Forze dell'ordine: non è una mela ad essere marcia

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Offline Gio

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Re:Forze dell'ordine: non è una mela ad essere marcia
« Risposta #180 il: 28 ſet 2017, 09:54 »
12 anni fa veniva ucciso federico aldrovandi da quattro pazzi criminali con una divisa addosso.
torturato e ucciso.

Ora, se si tratta di mele e non di istituzione marcia, come mai questi quattro pazzi assassini non appartenenti alla razza umana ma a quella delle bestie sono ancora in divisa e nessuno ha messo in discussione che potessero essere congedati a calci nel culo?

Forse, anche perchè in uno stato non fascista le sentenze e le sanzioni disciplinari non sono decise dalla folla inferocita (per fortuna).
Ed hanno funzione educativa e non punitiva od esemplare (a differenza di ció che avviene negli stati e nelle istituzioni davvero fascisti. O comunisti).

Offline TomYorke

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Re:Forze dell'ordine: non è una mela ad essere marcia
« Risposta #181 il: 28 ſet 2017, 10:34 »
Forse, anche perchè in uno stato non fascista le sentenze e le sanzioni disciplinari non sono decise dalla folla inferocita (per fortuna).
Ed hanno funzione educativa e non punitiva od esemplare (a differenza di ció che avviene negli stati e nelle istituzioni davvero fascisti. O comunisti).

Dov'era la funzione educativa quando lo Stato (rappresentato dai poliziotti) ha ammazzato di botte un ragazzo durante quello che doveva essere un controllo? Come fa lo Stato a permettere di essere ancora rappresentato da poliziotti che sono andati oltre la propria funzione in questo modo?
La faccia come il culo proprio, famme uscì da 'sto topic va!

Offline MisterFaro

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Re:Forze dell'ordine: non è una mela ad essere marcia
« Risposta #182 il: 28 ſet 2017, 11:26 »
Forse, anche perchè in uno stato non fascista le sentenze e le sanzioni disciplinari non sono decise dalla folla inferocita (per fortuna).
Ed hanno funzione educativa e non punitiva od esemplare (a differenza di ció che avviene negli stati e nelle istituzioni davvero fascisti. O comunisti).


Offline FatDanny

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Re:Forze dell'ordine: non è una mela ad essere marcia
« Risposta #183 il: 28 ſet 2017, 11:47 »
Forse, anche perchè in uno stato non fascista le sentenze e le sanzioni disciplinari non sono decise dalla folla inferocita (per fortuna).
Ed hanno funzione educativa e non punitiva od esemplare (a differenza di ció che avviene negli stati e nelle istituzioni davvero fascisti. O comunisti).

Ah quindi in uno "stato non fascista" è giusto che quattro agenti responsabili di 54 diverse lesioni corporee, la distruzione dello scroto, due buchi in testa e il cuore distrutto dalla compressione esercitata, agenti che hanno deliberatamente mentito come dimostrato dalle intercettazioni radio in cui comunque, accorti, dicono apertamente di tacere su quanto avvenuto per evitare storie...

bene, è giusto e normale che questi quattro agenti di cui possiamo avere somma fiducia tornino a "garantire l'ordine" per le strade continuando il loro lavoro.
Chi non lo farebbe d'altronde, e che vogliamo fare i giustizialisti?
Se un professore si macchia di taluni reati la sua professione se la scorda a prescindere dall'aver scontato la pena, cosa che mi sembra logica.
Se invece un agente di polizia uccide un 18enne nel bel mezzo di una tortura e si fa appena 6 mesi di carcere per omicidio "colposo", godendo di ogni sconto di pena possibile e immaginabile, è logico che torni a fare il suo lavoro bene come l'ha fatto in passato.

La morale della favola è che rompere la vetrina di una banca o sbarcare il lunario vendendo un po' d'erba è svariate volte più grave che torturare e uccidere un innocente, se addosso hai una divisa.
Bello sto stato non fascista che te spigni tanto. Da paura, mica come in russia dove magnavano i ragazzini.


