Aiutiamoli a casa loro, grazie Minniti

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Offline FatDanny

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Aiutiamoli a casa loro, grazie Minniti
« il: 15 Nov 2017, 15:57 »
Questi sono gli effetti dell'accordo con la Libia.
https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/11/14/libia-video-cnn-uomini-subsahariani-venduti-allasta-per-800-dollari/3976940/

La vendita di esseri umani all'asta con gli scafisti che si trasformano in schiavisti.
Che fa il paio con i lager e i centri di sfruttamento umano in Turchia a cui l'UE regala 2 mld l'anno per fare il lavoro sporco.

E questo per il rifiuto da parte dell'Europa di approntare una seria politica d'accoglienza, che potrebbe tranquillamente far entrare TUTTI attraverso corridoi umanitari, senza ipocrite distinzioni tra profughi e migranti economici (al di là dello status, un "migrante economico" di certo non è uno che viaggia tipo troisi in "ricomincio da tre")
Vogliamo le risorse dell'Africa a prezzi scontatissimi? E' il mercato che ce lo chiede? E allora paghiamone il conto.
Questo è il conto. Libertà per le merci? libertà per le persone.
Solo la prima senza la seconda a casa mia si chiama "Rapina".


Ad ogni modo grazie Minniti, grazie PD, grazie governo, grazie Unione Europea.
Giustamente non potevate lasciare il nazismo ai nazisti (semi-cit.)

Lontano dagli occhiiiiiii, lontano dal cuoreeeeee

Offline carib

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Sesso: Maschio
Re:Aiutiamoli a casa loro, grazie Minniti
« Risposta #1 il: 15 Nov 2017, 16:04 »
Per chi volesse approfondire, suggerisco la cover story di questa settimana di un noto settimanale:




E queste sono quelle dedicate allo stesso tema, a partire dalla conversione in legge del decreto Minniti-Orlando-Gentiloni (19 aprile 2017)













Offline pan

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Sesso: Femmina
Re:Aiutiamoli a casa loro, grazie Minniti
« Risposta #2 il: 15 Nov 2017, 19:26 »
"aiutiamoli a casa loro"
come una frase demmerda può rivelarsi in tutta la sua ipocrisia.

Offline giovannidef

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Re:Aiutiamoli a casa loro, grazie Minniti
« Risposta #3 il: 15 Nov 2017, 19:42 »
non riesco a capire come si possano tenere le frontiere aperte e al tempo stesso vincere le elezioni (cosa importante se si vuole continuare a tenerle aperte)
la ggente oramai non vota chi propone lo ius soli ma del resto ci meritiamo casa panda e aprire le frontiere velocizza la pratica
che la frase sia brutta e del resto inapplicabile non ci piove ma non mi sembra che abbiate altre soluzioni oltre ad una critica morale
se invece avete un bel piano per risolvere un problema così complesso tiratelo fuori (cambiare sistema economico però non vale)
Re:Aiutiamoli a casa loro, grazie Minniti
« Risposta #4 il: 15 Nov 2017, 20:31 »
Quello che mi sento di dire è che il problema migranti è veramente complesso e non prevede soluzioni semplici e neppure slogan.
"Aiutiamoli a casa loro" è proprio una ca...ta pazzesca alla Villaggio.
In tanti anni non siamo riusciti con le nostre risorse a favorire un compiuto sviluppo economico del sud Italia (poco più di dieci milioni di persone) e adesso dovremmo essere in grado di migliorare le condizioni economiche della gran parte di un continente?
Se lo slogan non fosse in realtà furbo (ma più che furbo direi spietato) sarebbe comunque utopistico.

Però neanche è facile dire semplicemente facciamo entrare tutti.
Forse in città si nota meno ma io nei paesini vedo spesso questi gruppi di ragazzi che passeggiano senza meta, solo per far passare il tempo.
Io credo che non abbiano fatto tutto questo viaggio disumano solo "per essere mantenuti a spese dei contribuenti" (si fa per dire) ma abbiano voluto cercare di costruire un futuro per se stessi e per le loro famiglie.
Invece in questa maniera le loro vite sono praticamente sospese.
Dovremmo cercare di preoccuparci non solo del salvataggio in mare (sacrosanto) ma anche di fornire loro la possibilità di uno sviluppo successivo, di una vita dignitosa, che può avvenire, a mio avviso, solo attraverso un lavoro.
Ma in una società come la nostra, dove pochissimi tra i giovani trovano occupazione (altra tragedia), si può riuscire a trovare un posto di lavoro anche per i migranti? E' molto difficile.
Allora io vorrei un governo, per i prossimi cinque anni, che si occupasse solo ed esclusivamente di sviluppo economico, perchè è solo attraverso la crescita economica e soprattutto la creazione di più posti di lavoro che si può riuscire in qualche maniera a mitigare il problema.

