Io sto con il presidente della Lazio

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Offline PARISsn

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Sesso: Maschio
Re:Io sto con il presidente della Lazio
« Risposta #300 il: 14 Nov 2017, 20:47 »
Interessante.

La strategia Lotti-Magamagò-Tavecchio è naufragata.

A stretto giro di posta i 3 simpatici buontemponi di cui sopra si ritroveranno di nuovo Lotito(ossia il cavaliere nero) in Consiglio Federale in versione Conte di Montecristo.

Auguri.

è il secondo schiaffone che  pijano ma ancora me sa non gli basta...l'altro schiaffone è stata la sentenza che dice che essere consigliere federale e di lega è compatibile  e quindi Lotito puo' fare tutte e due... ;)

Offline Bonnerone

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Sesso: Maschio
Re:Io sto con il presidente della Lazio
« Risposta #301 il: 14 Nov 2017, 21:37 »
è il secondo schiaffone che  pijano ma ancora me sa non gli basta...l'altro schiaffone è stata la sentenza che dice che essere consigliere federale e di lega è compatibile  e quindi Lotito puo' fare tutte e due... ;)
Lotito se li inchiappetta tutti  :since

Offline Precisione

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Re:Io sto con il presidente della Lazio
« Risposta #302 il: Ieri alle 13:13 »
Lega A, la Juve boccia il presidente che piace a Lotito (Fulvio Bianchi. Repubblica.it)

Lunedì a Milano la Lega di A terrà la sua assemblea elettiva: prevista l'ennesima fumata nera. Il patron della Lazio ha proposto per la presidenza il generale della Finanza Ugo Marchetti (che di calcio non si è mai occupato). I bianconeri non hanno preso una posizione ma di sicuro Andrea Agnelli non vuole accettare una soluzione 'pasticciata'.


 Resta un tassello, ma è il più importante: la Lega di B ha trovato finalmente il suo presidente (è l'avvocato romano Mauro Balata, legatissimo a Tavecchio), mentre lunedì a Milano la Lega di A terrà la sua assemblea elettiva. Prevista fumata nera. L'ennesima. Tavecchio aveva dato tempo sino al 30 novembre, ma il suo commissariamento scade l'11 dicembre e Malagò ha detto chiaramente l'altro giorno che se la Lega maggiore non eleggerà i suoi nove rappresentanti entro quella data, allora la Giunta Coni interverrà commissariando la stessa Figc. Ora non può farlo. Per la verità c'è chi sostiene, e Tavecchio è uno di questi, che non potrebbe farlo nemmeno dopo l'11 dicembre, essendo la Lega un ente privato: si rischia uno scontro istituzionale, con ricorsi al Tar del Lazio. Come detto, lunedì ci sarà fumata nera. Poi, è probabile che l'assemblea venga tenuta aperta, per proseguire il 4 o 5 dicembre ed eventualmente l'11, la dead line (anche se qualcuno ritiene possa essere il 30 la data ultima di questa sfiancante vicenda). In terza votazione, si passerebbe dalla maggioranza qualificata (14 voti) a quella semplice (11), per cui è possibile che si arrivi ad una soluzione in extremis.

Nel mondo dei venti presidenti di A ci sono forti contrasti: da una parte il solito Lotito e i suoi, che vorrebbero chiudere la partita già lunedì. Il patron della Lazio ha proposto per la presidenza il generale (in pensione) della Finanza Ugo Marchetti, 70 anni, che di calcio non si è mai occupato, così come in precedenza aveva proposto Raffaele Squitieri, 76 anni, anche lui in pensione (ex presidente della Corte dei Conti). Un manipolo di società guidate da Lotito, circa 5-6, lunedì tenterà il golpe. Ma senza successo. Ci sono club che non accettano la soluzione di un "re travicello", vogliono un presidente che conosca il calcio e sia rappresentativo. La Juventus ancora non ha preso posizione: ma di sicuro Andrea Agnelli, anche come presidente Eca e membro dell'esecutivo Uefa, non può, e non vuole, accettare una soluzione pasticciata, in una Lega che ha di sicuro bisogno di un rilancio. Per questo, si guarda con grande interesse alle prossime mosse, senza chiudere del tutto la porta al commissariamento.

