Legalize it!

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Legalize it!
« il: 27 Lug 2016, 16:26 »
 Italia 25 luglio 2016

La legge sulla legalizzazione della marijuana
È in discussione da oggi alla Camera: 220 deputati la sostengono, ma i tempi sembrano lunghi e i risultati molto incerti
Cannabis camera   
(ALESSANDRO DI MEO / ANSA / I50)



Oggi, per la prima volta nella storia italiana un provvedimento che prevede la legalizzazione del consumo della cannabis è entrato in discussione alla Camera dei deputati. Il disegno di legge, sostenuto da più di 200 deputati, prevede la possibilità di detenere e trasportare piccole quantità di cannabis, di coltivarla e di acquistarla in negozi autorizzati. La discussione richiederà numerose sedute e, secondo quanto scrivono i giornali, non si arriverà ad un voto sul testo prima del mese di settembre. Gli oppositori della legge, tra cui diversi esponenti di Forza Italia, hanno detto che cercheranno di bloccare la legge con ogni mezzo, mentre Area Popolare, il partito di centro che sostiene il governo, ha già presentato 1.700 emendamenti.

Se la proposta dovesse essere trasformata in legge, diventerà legale possedere fino a 15 grammi di marijuana nella propria abitazione e fino 5 all’esterno. Sarà possibile coltivare fino a cinque piante di cannabis nella propria abitazione e iscriversi a dei “cannabis social club”, associazioni senza scopo di lucro che sono autorizzate a coltivare marijuana per l’uso dei propri soci. Nel DDL è anche prevista la possibilità di aprire specifici esercizi commerciali dove sarà possibile vendere marijuana per scopi ricreativi in un regime di tassazione simile a quello in vigore per il tabacco. La legge prevede anche semplificazioni per l’uso della cannabis a scopo terapeutico, mentre non modifica le pene che regolano lo spaccio e non attenua le norme che proibiscono la guida in stato di alterazione psico-fisica (qui potete trovare il testo e una scheda con le informazioni tecniche essenziali).

Il progetto è sostenuto da “Cannabis legale“, un gruppo parlamentare formato da deputati e senatori provenienti dal PD, dal Movimento 5 Stelle, Sinistra Italiana, Possibile, Scelta Civica e Forza Italia. Tra i principali sostenitori della proposta ci sono il senatore Luigi Manconi, del PD, e il senatore Benedetto Della Vedova, ex presidente del Partito Radicale, sottosegretario agli Esteri e attualmente iscritto al gruppo misto. La proposta era stata presentata lo scorso settembre e ha iniziato a essere discussa dalle commissioni parlamentari di Camera e Senato lo scorso gennaio. L’intergruppo che sostiene la nuova legge conta su 113 membri, ma secondo quanto riportano i giornali, i deputati che hanno firmato la proposta di legge sono 221, a cui si aggiungerebbero altri 70 senatori.

I membri dell’intergruppo sostengono che la proposta permetterà di destinare a combattere crimini più gravi parte delle risorse che al momento vengono impiegate nella lotta alle droghe leggere. Inoltre, secondo i promotori, con la legalizzazione si potrebbero aumentare le entrate dello stato grazie alle tasse sulla produzione e sul consumo di droghe leggere. Non esistono stime complete sui possibili effetti della legalizzazione della cannabis, un mercato che, secondo l’ISTAT, vale ogni anno circa 3 miliardi di euro. Un altro effetto importante della legalizzazione sarebbe la sottrazione di un’importante fonte di entrate per la criminalità organizzata. Lo scrittore Roberto Saviano, che si è più volte espresso a favore della legalizzazione, ha dedicato al tema un articolo pubblicato oggi da Repubblica.

Tra i più critici nei confronti della legalizzazione c’è Area Popolare, il gruppo formato da NCD e UDC. Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ad esempio, ha criticato la proposta con un tweet pubblicato ieri.


    Alcol e droga sono una piaga.Non diciamo solo no alla liberalizzazione della cannabis, diciamo no a tutte le dipendenze: droga, alcol, gioco

    — Uff. Stampa Lorenzin (@UStampaLorenzin) July 24, 2016

Un altro esponente del NCD, il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Enrico Costa, ha detto che «i sostenitori della liberalizzazione della cannabis hanno raccolto una quantità di adesioni molto alta», ma non ancora sufficiente a far passare la proposta. Attualmente, i giornali scrivono che ci sono circa 300 parlamentari a favore della legge, un numero che non consente di raggiungere la maggioranza né alla Camera né al Senato.