Offline PARISsn

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Sesso: Maschio
Re:Aiutiamoli a casa loro, grazie Minniti
« Risposta #5 il: 15 Nov 2017, 21:49 »
Aiutiamoli a casa loro puo' essere vero solo in un senso....intervenire militarmente per abbattere governi corrotti e para dittatoriali ...approntare un piano marshall di miliardi e miliardi di dollari come fu fatto per riscostruire l'europa...italia in primis. Ma siccome nessuno rischiera' mai l'impopolarita' di mandare figlioli italiani, tedeschi o olandesi a morire per  il Burkina Faso o lo Zambia gia' il primo punto decade....del secondo vabbe' manco a parlarne..in questi giorni leggo che si litiga tra governo e sindacati per mandare in pensione prima 20mila persone....cioe' 20mila...non 2 milioni eh!! eppure questi 2  punti sarebbero senza dubbio risolutivi di tanti problemi...inondiamoli di cemento e acciaio per costruire case, scuole e ospedali...inondiamoli di medicine...inondiamoli di ingegneri e tecnici  per costruire...con quel cemento e quell' acciaio...porti..stazioni..autostrade.. .inondiamoli di operatori sociali per costruire  un tessuto sociale...educhiamoli ( ove non ne fossero a conoscenza o in grado ) ai diritti sindacali...alla tutela dell'ambiente...per 50 anni forniamogli i satelliti per telecomunicazioni gratis...facciamo che le dighe tra le piu grandi al mondo sul fiume Congo e sullo Zambesi portino la l'energia  agli africani...e non sulle sponde del mediterraneo per essere venduta a 4 soldi all'europa...detassiamo i prodotti africani in modo che sia conveniente aprire attivita' in africa ma obbligando chi lo fa a concedere i diritti universali dei lavoratori...la cassa malattia..le ferie...orari di lavoro umani e non da schiavi....tutto questo è fattibile ?? no è utopia....

Offline FatDanny

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Re:Aiutiamoli a casa loro, grazie Minniti
« Risposta #6 il: 16 Nov 2017, 08:44 »
non riesco a capire come si possano tenere le frontiere aperte e al tempo stesso vincere le elezioni (cosa importante se si vuole continuare a tenerle aperte)
la ggente oramai non vota chi propone lo ius soli ma del resto ci meritiamo casa panda e aprire le frontiere velocizza la pratica
che la frase sia brutta e del resto inapplicabile non ci piove ma non mi sembra che abbiate altre soluzioni oltre ad una critica morale
se invece avete un bel piano per risolvere un problema così complesso tiratelo fuori (cambiare sistema economico però non vale)

per fare questo occorre costruire un discorso politico diverso da quello delle destre invece di inseguirle. Se le si insegue su quel terreno il primo eccelso risultato è dare a quella vulgata cialtronesca valore di verità, quindi più credibilità, quindi più voti.
Una forza politica non insegue gli elettori, li orienta. Altrimenti il suo ruolo è pari a zero, potrebbe tranquillamente essere sostituita da pali di legno.

Perché il PD non articola un discorso politico diverso?
Perché toccherebbe spiegare alla gente che se sta male non è colpa di una finta invasione, ma dello smantellamento progressivo del welfare e dei diritti sul lavoro avvenuti in tutta europa negli ultimi trent'anni ed in particolare dal 2008 per salvare banche che hanno fatto soldi su truffe finanziarie.
Che si sta male perché un vero e proprio diktat ideologico sul debito impedisce di redistribuire la ricchezza.
La finta invasione (i numeri sono importanti e i numeri ci dicono che non esiste invasione e che l'accoglienza di tutti sarebbe assolutamente realizzabile) è un ottimo modo per tralasciare questo discorso scomodo che non vuole fare nessuno, PD compreso.
Ce lo chiede l'Europa.

