Italia fuori dal Mondiale


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Erano in molti ad immaginare che sarebbe finita male. Quel Cannavaro in mezzo alla difesa è un’offesa al dio del calcio. La convocazione di Gattuso un insulto agli amanti del calcio e soprattutto ai tifosi del Milan che ne hanno patito le prestazioni nell’ultimo biennio. Che Camoranesi e Zambrotta fossero in Sudafrica a spese della Federcalcio e non come turisti a caccia di foto ricordo rimane un mistero. Tutto vero. E tutto giusto. Senza dimenticare Mario Balotelli e Antonio Cassano. A casa a fare gli esami di maturità il primo, a sposarsi il secondo e noi invece a patire davanti alla TV la Nazionale peggiore della storia del calcio.
L’ultima volta che siamo usciti al primo turno era il 1974. Campionato del Mondo nella Germania ancora Ovest. Da allora ne sono cambiate di cose. Non ultimo il fatto che abbiamo vinto 2 delle 10 edizioni che si sono succedute. Risorti dalle ceneri di un’annata disgraziata è nata la squadra di Bearzot, che sarebbe diventata Campione del Mondo nel 1982 ed avrebbe fatto quattro anni dopo, turno più, turno meno, quasi la stessa pessima figura di quella di Lippi.
Il calcio italiano vive una crisi drammatica, con l’Inter Campione d’Europa che non annovera italiani, il Milan che ha solo simpatici vecchietti eligibili, la Juventus che è la Nazionale 2010 con due fallimenti stranieri (Diego e Felipe Melo). Ma Lippi ha acuito i problemi della squadra, guardando al passato e non alle prestazioni degli ultimi 2 anni. L’arroganza del CT, che si è trasformato in mestizia dopo la partita contro la Slovacchia, ha esacerbato gli animi dei tifosi. Ma il problema più grande del viareggino non è certo il carattere. Probabilmente si è solo esaurito il suo ciclo come allenatore. Capita, capita a tutti nel mondo del lavoro. È grave che in Federazione non se ne siano accorti. Ma Abete, nella conferenza stampa di oggi, ha rivendicato le sue scelte. Attaccato alla cadrega con l’Attak, ha avuto un momento di involontario umorismo quando ha dichiarato che “la logica della poltrona non gli appartiene”. E allora perché non dimettersi? La Nazionale non è stata sfortunata. È il frutto di una politica federale che non investe nei giovani. Un esempio di come andrebbero fatte le cose è poco al di là delle Alpi, in Germania. La Federazione tedesca ha cresciuto una nidiata di talenti, investendo milioni sulla formazione. Dopo 10 anni si ritrova una squadra talentuosa e pronta a lottare per le prime posizioni nel Campionato del Mondo.
Sarà dura anche per Prandelli, se non cambia qualcosa anche più in alto.


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