Online vaz

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Re:Legalize it!
« Risposta #1 il: 27 Lug 2016, 16:37 »
e sarebbe pure ora

Offline carib

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Re:Legalize it!
« Risposta #2 il: 27 Lug 2016, 16:38 »
e sarebbe pura ora


Come scrive giustamente Antonio Cipriani su Fb: "Cocainomani che devono decidere se è legale o meno farsi una canna".

Offline edge24

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Re:Legalize it!
« Risposta #3 il: 27 Lug 2016, 17:12 »
non ne ho mai fatto uso (non m'ha mai attirato), ma non vedo perché non si debba fare sta legge. legalizzare qualcosa che può dare dipendenza, non significa che chi prima non faceva na cosa, ora è spinto a farlo. vojo dì, le sigarette so legali, ma non mi pare che il 100% degli italiani sia fumatore.
chi fuma avrà tutti i vantaggi del caso (più controlli qualità, magari minori costi, penso avrebbe effetto benefico anche sulla disoccupazione), chi non fuma continuerà (dovrebbe continuare) a fregarsene.
non si parla mica di cocaina, quella si, pericolosa per la salute

Online MisterFaro

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Re:Legalize it!
« Risposta #4 il: 27 Lug 2016, 17:40 »
non ne ho mai fatto uso (non m'ha mai attirato), ma non vedo perché non si debba fare sta legge. legalizzare qualcosa che può dare dipendenza, non significa che chi prima non faceva na cosa, ora è spinto a farlo. vojo dì, le sigarette so legali, ma non mi pare che il 100% degli italiani sia fumatore.
chi fuma avrà tutti i vantaggi del caso (più controlli qualità, magari minori costi, penso avrebbe effetto benefico anche sulla disoccupazione), chi non fuma continuerà (dovrebbe continuare) a fregarsene.
non si parla mica di cocaina, quella si, pericolosa per la salute

Anche chi non fuma avrà i suoi vantaggi: meno soldi per la criminalità (soldi che ricordo poi vengono utilizzati per mantenere il controllo del territorio e per infiltrarsi e inquinare altri settori della vita civile), meno rischi per le persone care che fumano, introiti per la fiscalizzazione (sperando che vengano usati per fini utili ovviamente), posti di lavoro legali

Offline Rorschach

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Re:Legalize it!
« Risposta #5 il: 27 Lug 2016, 17:44 »
Anche chi non fuma avrà i suoi vantaggi: meno soldi per la criminalità (soldi che ricordo poi vengono utilizzati per mantenere il controllo del territorio e per infiltrarsi e inquinare altri settori della vita civile), meno rischi per le persone care che fumano, introiti per la fiscalizzazione (sperando che vengano usati per fini utili ovviamente), posti di lavoro legali

Una maggiore distinzione 'psicologica' (mi si passi il termine) con le droghe pesanti
Una comunicazione scientifica degna e il controllo delle sostanze
Riduzione del moltiplicatore di nero (chi spaccia ha soldi sporchi che deve necessariamente riciclare in altre attività sporche)
Monitoraggio del territorio e delle dipendenze
Meno contatti con l'illegalità da parte degli utilizzatori
Miglioramento delle terapie del dolore e di altre patologie (anche l'anoressia mi pare)

Online MisterFaro

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Re:Legalize it!
« Risposta #6 il: 27 Lug 2016, 17:50 »
Una maggiore distinzione 'psicologica' (mi si passi il termine) con le droghe pesanti
Una comunicazione scientifica degna e il controllo delle sostanze
Riduzione del moltiplicatore di nero (chi spaccia ha soldi sporchi che deve necessariamente riciclare in altre attività sporche)
Monitoraggio del territorio e delle dipendenze
Meno contatti con l'illegalità da parte degli utilizzatori
Miglioramento delle terapie del dolore e di altre patologie (anche l'anoressia mi pare)

 :up:


(fermo restando che io la legalizzerei perché si)