C'è un precedente di diktat ideologico fatto passare per dogma economico: la base aurea.
Ad inizio '900 tutti, ma proprio TUTTI, erano convinti che la base aurea fosse essenziale per la moneta. Anche Lenin (vedi scritti sulla NEP). Sulla base di questo stati si indebitarono alla follia, rischiarono la banca rotta e vennero salvati con enormi costi sociali, divennero dipendenti dagli stati a cui la base aurea conveniva (vi ricorda qualcosa? fate un parallelo Austria-Grecia).
La base aurea fu il modo con cui si mantenne la pax britannica. Fino a che alle grandi potenze non convenne più e la abbandonarono, scatenando il caos della Grande Guerra.
Non era un dogma, non era un assoluto, era una necessità particolare di qualcuno.

Oggi il debito funziona allo stesso identico modo e più in la ce ne accorgeremo, come qualcuno va ripetendo da anni.
Intanto per far proseguire questa pax germanica si usa lo spettro dell'invasione per spostare il problema dai diritti ai migranti.
Ma se la gente sta male è per il Jobs Act e lavori di merda pagati a voucher, perché non ci sono case popolari e servizi, non per l'arrivo di Samir dalla Siria o di Hassan dalla Nigeria.

E tranx, pure io vivo in un paesino e vedo i migranti a zonzo. Ma questo perché il nostro sistema d'accoglienza è ridicolo ed in mano a cooperative de banditi (mafia capitale non è finita di certo), non per altro.

Offline TomYorke

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Re:Aiutiamoli a casa loro, grazie Minniti
« Risposta #7 il: 16 Nov 2017, 10:14 »
non riesco a capire come si possano tenere le frontiere aperte e al tempo stesso vincere le elezioni (cosa importante se si vuole continuare a tenerle aperte)
la ggente oramai non vota chi propone lo ius soli ma del resto ci meritiamo casa panda e aprire le frontiere velocizza la pratica
che la frase sia brutta e del resto inapplicabile non ci piove ma non mi sembra che abbiate altre soluzioni oltre ad una critica morale
se invece avete un bel piano per risolvere un problema così complesso tiratelo fuori (cambiare sistema economico però non vale)

Allora, mi scuso anticipatamente per il tono della risposta che sto per darti. Non è una risposta a te ma hai utilizzato due o tra argomenti che cominciano a circolare a sinistra e che mi mandano il cervello in pappa.

Questione elezioni.
Pensare di vincerle sdoganando di fatto a sinistra un pensiero che fino a qualche anno fa apparteneva solo alla destra, è folle. In realtà l'unica cosa che si ottiene (e guarda sto tenendo fuori i discorsi etici da questa considerazione) è legittimare la posizione delle destre. Oggi per Salvini la campagna elettorale è semplicissima, gli basta dire "Vedete, ci sono arrivati pure quelli di sinistra, ma noi lo diciamo da sempre". Sbem. Elezioni perse. Sarebbe più opportuno invece opporre una visione veramente alternativa, anche se l'azione di governo del Pd non ha gettato nemmeno le basi per pensare di produrre una cultura differente.

Chiudere le frontiere, poi accusate FatDanny di essere anacronistico eh, è un pensiero folle. Criminale è farlo per vincere le elezioni. E torno a ripetere che non è nemmeno funzionale a una vittoria elettorale.

Basta poi con questa storia che io devo avere un piano per risolvere le cose, altrimenti mi devo far sta bene tutto. Ma da dove nasce quest'altra teoria folle?
Le soluzioni alternative esistono, i governi si devono assumere la responsabilità di attuarle. E non si tratta di "risolvere un problema" , ma di gestire un flusso migratorio (che non si fermerà in alcun modo, possiamo stopparlo sulle coste libiche ma questo non significherebbe aver fermato le migrazioni) per renderlo più sicuro per tutti.

Se invece la posizione del centrosinistra deve continuare ad essere quella che il governo ha delineato in questi anni, non vi azzardate a venirmi a parlare di voto utile eh. Si assumessero la responsabilità di dire chiaramente che un certo percorso che ricordi anche vagamente una socialdemocrazia non è nelle corde di questo gruppo dirigente, per incapacità o per volontà nemmeno mi interessa, e di questo nuovo centrosinistra.

Tanto già lo so che tre o quattro sfigati come me verranno accusati di aver spianato la strada a Salvini per non essersi voluti turare il naso. D'altronde questa è l'unica elaborazione teoria che il Partito Democratico è stata capace di creare dai tempi della sua nascita.