Ci sono alcuni club (fra questi Juve, Inter, Roma, Torino, Samp, Bologna, Sassuolo) che non vedrebbero affatto come un rischio il commissariamento, soprattutto se dovesse toccare a Malagò (o al suo braccio destro Roberto Fabbricini): molte società sono più che convinte che la Lega di A non possa più pesare solo per il 12% nelle elezioni del presidente federale, quando la Dilettanti vale il 34% e la Lega C addirittura il 17% (ma prima aveva 90 club, ora ne sono rimasti una cinquantina, di cui non pochi con l'acqua alla gola). Ci sono anche club, però, che temono un anno di commissario, che azzerebbere tutto, e che non darebbe loro più spazi di manovra per i soliti giochi e giochetti. Insomma, Lotito stavolta sembra indebolito: da parte di molti presidenti c'è la volontà di evitare qualsiasi colpo di mano. Per questo lunedì non succederà nulla. E poi? Poi si vedrà. Un presidente "vero" che conosce il calcio è di sicuro Gabriele Gravina: al momento non si sa se ha voti giusti. Gabriele Gravina il 30 novembre è atteso da una assemblea della Lega C: non dovrebbe dimettersi, aspetta di vedere come evolvono le cose a Milano. A Malagò non spiacerebbe affatto se a Milano, come presidente, andasse Roberto Fabbricini: ma anche qui non è semplice. Non va dimenticato poi Michele Uva, ora dg della Figc e prima di Coni Servizi: è un tecnico più che un politico ma ha lavoro bene in questi anni complicati assai.

La Figc aspetta: Tavecchio è dimissionario ma ancora commissario della Lega maggiore e non ha alcuna intenzione di arrendersi. Anzi, fosse per lui sarebbe pronto a prolungare il commissariamento oltre l'11 dicembre, dovesse essere necessario. Malagò non glielo consentirebbe mai. Tavecchio ha avuto giorni complicati, soprattutto per la accuse di molestie. E' sicuro di poterne uscire a testa alta, ha affidato la pratica ai suoi avvocati mentre il legale della presunta molestata cerca, per ora invano, visibilità in qualche trasmissione televisiva. Il sogno di Tavecchio è quello di riprendersi la sua Lega, la Lega dilettanti, nel caso che l'attuale presidente, Cosimo Sibilia, facesse un ticket con calciatori e magari con Lega di C e puntasse dritto verso la Figc. I giochi si faranno presto: c'è la volontà di andare alle urne già il 22 gennaio. Per Tavecchio comunque non sarebbe facile tornare alla Dilettanti. Lui ci proverà.

E non è finita qui. Martedì a Bari si tiene una Giunta Coni che dovrà stabilire quanto spetta al Federazioni per il 2018 dei contributi del governo. Ci sono parametri chiari, che privilegiano l'attività olimpica. Il calcio, quindi, su quel fronte è mal messo: le ragazze mai si sono qualificate per una Olimpiade e sono ancora lontane, i maschi hanno mancato due Giochi consecutivi (Londra 2012 e Rio 2016). Di conseguenza è previsto un altro taglio per la Figc: nel 2014 a via Allegri arrivarono ben 25 milioni in meno (da 62,5 a 37,5), nel 2016 altra sforbiciata di 4,5 milioni. E adesso le previsioni sono intorno ad un taglio di circa 10 milioni.

Ma attenzione, Malagò ha la disponibilità di un tesoretto e già in passato era venuto incontro al calcio, mitigando la stangata. Il n.1 del Coni ce l'ha di sicuro con quelli che ha definito "lor signori...", incapaci di fare funzionare il sistema, ma si rende conto che quei soldi non vanno agli stipendi di qualche straniero inutile ma soprattutto all'attività giovanile e ai rimborsi arbitrali. Alla base, insomma, non al vertice. Per questo anche stavolta potrebbe intervenire.

