Lider maximo addio

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Offline carib

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Re:Lider maximo addio
« Risposta #180 il: 02 Dic 2016, 11:24 »
io più che del marxismo direi che è un limite del socialismo reale dovuto a due aspetti politici più che teorici:
...
penso che i limiti del socialismo reale siano la conseguenza 'naturale' di una questione irrisolta da Marx per sua stessa ammissione: una teoria coerente su quella cosa specifica degli esseri umani per cui siamo al tempo stesso tutti uguali (in quanto esseri umani, la nascita è uguale per tutti) e tutti diversi (ciascuno con le proprie esigenze di realizzazione d'identità che si definiscono nei rapporti interurbani e con l'ambiente). Il socialismo reale si è fermato al concetto di uguaglianza meramente biologica. E lo ha 'ferocemente' perseguito. Il problema è che quando si nega la 'diversità', cioè tutti gli esseri umani hanno per nascita una dimensione interna affettiva che li spinge nel corso della vita a trovare ciascuno la propria specifica identità, si arriva 'coerentemente' a negare alle persone - anche qui ferocemente - qualsiasi possibilità di realizzazione di un'identità originale e personale. Ecco il perché dell'omologazione che è il marchio di fabbrica della Cina di Mao, per dire. Come ho detto in altro post, IMHO Castro più di qualsiasi altro leader socialista è arrivato a porre le basi per questa possibilità di realizzazione. La 'cura' delle esigenze umane primarie che sono istruzione e sanità sono un sintomo evidente di interesse per l'umano. Ma qui si è fermato, io penso, per una sua carenza "culturale" che si lega al peccato originale di Marx e del marxismo: l'incapacità di scoprire la perla delle perle, cioè la realtà psichica umana che nasce con ciascuno di noi, per fondere insieme arte e scienza. Fantasia-Immaginazione e saper fare. Annullando la fantasia, la realtà psichica, rimane che l'uomo è tale solo quando realizza gli strumenti necessari al proprio sostentamento. E se questa scissione prima non lo soddisfa e poi lo fa ammalare psichicamente - perché peraltro dietro questa idea malsana e razzista c'è l'annullamento di una differenza fondamentale che è quella tra uomo e donna - ecco là che diventa un dissidente da internare in un gulag. Secondo me.

Offline italicbold

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Re:Lider maximo addio
« Risposta #181 il: 02 Dic 2016, 11:38 »
Anche se trovo la maggior parte delle persone che hanno scritto su questo topic, degli essere fisicamente ed esteticamente ripugnanti, vorrei farvi i complimenti per la qualità e l'interesse del dibattito.
Non era facile.

Bravi tutti.

Offline FatDanny

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Re:Lider maximo addio
« Risposta #182 il: 02 Dic 2016, 11:55 »
Aspe carib. Io lo so a cosa fai riferimento perché l'hai già citata.  :)
Ma la lettera al padre Marx la scrisse a 19 anni, all'epoca era ancora uno studente e non aveva scritto praticamente nulla della sua enorme produzione. L'avesse scritta nel 1870, anche solo a metà del suo percorso teorico, avrei capito il significato che gli dai. A 19 anni non aveva colto praticamente nulla anche del funzionamento del capitale, non solo della realtà umana, mi pare un documento po' troppo anteriore per trarne un giudizio compiuto su un cosmo di teorie interamente elaborato dopo.

Il marxismo può essere invece visto come il trionfo della diversità umana.
Capisco che può stonare ma perché noi facciamo i conti con la traduzione politica (e filosofica) segnata dal socialismo reale, che da Marx si è allontanata parecchio.
Ma se Marx dice quel che dice è esattamente partendo dall'idea che uno dei problemi principali del capitalismo (se non addirittura IL problema principale) è l'alienazione omologante invece che una piena realizzazione di un'identità originale e personale, che è la massima espressione del comunismo per come Marx lo intende.
Tutta la produzione successiva parte dal concetto di alienazione e critica ad esso.
Se il rapporto lavorativo-salariale porta all'omologazione perché massifica tutti nella stessa riproduzione sociale alienata, la rottura di questo rapporto è esattamente la liberazione di bisogni e capacità individuali. E infatti lo slogan non è "tutto a tutti in parti perfettamente uguali", ma "Ognuno secondo le sue capacità, a ognuno secondo i suoi bisogni". La celebrazione stessa della diversità umana a livello individuale. Nemmeno come gruppo specifico, no. OGNUNO sulla base del proprio SE' INDIVIDUALE.

E' il capitalismo che ci rende tutti uguali, con gli stessi bisogni e gli stessi desideri, a causa delle necessità del suo meccanismo di riproduzione. La parola d'ordine stessa del capitale è standardizzazione (del prodotto, del ciclo produttivo, del lavoro, dei consumi) per sua logica interna. Rende la vita stessa un'economia di scala.
Il comunismo marxiano è caratterizzato esattamente dall'opposto.