Online Gio

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Re:Aiutiamoli a casa loro, grazie Minniti
« Risposta #8 il: 16 Nov 2017, 11:20 »
Premesso che io sono contro la chiusura incondizionata delle frontiere e penso che essere accolti sia un diritto di ogni essere umano in quanto tale, ritengo un errore la politica di chi considera  l'accoglienza la soluzione finale del problema.
Ogni persona dovrebbe aver diritto di stare dove meglio crede. Accogliere chi è costretto a migrare è doveroso, ma non risolve il problema dell'ingiustizia di persone che sono costrette ad andarsene dal loro paese.
Quindi non riesco a vedere il problema dell'accoglienza distinto da quello che c'è a casa loro. Per me è un unico problema di cui si deve far carico l'intera comunità internazionale.
Bene fa l'Europa, per me, non a rifiutare l'accoglienza, ma a subordinarla all'adozione di misure che riducano il problema rendendo, per quanto possibile, una scelta quella di migrare e non una costrizione.
Altrimenti, paradossalmente, l'accoglienza rischia di essere un ostacolo alla soluzione del problema ed un favore ai soliti noti che continuano a fare i comodi loro in quei paesi.

Offline TomYorke

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Re:Aiutiamoli a casa loro, grazie Minniti
« Risposta #9 il: 16 Nov 2017, 11:26 »
Le responsabilità di quello che ha già fatto la comunità internazionale in quei luoghi invece che fine fanno?
Così per sapere eh.

Offline carib

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Sesso: Maschio
Re:Aiutiamoli a casa loro, grazie Minniti
« Risposta #10 il: 16 Nov 2017, 12:26 »
E' verissimo: "l'accoglienza non può essere disgiunta da quello che c'è a casa loro".

Casa loro l'abbiamo arredata noi (peraltro a tazzo).
Non so voi ma io conosco un solo "straniero" che ci abbia chiesto di fargli questo favore.
E non conosco un solo "straniero" che non veda l'ora di essere aiutato proprio da chi gli sta devastando la vita (e la casa) da circa 500anni.
Sono quindi d'accordo che la comunità internazionale si debba far carico di risolvere il problema che ha creato. Quindi via con i risarcimenti stramiliardari e il ripristino di una situazione di assoluta equità.
 
Nel frattempo, finché non si completa il risarcimento, i migranti forzati VANNO ACCOLTI. Fa parte del risarcimento.

Offline FatDanny

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Re:Aiutiamoli a casa loro, grazie Minniti
« Risposta #11 il: 16 Nov 2017, 12:28 »
Premesso che io sono contro la chiusura incondizionata delle frontiere e penso che essere accolti sia un diritto di ogni essere umano in quanto tale, ritengo un errore la politica di chi considera  l'accoglienza la soluzione finale del problema.
Ogni persona dovrebbe aver diritto di stare dove meglio crede. Accogliere chi è costretto a migrare è doveroso, ma non risolve il problema dell'ingiustizia di persone che sono costrette ad andarsene dal loro paese.
Quindi non riesco a vedere il problema dell'accoglienza distinto da quello che c'è a casa loro. Per me è un unico problema di cui si deve far carico l'intera comunità internazionale.
Bene fa l'Europa, per me, non a rifiutare l'accoglienza, ma a subordinarla all'adozione di misure che riducano il problema rendendo, per quanto possibile, una scelta quella di migrare e non una costrizione.
Altrimenti, paradossalmente, l'accoglienza rischia di essere un ostacolo alla soluzione del problema ed un favore ai soliti noti che continuano a fare i comodi loro in quei paesi.

ma come dice TY non è che l'Europa sia una forza senza responsabilità nella situazione di quei paesi.
Anzi se non si adottano le soluzioni di cui parli è proprio perchè c'è una convenienza diretta.
Basterebbe guardare chi detiene gli appalti dei giacimenti petroliferi e minerari, chi detiene la produzione massiva di prodotti agricoli, chi mette al loro posto i governi africani e a quale fine.
Non è che questi so' deboli e corrotti per una peculiarità negra, ma per ragioni politiche ed economiche di cui l'Occidente ha responsabilità diretta.

la cosa assurda è che rimuoviamo il neocolonialismo contemporaneo, credendo che il fenomeno si sia fermato al 1945. Così facendo rimuoviamo le nostre responsabilità, le ragioni per cui il Sud del mondo è in determinate condizioni e del perché masse di persone migrano.
Ci rassicuriamo con la favola del "buon selvaggio" e della "missione civilizzatrice", non siamo tanto diversi da chi pensava di evangelizzare i primitivi.