Offline PabloHoney

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« Risposta #7 il: 27 Lug 2016, 18:24 »
Famo rollo.Net

Offline BruceGrobbelaar

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Re:Legalize it!
« Risposta #8 il: 27 Lug 2016, 18:41 »

Offline PabloHoney

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« Risposta #9 il: 27 Lug 2016, 18:43 »
È fatta

Offline Tarallo

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Re:Legalize it!
« Risposta #10 il: 27 Lug 2016, 18:47 »
Count me in

Offline Sbracchiosauro

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« Risposta #11 il: 27 Lug 2016, 18:50 »
È fatta

co me già semo in due

Offline PabloHoney

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« Risposta #12 il: 27 Lug 2016, 18:52 »
co me già semo in due
Co Tarallo tre.... Fermamose qua che se non passa la legge c'arestano
Re:Legalize it!
« Risposta #13 il: 27 Lug 2016, 19:16 »
Ma sentiamo pure l'altra campana, anzi il campanile, quello della Chiesa.

Avvenire

Sette motivi per dire no alla marijuana legalizzata.


Mentre la Camera dei Deputati rimanda a settembre la discussione sulla legalizzazione della vendita di marijuana, gli addetti ai lavori, ovvero tutto il variegato mondo di operatori e volontari che poi si prendono cura dei giovani dediti alle droghe cosiddette “leggere” per arginarne i danni, dicono chiaro e forte il loro no. Politici antiproibizionisti da una parte, esperti in materia sul fronte opposto…

"La norma diventerebbe cultura"

“Legalizzare la vendita della cannabis aumenterebbe la domanda: la norma diventerebbe cultura”, ricorda Giovanni Ramonda, responsabile generale della Comunità Papa Giovanni XXIII, che solo in Italia attualmente accoglie 600 persone inserite in programmi di recupero dalle dipendenze. E già l’anno scorso, alla presentazione della proposta di legge, aveva ammonito: “Proporre che lo Stato legalizzi e tragga profitto dall’uso delle droghe, per poi finanziare i percorsi di recupero, è perversione ideologica”. Proprio come già avviene con l’azzardo, divenuto vera e propria piaga sociale (con un milione di ludopatici) da quando è stato legalizzato, buco nero in cui lo Stato apparentemente guadagna sulla dipendenza dei cittadini, per poi spendere cifre astronomiche per curarli…

Sette volte "no" dalla Papa Giovanni XXIII

I politici ne riparleranno a settembre, ma basta la logica per comprendere che legalizzare il commercio della marijuana sarebbe un grave autogol, come dimostrano le esperienze già avviate in altri Paesi e le argomentazioni degli esperti. Ecco in sette punti le ragioni del “no” secondo Ramonda e la Papa Giovanni XXIII, che sfatano molte credenze non vere:

1. La cannabis crea dipendenza

Il 10% dei consumatori di marijuana soffre di dipendenza. Molti di essi sono minori. Il rischio di dipendenza aumenta tra coloro che hanno fato uso di marijuana da giovani. Non esistono droghe leggere e pesanti, ma una dipendenza più o meno radicata che richiede un serio percorso di recupero.

2. La cannabis è dannosa

Il principale agente psicoattivo della cannabis è il THC. La percentuale di THC presente nell'hashish e nella marijuana in commercio vent'anni fa era decisamente più bassa rispetto a oggi (dal 5-10% agli attuali 40-50%). Numerosi studi hanno evidenziato la pericolosità del THC, che aumenta i rischi di:

◦ danni al sistema immunitario,

◦ anomalie neonatali,

◦ infertilità,

◦ malate cardiovascolari,

◦ infarto,

◦ cancro ai testicoli.

La marijuana, a differenza del tabacco, può provocare alterazioni cerebrali, senza contare le conseguenze a medio e lungo termine sulla funzionalità del cervello. La cannabis danneggia i polmoni in maniera più incisiva del tabacco; indebolisce le facoltà cognitive; provoca quindi un aumento degli incidenti stradali. L'uso di marijuana si ripercuote sui rendimenti scolastico e lavorativo e sui rapporti interpersonali. Aumenta i casi di schizofrenia. La ricerca clinica ha dimostrato che per i consumatori abituali aumenta di sei volte il rischio di patologie psichiatriche.

