Una squadra, un popolo

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Offline GuyMontag

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Una squadra, un popolo
« il: 12 Mag 2015, 11:14 »
Dico la mia.

Io amo il calcio, sono totalmente schiavo delle sensazioni e delle emozioni che sono sempre dietro l'angolo in una partita, in una qualunque partita, dalla Serie A fino alle serie inferiori. Perché alle volte basta un episodio per dipingere a tinte forti una tela che - all'inizio - è sempre bianca.

Perdere fa male. Sempre. Comunque arrivi, il ritorno a casa, il disgusto (almeno per me) per il calcio e quei ventidue uomini in mutande dietro ad un pallone, il patetico tentativo di distaccarti, di abbandonare, di pensare ad altro, ci sono cose più importanti, gli affetti, la famiglia, gli amici, il lavoro, e tu non puoi, non devi lasciarti risucchiare dal maelstrom della depressione, guardi le facce della marea triste che lascia lo stadio e prepotente arriva il desiderio di essere altrove.

Ma non ci riesci, manco un po'. Inizi subito a fare calcoli, vinciamo qua, loro pareggiano, e le tabelline ti invadono la testa, anche se non ne hai proprio voglia. No, non stasera, magari domani ricominciamo, ma adesso ti senti vuoto, il traffico sul lungotevere è insopportabile, lasciatemi tornare a casa. Dimenticare, dormire.

Ma il calcio è epos. Il calcio sono storie da raccontare, l'altra sera potevo essere altrove, al cinema, sarebbe stato meglio, leggo il risultato, inveisco un po' e poi a nanna. Invece no. Mi sarei perso qualcosa. Mi sarei perso dei momenti che, quando la rabbia sarà sedimentata, resteranno nel mio cuore, e vi resteranno a lungo, comunque vada.

Ogni tifoso, ogni tifoso vero (e lui lo sa, se è un tifoso vero o no) ha bisogno di identificarsi nella propria squadra, nei propri colori. Se mai ve ne fosse stato bisogno, alcuni momenti della partita dell'altra sera rimarranno indelebili nella mia memoria. Tante partite manco me le ricordo, e ne ho viste migliaia... questa, no.

L'urlo, il boato, non saprei come descriverlo, era primordiale, incontrollato, un ruggito che si è sentito a chilometri di distanza, che ha invaso televisioni, radio, che ha fatto tremare le finestre e tintinnare i bicchieri dei pub, quando Berisha ha parato il rigore. Liberatorio, violento, più di un gol, molto più di un gol, era la rabbia e la ribellione contro un'ingiustizia, era il potete farcene quante ne volete, ma noi siamo qua, in piedi, noi siamo le manone del portiere albanese, vi abbiamo ributtato in faccia tutto, brutti zozzi che ci volevate morti.

E poi quando, ormai in nove, quando l'unica logica soluzione sarebbe stata quella di rinchiudersi ancora di più nel fortino e fare barricate, anche quando ormai era chiaro che da quelle parti non ci avrebbero più fatto arrivare, dopo l'ignobile fuorigioco fischiato a Candreva, ecco che Pioli mette Keita. Come, una punta? Ma sei in nove, tieniti il punto, è importante, può essere decisivo... Ma il calcio è anche altro, è orgoglio, è identità, è follia, e allora Pioli ha pensato - ha sicuramente pensato - siamo pazzi, siamo giovani ed incoscienti, ma c'è una possibilità, anche fosse una su un milione. Proviamo a vincerla.

Pazza, pazza idea, e l'abbiamo pagata. Perché non puoi sbagliare niente, ma noi siamo giovani ed incoscienti ed un errore ci sta, ci può stare. Ma il gesto è stato rivoluzionario ed eversivo, quel gesto mi ha riconciliato con tutto. Il dio del calcio, beffardo e capriccioso, non ha permesso di raccontare la storia fino in fondo, quella di un ragazzino che all'ultimo minuto si infilava nella difesa interista sbilanciata, si involava in campo aperto, scartava il portiere e faceva impazzire un popolo.

Non l'ha fatto ma non gliene voglio fino in fondo. Perché quello che non ha fatto lui lo hanno fatto quegli undici, poi dieci, poi nove ragazzi. Indomiti, coraggiosi, beffardi di fronte all'ingiustizia. Buttatene fuori quanti ve ne pare, dateci rigori a cappero, gol in fuorigioco, fischiateci contro sta minchia, fermate i nostri contropiede, ma voi siete omuncoli da niente, resi grandi da un fischietto in bocca che vi fa immaginare potenti. Ma sempre omuncoli siete, voi e i vostri mandanti.

