Dati (visualized)

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Offline anderz

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Re:Dati (visualized)
« Risposta #60 il: 17 Nov 2016, 14:01 »
La mappa più accurata del mondo (perché i dati oltre a parlarci del mondo, parlano di chi lo osserva)




Dici? si vede che non hai  mai parlato coi terrapiattisti  :=))

Offline Davy_Jones

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« Risposta #61 il: 08 Dic 2016, 21:13 »


(notate che piu' della meta' del cerchio e' acqua...)

Offline Davy_Jones

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« Risposta #62 il: 26 Dic 2016, 09:11 »




Re:Dati (visualized)
« Risposta #63 il: 27 Dic 2016, 14:10 »
La spesa degli americani negli ultimi 75 anni:



https://howmuch.net/articles/american-spending-past-75-years

Offline Davy_Jones

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« Risposta #64 il: 29 Dic 2016, 09:02 »
sempre premettenfo che a me non e' affatto chiaro che i livelli attuali di co2 nell'atmosfera siano un problema:

Live CO2 emissions of the European electricity production

http://electricitymap.tmrow.co/

Offline Davy_Jones

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« Risposta #65 il: 29 Dic 2016, 09:07 »

Offline Davy_Jones

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« Risposta #66 il: 30 Dic 2016, 22:15 »
in una spirale continua, il pattern del sonno dei primi 4 mesi di vita di un bambino. si parte dall'interno della spirale. un giro=un giorno; mezzanotte in alto, mezzogiorno in basso; scuro=dorme, chiaro=sveglia. secondo me, e' un modo spettacolare di rappresentare questi dati.

Offline Andreavespa

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« Risposta #67 il: 31 Dic 2016, 16:22 »
Grazie mille davvero per questo topic  ;)

Offline Daniela

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« Risposta #68 il: 01 Gen 2017, 22:23 »

Offline carib

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« Risposta #69 il: 02 Gen 2017, 15:13 »


[dataninja.it]

Offline Rorschach

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« Risposta #70 il: 04 Gen 2017, 14:13 »

Offline Ranxerox

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« Risposta #71 il: 04 Gen 2017, 22:23 »

Offline Davy_Jones

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« Risposta #72 il: 05 Gen 2017, 09:25 »
i 30 paesi piu' popolosi dal 50 a oggi

Offline FatDanny

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Re:Dati (visualized)
« Risposta #73 il: 05 Gen 2017, 10:05 »



i grafici su Povertà estrema, Colonialismo e Democrazia sono semplicemente ridicoli.
Ideologia Pura.
Ne contesto, ad una prima occhiata:

1) validità delle fonti e delle serie storiche;
2) concezione di "povertà estrema", "democrazia" (meglio sarebbe forse stato "Liberalismo") e "colonialismo", che non è né univoca né neutra quindi andrebbe quantomeno specificata in un grafico serio;
3) valore generale, ad una prima occhiata più copertura ideologica che osservazione scientifica.
E' attraverso pseudo-dati così che ci convinciamo di creare benessere generale "seppur con qualche stortura".

Offline Davy_Jones

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« Risposta #74 il: 05 Gen 2017, 10:50 »
non per difendere quei tre plot (chiaramente di contenuto diverso dagli altri) ma giusto per informazione: c'e' scritto che indici usano, e cosa quantificano di preciso quegli indici e' spiegato anche su wikipedia. poi certo, usare un indice piuttosto che un altro o una definizione di poverta' estrema piuttosto che un'altra sono scelte contestabili, come sono contestabili tutti i dati, ma proprio tutti tutti. sarebbe bello capire se i plot cambiano molto facendo scelte diverse.

Offline FatDanny

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Re:Dati (visualized)
« Risposta #75 il: 05 Gen 2017, 11:24 »
Non è soltanto un problema di indici (che c'è) o di contestabilità dei dati che, come dici tu, è sempre presente. Ma anche di metodologia di rilevazione di quegli indici, dandoli pure per buoni.

Che dato hai considerato nel 1835 per il Niger? O per l'Angola? O meglio ancora per praticamente tutto il sud del mondo che nemmeno esisteva in termini di Stati come oggi configurati?
Immagino che avranno usato i "dati a disposizione", dunque essenzialmente quelli occidentali, con una sproporzione di sovrastima di una parte del mondo e sottostima (o assenza di stima) di un'altra.
La cosa è visibile anche dal fatto che la prima parte del grafico ha un andamento piuttosto lineare poco credibile.
E questo a prescindere dalla definizione di "povertà assoluta" e delle conseguenti variabili da considerare.
Quel grafico è semplicemente sbagliato, serve solo a produrre una credenza, una narrazione positiva.


Che non esistano più colonie al mondo significa attestarsi ad una definizione di colonia vecchia almeno di ottant'anni, che non fa i conti, a tenersi stretti, nemmeno con i concetti di neocolonialismo e postcolonialismo.
Come se avessimo un grafico astronomico basato sul sistema tolemaico. Come verrebbe preso?
Più che contestabile sarebbe definito risibile.


Sulla democrazia il problema è proprio di titolo.
Quel grafico misura il tasso di liberalismo, non di democrazia.
Tanto che il Polity IV index considera gli USA dove un nero non poteva sedersi su un bus né frequentare una scuola una "democrazia compiuta" con il valore massimo dell'indice (10) e l'Italia (10) più "democratica" della Francia (9).



Facendo scelte diverse non è che questi grafici avrebbero una semplice variazione.
Avresti proprio andamenti completamente differenti.

