Gomorra 2

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Offline gentlemen

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Gomorra 2
« il: 10 Giu 2016, 19:44 »
Gomorra 2, chi la sta seguendo ?
Una fiction di altissima qualità, come Romanzo Criminale 1 e 2 , e la prima stagione di Gomorra.
Ottimo Sollima, e bravissimi gli attori.

Offline WhiteBluesBrother

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Re:Gomorra 2
« Risposta #1 il: 11 Giu 2016, 16:16 »
Sono un fan accanito.
Deluso dall'ultima puntata, schiatta solo uno de passaggio, sta diventando buonista :)

Offline maverickiv2007

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Re:Gomorra 2
« Risposta #2 il: 11 Giu 2016, 16:42 »
Massima stima per Sollima e tutto il cast tutti davvero eccezionali. Ho rosicato da morire per la morte di Salvatore Conte e di O'Track ma questa seconda serie é davvero intricata chissà cosa ci aspetta...
Re:Gomorra 2
« Risposta #3 il: 12 Giu 2016, 16:00 »
Non concordo. La prima serie è stata certamente migliore soprattutto perchè sostenuta da una storia un po più articolata.
La seconda serie è deficitaria soprattutto del personaggio di Conte, assolutamente carismatico, liquidato in maniera frettolosa.

Offline chuck6

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Re:Gomorra 2
« Risposta #4 il: 13 Giu 2016, 08:37 »
Chiaramente la prima stagione è sempre la migliore, comunque soddisfatto della seconda, non si fanno problemi a liquidare personaggi importanti o amati e ci sono più intrighi della prima.

La vedo senza sottotitoli, ma devo dire che la cadenza è molto più marcata quest'anno.

Online FatDanny

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Re:Gomorra 2
« Risposta #5 il: 13 Giu 2016, 15:55 »
Qualitativamente ottima serie, anche se concordo che la prima fosse migliore di questa.
Ottima fotografia, ottimo montaggio, ottima regia, buona sceneggiatura.
Sul piano del contenuto un pessimo modo di raccontare la Camorra, che sta facendo danni incalcolabili nella periferia partenopea.

Questo perchè seppur i personaggi siano meno romanzati di Romanzo Criminale, comunque la forma narrativa scelta porta a riconoscersi ed empatizzare con i protagonisti. La musichetta emotional di sottofondo mentre Ciro Di Marzio guarda il mare e riflette sui suoi pensier produce immedesimazione. Produce empatia anche nei confronti di un mostro.
In un mondo che funziona con quelle regole il fatto che quelle regole siano inumane viene relativizzato, perché il risultato finisce in pareggio.
Il racconto è totalmente autoreferenziale.
Non c'è lo Stato, non c'è l'anticamorra, non ci sono i Quartieri. C'è solo la Camorra.
E questo di per sé comporta il risultato di una celebrazione involontaria del fenomeno.

Se la serie avesse scelto di raccontare anche altri aspetti del fenomeno probabilmente questo bel risultato si sarebbe evitato.
Se la serie avesse fatto vedere i pestaggi o gli omicidi non solo di innocenti finiti per errore nelle guerre interne, ma quelli volutamente ammazzati per imporre il dominio, la reazione prodotta nel pubblico sarebbe stata diversa.
Una cosa è vedere un innocente ammazzato per caso, un'altra vedere un innocente torturato appositamente solo perché non si è piegato alle logiche dei boss.
Re:Gomorra 2
« Risposta #6 il: 13 Giu 2016, 17:13 »
Ho visto tutte le puntate di entrambe le serie.
Ho notato un dialetto molto più marcato in quest'ultima (ogni tanto mi perdo qualche battuta).

Sono d'accordo con chi dice che Salvatore Conte muore troppo presto, ma mi sembra la cifra di questa seconda serie.
Stessa fine fanno il principe, il nano, o'track.

Genny troppo sullo sfondo finora.

