazione.

Ma visti personaggi e interpreti, non ci si stupisce ormai di nulla, o quasi. "Candidarmi alla Figc? Per essere eletti bisogna avere il consenso e per avere il consenso bisogna essere indicati dalle persone che ti devono votare. Io la vedo così altrimenti uno si fa un film che non esiste. Dobbiamo lavorare nell'interesse del calcio, speriamo di riuscirci" ha detto oggi Lotito. Lotito oggi alle 17,15 è arrivato in Figc e si è subito diretto al quinto piano, da Tavecchio che della Lega di Milano, come noto, è il commissario. Forse Lotito ha anche incrociato, ma per pochi istanti, Sibilia, impegnato al summit al primo piano: il patron della Lazio e il n.1 dei Dilettanti, si sa, sono in buoni rapporti. Sibilia ricorda: "Io sono uno che unisce, non divide". Ma nemmeno lui ci sta a fare passi indietro, la sua Lega è quella che pesa di più. Intanto Mirabelli, ds del Milan, alla strasmissione "Gr Parlamento-La Politica nel pallone" ha spiegato che prima degli uomini contano i programmi. Sembra utopia, vista la piega che ha preso la questione. C'è il rischio di più candidature, di forte spaccature. Intanto, la posizione di Michele Uva, dg di Via Allegri, si fa più forte: ha lavorato bene, è appoggiato da Ceferin, Malagò, Agnelli. Il prossimo presidente Figc dovrà tenerne conto.

Prudente infine Urbano Cairo, patron del Torino: "Tommasi? Persona per bene. Non conosco il programma ma mi piacerà vederlo per poterlo valutare come di altri candidati. Lega di A? Bisogna arrivare al 29 con presidente e ad". Già, è mesi che ci provano: la soluzione però stavolta potrebbe essere vicina. Paolo Nicoletti presidente e Luigi De Siervo ad. Hanno già lavorato insieme sui diritti tv. L'avvocato Nicoletti è stimato da Lotti e Malagò, i presidenti lo hanno conosciuto (e apprezzato) come subcommissario di Tavecchio. De Siervo viene dalla Rai, è ad di Infront Italia, ha anche lui buoni appoggi politici (sempre dal centrosinistra). Insomma, due identikit che potrebbero mettere tutti d'accordo. Resta il nodo Tavecchio: non ci sta a farsi da parte, cerca un incarico nel calcio. Glielo troveranno, e sarà di sua soddisfazione.

Articolo ributtante. Tra le molte nefandezze, questo signore che viene pubblicato da merdpubblica ammette, compiaciuto, che il presidente del CONI interferisce pesantemente con le attività delle diverse federazioni e comunque sulle leghe. Dopodiché, visto che De Siervo ha 'buoni appoggi politici, sempre del centrosinistra', non è il,caso di evidenziare il mostruoso conflitto di interessi del De Siervo medesimo..... Come si può pensare  di candidarlo alla Lega se lui adesso lavora per una società che con la lega ha un rapporto a provvigione? Mah.

Online vaz

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Re:Io sto con il presidente della Lazio
« Risposta #318 il: 10 Gen 2018, 13:00 »

Online Ranxerox

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Re:Io sto con il presidente della Lazio
« Risposta #319 il: 10 Gen 2018, 16:58 »
http://www.ultimouomo.com/breve-storia-finanziaria-gestione-lotito/

Vabbè, nel mondo normale questo sarebbe un fulgido esempio di sana gestione e di grande capacità imprenditoriale, in un settore dove i fallimenti, gli indebitamenti ed il ricorso ad artifici contabili sono la normalità fin troppo tollerata.
Un circo pieno di giganti dai piedi d'argilla.
Oltretutto ricordando che, nel tempo, il gestore ha mantenuto il titolo del club senza dover cambiare la sua ragione sociale, ha pagato tutti i debiti pregressi, uno dei quali era relativo al mancato pagamento delle tasse riconducibile alla precedente gestione (unico club che le risarcite tutte fino all'ultimo centesimo), ha sempre onorato tutti i pagamenti verso terzi (tesserati e non) senza ritardo, ha creato un management organizzativo e tecnico della Lazio che piu Laziale non si può.
Uno da applausi e, alla luce anche dei risultati odierni, uno che, alla fine della fiera, ha fatto e sta facendo veramente il bene della Lazio come pochi altri nella sua centenaria e gloriosissima storia.
 

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