Gio, ma vergognati per favore di quello che hai scritto che è indecente sotto ogni punto di vista.
Hai una concezione della legge elastica quanto il codice binario (vedi anche discussione sulle sostanze psicotrope): 0 1 1 0 0 0 0 1
se una cosa è legale è giusta, se è illegale è sbagliata, altrimenti perché sarebbe illegale???
Condanne e pene sono misurate per definizione, non sono il frutto di un rapporto di forza sociale ma della Sacra Legge (di Dio o dell'Uomo, mi è indifferente, scegli tu).
Pija qualche libro de storia in mano che a te le storielle sui kommmmunisti t'hanno fatto male de brutto.

Segnalami pure se vuoi, io non riesco a evitare di dire che le tue parole mi fanno letteralmente schifo.

Se così disumana è la legalità, io mi schiero con fierezza con l'illegalità diffusa.

Offline MisterFaro

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Re:Forze dell'ordine: non è una mela ad essere marcia
« Risposta #184 il: 28 ſet 2017, 12:58 »
...

Se così disumana è la legalità, io mi schiero con fierezza con l'illegalità diffusa.


in quel "se" retorico c'è ovviamente il fulcro del discorso.

Offline Gio

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Re:Forze dell'ordine: non è una mela ad essere marcia
« Risposta #185 il: 28 ſet 2017, 14:08 »
Io non ti segnalo perché pur condividendo molto poco di quello che scrivi, ti leggo spesso volentieri ed ho anche imparato alcune cose facendolo.

Detto questo, io non penso, e non ho scritto, che quelli sono bravi poliziotti. Né che le sentenze nei loro confronti mi piacciono o che sia giusto farli restare in Polizia. Se fossi stato io a decidere, avrei fatto diversamente.  Dunque la tua indignazione è fuori luogo, perché non è questo ciò di cui si stava parlando.
Contestavo il fatto, che da ciò sia provato che la Polizia sia una istituzione fascista (che è l'oggetto della discussione sin dall'inizio e della tua affermazione specifica che commentavo).
Le sentenze, che in democrazia si rispettano, non hanno la funzione di placare le folle.

E non vale solo per i poliziotti, questa è una falsità.
Vedi ad esempio (ma non è l'unico, ce ne sono tanti), i terroristi condannati che tengono lezioni all'Università o scrivono sui giornali o vivono tranquillamente le proprie vite, senza molto scandalo.

OT
Io non ho mai detto nemmeno che ciò che è legale è giusto e che ciò che è illegale é ingiusto. Ho detto, più volte, e dico, ancora, che la legge si deve rispettare, e che l'ingiustizia, quando c'è, si combatte partendo dalla legalità. E che chi, per scelta, non rispetta la legge, favorisce l'ingiustizia pur volendo combatterla, aggravando i problemi.
Re:Forze dell'ordine: non è una mela ad essere marcia
« Risposta #186 il: 28 ſet 2017, 16:25 »
Io non ho mai detto nemmeno che ciò che è legale è giusto e che ciò che è illegale é ingiusto. Ho detto, più volte, e dico, ancora, che la legge si deve rispettare, e che l'ingiustizia, quando c'è, si combatte partendo dalla legalità.

Ma te la sei riletta sta frase dopo averla scritta?

Offline arturo

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Re:Forze dell'ordine: non è una mela ad essere marcia
« Risposta #187 il: 28 ſet 2017, 16:33 »
Ma te la sei riletta sta frase dopo averla scritta?
da come ce rintigna , me sa de no.

