Comune di Roma - Reprise

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Offline Gio

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Re:Comune di Roma - Reprise
« Risposta #1040 il: 16 Giu 2017, 11:12 »
Aliesky giudica l'Italia un paese [...], ma l'ha scelto per viverci e, nonostante tutto, ci resta, in questo paese [...], chissà per quale ragione.
Perchè uno debba restare a tutti i costi in un paese [...], dove lo chiudono in un campo di concentramento, dopo che ha avuto la forza di scappare da un paese in guerra, per me resta un mistero. O non tanto, in realtà.
In questo paese [...] e fascista, pieno di cerebrolesi che votano a destra, intanto, ci sono centinaia di migliaia di stranieri perfettamente integrati. Venuti qui con niente a fare i lavori più umili, senza aiuti e con poca comprensione, che oggi mandano i figli all'università insieme ai nostri. Senza aver dovuto rinunciare a nulla della propria identità. Di ogni etnia e religione, senza distinzioni.
Forse i rom dovrebbero iniziare la loro (giusta) battaglia partendo dai loro doveri e dalle loro responsabilità. Poi pensare al resto. La tesi del campo di concentramento io la sento da quando ero bambino e non si è fatto nemmeno un passetto avanti. Difficile pensare che sia colpa solo del mondo cattivo (che peraltro lo è con tutti, senza distinzione).

Offline FatDanny

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Re:Comune di Roma - Reprise
« Risposta #1041 il: 16 Giu 2017, 11:19 »
Aliesky giudica l'Italia un paese [...], ma l'ha scelto per viverci e, nonostante tutto, ci resta, in questo paese [...], chissà per quale ragione.
Perchè uno debba restare a tutti i costi in un paese [...], dove lo chiudono in un campo di concentramento, dopo che ha avuto la forza di scappare da un paese in guerra, per me resta un mistero. O non tanto, in realtà.
In questo paese [...] e fascista, pieno di cerebrolesi che votano a destra, intanto, ci sono centinaia di migliaia di stranieri perfettamente integrati. Venuti qui con niente a fare i lavori più umili, senza aiuti e con poca comprensione, che oggi mandano i figli all'università insieme ai nostri. Senza aver dovuto rinunciare a nulla della propria identità. Di ogni etnia e religione, senza distinzioni.
Forse i rom dovrebbero iniziare la loro (giusta) battaglia partendo dai loro doveri e dalle loro responsabilità. Poi pensare al resto. La tesi del campo di concentramento io la sento da quando ero bambino e non si è fatto nemmeno un passetto avanti. Difficile pensare che sia colpa solo del mondo cattivo (che peraltro lo è con tutti, senza distinzione).

non capisco dove tu possa leggere quello che dici.
Dove direbbe che l'Italia è un paese [...]???

E sulla frase evidenziata, tralasciando la generalizzazione (niente da fare, è na battaglia persa): non ci sono doveri senza diritti, non ci sono diritti senza doveri.
Le due cose vanno assieme, chi pone una priorità tra le due cose sta facendo un'operazione pelosa.
Io senza diritti non mi sento alcun dovere. Ma manco mezzo, manco il più elementare.
Diritti E doveri. Insieme. Di pari passo.

E nonostante la maggioranza dei rom, la stragrande maggioranza, già rispetti i suoi doveri senza averne in cambio diritti (tanto che per un semplice affitto c'è bisogno dell'intermediazione del comune) ancora tocca sentire sti discorsi.

Offline Gio

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Re:Comune di Roma - Reprise
« Risposta #1042 il: 16 Giu 2017, 12:18 »
Ho tradotto con [...] la frase in cui dice che siamo un paese che ha perso la dignità." Se ho sbagliato, metti la frase al posto della parola. Il senso cambia poco. Nessuno obbliga nessuno a stare in un paese che ha perso la dignitá.

Quanto al resto, il vittimismo (é sempre colpa del mondo cattivo) vale quanto le generalizzazioni (i rom rubano).
I rom hanno un problema serio e devono essere aiutati a risolverlo. Come tutti. Poi, ricevuto l'aiuto, se lo devono risolvere da soli. Come tutti. Senza distinzione di sesso, razza o religione.

Offline FatDanny

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Re:Comune di Roma - Reprise
« Risposta #1043 il: 16 Giu 2017, 12:33 »
È una lettera a raggi, credo si riferisca all'amministrazione e alle sue scelte.