Scusate la digressione, ma penso che su questo crinale interpretativo del pensiero marxista si gioca parecchio degli errori fatti a Sinistra, perchè è passata per quel che non è a causa di un'applicazione politica in forte contrasto col pensiero teorico originario.
Sono profondamente convinto che se leggessi direttamente Marx (e non i marxisti) ti ci ritroveresti ben più di quel che credi. Marx ha scritto un sacco di cose oltre il Capitale :) E anche il Capitale, essendo molto lungo, dice davvero molte cose oltre al plusvalore e alla caduta tendenziale del saggio di profitto :)

ci ritroveresti più risposte di quel che credi esattamente a questa domanda che ti poni sull'individualità umana e il suo pieno sviluppo.
 

Offline carib

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Re:Lider maximo addio
« Risposta #183 il: 02 Dic 2016, 14:03 »
Aspe carib. Io lo so a cosa fai riferimento perché l'hai già citata.  :)
Ma la lettera al padre Marx la scrisse a 19 anni, all'epoca era ancora uno studente e non aveva scritto praticamente nulla della sua enorme produzione. L'avesse scritta nel 1870, anche solo a metà del suo percorso teorico, avrei capito il significato che gli dai. A 19 anni non aveva colto praticamente nulla anche del funzionamento del capitale, non solo della realtà umana, mi pare un documento po' troppo anteriore per trarne un giudizio compiuto su un cosmo di teorie interamente elaborato dopo.
Rinunciò e abbandonò definitivamente quella ricerca. La sostanza del mio discorso non cambia di un micron  ;) So benissimo che scrise un sacco di altre cose e diciamo che un'idea me la sono fatta. Ma se nello scrivere tante belle cose sulla realtà umana ti manca la capacità di comprendere cosa effettivamente sia la realtà psichica, ebbene tutte quelle cose diventano gioco forza aride e - purtroppo - dissociate. Gli annullamenti producono questi effetti, inutile girarci intorno. Tant'è che il marxismo a un certo punto è fallito in termini di teoria, idee e "valori" da contrapporre a un altro metodo di pensiero altrettanto dissociato che è quello su cui si fondano le teorie neoliberiste. Perché alla fine il capitalismo ha prevalso? Perché è infinitamente più violento nei confronti di tutto ciò che è umano. E il marxismo ha un importante fondo di umanità. Perché se non altro - e non è poco - secondo Marx tutti gli 'uomini' sono uguali (il problema è che non ha saputo teorizzare e dimostrare perché) e hanno uguali diritti.

Approfitto per fare un imbarazzato mea culpa. Ho scritto che è stato Castro il leader socialista che più si è avvicinato a un ideale di politico che mette la persona umano al centro del progetto evolutivo della Nazione. Penso invece che sia stato Olof Palme. C'è qualcuno che è d'accordo?

Re:Lider maximo addio
« Risposta #184 il: 02 Dic 2016, 21:10 »
Scusate l'innocenza.

Ma se la scuola funziona, la sanità funziona e il welfare funziona... avere lo stipendio alto a cosa ti serve?

A non essere servo dello stato, ai miei hobby, a realizzare una condizione di vita migliore per me stesso e la mia famiglia.
In primis a non essere servo dello stato, comunque.
L'alternativa è pensare che il progresso e lo sviluppo non siano necessari, che si possa tornare alle carrozze con i cavalli e ai treni a carbone.
E' un caso che TUTTI i regimi dittatoriali della storia dell'umanità abbiano creato un sistema di dipendenza che influenzasse i cittadini e aumentato i fondi per i suoi sponsor primari?
A chi stracaxxo servono i fondi pubblici alla stampa, nell'era di internet? eh. bella domanda.
Prendere quei soldi e darli, in maniera costruttiva e lungimirante, per ristrutturare la ricerca non sarebbe preferibile? no, perchè i vampiri pensano che sia meglio finanziare l'ufficio della propaganda di stato che non legge nessuno, piuttosto che priorizzare la ricerca medica, tecnologica, scientifica, alimentare e via dicendo.

Altrimenti potrei rigirarti la domanda e chiederti: "perchè dovrei voler lavorare o desiderare di meglio quando il moloch signore e dominatore dei meri mortali ai suoi piedi ottengono già il minimo indispensabile a sopravvivere?".
E confido che la risposta non piacerebbe ne a me ne a te, seppur partendo da due punti differenti, la conclusione sarebbe che la stagnazione di una società ne causerebbe la morte per inedia nel corso degli anni.
Non è un caso che il comecon non fosse in grado di sviluppare una produzione che differisse da quella di sussistenza e degli armamenti, era una precisa volontà politica.

