Ieri sera prima di andarmene a ninna, solito giro dei canali preferiti e... mi imbatto in RaiSport-2 sul digitale, quello che di solito per riempire i palinsesti manda in onda filmati della memoria, partite, corse ciclistiche, gare di atletica o sci degli anni 60 e 70. Tutte in bianco-e-nero abbastanza sbiadite e deteriorate, ma sempre (per chi ha una certa.... aaaheeemmmm) godibili.
Ieri sera però, l'annuncio è roboante: Serie A, la prima partita a colori trasmessa dalla Rai!
Addirittura fanno vedere la presentazione dell'annunciatrice ufficiale , a Signora Rosanna Vaudetti, che i più giovani di voi manco sanno chi sia, ma che quelli come Micavero e Porgascognie ricordano come oggetto di sogni notturni segretissimi, anche se oggettivamente fosse la meno sessualmente attraente, anzi, era prettamente asettica, fra le Signorine-Buonasera (c'era chi preferiva fra tutte la torbida bionda Mariolina Cannuli, chi la sa la sa... ma questo è un altro discorso).
La Vaudetti appare bella sorridente e orgogliosa di presentare la nuova funzione della Rai: le trasmissioni a colori (per le zone coperte dal servizio). Era la partita, anzi il secondo tempo registrato della partita più importante della giornata, che facevano la Domenica sera alle 19: dallo Stadio Olimpico di Roma, Lazio-Torino, telecronista Nando Martellini.
L'inquadratura è la solita, il campo invece che verde viene un marroncino-cacarella come se non ci fosse l'erba ma tutta terra come i campetti di periferia, ma insomma è godibile. Martellini esordisce col suo solito stile pacato e familiare: "Partita di cartello fra la Lazio e il Torino, riconoscibile per chi ha l'apparecchio a colori, dalla maglia granata..."

La Lazio ha la classica maglia celeste (un celeste STRAORDINARIO, chiaro, proprio color cielo, bellissimo, che recentemente non ho visto più, forse solo quell'anno di Corradi, Fiore e Cesar, l'ultimo di Mancini in panchina, c'era qualcosa di simile) col colletto a V coi bordini bianchi e coi pantaloncini e i calzettoni bianchi. Le maglie dall'1 al 10 e senza i nomi nè gli sponsor (vabbè... quello pure adesso...). E poi i capelli lunghi anni 70 dei giocatori e i calzoncini rispetto a oggi, incredibilmente corti...
Era il 1977, le squadre erano senza stranieri. Erano gli anni che il Torino lottava per lo scudetto. Martellini aveva presentato la gara dicendo che "... il Torino, che ha perso la testa della classifica di un punto, avendo la Juventus vinto nell'anticipo (non so contro chi, n.d.N.) si presenta a Roma contro una Lazio spumeggiante e di migliore vigoria atletica..."
E' il Torino che se non sbaglio quell'anno vinse il Campionato, o forse l'anno prima. Con Pulici, Graziani, Pecci e Sala, uno squadrone, Castellini in porta, Mozzini, Patrizio Sala etc.
La Lazio è una squadra "di transizione", strutturata su quella dello Scudetto di tre anni prima ma fortemente modificata con inserti di giovanissimi campioncini di casa (Giordano, Manfredonia e Agostinelli, nel 77 credo avessero 21 o 22 anni). Forse, con gli stilemi di oggi, era uno schieramento 1-3-5-1, con Pulici in porta, Wilson libero classico col suo numero 4, Ammoniaci e Ghedin sulle fasce e Manfredonia stopper. Poi c'è Ciccio Cordova col numero 6 al centro (io me lo ricordavo più un numero 10, un trequartista, invece di fatto giocava là in mezzo alla maniera di Ledesma oggi) e al suo fianco Rossi col numero 7 (ROSSI??? non ho nessuna memoria di lui, chi era questo Rossi???) e Agostinelli a destra, e Viola e Badiani a sinistra. Giordano centravanti. Garlaschelli è in panchina.
Partita bella, abbastanza "veloce" paragonata ai ritmi frenetici di adesso, con buone occasioni da una parte e dall'altra. Alla fine finisce con uno 0 a 0, abbastanza giusto.
L'Arbitro Michelotti a un certo punto fischia una punizione a due in area, a favore della Lazio, e nell'inquadratura si vede un Giordano regazzino che guarda la panchina chiedendo insistentemente di tirarla lui. L'allenatore (CHI ERA l'allenatore? Vinicio? boh???) sembra concedergliela, e lui si avvia tutto contento verso il punto di battuta ma... trova i senatori Cordova, Badiani e Wilson che non se lo cacano di pezza anzi lo rimandano là in mezzo, anche piuttosto brutalmente... due ore per piazzare la barriera avanti e indietro etc. alla fine Cordova la tocca per Wilson (WILSON tirava le punizioni ???) che spara la botta, ma la barriera respinge, mischia furibonda ma niente da fare. Alla fine Castellini (bello paccutello, sempre a paragonarlo coi portieri lunghi lunghi, secchi e filiformi di adesso...) rinvia.