Sala, le indagini, Potere e Profitto. Quando la legge NON è uguale per tutti

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Offline FatDanny

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Sala, le indagini, Potere e Profitto. Quando la legge NON è uguale per tutti
« il: 16 Dic 2016, 18:40 »
Quando si discusse in questa board delle accuse a Sala (paragonate all'epoca a quelle a Muraro) si sottolineò in modo molto preciso come queste fossero cadute.
All'epoca dissi che questo voleva dire poco perché la magistratura non è corpo estraneo al potere, anzi ne è una parte integrante e che se è ai giudici il compito di stabilire una verità giudiziaria, la verità politica è distinta da essa.

Beh, in queste ore in cui l'attenzione è molto concentrata su Marra viene fuori un quadro decisamente inquietante non solo su Expo, non solo su Sala, ma anche sul lavoro della Procura di Milano e sulla sua presunta indipendenza.
Se ne parla poco ma probabilmente è la notizia più inquietante della giornata, più inquietante delle stesse indagini.

La cosa, se confermata, mostrerebbe in tutto il suo orrore le varie facce del potere:

il potere economico muove come un burattino quello politico, in modo che sia ad esso funzionale.
Laddove ci siano intoppi perché la Legge impedisce al potere economico di fare come gli pare è il potere politico ad intervenire per manipolare quello giudiziario.
Non è un gomblotto, non è la congiura di Bilderberg.
E' semplicemente il coerente dispiegarsi del Profitto in tutte le sue manifestazioni.

Però oh, bella Expo....

http://www.huffingtonpost.it/2016/12/16/beppe-sala-inchiesta-expo_n_13672982.html?1481897628&utm_hp_ref=italy

Prima di perdere il suo ruolo, Robledo dal 2012 stava indagando proprio su questo: l’inchiesta sulla piastra Expo. Ed è da lì che parte tutto. Secondo il magistrato – oggi trasferito a Torino – l’ex procuratore capo lo escluse da alcuni interrogatori strategici impedendogli di svolgere il proprio lavoro. Dal canto suo, Bruti Liberati lo accusò di aver intralciato le indagini su Expo commissionando il “doppio pedinamento” di un indagato. Circostanza, questa, totalmente smentita dalla Guardia di Finanza che materialmente si occupò delle indagini. Ma che contribuì a creare forti sospetti e una pericolosa ansia.

È ormai chiaro a tutti, infatti, che le indagini della Procura di Milano, all’alba dell’esposizione universale, erano osservate con apprensione anche dal governo. E lo testimonia l’ormai celebre discorso in cui l’allora presidente del Consiglio Matteo Renzi, nel congratularsi con chi aveva permesso a Expo 2015 di debuttare senza figuracce internazionali, infilò anche la Procura del capoluogo lombardo: “L’Expo non doveva esserci ma si è fatto grazie a Cantone e Sala, grazie a un lavoro eccezionale, grazie al prefetto e alla Procura di Milano che ringrazio per aver gestito la vicenda con sensibilità istituzionale”.

Quella vicenda, però, non era affatto conclusa. Era solo questione di tempo. Al centro delle indagini della Procura di Milano, oggi, c’è una gara al ribasso piuttosto anomala, vinta in maniera schiacciante da una onnipresente e potentissima impresa di costruzioni: la Mantovani Spa, già coinvolta nello scandalo del Mose di Venezia.







 

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