Andiamo a vedere chi c'è dietro il petrolio del Niger o la guerra in Congo. Chi ci guadagna, QUI e ORA, non nel 1910.
Vogliamo davvero fermare le cause delle migrazioni? Noi cittadini forse, almeno alcuni, chi detiene il potere sicuramente no.

Non ci conviene. Le risorse dell'Africa a costo quasi zero ci fanno molto comodo.
Non si ritiene superabile il capitalismo e le sue espressioni brutali?
Perfetto, ma allora quantomeno non facciamo finta di non vederne gli effetti e accogliamo chi ne è vittima.
Perché sai, ad un certo punto, qualcuno potrebbe pure fasse rode er culo davanti a questa ipocrisia regnante sopra cui stravacchiamo comodi e ci beamo, facendo finta che la questione non esista.
Anzi, non solo facendo finta che non esista, ma se arrivano questi dopo aver distrutto i loro paesi, le loro economie, la loro società, gli diciamo pure "mbe, che cazzo voi?"


ps. Leggo ora Carib: straquoto
Re:Aiutiamoli a casa loro, grazie Minniti
« Risposta #12 il: 16 Nov 2017, 19:10 »

C'è un precedente di diktat ideologico fatto passare per dogma economico: la base aurea.
Ad inizio '900 tutti, ma proprio TUTTI, erano convinti che la base aurea fosse essenziale per la moneta. Anche Lenin (vedi scritti sulla NEP). Sulla base di questo stati si indebitarono alla follia, rischiarono la banca rotta e vennero salvati con enormi costi sociali, divennero dipendenti dagli stati a cui la base aurea conveniva (vi ricorda qualcosa? fate un parallelo Austria-Grecia).
La base aurea fu il modo con cui si mantenne la pax britannica. Fino a che alle grandi potenze non convenne più e la abbandonarono, scatenando il caos della Grande Guerra.
Non era un dogma, non era un assoluto, era una necessità particolare di qualcuno.

Karl Polanyi - La grande trasformazione

Offline carib

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Sesso: Maschio
Re:Aiutiamoli a casa loro, grazie Minniti
« Risposta #13 il: 16 Nov 2017, 21:25 »

Non so voi ma io NON conosco un solo "straniero" che ci abbia chiesto di fargli questo favore.

mannaggia i refusi  :x

Offline FatDanny

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Re:Aiutiamoli a casa loro, grazie Minniti
« Risposta #14 il: 20 Nov 2017, 09:04 »
Karl Polanyi - La grande trasformazione

Libro imprescindibile nella nostra fase, sotto vari aspetti.
A partire dall'illusione liberale del mercato che si autoregola, che Polanyi dimostra essere un'utopia falsa e non perseguita nemmeno da quelli che la predicavano. Lo consiglierei a VeniVidiLulic perché è di un'efficacia illuminante in merito.
Così come sulla dinamica sociale che portò al fascismo causata proprio dal voler applicare tale follia, di somiglianze col presente se ne trovano a pacchi.
Un autore non marxista (era un cristiano-sociale se non erro) che la tocca piano contro la "naturalità" della logica di mercato.


Ma nello specifico di questa discussione sui migranti dice cose altrettanto interessanti e pertinenti, che demoliscono la vulgata del "progresso buono e civilizzatore" e spiegano quel che accade meglio di tanti autori ed editorialisti contemporanei. Senti qua:

