Guarisci presto, ragazzina

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Offline naoko

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Guarisci presto, ragazzina
« il: 19 Gen 2016, 11:26 »
Ciao ragazzina,
a 12 anni è dura la vita se inciampi in una banda di carogne che hanno scelto te, la tua faccia, il tuo sedere, le tue orecchie o i tuoi brufoli come bersaglio della loro frustrazione. Mi dicono, ragazzina, che giusto poche ore fa hai pensato di non avere più il cuore necessario ad affrontarle, quelle carogne che ti prendevano in giro, che torturavano il tuo bisogno di tranquillità, la tua natura ibrida a cavallo tra la donna e la bambina. E io ti capisco, sai? Io a 42 anni suonati ti capisco perfettamente e comprendo come, in certe giornate, la paura di affrontare un branco di squali vinca anche la più maestosa delle balene. Perché non importa quanto tu sia grande o forte, ragazzina, importa che 10 squali che ti si schierano davanti possono avere la meglio su di te.
10 squali affamati della tua insicurezza, della tua paura, del tuo desiderio di essere accettata. Non si curano della tua sopravvivenza: se ce la fai bene, sennò peggio per te. E per poco quel peggio, nel tuo caso, non si trasformava in un peggio da cui non si può tornare. Lì sì che son guai. Ma è andata bene: hai un po' di ossa sbriciolate, il morale sotto i tacchi, ma sei ancora qui. Adesso tutti sappiamo che non te la passavi per niente bene, che andavi a scuola con uno zaino che pesava più di angoscia che di libri e tutti ci chiediamo perché nessuno abbia fermato quegli squali.
Perché nessuno può farlo, ragazzina, se non tu. E te lo dico perché a 12 anni li ho incontrati e mi sono fatta sbranare. Le cicatrici di quella lotta ce le ho ancora tutte: non se ne vanno col tempo, restano lì a ricordarti che ce l'hai fatta. Sono come le medaglie degli eroi di guerra, sopravvissuti all'inferno e pronti a vivere il meglio della vita che deve ancora venire. Perché, e so bene che adesso ti è impossibile crederlo, il meglio della vita arriverà. E sarà il giorno in cui allo specchio scoprirai che la tua faccia, il tuo naso, i tuoi capelli, il tuo sedere, le tue orecchie e il tuo cuore vanno bene così. Ti toccherà lavorare un sacco per arrivare a quel giorno. Sarà come se tu dovessi scalare il K2 (ben più ostico e pericoloso dell'Everest) in febbraio con ai piedi le infradito. Ci saranno ore lunghe e gelide in mezzo alla tormenta, le dita blu e intorpidite, il fiato corto: ma alzando gli occhi da terra potrai vedere la cima della tua montagna e allora tutto avrà un senso, anche il dolore più insopportabile, quello che provi oggi.
Riuscirai a mettere di nuovo un piede avanti all'altro e riprenderai la tua salita verso la felicità. Che al mondo, ragazzina, ci sei venuta per questo: per raggiungere la cima della tua vita. La tua felicità. E ci puoi arrivare. Non ti manca niente per arrampicarti. Puoi farlo. Puoi passare in mezzo agli squali e lasciarteli alle spalle a domandarsi come sia stato possibile che tu, proprio tu, ci sia riuscita. Tu quella che ha preferito, un giorno soleggiato di gennaio, scaraventarsi giù da una finestra piuttosto che incontrare ancora una volta i loro musi. Hai mille modi per passarci in mezzo, e non tutti contemplano il doverli di nuovo affrontare. Puoi anche girare i tacchi e andartene via, in un'altra scuola: non occorre sempre guardare in faccia i propri carnefici per dimostrare di essere forti, queste sono sciocchezze da telefilm americano. Se hai modo di prendere la porta e girare le spalle a chi ti ha fatta soffrire, vai: chiudi quella porta e guarda avanti. Se non puoi farlo, impara l'arte della resistenza. Che è un'arte meravigliosa fatta di affetti e alleanze: nessuno ha mai vinto una guerra da solo. Tu la tua la puoi vincere chiedendo aiuto a chi ti ama (guarda, anche a me, che nemmeno ti conosco! Io sono proprio qui, vicino a te, a combattere per te e con te), piangendo quando ti senti triste senza soffocare il dolore, e ridendo fino a star male quando sentirai di avere ottenuto una prima, piccola o grande, vittoria.
Non avere dubbi, ragazzina: ce la farai e diventerai una donna coraggiosa. Gli squali che ti hanno azzannata saranno allora i tuoi allenatori, quelli che ti avranno irrobustito le spalle al punto che niente saprà più incurvarle. Credici con me, che io ci ho creduto prima di te. Io ho preso la porta che mi offriva lo studio, l'università, e sono scappata lontano e solo oggi, che sono grande abbastanza da poter tornare indietro senza farmi massacrare dalla debolezza di un branco di idioti sbruffoni, accetto di farlo naturalmente. Senza trucco, ma in scarpe da ginnastica e ciappo nei capelli. Perché io sono io e sono passata in mezzo agli squali, ho scalato il K2 e posso ridere in faccia a chi ha provato a ostacolarmi. Perché le mie cicatrici, che sono certamente diverse dalle tue, sono il mio tesoro. Me le guardo ogni mattina e mi ricordo che non devo più permettere a nessuno di azzannarmi e farmi sanguinare di dolore. Che c'è sempre un modo per uscirne fuori e presto, ragazzina, tu troverai il tuo. Io ti aspetto e, se ti serve, ti prendo per mano. Guarisci presto!