Detto questo che siamo divenuti un paese in.degno lo dico io italianissimo. In.degno, incivile, vergognoso, la teppa della teppa, monnezza allo stato puro.
A me ndo me manni? Ah già lo so, devo espatriare a Cuba, in Venezuela o in qualche altro posto simile.

Io penso che questo paese sia diventato vergognoso e incivile proprio per questo ragionamento: nessuna autocritica, nessun possibile ravvedimento. Così è, se non te piace vattene.

Devo ricordare di utilizzare lo stesso principio in ogni istante della mia esistenza, ad ogni sopruso che commetteró la risposta è semplice: così è, se non te piace togliti di mezzo.

Offline MisterFaro

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Re:Comune di Roma - Reprise
« Risposta #1044 il: 16 Giu 2017, 12:54 »

È una lettera a raggi, credo si riferisca all'amministrazione e alle sue scelte.
...

Anche io capisco così:

Cara Virginia Raggi,

mi chiamo Alievski Musli e sono un ragazzo Rom. Ho origini Macedoni e come tanti Rom di etnia Slava che sono fuggiti dalla guerra nei Balcani sono cresciuto in un campo Nomadi, a Foggia per essere precisi.

Da Sindaco hai scritto al prefetto di non mandare più migranti a Roma e subito dopo il vostro garante Beppe Grillo ha scritto nel suo blog di voler chiudere anche i campi Nomadi a Roma.
La tua presa di posizione cara Virginia, ha tutta l'aria di essere uno sporco marketing, un gioco al ribasso per accaparrarsi i voti dei soggetti più ignoranti, gli stessi che fanno gola anche a Salvini e alla Meloni.


Ricordati che da Lampedusa arrivano profughi con l'unica colpa di essere nati in un continente impoverito e derubato per secoli da noi occidentali.

Bambini Rom che nascono e crescono in campi di concentramento legalizzati, bambini che sono sempre stati costretti ad abbandonare la scuola ogni volta che una giunta decideva di sgomberare un campo, trasferendolo lontano dai occhi dei Romani in baracche senza luce ed acqua.

Non fraintendere, io sarei il Rom più felice del mondo se effettivamente i campi Nomadi venissero chiusi, ma vorrei che venisse applicata una strategia di inclusione con quei fondi stanziati esclusivamente per i Rom dall'Unione Europea ma sappiamo tutti che i campi sono nati per i troppi interessi economici, mafia capitale insegna.

Un paese civile si misura dalla capacità di dare un minimo di dignità ai più deboli, a prescindere dalla etnia o dal continente di provenienza. La stessa dignità che avete perso, prendendovela con chi é più debole e non può difendersi.

Musli Alievski



Fermo restando che condivido
...
nessuna autocritica, nessun possibile ravvedimento. Così è, se non te piace vattene.

Devo ricordare di utilizzare lo stesso principio in ogni istante della mia esistenza, ad ogni sopruso che commetteró la risposta è semplice: così è, se non te piace togliti di mezzo.

Offline pan

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Re:Comune di Roma - Reprise
« Risposta #1045 il: 16 Giu 2017, 18:22 »
anche io, come Alievsky, decido di restare in questo paese dove, a dire il vero, ci sarebbe il dovere, che so, di pagare tutti le tasse. ma ciò non avviene.
o un paese dove il mio sindaco aveva il dovere di produrre un curriculum veritiero, per dire.
diritti e doveri. appunto.
Re:Comune di Roma - Reprise
« Risposta #1046 il: 25 Lug 2017, 16:05 »
Commedia Capitale: cade il reato di associazione mafiosa

22 JULY 2017 |  IN METROPOLI.


Hanno scomodato perfino la Divina Commedia per questo processo e non solo, diverse figure e riferimenti a opere letterarie, cinematografiche ed epiche.


