ma di che ci stupiamo???

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Offline MisterFaro

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KIPIUNEHAPIUNEMETTA!
Re:ma di che ci stupiamo???
« Risposta #20 il: 11 Lug 2018, 21:22 »
Il mio ragionamento era altro, Mr Faro: era la critica a chi condanna ogni giorno quello stesso stato per cui Borsellino è vissuto ed è morto con onore. Ma grazie anche a te per ricordarmi che il ditino puntato sapete sempre alzarlo all'occorrenza, con la spocchia di chi non crede ci si possa ogni tanto fare due domande, eh?

Ragionamento scritto discretamente male allora:

"Borsellino era un uomo di destra, tessera MSI. Un fascista, secondo molti qui sopra.
Ed era un uomo di stato, di quello stesso stato sul quale qui sopra in troppi vomitano deliri di ogni natura.
A me stupisce il fatto che tu, ParisSN (e te lo dico con rispetto, perchè so che tu non sei tra quelli), ti stupisca del silenzio qui sopra.
"

Come se qui non si considerasse lo Stato nella sua complessità, con i suoi aspetti positivi, alcuni nobili, e le sue sacche di vergogna.

Qui di ditino puntato c'è il tuo.

Offline Thorin

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Re:ma di che ci stupiamo???
« Risposta #21 il: 12 Lug 2018, 09:04 »
A cosa è che non credi? Che Borsellino non fosse un missino, un "fascista"? O che la colpa sia di quello stesso Stato per cui Borsellino è vissuto e che ha servito con onore, prima di venire ucciso? O ancora, che Borsellino, servendo questo stato che ruba ai poveri per dare ai ricchi, sia stato di fatto complice e ripagato della giusta moneta da parte di un mafia che -di colpo e per grazia ricevuta- si erge a nemesi proletaria? Dai, dicci: a cosa non credi?
Non sarà mica invece che a sinistra abbiate tante belle certezze, la prima delle quali è ridurre ogni argomentazione che vi dischiuda le vostre incongruenze, a "flame superflui"? E che qualsiasi "fatto" che contraddica le vostre sicumere debba esser declassato a circostanza accidentale, fuorviante, irrilevante?
Rileggetevi, e non solo in questa discussione, ma in tutte le altre, dove l'esplosione del vostro acume politico si riduca sempre e solo ad una nozione: lo stato borghese è cattivo, e viva la rivoluzione comunista.

Thorin, sia ben chiaro: ho risposto a te, ma non ti conosco e non mi permetterei di accusarti di nulla come individuo, come non accuso di nulla neanche FatDanny, che pure, nella foga dialettica, spesso sparge violenza e trasuda arroganza senza ammettere che nella vita tutti noi si possa essere "un po' paladini della giustizia, un po' pure briganti", per dirla con i 99 Posse.

E non voglio neanche allontanarmi troppo dal messaggio originario di ParisSN: è vero, la grande stampa è complice di questo silenzio. Ma è un silenzio vecchio. C'è un video di Travaglio che sbriciola Veltroni, al quinto minuto parla proprio della trattativa stato-mafia e del silenzio di una sinistra santa, anzi "santissima".


Oh santa Madonna.
Non credo che non si commenti per preconcetto verso Borsellino.
Punto.
Ammazza che film che ti sei fatto  :)
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Offline James M. McGill

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Re:ma di che ci stupiamo???
« Risposta #22 il: 12 Lug 2018, 16:54 »
Rega’ la “trattativa” stato-mafia è la più grande bufala giornalistica degli anni 10. Dico giornalistica e non giudiziaria perché i PM che hanno istituito i processi grotteschi che riguardano il tema, se interpellati direttamente, ti NEGANO che il tema sia la “trattativa” e partono con una supercazzola epica per spiegare che il problema, seppur a loro dire gravissimo, sta altrove.

I Di Matteo, gli Ingroia, hanno semplicemente armato un groviglio su fatti di 30 anni fa, in cui si mischia di tutto, da legittime operazioni di infiltrazione a umani casi di vigliaccheria personale. I giornalisti ci hanno costruito sopra un senso comune di dramma etico nazionale da cui scaturiscono riflessioni politiche senza senso, senza appoggio fattuale. Un pastone che, se vai a separare gli ingredienti ti ritrovi praticamente sempre con i PM che ti dicono che loro “non intendevano questo”.

EDIT: nota bene. Il fatto quotidiano, come sempre ma in particolare su questo tema, non è assolutamente una fonte degna.