Offline Davy_Jones

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Re:Dati (visualized)
« Risposta #76 il: 06 Gen 2017, 14:51 »
mah. la mia impressione, guardando un po' di indici molto diversi fra loro come filosofia, tipo questi http://www.democracybarometer.org/links_en.html
e' che non cambi tanto la situazione cambiando indice. cioe', qualitativamente quei plot restano gli stessi, cambiano i valori numerici ma non gli andamenti. poi certo, uno puo' dire come fai a misurare la democrazia con un indice. d'accordo.
a ogni modo nota che i plot riguardano la frazione di persone in regimi "democratici". se nel 1835 c'erano 10 milioni di africani che vivevano in una colonia, quelli contano come 10 milioni di persone che non vivevano in democrazia nel 1835. casomai i dati storici delle popolazioni di quei posti possono essere complicati da valutare (non ne ho idea).
e c'e' un motivo abbastanza chiaro (e ben spiegato) perche' la francia e' 9 nella scala di polity e non 10.
sui dati che usano per le colonie hai ragione, i due tipi che hanno raccolto i dati usano una definizione "classica" di colonia (a leggere il lavoro originale), direi "politica". il drop dopo la II guerra mondiale e' l'india, per dire. puo' non piacerti perche' uno vorrebbe una definizione diversa di colonia, e d'accordo, ma tant'e'. personalmente, non dandone una lettura ideologica non li trovo dati risibili. sono quello che sono.

Offline FatDanny

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Re:Dati (visualized)
« Risposta #77 il: 18 Gen 2017, 08:35 »
DJ il problema è che in realtà non è vero che cambia così tanto la filosofia di fondo e dunque i risultati sono non così dissimili. Il punto è che spesso non ci rendiamo conto come alcuni assunti nelle scienze sociali siano derivati di una sorta di "tirannia epistemologica" e non come un dato della realtà.
L'esempio perfetto è l'economia e i suoi assunti base (a partire dal concetto di "razionalità economica", ma anche la definizione di povertà, distribuzione, reddito, ecc.), dove si registra un vero e proprio assolutismo derivato più dall'antropologia di fondo dell'economia capitalista che dalla realtà concreta. Più Weber che l'effettiva storia dell'umanità.
Attenzione a dire "non dandone una lettura ideologica non li trovo dati risibili".
L'ideologia è insita in qualsiasi dato, QUALSIASI. Perché qualsiasi dato parte da alcuni presupposti di valore di chi li sviluppa. Così come qualsiasi persona che li legge parte da un'ideologia.
Non darne una lettura ideologica significa mancare di comprendere o l'ideologia su cui quel dato si basa o la propria, a prescindere da cosa voglia dire.
L'ideologia dominante ha come grande merito quella di risultare assente. Citando un celebre film
"La beffa più grande che il diavolo abbia mai fatto è stato convincere il mondo che lui non esiste"

Inoltre non è vero che la metodologia sia quella da te descritta.
Sono andato a cercarmi la fonte del primo, è la seguente: piketty.pse.ens.fr/files/BourguignonMorrisson2002.pdf
Come immaginavo il metodo per ricavare i dati dei paesi del sud del mondo è raccapricciante sul piano statistico. In alcuni casi si prendono i paesi vicini e si teorizzano dati simili (come dire che l'Italia del 1600 possa utilizzare i dati della francia perché confinanti), non si concepiscono economie specifiche e difformi dal modello europeo, ma si suppone un'omogeneità universale nel tempo e nello spazio in tema di bisogni, rapporti di produzione, distribuzione.
Esattamente i classici errori che oggi si fanno negli studi economici.

Ribadisco: grafici come questi non descrivono nulla, se non la trasformazione (e non la dimostrazione) di un'ipotesi in tesi.


Ti porto un altro articolo che parla di un tema diverso e pone il problema dei dati.
E' in topic perché anche qui si parla di dati e della loro interpretazione, ma in questo caso sottolineo in primo luogo la premessa (pur restando anche l'articolo in sé molto interessante) perché rimanda a un tema a me caro, quello della tirannia del metodo scientifico, che ormai impera al mondo d'oggi.

http://www.wumingfoundation.com/giap/2017/01/femminicidio-non-esiste-dice-negazionista/

Questo è il passaggio che trovo estremamente interessante:

corretto o meno che sia un modello statistico dal punto di vista matematico, la statistica non è in grado di dimostrare l’esistenza o meno di un fenomeno come il femminicidio, né che abbia o meno determinate radici sociali, psicologiche, antropologiche, culturali, genetiche o quant’altro. La sua esistenza e le sue radici vanno indagate utilizzando strumenti specifici delle scienze umane. L’analisi qui presentata è anche una critica radicale al feticismo dei numeri intesi come indicatori obiettivi: essi lo sono (con buonissima approssimazione) per fenomeni fisici o chimici come il moto di un pianeta o la combustione di un idrocarburo. Quando invece si parla di fenomeni sociali, i numeri non possono catturarne in ogni aspetto e sfumatura le motivazioni e la natura profonda.

Nelle scienze sociali i numeri spesso sono fuorvianti.
Perché nascondono fenomeni inafferrabili sul piano quantitativo, ma solo su quello qualitativo.
I quali per essere compresi hanno bisogno di competenze diverse da quelle matematiche.
 ;)

Offline Davy_Jones

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Re:Dati (visualized)
« Risposta #78 il: 25 Gen 2017, 09:05 »

Online jp1900

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Re:Dati (visualized)
« Risposta #79 il: 25 Gen 2017, 17:18 »
Real time data around our planet.

http://www.worldometers.info/
 

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