E quì ritorno al punto primario, ossia abbiamo veramente bisogno che sia lo stato a monopolizzare interamente, sulla base di una agenda politica (che ehm, potrei pure non condividere interamente oppure, orrore... dissentire), la vita ed i bisogni dei suoi sudditi in ogni singolo aspetto, dalla vita civile, ai bisogni quotidiani e via dicendo?
Il primo punto, inevitabile, è che lo stato non è mai stato in grado, per ragioni politiche, di rispondere efficamente ai bisogni della popolazione.
Pensare che all'improvviso lo diventi, aumentandone i poteri, e che usi questi con la forza della ragione, anzichè con la ragione della forza, è totalmente dissociato da ogni possibile e realistico accadimento.
Perchè dovrebbero totalmente sovvertire tutti i principi che in primis rendono lo stato (= la politica) quel moloch enorme e rivoltante che è.
Perchè quelli che io e te vediamo ed interpretiamo come sprechi per loro hanno una precisa ragione politica alla quale non rinunceranno tanto facilmente.
Percui per loro è preferibile avere 6 impiegati a far nulla in un'ufficio a roma e nessuno magari a catanzaro od ancona.
Anche se a noi questo appare imbelle, a ragione.
Semplicemente, non sono capaci a gestire 60 (esempio numerico simbolico) e già spendono, sprecando e fallendo nel rispondere alla richiesta di offrire servizi minimi indispensabili che costerebbero, in regime di mercato, 20 o 30, e spendono già 70.
In caxxate, si intende.
Cosa ti fa pensare, che se avessero 70, o 100, cambierebbero modo di gestire la cosa piuttosto che estendere sprechi e mala gestione su una nuova scala più ampia?
Esatto, nulla.


Oggi il welfare italiano prevede l'elargizione di stipendi a cazzo per funzioni del cazzo in amministrazioni pubbliche del cazzo.
Risultato: aumento della burocrazia, differenza tra dipendente pubblico e privato, aumento delle tasse, assistenzialismo mascherato.


Questo, su cui concordo completamente, NON è una distorsione, è sempre parte della precisa volontà politica di cui sopra, sono le prebende necessarie a garantire allo stato il consenso minimo e la forza contrattuale nei momenti del bisogno.
Io non voglio essere uno schiavo.
E questo è il mio problema con gli statalisti: loro desiderano ardentemente essere schiavi, loro desiderano il famoso leviatano da adorare che in cambio concede loro il minimo indispensabile e non se li mangia (se ne mangia altri, ma questo a loro non importa), e nel farlo cercano di forzare quotidianamente la mia volontà, insultandomi ad ogni rifiuto che si trovano di fronte.
"vieni, incatenati insieme a noi, è tanto bello..."

Non è un caso che il pensiero liberale in italia non esista, perchè il pensiero assistenzialista di cui sopra ne ha totalmente drenato la possibilità di considerare e valutare un'alternativa, è così dagli albori delle monarchie assolute e degli stati nazionali.

Figurati se il concetto di massa voterebbe mai per una visione libertaria del mondo.
I liberali non offrivano (abbastanza...) per istituire prebende e clientele durature e promuovere una visione libertaria della società, per dirla con l'ottimo FD, era un problema di narrazione, c'erano due opzioni uguali che facevano finta di farsi concorrenza, una era lo statalismo dc & co, l'altra era lo statalismo nudo e crudo promosso da quanti si auguravano di diventare una repubblica popolare.
Io voglio essere libero, proprietario del mio futuro e della mia vita, capace di scegliere, se e quando avrò un/a figlio/a se mandarlo a studiare in una scuola pubblica o meno, a seconda della mia disponibilità e della competenza del giovane, nel mio caso forse sarebbe stato uno spreco, vabbè, spero che non prenda l'attitudine allo studio da me.
Io questa possibilità non l'ho avuta, vorrei poterla almeno garantire un giorno a mio/a figlio/a, è un crimine?
Se curarmi in un'ospedale pubblico o se pagare per un trattamento più rapido in un'alternativa privata, finanche all'estero, se potessi permettermelo.
Dopotutto attendere mesi per una normale visita non è esattamente ottimale...
Ma finchè pagherò il 38% del mio reddito annuale ai vampiri di stato, rinomati distruttori di valore, non mi sarà possibile.

La sanità, l'istruzione e il welfare che funzionano sono una chimera, come le stelle cadenti che le vedi ed esprimi un desiderio che poi non si realizza perchè ehm, le stelle cadenti non esaudiscono desideri.
Allo stesso livello c'è quella balla colossale chiamata contratto sociale, che non esiste e che io non ho mai firmato, ma alla quale sono coercitivamente forzato ad aderire da orde di statalisti assetati di sangue e denari.
Mio, tuo, a loro non fa alcuna differenza, loro devono alimentare il concetto che se tu hai di più sei un ladro, che se tu ti fai il culo per studiare, per lavorare, sei una persona cattiva, egoista e pericolosa.
Quei soldi non li investiranno manco per il caxxo dove serve davvero, il loro teatrino finirebbe il giorno stesso, rendendoli inutili e obbligandoli quindi a cercarsi un lavoro vero.
Quindi preferiranno continuare a mangiarseli come hanno fatto negli ultimi, lunghissimi, secoli.
Infine la risposta non può e non deve essere più stato, la risposta deve essere più libertà DALLO stato, e più competenza nello stesso nel garantire quel minimo indispensabile a chi non può avere accesso ad alcuna alternativa... per l'onestà aspettiamo il 25 e scriviamo direttamente a santa claus, per quel che cambia.  :beer:
 

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