Commedia Capitale: cade il reato di associazione mafiosa
Lo scopo probabilmente è quello di continuare a confondere, invece che fare luce sui meccanismi alla base del funzionamento di Roma Capitale, ma probabilmente dell’intero paese.
La procura di Roma nelle figure di Giuseppe Pignatone, Paolo Ielo, Giuseppe Cascini e Luca Tescaroli hanno ricevuto una sonora sconfitta sull’accusa di associazione mafiosa per cui ieri si è espresso il tribunale di Roma escludendo il reato 416 bis per gli imputati del processo “Mafia Capitale”. Questi Pm provengono da esperienze legate ai processi anti-mafia e trovano ormai occupazione grazie ai loro principali datori di lavoro: il Movimento 5 Stelle. Chiaro a tutti che questo processo ha definito l’ascesa del movimento pentastellato a Roma e in Italia e l’affossamento del Partito democratico e del centro destra romano. Una considerazione scontata, insomma, già alla portata di tutti grazie ai fatti evidenti che si sono succeduti davanti ai nostri occhi dopo la caduta di Marino. Ciò che però preme sottolineare e rimane ancora nascosto sotto la mole di articoli inutili della stampa nazionale è che l’accusa di “mafia” è figlia di quel legalitarismo stucchevole targato 5 stelle ma anche di uno stato che assolve sempre se stesso.

L’ accusa della Procura ha puntato su associazione mafiosa affermando in sede processuale che alcune organizzazioni a capo delle quali c’erano i famosi Buzzi e Carminati, comunque condannati a 19 e 20 anni, minacciavano e facevano pressioni sul comune per il controllo del territorio e il proprio tornaconto personale. In realtà la sentenza di ieri è molto più grave (non in termini di anni di carcere) di quello che vogliono far apparire. Non c’è associazione mafiosa semplicemente perché c’era una disponibilità totale da parte degli amministratori locali, da destra a sinistra, nel gestire la cosa pubblica attraverso le regole emerse dalle intercettazioni e che tutti a Roma conoscevano bene. Gli amministratori, quindi, non come vittime ma come parte integrante di un sistema di governance ben definito. Mafia capitale non è un'organizzazione che ha infiltrato l'amministrazione pubblica ma un modo di gestire gli appalti e i posti di lavoro. Quello che emerge da questa sentenza, quindi, sono responsabilità politiche molto più forti  di quello che avrebbero voluto far emergere con l’accusa di “associazione mafiosa” e attraverso le polemiche di questi giorni, tutte centrate ad oscurare questo punto fondamentale. Non stupisce, infatti, che il Pd si spacchi sulle dichiarazioni tra chi sostiene che finalmente questa sentenza riscatta il danno d’immagine subito in questi anni e chi, come il commissario, Matteo Orfini, sostiene che “la Mafia c'è ed è radicata”.  Se è vero, come sottolinea Carminati durante una delle rare volte in cui ha rilasciato dichiarazioni,  che tutto si svolgeva nel mondo di mezzo, i partiti e i loro delegati ne erano parte integrante. Buzzi e Carminati sembrano essere più dei servi dello Stato che dei criminali che tenevano sotto scacco il comune di Roma. Basta dare un’occhiata alla carriera di Carminati dagli anni ’70 ad oggi. La difesa parla di un semplice ladruncolo ma il pirata legato alla Banda della Magliana faceva parte dei NAR ed è scampato alle accuse sulla strage della stazione di Bologna e non è stata mai fatta piena luce sulla rapina alla Banca di Roma negli anni ’90 con la complicità di alcuni uomini dell’Arma, dove furono rubate non solo valori in contanti e gioielli ma anche faldoni e documenti di magistrati, avvocati e uomini delle istituzioni mai più ritrovati.

L’inchiesta Mafia Capitale è parziale e punta in alto nelle accuse paradossalmente per attenuare le responsabilità politiche. Il sistema di gestione fatto di emergenze, appalti, voti di scambio, sprechi e mazzette è parte della storia del capitalismo di questo paese crollato per la crisi profonda dei partiti. Non è antropologicamente intrinseca alla città, è diffusa nel paese e ha una storia antica.  Inoltre, la fine di questo paradigma è ancora tutta da verificare ma è coincisa con l’apertura al mercato dei principali servizi che offre Roma Capitale. I tentativi di privatizzare Ama, Atac, Acea e le municipalizzate più grandi con più di 5.000 addetti rappresentano un cambio di passo nella gestione di bacini di posti di lavoro e consenso. L'ultima grande tornata di assunzioni annesse al voto di scambio risalgono alla giunta Alemanno con l'inserimento di centinaia di persone in Atac. La fuga da Roma di decine e decine di aziende verso Milano, il licenziamento di 1660 persone ad Almaviva, la crisi di Alitalia è l’indice di una città in profonda crisi di gestione, produzione, riallocamento di risorse e poteri perché è di questo che stiamo parlando. In questa fase di transizione che vorrebbe essere governata dalla giunta Raggi convive il vecchio sistema e uno nuovo che stenta a nascere perchè giocato dai pentastellati tutto su un’idea legalitaria che non trova nessuna aderenza alla realtà perché le leggi sono state create dentro lo stesso sistema che ha generato Mafia Capitale e diverse altre vicende del nostro paese. Su questi scenari si gioca il futuro della Capitale. Approfondire questa crisi, sottrarla alla promessa elettorale con il voto di protesta dato al 5 stelle lo scorso giugno, ribaltare il discorso sulla “mafia” e il ricatto del debito, ricostruire le condizioni per cui saranno le lotte, le conquiste e il riscatto di chi ha subito in passato e sta subendo ora le conseguenze di questo sistema di potere in evoluzione, sarà la sfida da cogliere per cambiare il destino di questa città.

