Le jour de gloire est arrivé


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Mettiamo il caso che lo scorso weekend non abbia mai avuto la domenica. Che ci fosse stato solo il sabato. Sarebbe stata una data storica per lo sport italiano, come i cerchi di Yuri Chechi, come il salto verso il cielo di Sara Simeoni, come una stoccata di Valentina Vezzali. Sicuramente é stata la più importante giornata del rugby italiano. Lo ha gridato eccitato il commentatore della BBC, lo gridava, malgrado tutto, anche il commentatore francese, perché era vero, era palpabile, allo stadio Flaminio la nazionale di rugby italiana il 12 marzo 2011 ha battuto, per 22 a 21, per la prima volta nel torneo del 6 nazioni la Francia. Con una partita immensa, con un coraggio da grande, con una forza di volontà mai vista sotto il cielo di Roma.
Un parziale di 16 a 3 negli ultimi 20 minuti che la dice lunga su quanto Parisse e i suoi compagni hanno offerto in termini di disciplina, abnegazione, coraggio, scelte giuste e perché no, anche un pizzico di fortuna. Con un Masi stratosferico, eletto Man of the Match, un Semenzato che sta mostrandosi un numero 9 di livello internazionale, ma anche tutti gli altri. Ben 7 giocatori italiani sono presenti nel XV ideale della quarta giornata del 6 nazioni. Un record.

Negli occhi e nei cuori degli appassionati italiani resteranno immagini indimenticabili, come le lacrime di Nick Mallett, che non ha mai smesso di credere in questo gruppo e ne é stato ampiamente ripagato come hanno dimostrato i lunghi abbracci al fischio finale. Per la prima volta ci portiamo a casa anche il Trofeo Garibaldi, messo in palio ogni anno nello scontro tra Francia e Italia. Alla vigilia del 150° anniversario dell’indipendenza un grande regalo a noi tutti, che amiamo questo sport.

E sabato si va a Edimburgo. Non é ancora finita.




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