Offline fish_mark

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Re:Gomorra 2
« Risposta #7 il: 13 Giu 2016, 17:23 »
Concordo sul tema dell'autoreferenzialità. Di questa serie ho notato che è agita soltanto da personaggi appartenenti alle cosche. Non ci sono quasi mai rappresentanti del mondo esterno ai clan e men che mai alle forze dell'ordine che nella realtà costituscono un "filtro" dlel'attività criminale con cui prima o poi vanno a sbattere.
Per la verità nell'ultima puntata Scianel viene fermata proprio da una pattuglia della polizia e poco prima anche suo figlio si fa una notte in caserma.
Però veramente poco il che depriva l'aspetto ddella risposta repressiva dello STato che in tema di criminalizzata organizzata non può essere sottasciuto o lasciato sullo sfondo. Ad esempio è questo un limite che a mio parere ho visto in "Suburra", dove si racconta una Roma totalmente in mano alle cosche con una sparatoria di stile americano in un centro commerciale con feriti e gente che fugge tra le casse del supermercato. Una cosa che farebbe parlare i telegiornali di tutta Italia per un mese intero e che nel film non vede la reazione minima delo Stato, neanche l'arrivo di una gazzella dei carabinieri. Un po' troppo estremo se si vuole raccontare questa realtà.

Offline chuck6

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Re:Gomorra 2
« Risposta #8 il: 13 Giu 2016, 20:02 »
Questa storia dell'emulazione e di Gomorra esempio negativo è allucinante. Siamo un paese da raiuno e dob matteo. Poi per l'emulazione: se uno è scemo, lo è a prescindere da Gomorra. Non è che dopo aver visto Breaking Bad mi sono msso a cucinare acidi, nè vado, finita Gomorra, il martedì notte in centro a fare le ronde col booster e la pistola.

L'assenza dello Stato è una scelta precisa degli autori. Raccontare il male, e basta.

Online FatDanny

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Re:Gomorra 2
« Risposta #9 il: 14 Giu 2016, 09:26 »
Non si tratta di semplice emulazione, ma soprattutto di fascinazione e di sicuro non è questione di essere scemi.
Tu pur vedendo breaking bad (dove comunque si cucinano anfetamine, non acidi  :) ) non hai un granchè da condividere con Walter White.
La sua è una condizione molto particolare, come spesso accade in serie di questo tipo. Dinanzi ad una situazione al limite, l'essere umano tenta una strada insolita e che sarebbe solitamente condannata, resa accettabile proprio da queste condizioni costruite attorno al personaggio. A questo servono il cancro, il doppio lavoro, il figlio malato, l'arrivo della seconda figlia...

In Gomorra invece le condizioni dei protagonisti sono tutt'altro che insolite.
Sono la condanna media a cui è sottoposto chi vive lì (ma non solo lì, se vai a Tiburtino III o a L38 quella forza centripeta che ti risucchia nel tuo quartiere e non ti lascia andare mai l'avverti lo stesso).
Una condanna in cui esci in due modi: da guardia o da criminale, organizzato o meno.
Già di base il lavoro che viene fatto con i ragazzi in quartieri come Scampia, Secondigliano, Miano, Mugnano, Marano, Giuliano è molto complicato perché non è facile convincerli che un'onesta vita in cui ti spacchi la schiena per 600 euro al mese è preferibile a una in cui li guadagni in due giorni e che, seppur rischiando la morte o la galera, ti farà vivere una vita breve ma comunque preferibile a quella da straccione.

Se a questo lavoro già difficilissimo metti il carico da 90 di una serie che produce fascinazione perché totalmente autoreferenziale hai fatto un cazzo di capolavoro. Non mostri l'unica cosa che potrebbe provocare davvero disgusto, ossia tutte le angherie e i soprusi a cui è condannato non il rivale di clan, ma il semplice cittadino che prova ad alzare la testa, a vivere la sua vita in modo dignitoso.