Fonte.

Questo articolo potrei averlo scritto io.

È da quando ho letto la notizia che avrei voluto scrivere qualcosa per testimoniare per chi c'è passato e dolorosamente e faticosamente c'è riuscito, ad andare avanti a non avere più paura del prossimo. O meglio, ad averla sempre, perché non passa mai, ma a saperla gestire, a fare finta di essere più forte tu. Sono riuscita a cambiare, a crescere, a migliorare, ad accettarmi, modificando addirittura il nome (abbreviato, maledetti doppi nomi) arrivata al liceo, scelto anche perché non ci sarebbe andato nessuno delle medie, per ricominciare da capo, da sola. Sono riuscita a guardare ancora quelle persone, senza ostentare mai quello che sono orgogliosamente diventata in barba a quello che sono rimasti loro. Ma la scuola invece non l'ho mai perdonata, come se quell'ammasso di cemento fosse il vero responsabile di tutto. Non sempre si riesce a passare sopra a quello che è successo. Io se potessi lo farei, se quella scuola finalmente implodesse su stessa di notte, ci camminerei sopra le macerie. Ci penso ogni volta che la vedo, e succede spesso, visto che per 20 anni ho abitato lì dietro e i miei ci abitano ancora. Purtroppo sono passati 24 anni e sta ancora lì.

Offline Zanzalf

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Re:Guarisci presto, ragazzina
« Risposta #1 il: 19 Gen 2016, 11:37 »
Mi associo

Offline carib

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Re:Guarisci presto, ragazzina
« Risposta #2 il: 19 Gen 2016, 12:13 »
Terribile, sono anni decisivi per la vita di chiunque.
Naoko non ci sono parole. Anzi sì: un forte abrazo. Forte davvero.

Offline Thorin

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Re:Guarisci presto, ragazzina
« Risposta #3 il: 19 Gen 2016, 12:21 »
Provo tanta tristezza per questa bambina, che non è la prima e non sarà l'ultima vittima del branco.
Di solito chi è un po' più intelligente della media, chi è diverso dagli standard, chiunque si discosti anche un pochino dalla massa, passa le sue stesse situazioni a scuola, fra le risate dei compagni che non hanno il coraggio di offendere apertamente e l'indifferenza dei professori che hanno a cuore solo il 21 del mese.

Ci sono passato, Laziale metallaro e capellone in una scuola di coatti romanisti, so cosa si prova e per questo non sono d'accordo sul passaggio "Puoi anche girare i tacchi e andartene via, in un'altra scuola: non occorre sempre guardare in faccia i propri carnefici per dimostrare di essere forti, queste sono sciocchezze da telefilm americano." perchè scappare non è una soluzione al problema, è solo allontanarlo e se un giorno scappi scapperai per sempre.

Ci avevano provato a mettermi in mezzo, ma hanno trovato uno che fa branco da solo.