Offline FatDanny

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Re:Forze dell'ordine: non è una mela ad essere marcia
« Risposta #188 il: 05 Ott 2017, 17:56 »


Vale la pena rileggere alcuni frammenti di un testo del 1972. Uno dei pochi studi seri storico antropologici sull’istituzione della polizia: La Polizia di Angelo D’Orsi.
Al paragrafo ‘La filosofia dell’ordine’ ci ricorda che “la polizia è l’istituzione cui è affidato, dalle classi detentrici del potere, il compito della gestione della violenza per proteggere l’assetto sociale dato, per difendere - o realizzare - l’ordine politico voluto. Ma, proprio ai fini della sua stessa autoconservazione, la polizia ha l’esigenza di ricoprirsi con una specie di nube protettiva di tipo pubblicitario (…) Si tratta cioè di persuadere la pubblica opinione che la polizia è necessaria, è al servizio di tutti, è imparziale, è democratica, è controllata, funziona ottimamente”.
Non ci dobbiamo mai dimenticare di questo strumento che le forze dell’ordine utilizzano: la violenza. L’uomo in divisa ha manganello, pistola e manette. Le usa con due finalità correlate:
mantenere l’ordine politico e difendere se stesso.

Temo che il poliziotto non arresti un ladro per difendere la proprietà del derubato, ma per difendere il sistema, per dichiarare che il sistema non permette che ci siano furti. Arresta l’assassino non per impedire che compia altri crimini o perché venga punito per quelli che ha compiuto, bensì per tutelare un sistema che altresì risulterebbe indebolito.
E lo fa con la violenza. La violenza non è l’extrema ratio, ma il principale strumento che gli viene messo a disposizione. L’uomo in divisa è l’unico che può usarla. È come il cavatappi per il sommelier.
Mi si dirà: e che cambia? Se una guardia impedisce che ti rubino il motorino… che te ne frega se lo fa per te, per sé o per il sistema? E se può sparare è anche meglio. Risulta più efficiente.
Mi importa perché è tutto un altro gioco. Per la salvaguardia del sistema le stesse guardie lasciano gli immigrati nei campi in nord Africa in balia di guardie ancor più violente. Per la salvaguardia del sistema può morire un 16enne di Traiano (Davide Bifolco), ma non un suo coetaneo del Vomero (la morte di un 16enne del Vomero sarebbe contro il sistema). Per la salvaguardia del sistema e degli uomini in divisa che lo difendono il processo sulla morte di un 18enne di Ferrara (Federico Aldrovandi) si chiude con una pena ridicola.

Ma è difficile affrontare questo discorso oggi. Un po’ per il giustizialismo che porta consensi e voti più o meno a tutti i partiti. Un po’ per una terribile propaganda che in questi anni è stata fatta a favore delle forze dell’ordine. Decine di film e soprattutto fiction che ci mostrano uomini e donne in divisa che scoppiano di umanità. Persone eticamente perfette, sensibili e persino simpatiche fino alla comicità.

Mi ricordo un brutto film sull’eccidio alle fosse Ardeatine, “Rappresaglia”, con Mastroianni e Richard Burton. L’attore americano interpretava Kappler, l’ufficiale tedesco responsabile di rastrellamenti e stragi. Il partigiano Pasquale Balsamo disse “quando fai fare la parte di Kappler a Richard Burton… hai detto tutto”.

Non ce la fai a immaginarti ragazzi e ragazze massacrati di botte da Gigi Proietti a Bolzaneto.
Non ce la fai a immaginarti Nino Frassica che spacca la faccia a Cucchi o ammazza di botte Aldrovandi.


Ascanio Celestini
Re:Forze dell'ordine: non è una mela ad essere marcia
« Risposta #189 il: 05 Ott 2017, 18:10 »
Leggo due notizie al volo:

- Parrebbe che per un'errata nomina di Presidente della Corte il rinvio a giudizio per 5 imputati nel processo Cucchi debba slittare, rendendo possibile il rischio di una prescrizione.

-Un ispettore di polizia è stato condannato a 4 anni di reclusione per lo stupro di una diciottenne fermata per pochi grammi di hashish.
Leggendo meglio l'articolo scopro che la ragazza è figlia di un carabiniere.
E se fosse stata figlia di un operaio? Avrebbe avuto giustizia allo stesso modo?

Offline FatDanny

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Re:Forze dell'ordine: non è una mela ad essere marcia
« Risposta #190 il: 07 Ott 2017, 19:00 »

Offline laziAle82

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Re:Forze dell'ordine: non è una mela ad essere marcia
« Risposta #191 il: 08 Ott 2017, 08:38 »
 

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