3. Legalizzare la cannabis ne aumenta la domanda

Il diminuire della disapprovazione sociale conseguente alla legalizzazione aumenta l'uso di cannabis. Provoca infatti la diminuzione della percezione del rischio legato al consumo della marijuana. Lo mostra l'esperienza della legalizzazione dell’azzardo, che ha portato a un aumento della dipendenza e dei costi sociali. Legalizzare significa rendere socialmente accettato e condivisibile.

4. Legalizzare la cannabis crea commistione con l’uso medico

… e quindi abbassa nell'immaginario collettivo la percezione della pericolosità della cannabis. Il dottor Silvio Garattini, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, ha sottolineato in audizione alla Camera che «tutta la parte relativa all’attività medica dovrebbe rimanere fuori dalla proposta di legge. Altrimenti aumentiamo molto il fai da te».

5. Legalizzare la cannabis non permette la repressione delle organizzazioni criminali

La liberalizzazione è un ottimo scudo dietro cui i narcotrafficanti si possono mascherare. In Colorado, dove questo è avvenuto pochi anni fa, solo il 60% della marijuana è venduta legalmente.

6. Legalizzare la cannabis non aumenta le entrate statali provenienti dalla tassazione

Aumenta invece il mercato nero e i costi sociali cui lo Stato deve fare fronte.

7. Legalizzare la cannabis non consente di controllare la percentuale di THC

nelle piante di cannabis autocoltivate.

Infine ­–­ rammenta la Papa Giovanni XXIII –­ il CND (Commission on Narcotic Drugs delle Nazioni Unite) ha sottolineato come la scelta di alcuni Stati di legalizzare rappresenti un'oggettiva violazione dei trattati internazionali contro la diffusione delle tossicodipendenze, già ratificati da un gran numero di Stati, Italia compresa, a partire dal 1961.

Offline Sbracchiosauro

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« Risposta #14 il: 27 Lug 2016, 20:05 »
se ne annasse affanculo francis co tutti i suoi sudditi
ce stanno più stronzate in queste poche righe che nel mio tema della maturità

Offline carib

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« Risposta #15 il: 27 Lug 2016, 20:40 »
 :lol:

Offline Tornado

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« Risposta #16 il: 27 Lug 2016, 21:03 »
la legalizzazione per me è una follia! Nono scaglione '87 a gaeta...ho visto a quei tempi ragazzi praticamente strafatti di canne. Ne parliamo quando ci sarà qualche incidente d'auto...(spero di no ovviamente)!

Online vaz

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« Risposta #17 il: 27 Lug 2016, 21:05 »
legalizziamo l'alcool!
ah no

Offline Fabiano9mm

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« Risposta #18 il: 27 Lug 2016, 21:09 »
Ma sentiamo pure l'altra campana, anzi il campanile, quello della Chiesa.

Avvenire

Sette motivi per dire no alla marijuana legalizzata.


Mentre la Camera dei Deputati rimanda a settembre la discussione sulla legalizzazione della vendita di marijuana, gli addetti ai lavori, ovvero tutto il variegato mondo di operatori e volontari che poi si prendono cura dei giovani dediti alle droghe cosiddette “leggere” per arginarne i danni, dicono chiaro e forte il loro no. Politici antiproibizionisti da una parte, esperti in materia sul fronte opposto…

"La norma diventerebbe cultura"

“Legalizzare la vendita della cannabis aumenterebbe la domanda: la norma diventerebbe cultura”, ricorda Giovanni Ramonda, responsabile generale della Comunità Papa Giovanni XXIII, che solo in Italia attualmente accoglie 600 persone inserite in programmi di recupero dalle dipendenze. E già l’anno scorso, alla presentazione della proposta di legge, aveva ammonito: “Proporre che lo Stato legalizzi e tragga profitto dall’uso delle droghe, per poi finanziare i percorsi di recupero, è perversione ideologica”. Proprio come già avviene con l’azzardo, divenuto vera e propria piaga sociale (con un milione di ludopatici) da quando è stato legalizzato, buco nero in cui lo Stato apparentemente guadagna sulla dipendenza dei cittadini, per poi spendere cifre astronomiche per curarli…

