le rinunce degli italiani

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Offline PARISsn

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le rinunce degli italiani
« il: 07 Dic 2016, 11:46 »
ho appena visto un servizio ANSA sull'indagine ISTAT riguardo le rinunce degli italiani in crisi....ebbene esce fuori che :
- il 50% degli italiani non fa manco una settimana di vacanza all'anno
- il 40% ritiene una spesa  impossibile da affrontare qualsiasi imprevisto superiore agli 800 euro  (cioe' non avere manco 1000 euro in banca )
- il 17 % rinuncia al riscaldamento
- il 18% è in arretrato con le bollette
- il 12 % rinuncia a  un pasto proteico ogni 2 giorni ( non so bene cosa vuol dire...ogni 2 giorni niente
  pasta  o carne o legumi ? quindi che mangiano? )

mi sembrano dati gravi....

Offline alex73

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Re:le rinunce degli italiani
« Risposta #1 il: 07 Dic 2016, 11:54 »
Fare spesa di carne per una famiglia di quattro persone senza eccedere mi costa 40 euro ogni due settimane

Offline alex73

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Re:le rinunce degli italiani
« Risposta #2 il: 07 Dic 2016, 11:55 »
Comincia ad essere una signora cifra

Offline PARISsn

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Re:le rinunce degli italiani
« Risposta #3 il: 07 Dic 2016, 12:29 »
a me  il dato che  piu impressiona..piu addirittura del rinuncoiare a  un pasto degno ogni 2 giorni...è il dato sul riscaldamento...cioe' ci sono 9 milioni di italiani ( tra cui immagino anziani e bambini ) che rinunciano ( o non possono ) a scaldarsi per problemi economici....io credo che sti dati servano molto a capire perche il 60% ha votato no al referendum pure senza saper  o capire nulla del quesito...è stato un no in larga parte a questa situazione...al governo di renzi....avevano il referendum per mostrare il disappunto e l'hanno usato...a prescindere dalla costituzione

Offline Thorin

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Re:le rinunce degli italiani
« Risposta #4 il: 07 Dic 2016, 12:38 »

Offline Pat Pat

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Re:le rinunce degli italiani
« Risposta #5 il: 07 Dic 2016, 12:39 »
Trovo che questo articolo sia molto interessante e riprende le considerazioni di PARISsn.

Referendum, la sociologa Chiara Saraceno all'HuffPost: "La narrazione miracolistica, smentita poi dalla realtà, è stata un boomerang per Renzi"

La narrazione "miracolistica" si è rivelata un "boomerang" per il presidente del Consiglio Matteo Renzi. Perché, mentre gli esponenti del governo parlavano di un'Italia che riparte e di un #cambiaverso, i cittadini non hanno visto la loro vita cambiare. "E questo ha prodotto irritazione". E' questo uno dei motivi che hanno portato il popolo italiano a bocciare in modo netto la riforma costituzionale al referendum del 4 dicembre, sostiene la sociologa Chiara Saraceno. I dati diffusi dall'Istat sul rischio di esclusione sociale, (un italiano su quattro ne viene investito, al Sud tocca a un cittadino su due) fotografano una realtà che non ha trovato riscontro nella narrazione ottimistica del premier in questi due anni di governo. Ed è anche per questa ragione che gli italiani hanno detto No, dice la sociologa in un'intervista all'HuffPost.

Professoressa Saraceno, il popolo italiano ha detto senza mezzi termini No alla riforma costituzionale. Ma non solo a quella. C'è un legame tra il voto referendario e i dati diffusi dall'Istat sull'esclusione sociale?
"Il risultato referendario è la combinazione di motivazioni diverse. Molti hanno votato nel merito, essendo contrari al modo in cui era stata formulata la riforma. Altri hanno votato contro Renzi, per mandarlo a casa. Però, se si guarda al Sud e ai giovani, tanti hanno votato sul fatto che il governo non ha realizzato quanto aveva promesso, sottovalutando una serie di problemi anche gravi, come le diseguaglianze e il Mezzogiorno. Le speranze sono state deluse e alcuni problemi non sono stati visti per niente, portando così a un aggravamento della situazione. Basta guardare i dati Istat per capire che questo è un Paese che non cresce ma crescono invece le diseguaglianze. Sono dati preoccupanti. È gravissimo che il Sud si sia ulteriormente allontanato".