E gli effetti si vedono: in questi mesi Napoli è attraversata dall'ennesima guerra di Camorra. Durante l'ultima esecuzione i sicari hanno lasciato il luogo del delitto cantando a squarciagola un pezzo della colonna sonora, così come sul finire di maggio un trans è stato aggredito citando ampiamente gli insulti all'amante di Conte.
O ancora come tutti, tutti, TUTTI i ragazzini si facciano il baffetto come O' Track, la nuova leva pazza e violenta, riferimento per chi subisce la fascinazione.
Ma al di là degli episodi è sul piano diffuso che i danni sono maggiori: voi dovreste vedere come in quei paesi citati il martedì sera ci sia il deserto per strada, manco giocasse il Napoli.
Perché finalmente qualcuno parla di loro. Finalmente un cazzo di qualcuno si accorge della loro esistenza, le telecamere sono puntate su quelle zone dimenticate persino da Dio.
E cosa inquadrano? La Camorra, solo la Camorra.
Il messaggio indiretto è talmente prevedibile da essere palese: voi bucate lo schermo solo da camorristi, l'unica cosa che potete essere per avere un ruolo diverso da quello dei dannati della terra.

Io non credo che quei ragazzi siano scemi. E' la loro realtà ad essere completamente folle.

Offline chuck6

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Re:Gomorra 2
« Risposta #10 il: 14 Giu 2016, 10:08 »
Ma io, come produttore e sceneggiatore di una serie trasmessa da una paytv, perchè dovrei limitarmi o inserire elementi pedagogici, cercando di ridimensionare personaggi e situazioni? Svolgo forse un servizio pubblico? O il mio interesse è teso esclusivamente a confezionare un prodotto ben fatto, attraente e vendibile?
Re:Gomorra 2
« Risposta #11 il: 14 Giu 2016, 10:10 »
Io avrei riesumato tonino spiderman

Online FatDanny

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Re:Gomorra 2
« Risposta #12 il: 14 Giu 2016, 10:23 »
Ma io, come produttore e sceneggiatore di una serie trasmessa da una paytv, perchè dovrei limitarmi o inserire elementi pedagogici, cercando di ridimensionare personaggi e situazioni? Svolgo forse un servizio pubblico? O il mio interesse è teso esclusivamente a confezionare un prodotto ben fatto, attraente e vendibile?
Non sono elementi pedagogici,  sono aspetti altrettanto presenti che hai cancellato. quando rappresenti una realtà complessa compi scelte narrative su cosa rappresentare e cosa no.
È una scelta legittima rappresentare altro cosi come non rappresentarlo. Ma io altrettanto legittimamente posso dire che hai fatto una scelta di merda, con conseguenze pesanti.

Offline chuck6

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Re:Gomorra 2
« Risposta #13 il: 14 Giu 2016, 10:38 »
Certo, puoi dì quello che te pare!

Offline fish_mark

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Re:Gomorra 2
« Risposta #14 il: 14 Giu 2016, 15:25 »
Ma io, come produttore e sceneggiatore di una serie trasmessa da una paytv, perchè dovrei limitarmi o inserire elementi pedagogici, cercando di ridimensionare personaggi e situazioni? Svolgo forse un servizio pubblico? O il mio interesse è teso esclusivamente a confezionare un prodotto ben fatto, attraente e vendibile?

La narrazione non può avere necessariamente intenti pedagogici altrimenti si rischia moltissimo sul terreno della propaganda. Si tratta di una polemica ricorrente su scelte come questa. Ne ricordo una per un film di qualche anno fa che ho apprezzato moltissimo, "Vallanzasca", dove tra le famiglie di coloro che furono uccisi nel corso dei vari conflitti a fuoco in cui era coinvolto il bel René protestarono con la produzione di un film che consideravano un pessimo esempio di cinema visto che trattava di un personaggio impresentabile.

In ogni caso sono d'accordo con te. Ma il limite di Gomorra la serie, specie questa seconda, è che lo Stato non è mai presente, uno Stato inteso non soltanto come poliziotti, ma anche gente qualunque che vive al di fuori del circuito criminale e che è spesso coinvolta suo malgrado nelle loro vicende.