Sette volte "no" dalla Papa Giovanni XXIII

I politici ne riparleranno a settembre, ma basta la logica per comprendere che legalizzare il commercio della marijuana sarebbe un grave autogol, come dimostrano le esperienze già avviate in altri Paesi e le argomentazioni degli esperti. Ecco in sette punti le ragioni del “no” secondo Ramonda e la Papa Giovanni XXIII, che sfatano molte credenze non vere:

1. La cannabis crea dipendenza

Il 10% dei consumatori di marijuana soffre di dipendenza. Molti di essi sono minori. Il rischio di dipendenza aumenta tra coloro che hanno fato uso di marijuana da giovani. Non esistono droghe leggere e pesanti, ma una dipendenza più o meno radicata che richiede un serio percorso di recupero.

2. La cannabis è dannosa

Il principale agente psicoattivo della cannabis è il THC. La percentuale di THC presente nell'hashish e nella marijuana in commercio vent'anni fa era decisamente più bassa rispetto a oggi (dal 5-10% agli attuali 40-50%). Numerosi studi hanno evidenziato la pericolosità del THC, che aumenta i rischi di:

◦ danni al sistema immunitario,

◦ anomalie neonatali,

◦ infertilità,

◦ malate cardiovascolari,

◦ infarto,

◦ cancro ai testicoli.

La marijuana, a differenza del tabacco, può provocare alterazioni cerebrali, senza contare le conseguenze a medio e lungo termine sulla funzionalità del cervello. La cannabis danneggia i polmoni in maniera più incisiva del tabacco; indebolisce le facoltà cognitive; provoca quindi un aumento degli incidenti stradali. L'uso di marijuana si ripercuote sui rendimenti scolastico e lavorativo e sui rapporti interpersonali. Aumenta i casi di schizofrenia. La ricerca clinica ha dimostrato che per i consumatori abituali aumenta di sei volte il rischio di patologie psichiatriche.

3. Legalizzare la cannabis ne aumenta la domanda

Il diminuire della disapprovazione sociale conseguente alla legalizzazione aumenta l'uso di cannabis. Provoca infatti la diminuzione della percezione del rischio legato al consumo della marijuana. Lo mostra l'esperienza della legalizzazione dell’azzardo, che ha portato a un aumento della dipendenza e dei costi sociali. Legalizzare significa rendere socialmente accettato e condivisibile.

4. Legalizzare la cannabis crea commistione con l’uso medico

… e quindi abbassa nell'immaginario collettivo la percezione della pericolosità della cannabis. Il dottor Silvio Garattini, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, ha sottolineato in audizione alla Camera che «tutta la parte relativa all’attività medica dovrebbe rimanere fuori dalla proposta di legge. Altrimenti aumentiamo molto il fai da te».

5. Legalizzare la cannabis non permette la repressione delle organizzazioni criminali

La liberalizzazione è un ottimo scudo dietro cui i narcotrafficanti si possono mascherare. In Colorado, dove questo è avvenuto pochi anni fa, solo il 60% della marijuana è venduta legalmente.

6. Legalizzare la cannabis non aumenta le entrate statali provenienti dalla tassazione

Aumenta invece il mercato nero e i costi sociali cui lo Stato deve fare fronte.

7. Legalizzare la cannabis non consente di controllare la percentuale di THC

nelle piante di cannabis autocoltivate.

Infine ­–­ rammenta la Papa Giovanni XXIII –­ il CND (Commission on Narcotic Drugs delle Nazioni Unite) ha sottolineato come la scelta di alcuni Stati di legalizzare rappresenti un'oggettiva violazione dei trattati internazionali contro la diffusione delle tossicodipendenze, già ratificati da un gran numero di Stati, Italia compresa, a partire dal 1961.


spostassero tutto il Vaticano in madagascar , con 10000 elicotteri .

Offline Tarallo

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Re:Legalize it!
« Risposta #19 il: 27 Lug 2016, 21:11 »
la legalizzazione per me è una follia! Nono scaglione '87 a gaeta...ho visto a quei tempi ragazzi praticamente strafatti di canne. Ne parliamo quando ci sarà qualche incidente d'auto...(spero di no ovviamente)!
Certo! E speriamo che non ce ne siano neanche legati all'alcol, altrimenti potrebbero proibirne l'uso! Speriamo bene!!
 

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