25 Aprile: quale Resistenza?

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25 Aprile: quale Resistenza?
« il: 24 Apr 2018, 10:08 »
Come ogni anno il dibattito sul 25 Aprile è polarizzato sulla questione Israele/Palestina.
Anche se solo due mesi fa il dibattito sul fascismo e l'antifascismo era all'ordine del giorno (grazie a un'enfatizzazione mediatica senza precedenti verso i gruppi di estrema destra), oggi che l'attenzione sul fascismo di casa nostra è scemato (crollato forse) si torna a parlare dell'opportunità o meno di far sfilare al corteo (o ai cortei) commemorativi della Liberazione rappresentanze palestinesi con tanto di bandiere e kefiah.
La comunità ebraica pone un veto sulla presenza palestinese e ricatta, se così possiamo dire, l'ANPI.
Ma è giusto che i palestinesi spostino l'attenzione sul loro peculiare problema nel giorno in cui si ricorda la liberazione da una cosa come il nazismo che ha significato genocidio per gli ebrei?
Oppure è giusto che il concetto di Resistenza  venga allargato e si utilizzi la memoria della Liberazione per guardare alle oppressioni di oggi e a chi vi si ribella con tutte le sue forze?


Offline orchetto

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Re:25 Aprile: quale Resistenza?
« Risposta #1 il: 24 Apr 2018, 17:07 »
In realtà il problema del fascismo è ancora attuale in Italia e ne costituisce zavorra per la sinistra da sempre.
Se ha una sua correttezza da un punto di vista della mera analisi delle potenzialità intrinseche delle forze politiche, sottolineare come i gruppi fascisti tout court, non costituiscano un serio pericolo per quel che resta della democrazia genericamente intesa in Italia, in quanto è lo stesso potere statuale che progressivamente allo smantellamento del suo potere economico accentua invece il suo potere repressivo ed autoritario (altro che morte degli stati) e quindi si può ritenere più pericoloso dei gruppi fascisti veri e propri; è anche vero che la funzionalità di questi gruppi in funzione anti-proletaria è ancora consistente, in quanto agiscono sempre e comunque per dividere la ricomposizione di un blocco sociale progressivo. In maniera scientifica, chirurgica, costante nel tempo, essendo comunque eterodiretti, gli basta posizionare e far agire elementi chiave in alcune situazioni per letteralmente "risucchiarti"  enormi energie nella pratica anti fascista diretta, a tutto danno di altre pratiche e situazioni che potrebbero essere di avanguardia.
A questo poi si aggiunge un più generale sdoganamento di alcune posizioni politiche e culturali tipiche del fascismo (anche se di per se non sempre riconducibili automaticamente ad esso), che sono diventate quasi trasversali alle grandi forze politiche attuali (Lega-FI-M5S-PD), come le posizioni di chiusura sul fenomeno immigrazione.
Non si può poi non notare un generale "imbarbarimento" delle relazioni sociali, in cui atteggiamenti di mera prepotenza, esaltazione degli istinti egoistici, un certo tipo di machismo, un certo apprezzamento di massa al farsi giustizia da se (a torto o a ragione beninteso). Cose che non sono di per se ascrivibili al fascismo automaticamente ma che soprattutto in Italia, dato il suo vissuto storico, sono comunque ascrivibili a un certa tipologia di approccio dell'individuo alla socialità che spesso, almeno nei significati simbolici si ricollega al fascismo
C'è poi il fenomeno dello sdoganamento storico del ventennio. Anche esso pericolosamente trasversale al di là della facciata. Quasi apripista 25/30 anni fa di tutto quello detto sopra e che in un certo senso  chiude il cerchio qui oggi.
A sto punto il problema della Comunità Ebraica Romana a me sembra del tutto marginale. Non so bene che processi decisionali abbiano al loro interno (ammetto l'ignoranza lo dico senza nessun tipo di insinuazione) ma mi sembra che oramai la quasi totalità delle loro iniziative, per loro esplicita affermazione, è quello di appoggiare lo Stato d'Israele. In questa ottica che cosa gli si può dire?
La sinistra italiana da decenni ha un rapporto di vicinanza con i palestinesi (uso il termine generico volutamente perché è proprio così). Sinceramente a mio avviso è impossibile trovare una soluzione che metta in accordo tutti e due, vista anche la continua recrudescenza del conflitto israelo-palestinese. Altro discorso invece è chi di religione ebraica sta su posizioni diverse da quelle ufficiali della loro comunità.
Certo ovviamente non è che con questo nego tutta una serie di problemi che ci sono nel campo palestinese.   
MAGIX SOS Vinile et Cassette
Re:25 Aprile: quale Resistenza?
« Risposta #2 il: 27 Apr 2018, 16:07 »
Cito dalla prima pagina di un quotidiano non di destra (salvo ovviamente, per i fodero-prosciuttati per i quali tutto ciò che c'è a destra di LeU è fascismo: grazie ai quali il 25 aprile non è purtroppo più da tempo una festa popolare).