Online PARISsn

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Re:ma di che ci stupiamo???
« Risposta #23 il: 13 Lug 2018, 14:40 »
torno all'origine del post tralasciando le  polemiche sull'essere di destra  o di sinistra di Borsellino  e Falcone ( che  poi...giusto per fare una parentesi...il fatto che servissero bene  lo Stato contro il quale  molti di noi....me compreso..in altri contesti ne diciamo peste e corna...vuol dire solo che  lo Stato ha sacche di onesta' e competenza e senso del dovere morale e civico in tanti settori e purtroppo anche sacche di disonesta'..affarismo...devianze in altri )...lo so che tutti subdoravamo che nelle stragi ci fosse lo zampino di gangli dello Stato deviato...non voglio fare un accostamento blasfemo ma  è un po quello che tutti dicevamo riguardo lo stadio della riomma...c'erano incongruenze palesi...che pero' permettetemi...un conto le manifesta  un netter qui...un conto le manifesta  un magistrato mettendo gente  in galera...lo stesso vale per questa sentenza...non si tratta piu' di quello che pensavamo...avevamo intuito..o qualcuno aveva scritto....che purtroppo senza prove sancite vale meno di zero....qui si parla di una sentenza di un tribunale della Repubblica che non esita a scrivere in una sentenza " che  l'uccisione di Borsellino sembra un favore piu a settori dello stato deviati che non alla stessa mafia ".....la mancata rimarcazione di questa sentenza da parte dei media tutti per me equivale ad essere collusi col sistema che  ha voluto morti questi 2 magistrati...stop..non ci sono altre considerazioni possibili...voi direte...perche non lo sapevi ? si ok...cosa faccio in proposito ? beh a parte sollevare la questione nei forum a cui partecipo...io per esempio non clikko piu l' ANSA da quando sta  notizia  è stata messa al 4 posto dopo pure  il ferimento del figlio della Ventura fuori dalla discoteca...di quel tipo di informazione non mi serve manco il meteo !

Offline James M. McGill

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Re:ma di che ci stupiamo???
« Risposta #24 il: 21 Lug 2018, 16:26 »
Sansonetti, da Il Dubbio; 21 luglio

Processo a Falcone nella sentenza Stato-mafia

Nella sentenza del processo di primo grado Stato-mafia finiscono nel mirino Giovanni Falcone e tutti il lavoro del pool

 
Quando era vivo cercarono in tutti i modi di sommergerlo con il fango. Le lettere del corvo, poi le voci messe in giro che l’attentato all’Addaura fosse una invenzione, alla fine le accuse in Tv di avere messo nel cassetto le inchieste sul terzo livello della mafia, per proteggere Andreotti o qualcun altro, chissà. Parlo di Giovanni Falcone, naturalmente. Il magistrato che più di tutti, nella storia d’Italia, ha fatto contro la mafia. E il magistrato che più di tutti, nella storia d’Italia, è stato bersaglio della critica feroce dell’antimafia ufficiale, e della “critica delle armi” di Cosa Nostra. La quale ha provato varie volte ad eliminarlo come aveva fatto con il suo maestro: Rocco Chinnici – e alla fine c’è riuscita con qualche quintale di tritolo fatto esplodere sotto il ponticello di Capaci, sull’autostrada di Palermo, mentre passava la sua Croma.

Dopo la morte, le critiche si placarono. Molti corsero ai suoi funerali. Molti dissero che era un eroe. Tanta retorica. Ma per Falcone non c’è mai pace, l’anti- falconismo è sempre vegeto. L’anti- falconismo è il luogo dello spirito dove mafia e antimafia si incontrano.

Né l’una né l’altra hanno mai perdonato a Falcone di avere fatto il suo lavoro con spirito scientifico e con un rispetto assoluto del diritto.

E’ passato un quarto di secolo, da quando l’hanno ucciso, e chi legge le motivazioni della sentenza del processo Stato- mafia, se non ha gli occhi foderati, si accorge che è esattamente questo: un attacco ad alzo zero contro Falcone, il falconismo, e i (pochi) uomini e donne che collaborarono con lui.

Ieri molti giornali riportavano il nome delle persone tirate in ballo dai giudici palermitani. Scorretelo appena, questo elenco, e farete un salto sulla sedia: Luciano Violante, Claudio Martelli, Giovanni Conso, Fernanda Contri, Liliana Ferraro. E poi, naturalmente, Mori, Subranni e De Donno, i tre carabinieri che gli furono a fianco per molti anni (e che hanno già subìto molti processi, sempre con le stesse accuse e sempre assolti). Tutti questi nomi sono i nomi delle persone che in modo più stretto e amichevole, in vari periodi (tra il 1983 e la morte) hanno lavorato gomito e gomito con Falcone, e lo hanno sostenuto anche quando le polemiche contro di lui diventarono asperrime.

Gli ultimi tre ( Mori, Subranni e De Donno), che sono quelli che hanno catturato Totò Riina, sono stati addirittura condannati, nel processo Stato- mafia, a molti anni di prigione. Gli altri no, nessuna condanna e neppure nessuna imputazione specifica. I giudici hanno solo scritto uno ad uno i loro nomi nelle motivazioni della sentenza per gettargli addosso un po’ di fango. Sono accusati di reticenza, o qualcosa del genere. Perché?