Offline James M. McGill

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Re:Io sto con il presidente della Lazio
« Risposta #303 il: Ieri alle 13:24 »
mortacci loro e de eugggenio
Re:Io sto con il presidente della Lazio
« Risposta #304 il: Ieri alle 13:27 »
Il tentativo di invasione politica del calcio (ricordasi la leggiadra Giovanna Melandri) proseguisce.
malagò, prima di salire sul pulpito a fare lezioni, pensi allo stato dello sport di base e delle strutture dove questo è praticato. Confronti una qualsiasi palestra romana con una qualsiasi di un'altra città europea e poi valuti se non sia il caso di cominciare ad occuparsi di quelli che sarebbero i compiti del presidente del CONI invece di impicciarsi, per conto dell'amichi sua, di questioni politiche che non gli competono.

Offline arturo

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Re:Io sto con il presidente della Lazio
« Risposta #305 il: Ieri alle 13:28 »
ma a sto Bianchi , Lotito gli ha trombato la moglie ?
 :asrm

Offline James M. McGill

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Re:Io sto con il presidente della Lazio
« Risposta #306 il: Ieri alle 13:30 »
applausi gianluca: questo concetto, dello stato pietoso dello sport e delle responsabilità di coni e malagò, il laziale coscenzioso deve ripeterlo per ogni social e per ogni network, quando si trova questi temi sollevat

Offline mdfn

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Re:Io sto con il presidente della Lazio
« Risposta #307 il: Ieri alle 14:32 »
La cosa divertente è che Bianchi parla di Lotito e di golpe quando è Malagò che vuole impossessarsi della FIGC scavalcando le regole.

Offline nestorburma

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Re:Io sto con il presidente della Lazio
« Risposta #308 il: Ieri alle 14:57 »
ma a sto Bianchi , Lotito gli ha trombato la moglie ?
 :asrm



fulvio bianchi è uno che venderebbe la madre per ciucciare il sospensorio sudato del pupone, questo è uno  ha avuto il coraggio di scrivere sta roba qui su quel pezzo di lota di francuzzo baciolemani.
Ancora aspetto la sua risposta alla mia mail in cui chiedevo conto della cazzata della tripletta alla Lazio nel 1917... stammerda




SPORT - CALCIO
     
 

Indimenticabile presidente, ha scritto una pagina importante nella storia del nostro calcio
Innamorato della Roma, l'aveva scoperta da bambino grazie a suo padre
Sensi, una vita controcorrente
senza paure né ripensamenti
di FULVIO BIANCHI
Sensi, una vita controcorrente senza paure né ripensamenti

Franco Sensi
UNA vita sempre concorrente: sempre all'attacco. Franco Sensi ha regalato alla Roma uno scudetto indimenticabile. Al calcio italiano ha regalato battaglie, idee. Solo contro tutti. Senza paure, né ripensamenti. Mai. Indimenticabile presidente, ha scritto una pagina importante nella storia del nostro calcio. Ricco senza mai ostentare la sua ricchezza, genuino nel linguaggio. Uno del popolo. Terribilmente innamorato della sua Roma. Che aveva scoperto da bambino, tramite il papà, e guidato poi da adulto. Immalinconito negli ultimi tempi per non poterla più seguire da vicino. I suoi ragazzi. Il suo "figlio" Totti.

Una famiglia profondamente romana da generazioni ormai, quella di Sensi. Il loro impero - come amava ricordare il presidente - era iniziato dalle pecore. Anno, 1605. Cinquecento anni fa. Tutto era nato a Visso, Marche: la sua famiglia si occupava di transumanza. Pecore, appunto. Latte e formaggio. Viene dalla terra, la famiglia Sensi: la transumanza l'ha portata a Roma, intorno al 1700. E lì si è sviluppata l'azienda: il papà di Franco era ingegnere, sindaco di Visso (come poi lo è stato il figlio), editore della Voce Adriatica (ora Corriere Adriatico) e fondatore della Confederazione nazionale coltivatori diretti.