"Ai centri sociali di Macerata che il 25 aprile, nell’indifferenza di chi avrebbe dovuto impedirlo, hanno appeso in piazza un fantoccio di Mussolini a testa in giù, esortando i bambini a prenderlo a bastonate per agguantare le caramelle nascoste al suo interno, mi piacerebbe chiedere quale sia la loro concezione di libertà. Se, come credo, la libertà di cui il 25 aprile si festeggia il compleanno è anzitutto gioia di vivere nel rispetto del prossimo, quale tipo di gioia intendevano trasmettere i centri sociali a quei ragazzini, invitandoli a replicare in forma di farsa uno tra gli episodi più umilianti della nostra storia? La gioia della sopraffazione gratuita, dell’irrisione vigliacca, della vendetta oltre la vendetta. La lezione che chiunque ci abbia fatto soffrire merita non solo la morte, ma la gogna. E che avere sputato e urinato sul cadavere di un dittatore, e avere appeso a un gancio quello della sua donna a gambe aperte come un pollo, rappresentano gesti di cui menare vanto a distanza di settantatré anni, tanto da metterli al centro di una rivisitazione giocosa a colpi di bastone e caramelle.

L’abusata battuta di Flaiano, secondo cui in Italia i fascisti si dividono in fascisti e antifascisti, sembra cucita alla perfezione su chi dei fascisti combatte le idee, ma continua a condividere i metodi. Come se la violenza degli altri non fosse un invito a disarmare la propria, ma un ghiotto alibi per alimentarla".

Offline FatDanny

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Re:25 Aprile: quale Resistenza?
« Risposta #3 il: 28 Apr 2018, 10:13 »
Posso immaginare che scriverebbero certi giornali e che direbbero certi politici se vedessero il carnevalone liberato in cui si da fuoco ad una figura di cartapesta di 4-5 metri raffigurante il papa o altro personaggio di potere.

Tenendo conto che è un capo di stato, che è un leader religioso e la violenza del rogo come minimo io je darei l'ergastolo.

Pignatte fomentatrici d'odio.
Violenti che mascherano la violenza dietro caramelle e cioccolate.
Teatranti del grottesco che mettono alla gogna LVI senza ricordare quel che venne fatto alla SVA donna (che non viene mai considerata per tutte le carognate da infàme che ha fatto soggettivamente ma solo e sempre come riflesso e proprietà di LVI).

Hai ragione, questi sono i veri violenti in italia. Una violenza inaudita e senza pari.

Offline Lativm88

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Re:25 Aprile: quale Resistenza?
« Risposta #4 il: 28 Apr 2018, 12:09 »
Posso immaginare che scriverebbero certi giornali e che direbbero certi politici se vedessero il carnevalone liberato in cui si da fuoco ad una figura di cartapesta di 4-5 metri raffigurante il papa o altro personaggio di potere.

Tenendo conto che è un capo di stato, che è un leader religioso e la violenza del rogo come minimo io je darei l'ergastolo.

Pignatte fomentatrici d'odio.
Violenti che mascherano la violenza dietro caramelle e cioccolate.
Teatranti del grottesco che mettono alla gogna LVI senza ricordare quel che venne fatto alla SVA donna (che non viene mai considerata per tutte le carognate da infàme che ha fatto soggettivamente ma solo e sempre come riflesso e proprietà di LVI).

Hai ragione, questi sono i veri violenti in italia. Una violenza inaudita e senza pari.

Forse no, ma fa cagare uguale.

Offline COLDILANA61

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Re:25 Aprile: quale Resistenza?
« Risposta #5 il: 29 Apr 2018, 00:20 »
Io non lo farei mai .

Ma parlare di "uno tra gli episodi più umilianti della nostra storia" é VERGOGNOSO Umilianti sono stati vent'anni di dittatura . Vent'anni di olio di ricino e manganello. Deportazioni e rifugiati all'ester
Vent'anni di sopraffazioni . Leggi Razziali .Assassini di Stato .

Per poi finire con le stragi di civili e le torture .

Farlo oggi sarebbe barbaro ? Per me SI . ma poi vedo che la cultura occidentale accetta le immagini di Saddam e Gheddafi .

70 anni fa era la conseguenza di quanto elencato sopra .

Questi giovani del 2018 hanno la condanna di 4 gatti su LN .

E la riprovazione di altri 4 .

E la simpatia "forse" di altri 4 .

QUELLI sono condannati dalla STORIA .

E di certo NON e' motivo per dimenticare o peggio infangare il 25 Aprile .








Online vaz

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Re:25 Aprile: quale Resistenza?
« Risposta #6 il: 29 Apr 2018, 09:59 »
Il problema è che ne hanno appesi pochi.
Re:25 Aprile: quale Resistenza?
« Risposta #7 il: 29 Apr 2018, 10:21 »
Posso immaginare che scriverebbero certi giornali e che direbbero certi politici se vedessero il carnevalone liberato in cui si da fuoco ad una figura di cartapesta di 4-5 metri raffigurante il papa o altro personaggio di potere.

Tenendo conto che è un capo di stato, che è un leader religioso e la violenza del rogo come minimo io je darei l'ergastolo.

Pignatte fomentatrici d'odio.
Violenti che mascherano la violenza dietro caramelle e cioccolate.
Teatranti del grottesco che mettono alla gogna LVI senza ricordare quel che venne fatto alla SVA donna (che non viene mai considerata per tutte le carognate da infàme che ha fatto soggettivamente ma solo e sempre come riflesso e proprietà di LVI).

Hai ragione, questi sono i veri violenti in italia. Una violenza inaudita e senza pari.

Ma una volta, scendere dal piedistallo e conformarsi all'elementare rilievo che l'elogio della guerra è sempre una merdata e che  violenza genera violenza?? no, eh!??
Non stigmatizzare quella demente lezione di violenza solo perché si origina da aree di sinistra è una enorme incoerenza. Che conferma il mio convincimento su chi è cresciuto sotto l'ala di Togliatti.
 
 

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