Come poteva esserci una catastrofe sociale laddove era indubbiamente un miglioramento economico?
In realtà una calamità sociale è soprattutto un fenomeno culturale e non economico, il quale può essere misurato per mezzo di cifre dei redditi o di statistiche della popolazione. [...]
Niente ottenebra la nostra visione sociale altrettanto efficacemente quanto il pregiudizio economico. Lo sfruttamento è stato così insistentemente messo in primo piano relativamente al problema coloniale, che questo punto merita un'attenzione speciale. Inoltre lo sfruttamento in un senso umanamente evidente è stato perpetrato tanto spesso, con tale tenacia e spietatezza nei confronti dei popoli arretrati da parte dell'uomo bianco che non accordargli il posto d'onore in qualunque discussione sui problemi coloniali apparirebbe come una dimostrazione di estrema insensibilità. Tuttavia è proprio questo accento posto sullo sfruttamento che tende a nascondere alla nostra vista l'argomento ancora più vasto della degenerazione culturale. [...]
La catastrofe delle comunità primitive è un risultato diretto della rapida e violenta distruzione delle istituzioni basilari della vittima (che la forza venga usata o no in questo processo non appare assolutamente importante). Queste istituzioni vengono spezzate dal fatto stesso che un'economia di mercato viene alimentata da una comunità organizzata in modo del tutto diverso; il lavoro e la terra vengono trasformati in merci, il che, ancora una volta, è soltanto una breve formula per la liquidazione di qualsiasi istituzione culturale in una società organica. Le cifre sui cambiamenti di reddito e di popolazione risultano evidentemente incommensurabili ad un processo del genere. [...]
Portiamo il famoso esempio dell'India. Le masse indiane nella seconda metà del diciannovesimo secolo non morivano di fame perché erano sfruttate dal Lancashire, morivano in gran numero perché la comunità del villaggio indiano era stata distutta. [...]
In tempi precedenti si erano tenuti dei piccoli depositi locali per prevenire le carestie, questi ora avevano cessato di esisteere o erano stati spazzati via dal grande mercato. La prevenzione della carestia per questa ragione prendeva di solito la forma di opere pubbliche che rendevano possibile alla popolazione l'acquisto a prezzi più elevati.
le tre o quattro grandi carestie che decimarono l'India sotto il dominio britannico dopo la ribellione non furono quindi né una conseguenza degli elementi, né dello sfruttamento, ma semplicemente della nuova organizzazione del mercato del lavoro e della terra che abbattè il vecchio villaggio senza risolvere i suoi problemi.



Rendersi conto di questo è capire perché la gente emigra e soprattutto perché noi intesi come civiltà in questo abbiamo responsabilità enormi di cui non possiamo liberarci con la scusa becera del progresso.

Re:Aiutiamoli a casa loro, grazie Minniti
« Risposta #15 il: 20 Nov 2017, 13:26 »
OT
Infatti caro FD l'ho riconosciuto subito, visto che ci ho sbattuto la testa a 20 anni in occasione
di storia contemporanea prima annualità con l'emerito prof Procacci ( L'ESAME che mi apri' la testa: il corso monografico era su Weimar e la germania nazista di Colotti  e c'era anche un Hobswahm se non ricordo male ).
EOT

L'attualità di Polanyi secondo me riguarda anche il concetto di fascismo.
Secondo egli il fascismo nacque dall'ostinazione dei liberali nel non voler governare i processi economici e ad imporre autoritariamente il laissez-faire.
Quando divenne evidente che questo meccanismo  non stava funzionando fu necessario non solo invertire la rotta e governare i processi economici ma anche sacrificare la democrazia e la libertà.
Ora noi sappiamo che il fascismo fu anche chiaramente una contro-risposta alla rivoluzione d'ottobre
ma in questi tempi in cui non si profilano rivoluzioni all'orizzonte bisognerebbe però riflettere sui venti protezionistici che spirano sopratutto dall'america di Trump.
E riflettere anche sul disastro della meschina sinistra italiana e sulla politica economica del pd
in questi ultimi 5 anni.

Re:Aiutiamoli a casa loro, grazie Minniti
« Risposta #16 il: 24 Nov 2017, 16:33 »
Premetto che io sono, in quanto libertario, per la libera circolazione delle persone, però è anche vero che per integrarti in una nuova realtà sono richieste skills e attitudini che non tutti possiedono e che idealmente tale distinzione va fatta prima.
Accogliere persone che cercano di farsi una vita migliore è indubbiamente una cosa positiva ma vanno necessariamente dato loro gli strumenti necessari a realizzarsi una vita migliore, sennò l'accoglienza rimane un principio vuoto utile solo a favorire speculazione economica (=migliaia di persone che non conoscono i loro diritti) e sciacallaggio politico.
E questo è l'aspetto più pericoloso.


Libro imprescindibile nella nostra fase, sotto vari aspetti.
A partire dall'illusione liberale del mercato che si autoregola, che Polanyi dimostra essere un'utopia falsa e non perseguita nemmeno da quelli che la predicavano. Lo consiglierei a VeniVidiLulic perché è di un'efficacia illuminante in merito.
Così come sulla dinamica sociale che portò al fascismo causata proprio dal voler applicare tale follia, di somiglianze col presente se ne trovano a pacchi.
Un autore non marxista (era un cristiano-sociale se non erro) che la tocca piano contro la "naturalità" della logica di mercato.