Quale è stato l'atteggiamento del governo?
Chiunque denunciasse questi problemi era etichettato come arretrato, non moderno oppure non sufficientemente speranzoso. Nessuno si aspettava un miracolo, ma a fronte di un leader che ha fatto della sua capacità miracolistica la sua parola d'ordine, questo è stato un prezzo da pagare. Sembrava che tutti i problemi dell'Italia sarebbero stati risolti dalla riforma della Costituzione.

Quale Italia esce dalla fotografia fatta dall'Istat?

Secondo i parametri Eurostat, si dice che è a rischio di esclusione sociale chi presenti almeno uno di quattro indicatori (come vivere in famiglie dove non ci sono occupati o a "bassa intensità" lavorativa, oppure essere a rischio di povertà relativa, o ancora essere in condizione di deprivazione grave). Non sono tutti della stessa misura e dello stesso peso. Forse sono indicatori un po' troppo larghi ma di certo in termini comparativi con altri Paesi vediamo una percentuale di diseguaglianza che è aumentata dall'inizio della crisi. Grave perché si conferma al Sud e cresce nel Centro Italia, un altro dato allarmante. Ci sono gruppi sociali che in questi anni o non hanno visto modificare la loro situazione o addirittura l'hanno vista peggiorare.

Non di rado Renzi si è vantato dei risultati dati dalla sua riforma del lavoro.
Eurostat conferma quello che già si era capito leggendo altri dati Istat, quelli sui consumi. Anche avere un lavoro spesso non mette al riparo dalla povertà, in particolare su base familiare. Se una famiglia è monoreddito - ed è un reddito modesto - e la famiglia è numerosa il rischio povertà è altissimo. Il 15% delle persone che vivono in famiglie monoreddito soffrono di deprivazione grave. Vuol dire che tutta questa enfasi del governo sull'aumento dell'occupazione - e non è aumentata di molto - non si spiega, perché non è stato un incremento sufficiente. I motivi sono diversi: ci sono disoccupati in famiglia oppure i redditi sono particolarmente modesti. Come dimostra l'ultimo rapporto Inps, i contratti a tutele crescenti sono cresciuti ma sono aumentati molto quei contratti a tempo parziale, e se uno ci deve mantenere una famiglia è molto difficile.

Il disagio sociale è diffuso, in sintesi.
Il disagio forse è più diffuso della povertà: c'è la sensazione di franare. Mentre c'è uno zoccolo duro di povertà anche assoluta, allo stesso tempo c'è una quota di ceto medio che si è sentita franare di più verso il basso e ha visto allontanare i suoi punti di riferimento. E questo non contribuisce a far sentire inclusi e solidali, se mi accorgo che vado a stare peggio mentre qualcuno sta meglio.

Cosa ha sbagliato Renzi nella sua narrazione sull'operato del suo governo?
La narrazione funzione se ci sono dei riscontri oggettivi. In questo caso non ci sono stati. L'unica cosa a favore di Renzi è l'occupazione che ha cessato di diminuire, risalendo un pochino. Ma la qualità dell'occupazione aumentata l'abbiamo capita, sono cresciuti i contratti a tempo per non parlare dei voucher che sono ripresi alla grande. Il premier ha fatto una narrazione per certi versi comprensibile: ha tentato di dare iniezioni di ottimismo, e va bene. Però di qui a dire che saremmo diventati il primo Paese d'Europa, che ormai avevamo la crisi alle spalle e che tutti i problemi erano legati al "gufismo" conservatore, non ha poi aiutato i giovani che faticano a trovare lavoro o a trovarlo con un orizzonte temporale decente. Nel Mezzogiorno solo negli ultimi tempi è ritornato sulle cronache, lì dove è andato a fare i Patti per il Sud per motivi elettorali. Il Sud ormai è sparito, ma da prima di Renzi, sono ormai 10 anni.

