Il Fiume Cucchiaino


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parolebiancocelestirid di Italicbold

 

RACCONTO VINCITORE CONCORSO PAROLE BIANCOCELESTI

QUINTA SESSIONE

 

IL FIUME CUCCHIAINO

Sono arrivato stamattina.
Fresco come il pesce al mercato. Non so se puzzavo. Non credo.
Sono stato lavato e vestito per bene.
Poi hanno chiuso la porta.
Sopra c’era scritto il mio nome, la mia data di nascita e quella di morte.
E cominciai a osservare.

Il primo che ho incontrato era un campione di Biathlon.
Uno che vinceva sempre, fin da quando era un ragazzino.
Sempre primo, sempre davanti. Come se avesse le ali ai piedi.
Campione regionale, campione nazionale, campione mondiale.
Dietro di lui, per tanti anni, arrivava sempre il suo miglior amico.
Fino a che, nell’ultima corsa, quest’ultimo capì che il biathlon, con quel fucile sulle spalle offriva una possibilità supplementare di passare da eterno secondo a finalmente vincitore.

Il secondo che vidi era un cantante maledetto.
Fin da piccolo sognava un destino alla Jim Morrison,  alla Brian Jones o alla Jimi Hendrix.
Comincio’ a bere, a fumare, a prendere di tutto.
Passo’ anni a cercare una piscina in cui affogare o una vasca da bagno in cui avere un malore.
Solo che in tutto quel tempo dimentico’ di scrivere canzoni.
Se ne ricordo’ solo all’ultimo istante, prima che il vaso di gerani  lo raggiunse in testa.
Mori’ singhiozzando un Mi minore.

Più avanti incontrai un bambino.
Non sapeva perché fosse li.
neanch’io seppi dargli una risposta.
Forse non c’era.
Una risposta intendo.

Poi incontrai un neonazista mai pentito.
Aveva passato una vita cercando di trasformare le sue paure in profonde certezze.
Milioni di parole ssputate, di odio profuso.
Alla fine fu colto da malore. Provo’ a salvarlo  un passante del Gabon.
Uno che proprio ce l’aveva scritto in faccia che era del Gabon. Gabon centro.
Provò a praticargli un massaggio cardiaco immediato.
Fedele alle sue convinzioni, il neonazista, decise di non dargli soddisfazione e mori senza un lamento.
O forse si. Ma nessuno lo ascoltò.

Il quarto che incontrai era il quarto fratello di quattro fratelli.
Fu l’errore non voluto. L’errore di troppo.
Il padre ferito decise comunque di dargli un nome femminile.
La madre, anch’essa ferita, non nell’onore ma dal marito, decise comunque di vestirlo da bimba. Poi da ragazza. Infine da donna.
Non seppe mai chi, né cosa, fosse veramente. Non lo seppero gli altri. Non lo sapeva nessuno.
Alla fine mori’ guardando la foto di un treno.
Ne uomo né donna. Soltanto ferro. E vapore.

Per quinto incontrai un ex ministro delle partecipazioni statali e di altre cose molto meno chiare. Continuava a cercare la sua macchina, i suoi occhiali, la sua 24 ore.
Tutto rigorosamente blu.
Mori’ quando  disse, per l’ennesima volta, “ lei non sa chi sono io”.
A un cane randagio durante una caccia alla volpe.
Che ignaro della nuova formazione politica moderata e riformista lo morse alle palle e a un polpaccio.
Mori’ sapendo che quest’ultimo non aveva subito danni irreparabili. Lo stesso non poté dirsi delle palle.

Poi incontrai uno che una volta aveva incontrato Catherine Deneuve sulla metropolitana.
Tra Lucio Sestio e Giulio Agricola.
Mai creduto da nessuno, scrisse un libro sul suo triste destino.
Lo chiamo’ la storia di quello che incontro’ Catherine Deneuve tra Lucio Sestio e Giulio agricola.
Mori’ mentre andava a un appuntamento con un editore.
Investito da un tram su cui viaggiava Monica Bellucci.

Per settimo incontrai un cardinale.
Entrato nel conclave fu eletto papa. Volle chiamarsi Sisto sesto.
Ma nessuno dei presenti volle accettare questo scherzo.
Propose allora di chiamarsi Quinto quinto. O Primo primo.
Il cardinal camerlengo, dal nome ridicolo che nessuno ricorda, gli disse che scegliere un nome più serio.
Il cardinale rispose che se doveva vestirsi con una sottana fino al resto dei suoi giorni, avrebbe scelto il nome che voleva. Non fu accontentato e lui se ne andò.
Mori’ scivolando su uno scalino che portava alla porta del conclave.
Qualcuno mormora che avesse bestemmiato prima di frantumarsi la nuca sul marmo michelangiolesco. Il suo corpo fu portato via di notte. I cardinali restanti decisero di dimenticare l’accaduto ed elessero un altro papa.
Con un altro nome.

 

 

 




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