Offline paolo71

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Re:Comune di Roma - Reprise
« Risposta #1047 il: 25 Lug 2017, 23:51 »
Solidarietà ai residenti romani nella morsa degli incendi.
Ergastolo ai piromani presi in flagrante.

Offline cippolo

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Re:Comune di Roma - Reprise
« Risposta #1048 il: 26 Lug 2017, 05:33 »

Peccato che nel 2009 furono accantonate perché non avevano i requisiti per andare per strada e sui marciapiedi in quanto violavano il codice della strada. E' ancora lo violano.Oltretutto sono pericolose per chi le guida, fanno un polverone incredibile, l'operatore si respira tutto, ma la cosa più importante non succhiano niente. Ecco il problema della Raggi. Se invece di andare dietro alla gente che la circonda veniva a parlare con noi, bastava un semplice operatore, gli spiegava perché quelle spazzatrici erano ferme

Offline cippolo

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Re:Comune di Roma - Reprise
« Risposta #1049 il: 26 Lug 2017, 05:48 »
Oltretutto non potendo circolare per strada per raggiungere l'area  che deve pulire deve essere caricata su un rimorchio omologato al trasporto. Cosa per niente facile farle salire e scendere.

Offline Salohcin

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Re:Comune di Roma - Reprise
« Risposta #1050 il: 26 Lug 2017, 07:56 »
Oltretutto non potendo circolare per strada per raggiungere l'area  che deve pulire deve essere caricata su un rimorchio omologato al trasporto. Cosa per niente facile farle salire e scendere.
Sarebbe interessante andare a prendere chi le ha comprate...e soprattutto sapere cosa ha speso.

Online Thorin

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Re:Comune di Roma - Reprise
« Risposta #1051 il: 26 Lug 2017, 11:35 »
Sarebbe interessante andare a prendere chi le ha comprate...e soprattutto sapere cosa ha speso.
e anche da chi le ha comprate...

Offline MisterFaro

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Re:Comune di Roma - Reprise
« Risposta #1052 il: 26 Lug 2017, 12:28 »

Peccato che nel 2009 furono accantonate perché non avevano i requisiti per andare per strada e sui marciapiedi in quanto violavano il codice della strada. E' ancora lo violano.Oltretutto sono pericolose per chi le guida, fanno un polverone incredibile, l'operatore si respira tutto, ma la cosa più importante non succhiano niente. Ecco il problema della Raggi. Se invece di andare dietro alla gente che la circonda veniva a parlare con noi, bastava un semplice operatore, gli spiegava perché quelle spazzatrici erano ferme

Sarebbe interessante andare a prendere chi le ha comprate...e soprattutto sapere cosa ha speso.

e anche da chi le ha comprate...

Nel condividere le vostre posizioni, ringraziando Cippolo per le utili informazioni, noto che:

  • Walter Veltroni (Partito Democratico) Sindaco di Roma dal 8 maggio 2001 al 28 aprile 2008
  • Gianni Alemanno (Il Popolo della Libertà) Sindaco di Roma dal 29 aprile 2008 all'11 giugno 2013
  • Ignazio Marino (Partito Democratico) Sindaco di Roma dal 12 giugno 2013 al 31 ottobre 2015
  • Virginia Raggi (Movimento 5 Stelle) Sindaco di Roma dal 22 giugno 2016 (in carica)
      

Tra chi potrebbe averle ordinate, tra chi dovrebbe averle testate e accettate, tra chi dovrebbe aver denunciato il danno erariale, tra chi le usa nonostante tutto,... stiamo messi bene.

Se invece le informazioni che risultano a Cippolo risultassero sbagliate e i motivi del loro mancato utilizzo nel frattempo fossero altri, si sarebbe almeno fatta una cosa utile.