Offline hidalgo

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Re:Guarisci presto, ragazzina
« Risposta #4 il: 19 Gen 2016, 12:46 »
Ho un figlio proprio di 12 anni.
Cerco di essere vigile, vigilissimo, meglio che posso.
Certe notizie mi atterriscono.
Un abbraccio Naoko.

Offline genesis

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Re:Guarisci presto, ragazzina
« Risposta #5 il: 19 Gen 2016, 13:03 »

Offline COLDILANA61

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Re:Guarisci presto, ragazzina
« Risposta #6 il: 19 Gen 2016, 13:27 »
Il bulletto lo capisco . E' solo uno che sara' un vigliacco per tutta la vita . Un caporale .

Chi non perdono e' il "contorno" . La scuola , i professori , i genitori del "branco" .

Le vere merde schifose . Chi avendo il "potere" per fermare questo scempio non lo usa . per "comodita'" , perche' il problema , secondo queste merde , se non lo vedi , non esiste .

Ma le avete sentite le interviste dei "professori" ?

 

Offline cartesio

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Re:Guarisci presto, ragazzina
« Risposta #7 il: 19 Gen 2016, 14:27 »

Offline cartesio

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Re:Guarisci presto, ragazzina
« Risposta #8 il: 19 Gen 2016, 14:41 »
Bisogna andarci coi piedi di piombo, spesso non è facile capire cosa è realmente successo.

Lo dico da papà che ha una bimba che è stato oggetto di bullismo ai tempi della scuola materna, a 4 anni. Non ce ne siamo accorti subito, anche perché spesso ci si preoccupa senza motivo, e così si sviluppa una sorta di diffidenza nei confronti delle proprie sensazioni. Si rischia di dare a qualche bambino incolpevole una responsabilità che non ha.
Però a un certo punto la bimba iniziò a dire che non voleva più andare alla scuola materna. Chiesi alle maestre (due) se succedeva qualcosa di strano, ricevendo risposte negative. Poi, in occasione di una riunione collettiva tra maestre e genitori, finita la sessione autocelebrativa delle maestre (così fu: guardate quante cose facciamo e come le facciamo bene!), presi la parola, spiegando che la bimba aveva sempre più paura di andare a scuola.

Silenzio.

Ricominciai, chiedendo se qualcuno aveva avuto sentore di comportamenti insoliti.

Silenzio.

Poi una mamma disse che effettivamente anche sua figlia, guardacaso la bambina con cui mia figlia giocava più spesso, tornava a casa con dei gran lividi, in zone del corpo non scoperte. Per fare quei segni bisognava far forza.

Ancora, silenzio.

A questo punto io sbotto, Allora si può sapere chi è il piccolo killer?

In quell'istante si scatenò l'inferno. Fui oggetto di una quantità di improperi perchè non dovevo osare parlare in quel modo di un bambino, perché quella non era l'occasione giusta, perché dovevo sistemare la cosa con le maestre, ed eventualmente rivolgermi in privato ai genitori, ecc.

Peccato che fino a quel momento non fossi riuscito non dico a sapere chi era, ma neanche cosa succedeva di preciso. E durante il putiferio, continuavo a non saperlo.
Tornata la calma, con un paio di genitori che mi guardavano come se avessero voluto accoltellarmi, è venuta fuori la verità. I bulli erano due, uno dei quali trascinava l'altro, e se la prendevano con le due bimbe, che erano le più tranquille della classe, un po' timide e assolutamente prive di aggressività.

(continuo dopo)

Offline paolo71

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Re:Guarisci presto, ragazzina
« Risposta #9 il: 19 Gen 2016, 14:49 »
Coraggio ragazzina siamo tutti con te.

mi associo a Naoko, alla grande.

abbiamo una figlia di 13 anni che più o meno sta vivendo le stesse angosce, le stesse paure, che nuota in mezzo agli squali e alle orche, che non dimentichiamo, spesso a quell' età per le femmine sono più pericolose le orche.

Offline cartesio

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Re:Guarisci presto, ragazzina
« Risposta #10 il: 19 Gen 2016, 14:59 »
(mi stavo imbufalendo)

Durante la discussione uscirono frasi memorabili.

