L’Italia al mondiale e le rossoblu


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La sfida del 14 giugno scorso, tra Italia e Paraguay, ha segnato l’ennesimo capitolo di una lunga storia, anzi, più precisamente di un lungo confronto su base cromatica: quello tra la nostra maglia azzurra e le nazionali che vestono il rossoblu.

Un racconto composto da innumerevoli sfide, come vedremo: sarà per il fatto che questo abbinamento di colori risulta essere uno tra i più diffusi al mondo per quanto riguarda le “livree” nazionali, ma resta comunque un dato che è davvero significativo: ogni sfida mondiale che ci ha riguardato, contro una nazionale in rossoblu, ha avuto qualcosa di particolare da raccontare.

La lunga narrazione comincia con il 1934, e guarda caso, la prima partita dell’Italia in una fase finale di un mondiale, vede come avversario proprio una rossoblu…

1934

L’Italia affronta a Roma gli Stati Uniti, nella prima partita di un mondiale che non contemplava gironi cosidetti all’italiana, ma era organizzato con la formula del tabellone e dell’eliminazione diretta. Gli ottavi di finale contro gli statunitensi ci vedono facilmente vittoriosi col punteggio di 7-1.

Il percorso degli azzurri non si ferma più fino alla finale, dove affrontiamo la Cecoslovacchia, che battiamo per 2-1 al termine di un confronto che ci vede sotto nel punteggio fino a 10 minuti dalla fine e che viene ribaltato durante il tempo supplementare. L’Italia conquista così il titolo mondiale proprio contro una rossoblu, e la circostanza, come vedremo non rimarrà isolata.

1938

Anche in questo mondiale la formula è quella dell’eliminazione diretta, e l’Italia agli ottavi affronta subito una rossoblu, la Norvegia, che batte per 2-1. L’esito ancora una volta si decide ai supplementari, ed è una rete di Piola a qualificarci per i quarti.

Ci attendono i padroni di casa della Francia, ma stavolta la vittoria arriva in maniera più netta: il 3-1 finale porta ancora la firma di Piola che nel secondo tempo si scatena e sigla una doppietta memorabile.

L’Italia poi arriverà fino in fondo e conquisterà il suo secondo mondiale, bissando il successo dell’edizione precedente.

In questo mondiale inizia il nostro lunghissimo confronto con la Francia, la squadra rossoblu con cui più volte abbiamo incrociato i destini durante le fasi finali del mondiale, ben 5.

1950

Risale a questa edizione l’unico altro precedente col Paraguay, squadra, come detto, affrontata lo scorso 14 giugno. L’Italia si impone per 2-0, ma è una vittoria che vale solo per la statistica, in quanto la sconfitta contro la Svezia nella prima partita del girone aveva già sancito la nostra eliminazione dalla competizione.

1962

Gli azzurri capitano nel girone dei padroni di casa del Cile, e la sfida contro i rossoblu sudamericani si rivela decisiva per il passaggio del turno. L’Italia perde per 2-0, in una partita che viene ricordata come tra le più violente mai disputate in una fase finale del mondiale, con colpi proibiti a ripetizione, espulsioni e addirittura l’intervento della polizia in campo per sedare gli animi dei calciatori, tanto da meritare il soprannome La Battaglia di Santiago.

1966

A 4 anni di distanza si rinnova la sfida contro il Cile, e per l’Italia è l’occasione di una rivincita che non si lascia sfuggire: 2-0 per gli azzurri il risultato finale.

Ma sul percorso dei nostri incombe ancora un avversario in rossoblu (anche se il blu nelle maglie di questa nazionale di solito non compare): per passare il turno infatti, dopo la sconfitta con l’URSS, l’Italia ha bisogno di uscire almeno imbattuta dal confronto con la cenerentola del gruppo, la sottovalutatissima Corea del Nord. Gli azzurri però vengono clamorosamente battuti dagli asiatici, in quel di Middlesbrough, grazie a un gol di Pak Doo Ik, e la partita contro una rossoblu segna il punto più basso dell’intera storia calcistica della nostra nazionale.

1974

L’Italia arriva al mondiale tedesco da vice campione in carica e viene indicata come una delle favorite alla vittoria finale. Haiti, la prima squadra che incontra sul suo percorso non è ancora una nazionale rossoblu, ma lo diventerà nel 1986, dopo la fine della dittatura Duvalier. E quindi quella contro i caraibici, finita 3-1 per gli azzurri, non è da annoverare tra le partite in esame, ma vale la pena di ricordare che il gol di Sanon fu quello che interruppe una delle imbattibilità più lunghe (ben 1143 minuti) da parte di un portiere nella sua Nazionale, Dino Zoff. La vittoria di rimonta con Haiti però lasciò un pesante strascico di polemiche all’interno dello spogliatoio azzurro (il famoso vaffa di Chinaglia, sostituito da Anastasi, a Valcareggi avviene proprio durante questa partita), e la Nazionale azzurra venne clamorosamente eliminata al primo turno da Polonia e Argentina.

1978

E’ la Francia la nostra prima avversaria nel mondiale argentino, e benché la vittoria arrida ai nostri colori (2-1), il match contro i transalpini viene ricordato per il gol di Lacombe al quarantesimo secondo di gioco del primo tempo, uno dei più veloci mai realizzati nell’intera storia del calcio mondiale.

