Violenza? Nel nostro dna...

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Offline Tornado

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Violenza? Nel nostro dna...
« il: 28 ſet 2016, 20:17 »
##Biologia smentisce Rousseau: violenza omicida inscritta...



Roma, 28 set. (askanews) - È la natura a rendere l'uomo capace
di uccidere un altro uomo o è l'ambiente? È una domanda-chiave
che ha occupato la mente di filosofi, sociologi, antropologi e
psicologi per secoli. Thomas Hobbes, il pensatore inglese del
XVII secolo, e Jean-Jacques Rousseau, il filosofo francese di un
secolo dopo, si sono scornati su questo argomento: il primo
convinto che l'uomo sia violento in maniera innata, il secondo
invece che sia l'ambiente a influenzarlo. E lo stesso schema è
presente nell'altra grande tradizione filosofica mondiale, quella
confuciana cinese, che ha approfondito duemila anni prima di
Hobbes e Rousseau la questione della natura umana. Per Mencio,
come per Rousseau, l'uomo nasce buono per poi essere traviato,
mentre per Xunzi (l'altro grande allievo di Confucio) la natura
umana è intrinsecamente cattiva. Ora la scienza, però, sembra
poter dare una risposta: una ricerca oggi sostiene che la
violenza letale appare "profondamente radicata" nel nostro Dna.

Un team di scienziati ha pubblicato uno studio sulla rivista
scientifica Nature nel quale prova ad affrontare la questione da
un altro punto di vista, quello della biologia evoluzionistica.
Oggi ha concluso che la natura violenta è stata ereditata dai
nostri antenati più antichi e condivisa con altri primati. È,
anzi, "profondamente radicata" nelle scimmie e nell'Homo Sapiens.
"Un certo livello di violenza letale negli umani deriva
dall'occupazione di una certa posizione in una discendenza
particolarmente violenta del clado dei mammiferi", spiega lo
studio. Il clado è un termine della biologia per indicare un
gruppo di organismi che discende da un comune antenato evolutivo.

I ricercatori spagnoli hanno raccolto dati da oltre 4 milioni di
morti in 1.024 specie mammifere di oggi e da più di 600
popolazioni umane dall'età della pietra - 50-100mila anni fa -
fino ai tempi odierni. Gli animali analizzati rappresentano
qualcosa come l'80 per cento delle famiglie di mammiferi.

(Con fonte Afp)

Mos

 

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