Offline cippolo

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Re:Comune di Roma - Reprise
« Risposta #1053 il: 26 Lug 2017, 13:06 »
Fidati le informazioni sono esatte. Ne ho una in zona. L'ho usata. Per fargli succhiare un bicchiere di carta dovevi imprecare. Fanno un polverone che chi l'ha usa deve assolutamente usare una mascherina. Non guardate quel piazzale pulito (che fino al giorno prima era quasi una discarica) ma pensate per strada dove c'è polline e polvere. Oltretutto devono essere assistite da un mezzo per scaricarle quando si riempiono. Quindi ulteriore personale che invece di pulire deve fare da supporto a quella che tutti in ama chiamavamo "motozappa".Per quanto riguarda il costo,hanno speso 2 milioni di euro circa. 30 mila euro l'una circa

Offline PabloHoney

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Re:Comune di Roma - Reprise
« Risposta #1054 il: 26 Lug 2017, 14:02 »
30 mila euro l'una circa

Malimortacciloro

(grazie Cippolo)

Offline MisterFaro

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KIPIUNEHAPIUNEMETTA!
Re:Comune di Roma - Reprise
« Risposta #1055 il: 26 Lug 2017, 14:16 »
Fidati le informazioni sono esatte. Ne ho una in zona. L'ho usata. Per fargli succhiare un bicchiere di carta dovevi imprecare. Fanno un polverone che chi l'ha usa deve assolutamente usare una mascherina. Non guardate quel piazzale pulito (che fino al giorno prima era quasi una discarica) ma pensate per strada dove c'è polline e polvere. Oltretutto devono essere assistite da un mezzo per scaricarle quando si riempiono. Quindi ulteriore personale che invece di pulire deve fare da supporto a quella che tutti in ama chiamavamo "motozappa".Per quanto riguarda il costo,hanno speso 2 milioni di euro circa. 30 mila euro l'una circa

 :up:


Malimortacciloro

(grazie Cippolo)

 :up: :up: :down:

Online COLDILANA61

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Re:Comune di Roma - Reprise
« Risposta #1056 il: 29 Lug 2017, 20:05 »
Dopo l'ordinovista , il marziano e l'incapace chi sara' (fra 6 mesi) il nuovo sindaco di Roma ?

Vi rendete conto che l'unica speranza (destinata comunque a fallire) e' il prefetto Mori ?

Offline PabloHoney

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Re:Comune di Roma - Reprise
« Risposta #1057 il: 17 ſet 2017, 15:32 »
due articoli interessanti dal Manifesto di oggi
il primo


Roma,la costruzione delle «banlieue» (Il Manifesto)

La vera emergenza, nella capitale, è la storica assenza di una politica per la casa

FEDERICO BONADONNA
ENRICO PUCCINI
Roma
II Parlare di emergenza abitativa a Roma è fuorviante perché la vera emergenza è la lunghissima assenza di una politicaper la casa.Daunaprima fotografia scopriamo che, in condizione di disagio abitativo, ci sono sia i nuclei in sofferenza economica cioè in difficoltà a pagare ilmutuoo l’affitto, sia quelli senza alloggio e senza soldi per ottenerlo. Quindi gli strumenti per affrontare la sofferenza abitativa devono essere eterogenei: se gli alloggi popolari sono la risposta per i nuclei senza casa, un’integrazione all’affitto è la risposta per chi ha problemieconomici. Una seconda fotografia rivela che nel 2014 le richieste di sfratto sono state circa 10.000 (ne sono state eseguite 230 al mese). Questa è la punta dell’iceberg di un fenomeno molto più ampio perché negli ultimi dieci anni gli sfratti per morosità sono saliti al 95% del totale. Quindi è un problema di impoverimento, dunque di welfare.