La maestra capa: "Può succedere!" detto in tono di rimprovero, nei miei confronti.

Un papà: "La vita è così, è bene che si abituino a questo tipo di situazioni".

Io ero allibito. Penso che mi si leggesse in faccia quello che pensavo e sentivo, perché a un certo punto i commenti diminuirono di intensità. Fatto sta che dopo la fine della riunione ci trovammo con le mamme dei due bimbi bulli, che non sapevano niente. Successivamente si fece in modo da fare delle cose insieme - per esempio, una festa di compleanno a casa del trascinatore - e la cosa, apparentemente, rientrò. Merito delle mamme, e non delle maestre.
Il bambino trascinato fu protagonista di una fantastica scena il primo giorno delle elementari. Prese per mano mia figlia, tenendo la mamma con l'altra mano, mentre la mia teneva per mano me, ed entrammo di corsa a scuola tutti e quattro. Tuttora sono vicini di banco.

Ciò che invece non fu mai recuperato fu il rapporto con le maestre.
Qualche giorno dopo la discussione una di loro, una di quelle con cui avevo parlato prima della riunione senza riuscire a sapere niente, mi tenne a colloquio per quasi un'ora, ordine del giorno le mie scuse alle maestre. Quando  si rese conto che più parlava meno avevo voglia di scusarmi (casomai di fare una bella denuncia) lasciò perdere, ma con l'atteggiamento di chi sa di avere ragione.
Un anno dopo lasciò la scuola per dissapori con la capa. Da allora c'è stato un gran turn-over in quella scuola.

Offline cartesio

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Re:Guarisci presto, ragazzina
« Risposta #11 il: 19 Gen 2016, 15:18 »
Torno sul concetto iniziale.

Bisogna andarci coi piedi di piombo, spesso non è facile capire cosa è realmente successo.

La mamme dei due bulletti al 90% non sapevano niente di quello che accadeva a scuola. I bimbi ovviamente non dicevano niente,  non per nascondere la cosa, più probabilmente perché non percepivano il fatto come rilevante. Forse era un gioco.
Una delle due, la mamma del trascinato, appena finii il mio primo intervento alla riunione mi disse subito "Non sarò il mio, spero!"
In quel momento ebbi l'impressione che potesse sapere qualcosa, ma fu solo un'impressione. Non lo saprò mai.

Frequentando un po' la famiglia del trascinatore credetti di capire perché si comportava così. A casa erano tutti troppo un po' troppo sotto pressione. Lui era il più piccolo, e si sfogava con chi poteva. Alla festa di compleanno vidi il fratello maggiore picchiare sistematicamente un suo amico, davanti alle due mamme che non intervenivano, finché la mamma della vittima non portò via il figlio.

In quella classe c'era un soppalco, con una scaletta ripida che portava su. Ho visto più di una volta bambini rotolare giù dalla scaletta, per fortuna senza farsi male quando c'ero io. Lo dissi a margine della riunione, e la solita maestra protestò. Così sembra che io non stia attenta ai bambini!
 

Offline Thorin

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Re:Guarisci presto, ragazzina
« Risposta #12 il: 19 Gen 2016, 15:24 »
Carte' il mio fegato è il tuo.

Offline Zanzalf

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Re:Guarisci presto, ragazzina
« Risposta #13 il: 19 Gen 2016, 15:25 »
Crescere ha anche degli aspetti odiosi. Odiose sono quelle dinamiche di gruppo, di aggregazione e conformismo che sembrano impossibili da evitare. E' come se, tra ragazzini, vigesse un codice pre-civile; selezione della specie per togliere di mezzo i meno adatti alla vita sociale. Di una società intesa come tribale, ovviamente.

Poi, a un certo punto, interviene la mediazione della cultura e la tribù viene sopraffatta e le persone crescono e cambiano. Non sempre.

Offline cartesio

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Re:Guarisci presto, ragazzina
« Risposta #14 il: 19 Gen 2016, 15:32 »
Carte' il mio fegato è il tuo.