Perché non si sono dati da fare per accreditare la tesi di fondo del processo Stato- mafia (che purtroppo non è sostenuta da nessuna prova e nessun riscontro) e cioè che la mafia, guidata da Riina, trattò segretamente con i carabinieri, con pezzi dello Stato e con Dell’Utri (e un po’ pure con Berlusconi) prima e dopo l’uccisione di Paolo Borsellino. E che Paolo Borsellino fu ucciso perché si era accorto di questa trattativa, e voleva impedirla.

Davvero ci fu la trattativa? E se ci fu, e se la guidò il colonnello Mario Mori, come mai si concluse, in pochi mesi, con l’arresto di Totò Riina, dopo decenni di latitanza? Cosa concesse, Mori, al capo della mafia: le manette?

La tesi dell’accusa è singolare. Perchè, in assenza di prove, l’accusa si tiene tutta intorno a una congettura, a un teorema. Che però, anche come teorema, è assolutamente scombiccherato. Sostiene che la trattativa la guidarono, nella sostanza, Il presidente della Repubblica Scalfaro e il futuro presidente del Consiglio Berlusconi. I quali però si odiavano, ed erano in perenne e furibonda lotta tra loro. Non c’è nessuna logica nell’idea che furono i grandi vecchi della trattativa. Né tornano le date. Soprattutto per quel che riguarda Berlusconi, che entrò in politica in un periodo successivo alla stagione delle stragi e che, con il suo governo, non concesse nulla alla mafia, non realizzò nessuna delle misure chieste nel famoso “papello” che secondo i Pm sarebbe stato la base della trattativa.

E allora che c’entra Berlusconi? E cosa c’entra Dell’Utri? C’entrano, forse, per una sola ragione: che se il processo fosse stato solo ai carabinieri avrebbe avuto un’eco mediatica molto molto ridotta. Dell’Utri è il nome che garantisce spettacolarità alle accuse, e se contro di lui non c’è uno straccio di prova, poco male.

La sorte ha voluto che la pubblicazione delle motivazioni del processo Stato- mafia avvenisse in coincidenza con la sentenza del processo Borsellino quater. La quale ha stabilito che dopo l’uccisione di Borsellino fu compiuto il più grande depistaggio della storia della Repubblica. E che di questo depistaggio furono oggettivamente responsabili anche alcuni magistrati. Cioè quelli che indagarono e credettero al pentito Scarantino, che era stato imbeccato da qualcuno (poliziotto e/ o magistrato) per deviare le indagini. Bene, non solo questa sentenza non accenna neppure alla possibilità che Borsellino sia stato ucciso perché era contrario alla trattativa. Non solo non prende neanche in considerazione l’ipotesi che una trattativa ci fu. Ma la sentenza mette sotto accusa i magistrati che si fecero deviare, e ironia del destino – tra questi magistrati c’è anche il Pm del processo Stato- mafia, cioè Di Matteo. Di più: nella sentenza si avanza l’ipotesi che Borsellino fu ucciso per evitare che indagasse sul dossier Mafia-appalti, che era stato preparato dal colonnello Mori (carabiniere legato a Falcone), e quel dossier fu archiviato proprio nei giorni dell’uccisione di Borsellino dal Procuratore di Palermo Giammanco, su richiesta di alcuni Pm tra i quali Scarpinato, attuale Procuratore generale di Palermo.

Capite che la situazione è davvero kafkiana. C’è una sentenza che dice che Borsellino fu ucciso perché voleva indagare su una pista individuata dal colonnello Mori, il quale ci aveva lavorato con Falcone, e poi c’è un processo messo in piedi da uno dei Pm che fu coinvolto nel depistaggio sulle indagini sull’omicidio Borsellino, il quale ora pretende di dire lui perché fu ucciso Borsellino, e ottiene la condanna del carabiniere che indagava sulla mafia e con il quale Borsellino voleva collaborare, e infine indica come oggettivamente complici tutti gli uomini che all’epoca difendevano Falcone.

E’ un mostruoso testacoda. Mostruoso. Ci vorranno anni, forse, molto anni, per rimettere ordine in questa storia e ripulire il terreno da tutti i depistaggi. Oggi è difficile non provare dolore per la memoria di Giovanni Falcone presa in giro e infangata, e per le folli calunnie contro tutti quelli che lo appoggiarono, quando fu abbandonato, e poi lasciato uccidere dai mafiosi.
Re:ma di che ci stupiamo???
« Risposta #25 il: 21 Lug 2018, 18:28 »
Ma tu guarda se da vecchio e bolso mi tocca dá ragione a un inetto come Sansonetti. Incredibile.
 

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