VEDIAMO ALLORA QUALE È il costo dell’emergenza cronica e come una politica miope sta alimentando la formazione di quartieri ghetto. Il 66% della domanda abitativa (42.000 famiglie) proviene da chi ha un alloggio ma non riesce a fronteggiare l’affitto o il mutuo. Un’amministrazione seria dovrebbe intervenire in via preventiva per evitare che i nuclei sulla soglia di povertà finiscano nei CAAT (centri di assistenza alloggiativa temporanea detti residence) che prosciugano le casse pubbliche. Il costomedio di un appartamento in un residence oggi è di 1.700 euro mensili per una spesa di 32 milioni di euro all’anno: per questo l’amministrazioneMarino cercò di chiudere i residence attraverso il «buono casa » (dgc. 368/2013), un sussidio dato ai nuclei in attesa di unalloggio popolare. La diffusione deiCAATsegue la distribuzione degli alloggi popolari: i residence non solo concentrano il disagio all’interno delle loro strutture pensate appunto per accogliere personein condizione di marginalità urbana, ma lo fanno in zone della città già molto critiche. Eppure unaregola basilare di ogni politica urbana è di evitare la concentrazione del disagio, cioè la formazione di ghetti. Invece, negli ultimi venticinque anni, i reietti della città, per dirlacon LoïcWacquant, sono stati relegati in case popolari oggi degradate - perché, come abbiamo visto nella precedente puntata, l’Ater non ha i soldi per lamanutenzione -, nei residence e nelle occupazioni, ma anche nei centri di accoglienza per stranieri, neicampirome nelle nuove baraccopoli. Molte delle cento occupazioni romane si sviluppano nelle ex aree industriali in disuso oppure in spazi di risulta di insediamenti residenziali pubblici, locali commerciali e scuole, tutti servizi mai utilizzati che nel tempo sono stati occupati. In altre parole in questi venticinque anni sono state create le premesse per la nascita delle prime banlieues capitoline. Una terza fotografia rivela che attualmente sono 8.406 i nuclei (circa 20.000 persone) privi di alloggio o in sistemazioni precarie, tra ospiti dei residence, occupazioni e sfrattati.

E ALLORA, QUALI SONO le proposte per uscire dalla logica dell’emergenza? Per invertire questa rotta servirebbe un imponente sforzo pubblico sia per riformare alla radice il welfare italiano, sia per intervenire sulle periferie romane perché, come abbiamo visto, le misure fin qui adottate sono insufficienti per qualità dell’offerta e inadeguatezza dei finanziamenti. Tuttavia, a livello cittadino la giunta attuale potrebbe intervenire. Dalla vendita già avviata del patrimonio pubblico si stima infatti un ricavo di 360 milioni di euro, soldi che non dovrebbero confluire nel bilancio ordinario ma essere destinati interamente alla casa. Poi ci sono i 197 milioni di euro stanziati dalla Regione Lazio nel 2016 per il contrasto dell’emergenza abitativa con l’acquisto di alloggi popolari e per operazioni di rigenerazione urbana. Parte di questi soldi dovrebbero essere investiti anche per la prevenzione. Ci sono infatti 7.000 nuclei in affanno con il pagamento delle rate dei mutui e spesso bastaunpiccolo contributo per evitare di accumulare morosità con il rischio di perdere l’immobile (dopo 18 rate non pagate la banca può pignorare l’immobile). Inoltre, è necessario finanziare la Delibera 154/97 di contributo al reddito per garantire quei nuclei che per impoverimento non riescono più a pagare la pigione. Infine si dovrebbe modificare la delibera comunale che assegna fondi per la morosità incolpevole oggi troppo restrittiva perché i soldi ci sono ma il blocco politico- amministrativo di cui parlavamo nella parte precedente dell’inchiesta non consente di spenderli. Per capirci, a fronte di 10.000 richieste di esecuzione sfratti, nel 2015 sono stati erogati appena 33 contributi. Ma, per uscire dalla logica dell’emergenza, occorre chiudere i residence, per esempio implementando il «buono casa » e combinandolo con il sussidio al reddito per i casi di maggiore fragilità. Poiché la maggior parte dei nuclei nei residence sono in attesa di un alloggio popolare, è fondamentale aumentare il numero delle assegnazioni, che si possono raddoppiare arrivando a quota mille attraverso l’acquisto di nuovi alloggi, la razionalizzazione del patrimonio esistente (qui servirebbe un articolo dedicato) e la lotta all’abusivismo. Come abbiamo visto nella prima parte, ogni anno ci sono mille occupazioni abusive di alloggi pubblici perun danno stimato di 250 milioni di euro. Si potrebbe aumentare Asinistra: murales all’ingresso di «Puzzle», l’occupazione del Tufello,Roma Adestra: manifestazione dei movimenti per la casa sotto il Campidoglio, foto Eidon Roma, 2003, palazzo occupato in via Carlo Felice foto Eidon In basso: Occupazioni a San Basilio, 1974 foto di Gabriella Mercadini e la prima pagina del manifesto del 7 settembre 1974 SENZA CASA Roma,lacostruzione delle«banlieue» La vera emergenza, nella capitale, è la storica assenza di una politica per la casa Il66%della domandaabitativa (42 mila nuclei) ha unalloggiomanon riesce a pagarlo 6 domenica 17 settembre 2017 inchiesta da subito l’organico della task force della Polizia Locale che controlla le case popolari (appena 25 agenti per 74.000 alloggi); mettere in rete le banche dati di Agenzia delle Entrate, Anagrafe, Ater e Patrimonio con un datamaching che segnali le verifiche da compiere; rinnovare il protocollo tra il comune di Roma e la Guardia di Finanza per incrociare i dati su residenze, redditi e patrimonio degli assegnatari e su quelle degli ospiti.