Al figlio ha lasciato un piccolo impero, 1.000 ettari di terreni edificabili a Roma e dintorni ma non solo (anche la gestione della nettezza urbana di molte città pugliesi e imprese di costruzione). Papà Silvio era stato anche fra i fondatori del Campo Testaccio dove è nata la As Roma, perché il calcio ce l'aveva nel sangue: giocava mezzala destra, di lui si ricorda (anno 1917) anche una tripletta alla Lazio.

"Anch'io - ci ricordava Franco Sensi - ero un bravo calciatore, attaccante a tutto campo: ero più bravo di papà... Giocavo nel De Merode e nel Marcantonio, ma mio padre volle che continuassi gli studi e mi occupassi dell'industria di famiglia. Così, quando avevo 18 anni, scese dalla macchina e mi prese a calci nel sedere... Ricordo ancora la scena: l'autista che ci seguiva con la macchina e lui che mi rincorreva per le strade di Roma. Qualche mese dopo smisi di giocare a calcio".

Sensi si laureò in matematica a Messina e iniziò a lavorare nell'industria di famiglia. L'industria intanto è diventata un impero (dicevano, sino a poco tempo fa, che avesse una liquidità di oltre 1000 miliardi delle vecchie lire). Un impero immobiliare (a Roma, in Sardegna, in Maremma, a Civitavecchia...), editoriale e petrolifero.

Amicizie importanti, ne ha sempre avute tante. Anche politiche: D'Alema, Andreotti, D'Antoni. Ma Sensi ha sempre fatto vita molto riservata, solo lavoro e niente salotti. E, soprattutto, è sempre stato alla larga da certi palazzinari romani. "Mai stato in galera, io...", ricordava sempre con orgoglio. Facendo anche i nomi di chi in galera c'era davvero stato.

Il calcio è arrivato solo nel '93, con la Roma. "Che ho salvato dal fallimento", amava ricordare. "Ho preso un cadavere", disse all'epoca. Un'iniziale coabitazione travagliata con Mezzaroma, poi lui padrone unico. Solo al comando. Strada facendo Sensi ha aggiunto anche il Palermo, il Foggia e il Nizza: tutte rivendute, rimettendoci pure. Il calcio, d'accordo, è business ma anche, e soprattutto, passione. Almeno per lui.

Idee ne ha avute sempre tante. E' andato controcorrente: dando battaglia a Galliani, a Carraro, anche a Geronzi. Ha rotto equilibri antichi, con quel coraggio che solo lui poteva avere. Ha tentato anche la scalata alla presidenza della Lega Calcio: gli fecero la guerra, avevano capito che uno come lui faceva paura.

Si è battuto per la Roma, è vero, ma convinto anche che non fosse giusto che al comando ci fossero solo Milan e Juventus (a quei tempi: ora c'è l'Inter). Epiche le sue battaglie contro il potere del Nord: non sempre aveva torto. Ha spesso avuto idee all'avanguardia: ma non sempre ha avuto la forza di difenderle sino in fondo (fiaccato, negli ultimi anni, anche da problemi di salute e tradito da qualche amico).

Ma il calcio gli deve molto: non solo la Roma. Mi ricordo quando, parlando dell'Olimpico, amava dire: "Se non lo gestiamo noi, chi può farlo? E poi per cosa? Per farci la corsa delle ranocchie?".

(18 agosto 2008)

Offline BalkanLaziale

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Re:Io sto con il presidente della Lazio
« Risposta #309 il: Ieri alle 18:51 »
Hanno paura surreale. Devono preparare per assemblea di lunedi...con vaselina.  :wink2:

Offline Biafra

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Re:Io sto con il presidente della Lazio
« Risposta #310 il: Ieri alle 20:59 »
ma a sto Bianchi , Lotito gli ha trombato la moglie ?
 :asrm

vi prego, non inferiamo...


va bene così Fulvie'...nessun problema...  :((
 

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