La mia sensazione è che questa seconda serie si stia impegnando più a raccontare la deriva di un clan di camorra ormai proteso a dilaniarsi in lotte infinite con la composizione e ricomposizione del quadro delle alleanze che porta alla sparizione quasi completa dei protagonisti. Ho notato un Genny molto più politico e meno violento del padre, così come Ciro, che da feroce e spietato killer si sta facendo sempre più accorto e stratega. dai vari libri di camorre emerge spesso questa figura di vecchi boss che a un certo punto alzano il piede dall'acceleratore e cercano di consolidare la loro posizione o anche di uscirne fuori, talvolta anche con clamorosi pentimenti (di cui si ha scarsa traccia in questa seconda serie se non nella nuova di Scianel).

Cinematograficamente la serie è indiscutibile non a caso vede l'alternarsi di grandi registi.
Re:Gomorra 2
« Risposta #15 il: 14 Giu 2016, 15:41 »
Ai napoletani non invischiati non piace.

Online FatDanny

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Re:Gomorra 2
« Risposta #16 il: 14 Giu 2016, 15:57 »
La camorra è una montagna di merda e la serie Gomorra è uno spot alla camorra

di Rosario dello Iacovo



Perdo la pazienza, quando mio nipote mi risponde al telefono con l’ennesima frase della serie Gomorra. Deve ringraziare i tremila chilometri che separano Londra dal Salento perché la mia incazzatura non abbia ripercussioni ben più materiali del cazziatone che pur gli arriva. Non ha nemmeno tredici anni, viene da una onesta famiglia di origini popolari, a scuola se la cava bene, gioca a pallone con ottimi risultati. Un bambino normale che ha la fortuna di crescere in un ambiente sereno, ma a sentirlo parlare talvolta sembra tutt’altro.

Da qualche tempo a Napoli ragazzi appena un po’ più grandi di mio nipote si sparano addosso. Non battute ma pallottole. E non è l’orgoglio adolescenziale a uscirne ferito, ma i corpi in carne e ossa. Merda e sangue rappreso sull’asfalto. È colpa della serie Gomorra e di Roberto Saviano se succede? No, la camorra sparava quando Saviano era ancora un sogno d’amore dei suoi genitori. E da molto tempo prima, perché la camorra s’impadronisce di Napoli quando entra in città sul carrozzone dell’Italia unita Spa, anche se dirlo risulta essere per più di qualcuno un imperdonabile borbonismo. Qual è allora la questione?

Mi appare chiaro stamattina quando leggo il dialogo intervista fra Stefano Piedimonte e Roberto Saviano, pubblicato ieri sul sito del quotidiano napoletano il Mattino. Conosco entrambi di persona. Non dirò “amici”, ma li conosco a sufficienza per dolermi di non potergli esporre il mio punto di vista guardandoli dritto negli occhi. Cari Stefano e Roberto, siamo d’accordo: la colpa non è di chi racconta. Non si sputtana New York perché si fa una serie in cui si mostra una delle sue facce oscure, e lo stesso meccanismo vale per Napoli. No, quello che risulta ancora una volta stucchevole e inaccettabile è la pretesa che quella narrazione possa essere in qualche modo educativa, uno strumento per combattere quella camorra che descrive.

Ve la dico tutta? Quella serie, a differenza del film e del libro, è basata tutta sulla mitizzazione dei personaggi. Se nell’opera di Garrone si faceva fatica a individuarne uno solo che facesse scattare il meccanismo di identificazione, la serie invece è completamente giocata sul filo della coolness. Quale ragazzino che vive in uno dei quartieri idealmente rappresentati dalla fiction non vorrebbe essere gli stilosi, ricchi, violenti, vincenti, Savastano e Conte, se a questa fascinazione non si sottraggono nemmeno quelli che vivono in quartieri e famiglie normali? Se quella storia viene raccontata senza contrappesi?