PREMESSO CHE UNA PARTE dei fondi per queste azioni ci sono, servirebbe volontà politica, capacità e coraggio. Purtroppo il bando appena pubblicato dalla Giunta Raggi impegna 12 milioni di euro per cambiare nome ai residence, non si chiameranno più CAAT ma SASSAT (come quando Veltroni passò dai campiromai Villaggi della Solidarietà), sancendo così la continuità segregazionista del modello Roma. Con questo bando infatti, il Comune di Roma chiede ai proprietari di mettere a disposizione 800 alloggi, anche cielo terra, da un minimo di 10 fino a un massimo di 50 appartamenti arredati e in un solo municipio. L'affitto sarà deciso al massimo costo del listino dell'osservatorio immobiliare (ossia a prezzo di mercato), quindi il colpo di grazia al canone concordato e la fine del «buono casa» che, essendo rivolto ai piccoli proprietari, da unlato faceva sì che il disagio sociale non si concentrasse in un unico luogo, dall’altro stabilivaun prezzo massimo di 800 euro ad alloggio, adesso invece innalzato a 1.250. Di fatto l’amministrazione comunale apre ai costruttori con invenduto, drogando ulteriormente il mercato immobiliare. In conclusione, a prescindere dal modello, universalistico o selettivo, la differenza sostanziale è tra una politica per la casa e una per cronicizzare l’emergenza abitativa, ossia nascondere la polvere sotto il tappeto e rimandare la soluzione all’infinito. Con il rischio di focolai di rivolta nelle periferie in ebollizione. 2/P.

FINE (La prima puntata
dell’inchiesta è stata pubblicata il
10 settembre 2017)

Offline PabloHoney

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Re:Comune di Roma - Reprise
« Risposta #1058 il: 17 ſet 2017, 15:32 »
Il secondo


Quando l’occupazione è un «Puzzle» di vite moderne (Il Manifesto)