L’Italia, dopo un mondiale sorpendente, in cui tra le altre riuscirà a battere anche l’Argentina padrona di casa e campione finale, uscirà dal discorso riguardante la vittoria della coppa del mondo a seguito della sconfitta contro gli orange olandesi (ma rosso blu come colori nazionali) per 2-1.

1986

Gli azzurri, campioni del mondo in carica, incappano in una spedizione iridata molto deludente, segnata dall’eliminazione agli ottavi di finale contro la Francia, nel terzo capitolo della saga mondiale tra noi e i rossoblu transalpini. Il perentorio 2-0 firmato Platini e Stopyra ci rimanda prematuramente a casa.

In precedenza, durante il girone eliminatorio, l’Italia aveva affrontato anche la Corea del Sud, e la sofferta vittoria per 3-2 ci aveva spalancato le porte della fase ad eliminazione diretta, dopo i due pareggi contro Bulgaria e Argentina.

1990

Il mondiale italiano riserva agli azzurri due clamorosi dejavu, ossia le sfide contro Stati Uniti e Cecoslovacchia, affrontate ambedue nella manifestazione iridata del 1934, svoltasi anch’essa in Italia. I ragazzi di Vicini sbrigano le due pratiche con altrettante vittorie convincenti (rispettivamente 1-0 e 2-0), aggiudicandosi il girone eliminatorio ed entrando nella fase ad eliminazione diretta come favoriti per la vittoria finale. Ci risulteranno invece fatali i rigori di Napoli contro l’Argentina in semifinale.

1994

Dopo un’inopinata sconfitta contro gli Irlandesi all’esordio e il pareggio striminzito col Messico, l’Italia di Arrigo Sacchi, nella manifestazione disputata in Usa, affronta la Norvegia, altra nostra vecchia ed abituale conoscenza in rossoblu dei mondiali. Una partita che si preannuncia drammatica, perché vede le nostre residue speranze di qualificazione passare attraverso la vittoria obbligata, e che effettivamente non tradirà queste attese. L’espulsione di Pagliuca complica ancora di più il nostro compito, ma a metà del secondo tempo gli azzurri passano grazie al Baggio meno conosciuto, Dino. Gli ultimi minuti sono ad alta tensione, perché la Norvegia si riversa tutta all’interno della nostra area e l’Italia perde anche i pezzi: Maldini infatti si infortuna ed è costretto ad abbandonare, ma le sostituzioni sono esaurite. Il fortino azzurro però resiste anche in doppia inferiorità numerica, e l’Italia centra una qualificazione mai così sofferta prima d’ora. Una vittoria, quella contro i norvegesi, che fungerà da trampolino fino alla finale di Pasadena, in cui saremo puniti dai calci di rigore contro il Brasile.

1998

Incrociamo tutte nostre vecchie conoscenze: il Cile all’esordio (terzo confronto),  al quale strappiamo un pareggio stentatissimo, dopo il doppio vantaggio sudamericano firmato Salas, grazie a un dubbio rigore assegnatoci per un fallo di mano assolutamente involontario; la Norvegia agli ottavi (terzo confronto) regolata di misura grazie a una marcatura di Vieri nel primo tempo;  e l’immancabile Francia ai quarti, padrona di casa, che nel quarto capitolo della saga, ci elimina ai rigori e pareggia così il conto delle vittorie ai mondiali.

2002

E’ ancora una padrona di casa rossoblu a mandarci a casa, così come nel 1962 (Cile) e 1998 (Francia): la Corea del Sud si impone agli ottavi per 2-1 grazie al golden gol di Ahn. In precedenza l’Italia aveva ancora una volta ottenuto una qualificazione molto sofferta, questo anche grazie a un’imprevedibile sconfitta contro la Croazia per 2-1 nella seconda partita del girone eliminatorio.

2006

Siccome non c’è due senza tre, ci tocca per la terza volta la coppia Stati UnitiRepubblica Ceca (ex Cecoslovacchia), e come per gli altri precedenti è una coppia fortunata, perché anche nel 1934 e nel 1990 andammo sul podio.

Contro gli americani però la vittoria ci sfugge, a causa di uno sfortunato autogol di Zaccardo, dopo essere passati in vantaggio con Gilardino.

Niente da fare invece per i ceki, che conoscono la terza sconfitta contro l’Italia su tre partite: 2-0 il risultato finale, proprio come nel 1990.

Gli azzurri vanno avanti fino alla finale, battendo i gialli australiani (ma rosso blu di bandiera) per 1-0, l’Ucraina per 3-0 e la Germania per 2-0 d.t.s.

In cui ritrovano i nemici rossoblu di sempre, la Francia. Il quinto e finora ultimo capitolo di questa saga infinita è quello con in palio la posta più grande di sempre, e ci vede trionfare ai calci di rigore con conseguente conquista del nostro quarto titolo mondiale. Inoltre la sfida di Berlino riporta a nostro vantaggio il bilancio coi transalpini (3-2).

2010

Archiviata la sfida col Paraguay, ci attendono ora Nuova Zelanda e Slovacchia, ambedue nazionali con bandiere dai colori rossoblu, sebbene sia un’accoppiata cromatica assente dalle rispettive maglie. La sfida infinita tra azzurri e rossoblu continua…


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