Alla veneziana va bene?     :=))

Offline Thorin

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Re:Guarisci presto, ragazzina
« Risposta #15 il: 19 Gen 2016, 15:32 »
Alla veneziana va bene?     :=))

Ah che bontà!  :beer:

Offline carib

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Re:Guarisci presto, ragazzina
« Risposta #16 il: 19 Gen 2016, 17:08 »
Crescere ha anche degli aspetti odiosi. Odiose sono quelle dinamiche di gruppo, di aggregazione e conformismo che sembrano impossibili da evitare. E' come se, tra ragazzini, vigesse un codice pre-civile; selezione della specie per togliere di mezzo i meno adatti alla vita sociale. Di una società intesa come tribale, ovviamente.

Poi, a un certo punto, interviene la mediazione della cultura e la tribù viene sopraffatta e le persone crescono e cambiano. Non sempre.
Se fosse come dici il genere umano non esisterebbe.
In realtà dietro agli episodi di bullismo c'è sempre una situazione familiare devastata in termini affettivi. La nevrosi propria del "bulletto" è il sintomo manifesto di una psicosi genitoriale.
Di norma tranne rarissimi casi è possibile intervenire con successo sul "bullo" a livello psicoterapico prima che la nevrosi si trasformi in episodi psicotici sempre più gravi. Ma le difficoltà non sono poche anche perché occorre ovviamente il consenso dei genitori stessi. Cmq per poter fare prevenzione è fondamentale che l'ambiente scolastico sia sensibilizzato e formato in modo da poter cogliere i segnali (abbastanza evidenti, sempre, chicché ne dicano i maestri sollecitati da Cartesio). Se il retropensiero (sbagliatissimo e infondato) di chi dovrebbe intervenire per primo è: fa parte della crescita, la natura umana è questa, ovviamente si comporterebbe come i maestri segnalati da Cartesio.
Invece, come detto, fortunatamente le cose non stanno così. Il passaggio dalla pubertà all'adolescenza è difficile per tutti ma la natura umana non è criminàle.
La presenza di un presidio "medico-psicoterapico" che raccolga le segnalazioni e offra un primo punto di riferimento ai ragazzi (bulli e vittime) è anch'essa fondamentale. Laddove questi presidi esistono i risultati sono molto buoni, ma in Italia ce ne sono ancora pochi. 

Offline Zanzalf

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Re:Guarisci presto, ragazzina
« Risposta #17 il: 19 Gen 2016, 18:26 »
In realtà dietro agli episodi di bullismo c'è sempre una situazione familiare devastata in termini affettivi. La nevrosi propria del "bulletto" è il sintomo manifesto di una psicosi genitoriale.

Aspetta, il problema non si limita solo al caso del bullo.
Il problema è anche e soprattutto (mia esperienza) quando si sommano tanti piccoli gesti di ostilità dettati dal conformismo.
Quando tutti, *tutti*, ti prendono in giro per qualcosa che sei, un nome, un atteggiamento, una caratteristica fisica, un'inezia, la vita può diventare un inferno.

La mia esperienza è che questo accade spesso alle persone eccentriche e sia dovuto al comportamento dei gruppi e non causato dallo stimolo "malato" del singolo. Lungi dall'aver impedito lo sviluppo del genere umano, lo ha favorito: per selezionare i più sociali, i più in sintonia, i più omogenei.

Ma siamo una civiltà avanzata e, che sia "naturale", non significa che ce lo dobbiamo tenere. Anche il vaiolo è "naturale".
Vaccino, educazione, esempi positivi, cultura dell'empatia, ambienti sani di crescita, principi sociali morali.

