Dove eravamo rimasti ?


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La bellezza dello sport é che, comunque sia andata l’ultima partita, alla fine si ricomincia sempre.
E il rugby, con i suoi appuntamenti annuali é il massimo.
Il campionato del mondo non é andato bene, ci siamo arrivati carichi di speranze che Irlanda e Australia hanno annullato con due sconfitte.
Ma si riparte, un rugbista non muore mai, al massimo passa il pallone.
E domenica riparte il 6 nazioni, come ogni anno.
E si riparte dal più bel ricordo che la storia recente della nazionale ci ha lasciato, la meravigliosa vittoria contro la Francia al Flaminio di Roma. Perché andiamo subito a rimettere in gioco l’orribile trofeo Garibaldi allo Stade de Fra,nce sabato prossimo, alle 15. Con un freddo, va detto, glaciale.
Ma non l’entusiasmo, perché l’Italia si presenta con tante novità, innanzitutto con un nuovo coach, venuto dai Pirenei, Jacques Brunel, e soprattutto tanti volti nuovi.

Il tecnico francese ha già diramato la formazione che entrerà in campo sabato, mettendo, fin da subito, alcuni giovani interessanti, come Venditti all’ala e riportando l’enfant prodige di Treviso Benvenuti a centro. In panchina troveranno posto altri volti nuovi che hanno messo alla porta mostri sacri del nostro rugby. E già, dopo tanti anni, a cantare fratelli d’Italia non ci saranno né Mauro Bergamasco né Toto’ Perugini né Mirco Bergalmasco e né Gonzalo Canale. Una buona e coraggiosa idea del tecnico transalpino che, dalle prime interviste, ha già detto che gli obiettivi dell’Italia dovranno essere molto superiori al cucchiaio di legno a cui siamo abituati.
Sarà una partita dura, e non potrebbe essere altrimenti, quella di sabato contro i galletti. Ci aspettano a pié fermo dopo la sconfitta dello scorso anno e dopo la finale mondiale persa. Anche per loro é l’inizio di una nuova era, quella di Philippe de Saint-André che,  dopo aver anche sfiorato la panchina azzurra, ha coronato il suo sogno di guidare les bleus. E la formazione che schierano é una formazione che inserisce in una intelaiatura consolidata qualche giovane di ottima prospettiva. Come il centro devastante di Tolosa Picamoles. Alla cerniera non ci sarà il folletto Morgan Parra, che in panchina osserverà il più esperto Yashvili guidare la mischia francese. Il freddo, come ho detto, sarà presente, sono previste temperature polari al St.Denis.

Il pronostico, come sempre, sarà a favore dei francesi, ma la vittoria dello scorso anno, come ha detto Brunel, ha dato una nuova dimensione al rugby italiano. Che ha assaporato il gusto della vittoria e che ha voglia di riprovarlo. Ovviamente, sulle tribune dello Stade de France é prevista una forte presenza di tifosi italiani.
Il popolo ovale non tradisce mai, come dimostrano i 60 000 biglietti venduti per la grande “prima” della settimana prossima allo Stadio Olimpico, dove il colpo d’occhio, ne sono sicuro sarà da brividi.

Ka mate ka mate.




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