Noi, invece, no. Noi siamo una squadra, un allenatore, un popolo. Siamo un tutt'uno, senza calcoli, con errori, sbadataggini, che possono costare alla fine, perché quello che conta è il risultato. Ma l'altra sera è andato oltre il risultato. Sentire tifosi di altre squadre che affermano che dovete essere orgogliosi di questi ragazzi, comunque sia andata, ti riempie il cuore e se avessi già saputo prima il risultato, sarei comunque andato allo stadio. Perché le sensazioni vissute non hanno prezzo.

Per tutto il resto, c'è Unicredit.

Online JoeStrummer

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Re:Una squadra, un popolo
« Risposta #1 il: 12 Mag 2015, 11:20 »
Perché quello che non ha fatto lui lo hanno fatto quegli undici, poi dieci, poi nove ragazzi. Indomiti, coraggiosi, beffardi di fronte all'ingiustizia. Buttatene fuori quanti ve ne pare, dateci rigori a cappero, gol in fuorigioco, fischiateci contro sta minchia, fermate i nostri contropiede, ma voi siete omuncoli da niente, resi grandi da un fischietto in bocca che vi fa immaginare potenti. Ma sempre omuncoli siete, voi e i vostri mandanti.

Semplicemente Grazie, Guy.
Re:Una squadra, un popolo
« Risposta #2 il: 12 Mag 2015, 11:26 »
bravo Guy.
aggiungo che nel panorama del campionato di serie a di quest'anno noi siamo
la favola piu' bella, perche' non siamo la squadra scandalosa tenuta in piedi dalla mafia
e neanche i viziati mercenari che rosicano perche' il parma non si scansa.
siamo una squadra con dei campioni ma senza primedonne, con tutti che cercano di sacrificarsi per i compagni.
e siamo un popolo che si è stretto intorno alla sua squadra, accantonando anni di divisioni, scorpioni, pregiudizi.
e piano piano anche quegli appassionati non completamente rin[...]ti dai media se ne stanno accorgendo
e ce lo stanno riconoscendo.

Offline mdfn

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Re:Una squadra, un popolo
« Risposta #3 il: 12 Mag 2015, 11:30 »
Bello, in particolare questo passaggio:

L'urlo, il boato, non saprei come descriverlo, era primordiale, incontrollato, un ruggito che si è sentito a chilometri di distanza, che ha invaso televisioni, radio, che ha fatto tremare le finestre e tintinnare i bicchieri dei pub, quando Berisha ha parato il rigore. Liberatorio, violento, più di un gol, molto più di un gol, era la rabbia e la ribellione contro un'ingiustizia, era il potete farcene quante ne volete, ma noi siamo qua, in piedi, noi siamo le manone del portiere albanese, vi abbiamo ributtato in faccia tutto, brutti zozzi che ci volevate morti.


Sul cambio di Keita invece non sono tanto d'accordo con la tua interpretazione. Secondo me Pioli non l'ha messo perché voleva vincere la partita. L'ha messo perché ci serviva un giocatore che potesse uscire dalla pressione dell'Inter palla al piede. Anderson e Candreva non ce la facevano più. Voglio dire, non l'abbiamo persa perché abbiamo provato a vincerla. Vabbe', ho dovuto rovinare un momento di calcio romantico. Chiedo scusa.
Re:Una squadra, un popolo
« Risposta #4 il: 12 Mag 2015, 11:32 »

Offline Roxy00

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Re:Una squadra, un popolo
« Risposta #5 il: 12 Mag 2015, 11:34 »


L'urlo, il boato, non saprei come descriverlo, era primordiale, incontrollato, un ruggito che si è sentito a chilometri di distanza, che ha invaso televisioni, radio, che ha fatto tremare le finestre e tintinnare i bicchieri dei pub, quando Berisha ha parato il rigore. Liberatorio, violento, più di un gol, molto più di un gol, era la rabbia e la ribellione contro un'ingiustizia, era il potete farcene quante ne volete, ma noi siamo qua, in piedi, noi siamo le manone del portiere albanese, vi abbiamo ributtato in faccia tutto, brutti zozzi che ci volevate morti.

Noi siamo una squadra, un allenatore, un popolo. Siamo un tutt'uno, senza calcoli, con errori, sbadataggini, che possono costare alla fine, perché quello che conta è il risultato. Ma l'altra sera è andato oltre il risultato. Sentire tifosi di altre squadre che affermano che dovete essere orgogliosi di questi ragazzi, comunque sia andata, ti riempie il cuore e se avessi già saputo prima il risultato, sarei comunque andato allo stadio. Perché le sensazioni vissute non hanno prezzo.