Ma nello specifico di questa discussione sui migranti dice cose altrettanto interessanti e pertinenti, che demoliscono la vulgata del "progresso buono e civilizzatore" e spiegano quel che accade meglio di tanti autori ed editorialisti contemporanei. Senti qua:

Come poteva esserci una catastrofe sociale laddove era indubbiamente un miglioramento economico?
In realtà una calamità sociale è soprattutto un fenomeno culturale e non economico, il quale può essere misurato per mezzo di cifre dei redditi o di statistiche della popolazione. [...]
Niente ottenebra la nostra visione sociale altrettanto efficacemente quanto il pregiudizio economico. Lo sfruttamento è stato così insistentemente messo in primo piano relativamente al problema coloniale, che questo punto merita un'attenzione speciale. Inoltre lo sfruttamento in un senso umanamente evidente è stato perpetrato tanto spesso, con tale tenacia e spietatezza nei confronti dei popoli arretrati da parte dell'uomo bianco che non accordargli il posto d'onore in qualunque discussione sui problemi coloniali apparirebbe come una dimostrazione di estrema insensibilità. Tuttavia è proprio questo accento posto sullo sfruttamento che tende a nascondere alla nostra vista l'argomento ancora più vasto della degenerazione culturale. [...]
La catastrofe delle comunità primitive è un risultato diretto della rapida e violenta distruzione delle istituzioni basilari della vittima (che la forza venga usata o no in questo processo non appare assolutamente importante). Queste istituzioni vengono spezzate dal fatto stesso che un'economia di mercato viene alimentata da una comunità organizzata in modo del tutto diverso; il lavoro e la terra vengono trasformati in merci, il che, ancora una volta, è soltanto una breve formula per la liquidazione di qualsiasi istituzione culturale in una società organica. Le cifre sui cambiamenti di reddito e di popolazione risultano evidentemente incommensurabili ad un processo del genere. [...]
Portiamo il famoso esempio dell'India. Le masse indiane nella seconda metà del diciannovesimo secolo non morivano di fame perché erano sfruttate dal Lancashire, morivano in gran numero perché la comunità del villaggio indiano era stata distutta. [...]
In tempi precedenti si erano tenuti dei piccoli depositi locali per prevenire le carestie, questi ora avevano cessato di esisteere o erano stati spazzati via dal grande mercato. La prevenzione della carestia per questa ragione prendeva di solito la forma di opere pubbliche che rendevano possibile alla popolazione l'acquisto a prezzi più elevati.
le tre o quattro grandi carestie che decimarono l'India sotto il dominio britannico dopo la ribellione non furono quindi né una conseguenza degli elementi, né dello sfruttamento, ma semplicemente della nuova organizzazione del mercato del lavoro e della terra che abbattè il vecchio villaggio senza risolvere i suoi problemi.



Rendersi conto di questo è capire perché la gente emigra e soprattutto perché noi intesi come civiltà in questo abbiamo responsabilità enormi di cui non possiamo liberarci con la scusa becera del progresso.

Me lo procurerò alla prima occasione e poi ti dico.
Il discorso però è molto più complesso da ambo le parti, poichè senza libero mercato non c'è ne lavoro ne progresso ne crescita.
E' ovvio che l'accoglienza di qualcuno deve premettere la possibilità di dargli un lavoro e una abitazione, che senza queste premesse stiamo solo illudendo persone di potersi integrare per usarle poi come capri espiatori del livore sociale e politico (=fascismi vari).
Sono stato anni negli states, e come sai, la ci sono (sempre state) regole severissime sugli ingressi, sull'ottenimento della carta verde o di una semplice visa di ingresso.

Il miglioramento economico è un passaggio necessario ma non sufficiente a garantire un miglioramento delle condizioni di vita, e questo è ottenibile mediante il libero mercato, che oh, possibilissimo sia imperfetto e causi distorsioni, ma è anche vero che le alternative testare e attuate finora sono largamente peggiori.

p.s. intanto un coup in Zimbabwe rimuove Mugabe dopo una dittatura durata 30 anni, certi processi sociali e politici che noi abbiamo già studiato e attraversato tendiamo a darli per scontati e imporli su società che li stanno attraversando o li devono ancora attraversare ed è questo il vero principio cardine del nuovo colonialismo.
 

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