Ha messo in campo misure insufficienti?
Guardi, si fa il bonus bebè ma non si fa la riforma degli assegni per i figli, si fa la quattordicesima per gli anziani a basso reddito ma gli anziani poveri, parliamo di povertà assoluta, sono un ottavo di tutti i poveri assoluti mentre i giovani sono invece la metà. C'è uno squilibrio di attenzione, si capisce. Le risorse sono scarse ma si sprecano e si distribuiscono in modo poco efficiente. E questo è diventato un boomerang: all'inizio ha prodotto speranze e simpatia ma quando alla sua narrazione non facevano seguito dei cambiamenti, il prodotto è stato l'irritazione. E che Renzi rovesciasse ogni sensazione di disagio o di critica a questa narrazione univocamente produttiva in un problema di gufi e frenatori, non ha aiutato. È stato come non avere più un interlocutore.

Offline anderz

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Re:le rinunce degli italiani
« Risposta #6 il: 07 Dic 2016, 12:56 »
Analisi PERFETTA

Offline Tornado

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Re:le rinunce degli italiani
« Risposta #7 il: 07 Dic 2016, 17:22 »
ho appena visto un servizio ANSA sull'indagine ISTAT riguardo le rinunce degli italiani in crisi....ebbene esce fuori che :
- il 50% degli italiani non fa manco una settimana di vacanza all'anno
- il 40% ritiene una spesa  impossibile da affrontare qualsiasi imprevisto superiore agli 800 euro  (cioe' non avere manco 1000 euro in banca )
- il 17 % rinuncia al riscaldamento
- il 18% è in arretrato con le bollette
- il 12 % rinuncia a  un pasto proteico ogni 2 giorni ( non so bene cosa vuol dire...ogni 2 giorni niente
  pasta  o carne o legumi ? quindi che mangiano? )

mi sembrano dati gravi....


Mi devo vergognare se appartengo a quel 50..a quel 40 e a quel 18 per cento?  :(( :((...riguardo alle bollette ad esempio ormai faccio come il gioco delle tre carte...oggi ste due...una fra 15 giorni.

Offline Tornado

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Re:le rinunce degli italiani
« Risposta #8 il: 07 Dic 2016, 17:26 »
"Mentre c'è uno zoccolo duro di povertà anche assoluta, allo stesso tempo c'è una quota di ceto medio che si è sentita franare di più verso il basso e ha visto allontanare i suoi punti di riferimento".

questo è seriamente preoccupante...si va lentamente alla deriva...e intorno sfiducia, tanta sfiducia!

Offline Rainman

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Re:le rinunce degli italiani
« Risposta #9 il: 07 Dic 2016, 18:32 »
Molte famiglie stanno a galla coi risparmi delle generazioni precedenti. Ancora non siamo a livelli da tragedia grazie al tesoretto dei tempi migliori. Ma se non si cambia rotta la resa dei conti arriverà per tanti.

Offline Rugiule

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Re:le rinunce degli italiani
« Risposta #10 il: 07 Dic 2016, 20:10 »
Non scopriamo oggi di essere in crisi. Il problema è che è davvero molto difficile immaginare come uscirne.