Allora sono due le alternative, senza tirare inutilmente in ballo Medea o Breaking Bad: o siamo di fronte a una crime story che non ha velleità di redenzione, oppure questa serie è uno spot alla camorra. Non giriamoci intorno: se esiste un’altra Napoli che alla camorra si oppone ogni giorno e Saviano decide di non raccontarla più, siamo di fronte a una scelta narrativa. Se si decide di puntare l’obiettivo in maniera claustrofobica su un contesto autoreferenziale, senza inquadrare mai il pur minimo anelito di rivalsa, di rivolta, di ribellione, non si può giocare a scaricabarile con i detrattori accusandoli di volersi autoassolvere.

La camorra esiste? Certo che esiste, lo sa bene chi si trova ad averci a che fare ogni giorno per le strade di Napoli e della Campania. Come per le altre mafie che infestano questo paese, bisognerebbe discutere a lungo sulla sua natura, sulle collusioni strutturali con un sistema di potere che tira in ballo l’economia legale e le istituzioni. Ma quale strumento d’opposizione rappresenta questa serie, se sceglie deliberatamente di non far emergere altro che la sopraffazione e la violenza del cosiddetto sistema?

Anni fa – era da poco uscito il film Gomorra – in coda all’ufficio postale di Scampia, mi ritrovai a parlare con un ragazzo che era lì a pagare delle bollette. Mi raccontò una storia di redenzione che a me ricordò il miglior Edward Bunker. Dopo aver visto Gomorra, mi disse, ho capito che avrei fatto una brutta fine. Guadagnava 500 euro a settimana lavorando in una delle basi della 167, ma non esitò a mollare tutto per mettersi a vendere il pane in giro per la città. Lo incontrai per caso due mesi dopo a Fuorigrotta. In compagnia di sua madre, girava con una vecchia utilitaria: in quella carrozzeria arrugginita, in quei volti scavati dal disagio e dalla miseria, io scorsi occhi che urlavano rivolta. Verso la camorra e verso uno Stato complice quando non colluso.

Oggi invece, se mi trovo a parlare con i ragazzini neri dell’estate londinese dove sto vivendo e dico Napoli, mi rispondono: «Fuck me! Gomorrah!». In questo complesso di case popolari, in un quartiere di Londra sud dove giovanissimi con un altro colore della pelle si contendono con le medesime modalità lo stesso mercato di morte, da Napoli non arriva nessuna storia di redenzione. Nessun ragazzo che molla e va a vendere il pane. Solo una storia cool di gangster che hanno capito come gira il fumo e come va la vita. Ma soprattutto qual è il modo migliore per prendersela, quando nasci e cresci in un posto a opportunità zero come Brixton, come Scampia, come le Salicelle o il Parco Verde di Caivano.

Forse questi ragazzi avrebbero bisogno di altre storie. O almeno che nessuno reiterasse l’inganno di un crimine che paga. Come fa Gomorra, la serie.

Offline giggio

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Re:Gomorra 2
« Risposta #17 il: 14 Giu 2016, 16:04 »
D'accordissimo con te FatDanny

Offline fish_mark

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Re:Gomorra 2
« Risposta #18 il: 14 Giu 2016, 16:10 »
@Fat danny

sicuramente avrai visto una volta in vita tua Accattone.
Il protagonista, Vittorio, ha sotto di se delle ragazze che sfrutta come prostitute. Insomma vive al di fuori della legge. A un certo punto compare per qualche scena il fratello che invece è un umile operaio che vive del suo lavoro e che al bar viene preso in giro da lui e i suoi amici. Di questo personaggio se ne perderanno le tracce nel film, mentre Vittorio continuerà la sua corsa fino alla morte.

Anche qui non c'è nessun intento pedagogico, posto che Pasolini proprio non ne aveva: anzi, voleva esattamente il contrario, ossia la non omologazione delle masse contadine e il loro mantenimento in quella condizione.

Offline Rorschach

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Re:Gomorra 2
« Risposta #19 il: 14 Giu 2016, 16:17 »
Quindi?
 

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