Offline Ranxerox

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Re:Guarisci presto, ragazzina
« Risposta #18 il: 19 Gen 2016, 19:16 »
Ciao ragazzina,
a 12 anni è dura la vita se inciampi in una banda di carogne che hanno scelto te, la tua faccia, il tuo sedere, le tue orecchie o i tuoi brufoli come bersaglio della loro frustrazione. Mi dicono, ragazzina, che giusto poche ore fa hai pensato di non avere più il cuore necessario ad affrontarle, quelle carogne che ti prendevano in giro, che torturavano il tuo bisogno di tranquillità, la tua natura ibrida a cavallo tra la donna e la bambina. E io ti capisco, sai? Io a 42 anni suonati ti capisco perfettamente e comprendo come, in certe giornate, la paura di affrontare un branco di squali vinca anche la più maestosa delle balene. Perché non importa quanto tu sia grande o forte, ragazzina, importa che 10 squali che ti si schierano davanti possono avere la meglio su di te.
10 squali affamati della tua insicurezza, della tua paura, del tuo desiderio di essere accettata. Non si curano della tua sopravvivenza: se ce la fai bene, sennò peggio per te. E per poco quel peggio, nel tuo caso, non si trasformava in un peggio da cui non si può tornare. Lì sì che son guai. Ma è andata bene: hai un po' di ossa sbriciolate, il morale sotto i tacchi, ma sei ancora qui. Adesso tutti sappiamo che non te la passavi per niente bene, che andavi a scuola con uno zaino che pesava più di angoscia che di libri e tutti ci chiediamo perché nessuno abbia fermato quegli squali.
Perché nessuno può farlo, ragazzina, se non tu. E te lo dico perché a 12 anni li ho incontrati e mi sono fatta sbranare. Le cicatrici di quella lotta ce le ho ancora tutte: non se ne vanno col tempo, restano lì a ricordarti che ce l'hai fatta. Sono come le medaglie degli eroi di guerra, sopravvissuti all'inferno e pronti a vivere il meglio della vita che deve ancora venire. Perché, e so bene che adesso ti è impossibile crederlo, il meglio della vita arriverà. E sarà il giorno in cui allo specchio scoprirai che la tua faccia, il tuo naso, i tuoi capelli, il tuo sedere, le tue orecchie e il tuo cuore vanno bene così. Ti toccherà lavorare un sacco per arrivare a quel giorno. Sarà come se tu dovessi scalare il K2 (ben più ostico e pericoloso dell'Everest) in febbraio con ai piedi le infradito. Ci saranno ore lunghe e gelide in mezzo alla tormenta, le dita blu e intorpidite, il fiato corto: ma alzando gli occhi da terra potrai vedere la cima della tua montagna e allora tutto avrà un senso, anche il dolore più insopportabile, quello che provi oggi.
Riuscirai a mettere di nuovo un piede avanti all'altro e riprenderai la tua salita verso la felicità. Che al mondo, ragazzina, ci sei venuta per questo: per raggiungere la cima della tua vita. La tua felicità. E ci puoi arrivare. Non ti manca niente per arrampicarti. Puoi farlo. Puoi passare in mezzo agli squali e lasciarteli alle spalle a domandarsi come sia stato possibile che tu, proprio tu, ci sia riuscita. Tu quella che ha preferito, un giorno soleggiato di gennaio, scaraventarsi giù da una finestra piuttosto che incontrare ancora una volta i loro musi. Hai mille modi per passarci in mezzo, e non tutti contemplano il doverli di nuovo affrontare. Puoi anche girare i tacchi e andartene via, in un'altra scuola: non occorre sempre guardare in faccia i propri carnefici per dimostrare di essere forti, queste sono sciocchezze da telefilm americano. Se hai modo di prendere la porta e girare le spalle a chi ti ha fatta soffrire, vai: chiudi quella porta e guarda avanti. Se non puoi farlo, impara l'arte della resistenza. Che è un'arte meravigliosa fatta di affetti e alleanze: nessuno ha mai vinto una guerra da solo. Tu la tua la puoi vincere chiedendo aiuto a chi ti ama (guarda, anche a me, che nemmeno ti conosco! Io sono proprio qui, vicino a te, a combattere per te e con te), piangendo quando ti senti triste senza soffocare il dolore, e ridendo fino a star male quando sentirai di avere ottenuto una prima, piccola o grande, vittoria.
Non avere dubbi, ragazzina: ce la farai e diventerai una donna coraggiosa. Gli squali che ti hanno azzannata saranno allora i tuoi allenatori, quelli che ti avranno irrobustito le spalle al punto che niente saprà più incurvarle. Credici con me, che io ci ho creduto prima di te. Io ho preso la porta che mi offriva lo studio, l'università, e sono scappata lontano e solo oggi, che sono grande abbastanza da poter tornare indietro senza farmi massacrare dalla debolezza di un branco di idioti sbruffoni, accetto di farlo naturalmente. Senza trucco, ma in scarpe da ginnastica e ciappo nei capelli. Perché io sono io e sono passata in mezzo agli squali, ho scalato il K2 e posso ridere in faccia a chi ha provato a ostacolarmi. Perché le mie cicatrici, che sono certamente diverse dalle tue, sono il mio tesoro. Me le guardo ogni mattina e mi ricordo che non devo più permettere a nessuno di azzannarmi e farmi sanguinare di dolore. Che c'è sempre un modo per uscirne fuori e presto, ragazzina, tu troverai il tuo. Io ti aspetto e, se ti serve, ti prendo per mano. Guarisci presto!