Offline carib

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Re:le rinunce degli italiani
« Risposta #11 il: 07 Dic 2016, 20:27 »
a me  il dato che  piu impressiona..piu addirittura del rinuncoiare a  un pasto degno ogni 2 giorni...è il dato sul riscaldamento...cioe' ci sono 9 milioni di italiani ( tra cui immagino anziani e bambini ) che rinunciano ( o non possono ) a scaldarsi per problemi economici....io credo che sti dati servano molto a capire perche il 60% ha votato no al referendum pure senza saper  o capire nulla del quesito...è stato un no in larga parte a questa situazione...al governo di renzi....avevano il referendum per mostrare il disappunto e l'hanno usato...a prescindere dalla costituzione
poco fa su Fb mi è passata davanti agli occhi questa tabella. Il campione statistico mi sembra pittosto piccolo quindi non so fino a che punto sia utile a farsi un'idea





Offline PARISsn

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Re:le rinunce degli italiani
« Risposta #12 il: 07 Dic 2016, 21:49 »

Mi devo vergognare se appartengo a quel 50..a quel 40 e a quel 18 per cento?  :(( :((...riguardo alle bollette ad esempio ormai faccio come il gioco delle tre carte...oggi ste due...una fra 15 giorni.
ma ci mancherebbe altro !! io appartengo a tutte le categorie !! non faccio vacanze da 10 anni...me scaldo con camino e stufa a legna....pago le bollette come fai te...l'unica cosa che riesco a non tagliare so' la carbonara e  l'amatriciana...almeno quello  8)
Re:le rinunce degli italiani
« Risposta #13 il: 08 Dic 2016, 10:23 »
ma ci mancherebbe altro !! io appartengo a tutte le categorie !! non faccio vacanze da 10 anni...me scaldo con camino e stufa a legna....pago le bollette come fai te...l'unica cosa che riesco a non tagliare so' la carbonara e  l'amatriciana...almeno quello  8)

posso farti una domanda seria: tu davvero non fai nessun tipo di vacanza da 10 anni? quest'anno sei stato sempre a Roma? (o dove vivi)

Offline Bambino

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Re:le rinunce degli italiani
« Risposta #14 il: 08 Dic 2016, 10:59 »
ci sono anche molte persone che non si possono permettere la carne tutti i giorni, non si riscaldano.. per avere l'ultimo modello di smart phone, per giocare alle slot machine, per comprare i gratta&vinci etc.. ne conosco qualcuno, un paio ce l'ho anche in famiglia...

https://www.tomshw.it/gli-italiani-girano-con-4-telefoni-ma-hanno-le-tasche-vuote-37905

Offline PARISsn

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Re:le rinunce degli italiani
« Risposta #15 il: 08 Dic 2016, 11:04 »
posso farti una domanda seria: tu davvero non fai nessun tipo di vacanza da 10 anni? quest'anno sei stato sempre a Roma? (o dove vivi)

non vivo a roma ma  in sardegna  in un paesino all'interno e si l'ultima vacanza l'ho fatta nel 2005...vivevo a roma e sono venuto in vacanza qui in sardegna dai miei suoceri :) quindi vacanza per modo di dire...niente albergo, niente pasti fuori...ospite insomma :) sono dipendente statale...famiglia  monoreddito...2 figli di cui uno da mantenere all' universita' a bologna...te pare che posso fa vacanze??  :=))

Offline PARISsn

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Re:le rinunce degli italiani
« Risposta #16 il: 08 Dic 2016, 11:07 »
ci sono anche molte persone che non si possono permettere la carne tutti i giorni, non si riscaldano.. per avere l'ultimo modello di smart phone, per giocare alle slot machine, per comprare i gratta&vinci etc.. ne conosco qualcuno, un paio ce l'ho anche in famiglia...

https://www.tomshw.it/gli-italiani-girano-con-4-telefoni-ma-hanno-le-tasche-vuote-37905

si è vero anche questo...qui dove vivo c'e gente che campa con i LSU del comune...300 euro al mese e manco tutti i mesi...pero' poi li vedi al bar con la borsa di fendi e l'ultimo modello di cellulare...ci sono anche sti tipi di idiozia  in giro ma credo che  molti se la passano male e basta... 8)