Offline ralphmalph

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Re:Una squadra, un popolo
« Risposta #6 il: 12 Mag 2015, 11:43 »
bella Guy

Offline arkham

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Re:Una squadra, un popolo
« Risposta #7 il: 12 Mag 2015, 11:45 »
Io sono sincero, non ho motivo di "fare la parte" qui: sticazzi del risultato, questa era la Lazio che volevo.
Arrivare sopra la romamerda sarebbe una soddisfazione enorme. E i soldi e la champion's e il prestigio.
Ma io tifavo per Berruatto e Savino, a me non me ne frega un caxxo.
Io volevo una Lazio così, e darei un considerevole quantitativo di sangue per permettere a questa squadra di restare negli annali con la Coppa Italia.
Questa va oltre la banda Mancini. Questa va oltre la Lazio della Coppa in faccia. Questa somiglia per incoscienza a quella del 98, ma se quella sembrava predestinata, questa è meravigliosamente sorprendente.
Siamo belli, siamo la Lazio, e pare ci basti.
Così si vince, prima o poi.
E se non si vince sticazzi, giuro, questa era la Lazio che volevo.

Offline Nesta idolo

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Re:Una squadra, un popolo
« Risposta #8 il: 12 Mag 2015, 11:45 »
Thank you Guy.

Offline simcar

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Re:Una squadra, un popolo
« Risposta #9 il: 12 Mag 2015, 11:47 »
Immenso Guy, come sempre.

Offline Roxy00

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Re:Una squadra, un popolo
« Risposta #10 il: 12 Mag 2015, 11:53 »
nonostante la rabbia e il disgusto che provo ancora oggi per quello che è accaduto posso serenamente dire che questa è stata la partita più bella ed emozionante che abbia mai visto da quando frequento lo stadio Olimpico.
A fine partita avevo le lacrime agli occhi per quello che stavo vedendo: una squadra, una squadra con un cuore grande così che nonostante tutto non si è arresa alle ingiustizie.
Orgogliosa di voi ragazzi e orgogliosa oggi più che mai di essere laziale.

Re:Una squadra, un popolo
« Risposta #11 il: 12 Mag 2015, 11:55 »
Grazie Guy.

Online bak

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Re:Una squadra, un popolo
« Risposta #12 il: 12 Mag 2015, 11:55 »
Grande Guy, grande Arkham  :up:

Offline sweeper77

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Re:Una squadra, un popolo
« Risposta #13 il: 12 Mag 2015, 12:05 »
questa era la Lazio che volevo.

perfetto arkham...PERFETTO! questa squadra mi trasmette voglia, partecipazione, senso di appartenza, cuore e orgoglio

Offline ralphmalph

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Re:Una squadra, un popolo
« Risposta #14 il: 12 Mag 2015, 12:07 »
sottoscrivo pure le virgole di arkham

Offline TheVoice

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Re:Una squadra, un popolo
« Risposta #15 il: 12 Mag 2015, 12:13 »
Bellissimo, davvero.

 :band1:

Offline paolo71

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Re:Una squadra, un popolo
« Risposta #16 il: 12 Mag 2015, 12:21 »
è vero Guy,
chi non ha pensato che Keita ne scartasse 4 e si infilasse in porta col pallone per far venire giù lo stadio, davvero una squadra un popolo.
Quello che sta accadendo adesso in questa stagione è cemento armato fra Noi e la Laziao e se va come deve non è davvero ancora finito niente.

Offline Sliver

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Re:Una squadra, un popolo
« Risposta #17 il: 12 Mag 2015, 12:22 »
Grande Guy.
Siamo la storia più bella di questo campionato. E le favole, per una volta, meriterebbero un finale adeguato. Malgrado lo schifo, dipende ancora (quasi) tutto da noi.
Avanti Lazio.

Offline gesulio

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Re:Una squadra, un popolo
« Risposta #18 il: 12 Mag 2015, 12:35 »
Grande Guy.
Siamo la storia più bella di questo campionato. E le favole, per una volta, meriterebbero un finale adeguato. Malgrado lo schifo, dipende ancora (quasi) tutto da noi.
Avanti Lazio.

 :hail: :hail: :hail:

Offline andyco

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Re:Una squadra, un popolo
« Risposta #19 il: 12 Mag 2015, 12:37 »
Meravigliosi GUY e ARKHAN
 

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