GIULIANO SANTORO
Roma
Scordatevi le facce pasoliniane delle borgate e le masse sottoproletarie dei senza casa. Omeglio, mescolatele allanuova composizione sociale delle nostre città, ai nuovi poveri del precariato cognitivo. Da questo incrocio nonsempre idilliaco ma dettato dalle condizioni materiali nasce il popolo degli occupanti di case a Roma negli ultimi anni. Senonsiprende atto di questa mutazione, ad esempio, non si riesce a concepire un posto come Metropoliz, ex salumificio Fiorucci occupato in fondo alla via Prenestina che è al tempo stesso grande museo spontaneo di street art e dimora per rom e migranti (si può vedere a questoproposito il filmSpaceMetropoliz, disponibile in rete). Per interrogare questa anomalia dentro il nuovo ciclo delle occupazioni romane siamo andati al Tufello, alla periferia nordorientale di Roma. Qui, in mezzo ai lotti fatti di palazzine basse, massimo tre o quattro piani, spesso uniti da arcate e separati da spazi verdi, sorgono alcune delle case popolari più belle della città. Furono costruite durante il fascismo, per ospitare soprattutto i rimpatriati. «All’epoca stavamo in mezzo al nulla, non avevano ancora le decorazioni e i giardini che hanno adesso», ricorda qualche anziano che ha fatto intempo a vedere lo sbarco sulla collina di tufo, nel 1940. I vecchi si godono la fine della stagione giocando a carte negli spazi comuni. In fondo alla strada si scorge un palazzotto diverso dagli altri. È moderno, conscala esterna di metallo, vetrate colorate, mattoni rossi e murales. Fino a qualche anno fa era la sede dell’assessorato alle politiche sociali del municipio. Dopo anni di abbandono a febbraio del 2011è stato occupato daun gruppo di studenti e precari.Provenivano soprattutto dalla Sapienza. «Venivamo tutti dal movimento che si è battuto contro la riforma Gelmini », ricorda Simona. Nel 2010, per l’ultima volta (almeno fino ad adesso) la Sapienza rinnova la sua tradizione di cittadella laboratorio dei movimenti a venire. Con caratteri inediti avviene un fenomeno che ha caratterizzato le contestazioni passate: gli studenti tracimano dalla fabbrica del sapere, varcano le soglie della città universitaria e si riversano nella metropoli. Dall’occupazione dell’ex assessorato alle politiche sociali del Tufello nasce un luogo di sperimentazionedi politica e socialità che battezzano Puzzle, proprio perché ha l’ambizione di mettere insieme diverse tessere di un unico rompicapo. A fronte di 41 mila studenti fuori sede, quando Puzzle è nato venivano stanziate risorse dall’ente regionale per il diritto allo studio solo per 1160 persone. È allora, innanzitutto una casa per giovani, studenti e precari. Uno studentato,maanche qualcosa di più. Puzzle non è l’unica occupazione di questo tipo. Prima venne Point Break, nato al Pigneto sulla scia dell’Onda al Pigneto e sgomberato poco più di un anno fa. Poi fu la volta di Degage, che presidiòunapalazzina liberty dalle parti di villa Torlonia. Alexis, sorto sulla via Ostiense, è attualmente (dopo unosgombero) al centro di una complessa trattativa coll’amministrazione comunale. Sopravvive Mushroom, dentro l’area industriale delle Officine Zero, a Portonaccio. Non è un mistero che la vita e ancor di più la politica dentro le occupazioni abitative siano tutt’altroche semplici: ritmi totalizzanti, spesso a contatto con differenze radicali e povertà estreme fiaccano anche ilmilitante più tetragono. A Puzzle ne sono consapevoli: «Più che di emergenza abitativa preferiamo parlare di esigenza abitativa », dicono, smontando le categorie utilizzate dai servizi sociali. «Ci percepiamocome soggetti in transito verso l’autonomia: gli spazi in cui viviamo, per questo sono assegnati ad ognuno di noi soltanto per un periodo», spiegano. Qui vivono una quindicina di persone, anche se nei momenti di maggiore affluenza si è arrivati a venti. Ognuno ha la sua stanza, e condivide con gli altri gli spazi comuni: cucina, sala da pranzo e stanze dedicate allo studio. La proprietà dell’edificio è divisa tra comune e municipio. Per quella spettante al Campidoglio, Puzzle haricevuto una lettera di sgomberoin ossequio alla delibera 140 sul «riordino del patrimonio» che minaccia molti dei beni comuni urbani restituiti all’uso pubblico in questi anni. «Il tempo che grazie a questo posto riusciamo a sottrarre al ricatto lavorativo, lo dedichiamo alla comunità», prosegue Simona. Risalendo i quattro piani dell’occupazione si capisce cosa intende. Al piano terra c’è «PopUp!», spazio coworking per lavoratori autonomi, attrezzato con postazioni internet.Èunmodoperrompere l’isolamento cui spesso costringe il lavoro autonomo. Funziona poi lo sportello per i diritti di cittadinanza «Tuteliamoci », che fornisce assistenza legale e fiscale, di orientamento ai servizi. Per la formazione bisogna salire ai piani alti. Ecco le aule dove si tengono i corsi di italiano per migranti, con una classe di donne e una di bambini. E la scuola popolare intitolata a Carla Verbano, la mamma di Valerio che a diciott’anni venne ucciso dai fascisti, dedicata al sostegno postscolastico. In fondo al corridoio, prima del grande terrazzo che affaccia sulle case popolari, ci sono gli spazi della scuola di fumetto e illustrazione. Da quassù, forse solo un per un attimo, i pezzi del Puzzle, il rompicapo sociale che sono le città contemporanee, paiono incastrarsi davvero.

Offline paolo71

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Sesso: Maschio
Re:Comune di Roma - Reprise
« Risposta #1059 il: 27 ſet 2017, 15:34 »
in una settimana, chiusi due asili per topi...oggi nè dà notizia l'ansa, "la casa dei bimbi" storica scuola materna della Garbatella" starà chiusa almeno una settimana per derattizzare l' istituto...
 :(
 

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