Offline carib

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« Risposta #17 il: 08 Dic 2016, 11:21 »
si è vero anche questo...qui dove vivo c'e gente che campa con i LSU del comune...300 euro al mese e manco tutti i mesi...pero' poi li vedi al bar con la borsa di fendi e l'ultimo modello di cellulare...ci sono anche sti tipi di idiozia  in giro ma credo che  molti se la passano male e basta... 8)
Honore  :beer:
Re:le rinunce degli italiani
« Risposta #18 il: 08 Dic 2016, 11:52 »
non vivo a roma ma  in sardegna  in un paesino all'interno e si l'ultima vacanza l'ho fatta nel 2005...vivevo a roma e sono venuto in vacanza qui in sardegna dai miei suoceri :) quindi vacanza per modo di dire...niente albergo, niente pasti fuori...ospite insomma :) sono dipendente statale...famiglia  monoreddito...2 figli di cui uno da mantenere all' universita' a bologna...te pare che posso fa vacanze??  :=))

quindi da 10 anni non ti muovi dal paesino sardo in cui vivi?

Offline Nesta idolo

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Re:le rinunce degli italiani
« Risposta #19 il: 08 Dic 2016, 12:13 »
Trovo che questo articolo sia molto interessante e riprende le considerazioni di PARISsn.

Referendum, la sociologa Chiara Saraceno all'HuffPost: "La narrazione miracolistica, smentita poi dalla realtà, è stata un boomerang per Renzi"

La narrazione "miracolistica" si è rivelata un "boomerang" per il presidente del Consiglio Matteo Renzi. Perché, mentre gli esponenti del governo parlavano di un'Italia che riparte e di un #cambiaverso, i cittadini non hanno visto la loro vita cambiare. "E questo ha prodotto irritazione". E' questo uno dei motivi che hanno portato il popolo italiano a bocciare in modo netto la riforma costituzionale al referendum del 4 dicembre, sostiene la sociologa Chiara Saraceno. I dati diffusi dall'Istat sul rischio di esclusione sociale, (un italiano su quattro ne viene investito, al Sud tocca a un cittadino su due) fotografano una realtà che non ha trovato riscontro nella narrazione ottimistica del premier in questi due anni di governo. Ed è anche per questa ragione che gli italiani hanno detto No, dice la sociologa in un'intervista all'HuffPost.

Professoressa Saraceno, il popolo italiano ha detto senza mezzi termini No alla riforma costituzionale. Ma non solo a quella. C'è un legame tra il voto referendario e i dati diffusi dall'Istat sull'esclusione sociale?
"Il risultato referendario è la combinazione di motivazioni diverse. Molti hanno votato nel merito, essendo contrari al modo in cui era stata formulata la riforma. Altri hanno votato contro Renzi, per mandarlo a casa. Però, se si guarda al Sud e ai giovani, tanti hanno votato sul fatto che il governo non ha realizzato quanto aveva promesso, sottovalutando una serie di problemi anche gravi, come le diseguaglianze e il Mezzogiorno. Le speranze sono state deluse e alcuni problemi non sono stati visti per niente, portando così a un aggravamento della situazione. Basta guardare i dati Istat per capire che questo è un Paese che non cresce ma crescono invece le diseguaglianze. Sono dati preoccupanti. È gravissimo che il Sud si sia ulteriormente allontanato".

Quale è stato l'atteggiamento del governo?
Chiunque denunciasse questi problemi era etichettato come arretrato, non moderno oppure non sufficientemente speranzoso. Nessuno si aspettava un miracolo, ma a fronte di un leader che ha fatto della sua capacità miracolistica la sua parola d'ordine, questo è stato un prezzo da pagare. Sembrava che tutti i problemi dell'Italia sarebbero stati risolti dalla riforma della Costituzione.

Quale Italia esce dalla fotografia fatta dall'Istat?