Fonte.

Questo articolo potrei averlo scritto io.

È da quando ho letto la notizia che avrei voluto scrivere qualcosa per testimoniare per chi c'è passato e dolorosamente e faticosamente c'è riuscito, ad andare avanti a non avere più paura del prossimo. O meglio, ad averla sempre, perché non passa mai, ma a saperla gestire, a fare finta di essere più forte tu. Sono riuscita a cambiare, a crescere, a migliorare, ad accettarmi, modificando addirittura il nome (abbreviato, maledetti doppi nomi) arrivata al liceo, scelto anche perché non ci sarebbe andato nessuno delle medie, per ricominciare da capo, da sola. Sono riuscita a guardare ancora quelle persone, senza ostentare mai quello che sono orgogliosamente diventata in barba a quello che sono rimasti loro. Ma la scuola invece non l'ho mai perdonata, come se quell'ammasso di cemento fosse il vero responsabile di tutto. Non sempre si riesce a passare sopra a quello che è successo. Io se potessi lo farei, se quella scuola finalmente implodesse su stessa di notte, ci camminerei sopra le macerie. Ci penso ogni volta che la vedo, e succede spesso, visto che per 20 anni ho abitato lì dietro e i miei ci abitano ancora. Purtroppo sono passati 24 anni e sta ancora lì.

Triste e terribile il fatto accaduto.
Toccanti ed intensi i due commenti che scuotono le emozioni nel profondo dell'anima.
Un sentimento di vicinanza alla ragazza e a chi ci ha concesso di condividere queste altre due vicende di vita così intime e toccanti.

Offline Bambino

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Re:Guarisci presto, ragazzina
« Risposta #19 il: 19 Gen 2016, 20:25 »
molte volte, quando non ti capita personalmente, non si capisce quanto possano essere pericolose queste cose. A me è capitato con mio fratello più piccolo, 2 o 3 anni fa, dopo il concerto di fine anno della scuola, dove mio fratello ha cantato alcune canzoni, che è quello che gli piace di più al mondo, su una parete interna dell'istituto gli hanno fatto trovare una scritta dove il suo cognome era accostato alla parola "frocio", lui aveva 15 anni, era fidanzato e tutti lo sapevano, ma è stato più forte di loro, solo perché lui predilige canzoni "sentimentali", lo hanno etichettato, per fortuna ha un bel caratterino e non si è fatto mettere sotto, devo dire che ha avuto anche la solidarietà di tutta la scuola e anche di molti genitori, ora ha 18 anni e va in giro per la scuola con un ragazzo gay suo amico ed insieme ridono in faccia a quei disadattati.. ma non è sempre così, basta un carattere appena più debole e prendono il sopravvento.. bisogna stare attenti, nella maggior parte dei casi le vittime, prima di compiere gesti estremi, passano periodi più o meno lunghi di cambiamenti di umore, sono rabbuiati, non vogliono andare più a scuola.. quindi il più delle volte si può prevenire ma bisogna essere tempestivi.
Io quando l'ho saputo, per un attimo, ho perso le staffe, mio fratello a 8 anni ha avuto un tumore ed è stato rinchiuso 6 mesi in ospedale con mia madre, e io ho passato 6 mesi dalla mattina alla sera nel reparto di oncologia pediatrica del policlinico Umberto I, dopo tanta sofferenza ora anche il bullismo, ho pensato.. eh no, mo basta, volevo andare a scuola e fare un casino, poi per fortuna mi sono calmato anche perché lui aveva reagito bene e gli altri, a parte quei 4 o5 disadattati, erano dalla sua parte..

un augurio di pronta guarigione alla ragazzina, naturalmente..  forza e coraggio, non gli permettere di affossarti!
 

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