Secondo i parametri Eurostat, si dice che è a rischio di esclusione sociale chi presenti almeno uno di quattro indicatori (come vivere in famiglie dove non ci sono occupati o a "bassa intensità" lavorativa, oppure essere a rischio di povertà relativa, o ancora essere in condizione di deprivazione grave). Non sono tutti della stessa misura e dello stesso peso. Forse sono indicatori un po' troppo larghi ma di certo in termini comparativi con altri Paesi vediamo una percentuale di diseguaglianza che è aumentata dall'inizio della crisi. Grave perché si conferma al Sud e cresce nel Centro Italia, un altro dato allarmante. Ci sono gruppi sociali che in questi anni o non hanno visto modificare la loro situazione o addirittura l'hanno vista peggiorare.

Non di rado Renzi si è vantato dei risultati dati dalla sua riforma del lavoro.
Eurostat conferma quello che già si era capito leggendo altri dati Istat, quelli sui consumi. Anche avere un lavoro spesso non mette al riparo dalla povertà, in particolare su base familiare. Se una famiglia è monoreddito - ed è un reddito modesto - e la famiglia è numerosa il rischio povertà è altissimo. Il 15% delle persone che vivono in famiglie monoreddito soffrono di deprivazione grave. Vuol dire che tutta questa enfasi del governo sull'aumento dell'occupazione - e non è aumentata di molto - non si spiega, perché non è stato un incremento sufficiente. I motivi sono diversi: ci sono disoccupati in famiglia oppure i redditi sono particolarmente modesti. Come dimostra l'ultimo rapporto Inps, i contratti a tutele crescenti sono cresciuti ma sono aumentati molto quei contratti a tempo parziale, e se uno ci deve mantenere una famiglia è molto difficile.

Il disagio sociale è diffuso, in sintesi.
Il disagio forse è più diffuso della povertà: c'è la sensazione di franare. Mentre c'è uno zoccolo duro di povertà anche assoluta, allo stesso tempo c'è una quota di ceto medio che si è sentita franare di più verso il basso e ha visto allontanare i suoi punti di riferimento. E questo non contribuisce a far sentire inclusi e solidali, se mi accorgo che vado a stare peggio mentre qualcuno sta meglio.

Cosa ha sbagliato Renzi nella sua narrazione sull'operato del suo governo?
La narrazione funzione se ci sono dei riscontri oggettivi. In questo caso non ci sono stati. L'unica cosa a favore di Renzi è l'occupazione che ha cessato di diminuire, risalendo un pochino. Ma la qualità dell'occupazione aumentata l'abbiamo capita, sono cresciuti i contratti a tempo per non parlare dei voucher che sono ripresi alla grande. Il premier ha fatto una narrazione per certi versi comprensibile: ha tentato di dare iniezioni di ottimismo, e va bene. Però di qui a dire che saremmo diventati il primo Paese d'Europa, che ormai avevamo la crisi alle spalle e che tutti i problemi erano legati al "gufismo" conservatore, non ha poi aiutato i giovani che faticano a trovare lavoro o a trovarlo con un orizzonte temporale decente. Nel Mezzogiorno solo negli ultimi tempi è ritornato sulle cronache, lì dove è andato a fare i Patti per il Sud per motivi elettorali. Il Sud ormai è sparito, ma da prima di Renzi, sono ormai 10 anni.

Ha messo in campo misure insufficienti?
Guardi, si fa il bonus bebè ma non si fa la riforma degli assegni per i figli, si fa la quattordicesima per gli anziani a basso reddito ma gli anziani poveri, parliamo di povertà assoluta, sono un ottavo di tutti i poveri assoluti mentre i giovani sono invece la metà. C'è uno squilibrio di attenzione, si capisce. Le risorse sono scarse ma si sprecano e si distribuiscono in modo poco efficiente. E questo è diventato un boomerang: all'inizio ha prodotto speranze e simpatia ma quando alla sua narrazione non facevano seguito dei cambiamenti, il prodotto è stato l'irritazione. E che Renzi rovesciasse ogni sensazione di disagio o di critica a questa narrazione univocamente produttiva in un problema di gufi e frenatori, non ha aiutato. È stato come non avere più un interlocutore.

Perfetto
 

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