Warp


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parolebiancocelestirid

di Cosmo

 

RACCONTO VINCITORE CONCORSO PAROLE BIANCOCELESTI

SESTA SESSIONE

WARP

Fu nel 1969 che il suo nome divenne oggetto di interesse. La morte di Brian Jones lo mise al centro dell’attenzione mediatica quando l’allora fidanzata dell’ex membro dei Rolling Stones accusò Warp della tragedia. I tabloid britannici si scatenarono per molti giorni ma Warp non fu nemmeno formalmente accusato di omicidio.
Scotland Yard lo interrogò ma lui, su consiglio del legale Ian Air (adesso in carcere per favoreggiamento in frode sportiva) non proferì parola.
Da quel giorno gli fu assegnato il soprannome di ‘The Italian Grouchy’, il ‘burbero italiano” e decollò anche la sua breve ma intensa carriera televisiva. Una fortuna considerevole per un ragazzo che quell’estate aveva semplicemente optato per un lavoro estivo in Inghilterra. O almeno così dichiarò il suo avvocato. Ma la verità è un’altra. La notorietà involontaria gli procurò comunque un contratto per il ruolo del maggiordomo muto esperto di rock nella serie tv che tutti conoscete.

Jennifer Naoko parla a ruota libera a margine della presentazione di Antonio Elia Warp: il burbero omicida, il libro che racconta con dovizia di particolari inediti e sconcertanti retroscena la biografia di uno dei personaggi più misteriosi e controversi del ventesimo secolo.
Una biografia che lega il nome di Warp alla tragica scomparsa di Brian Jones, Janis Joplin, Jimi Hendrix, Jim Morrison e Kurt Cobain.

Non è solamente un libro con il quale vorrei ristabilire la verità su alcuni degli eventi più sconvolgenti del secolo scorso, ma soprattutto capire come Warp sia riuscito sempre a farla franca. Quali coperture ha avuto? Chi furono i mandanti? C’era un disegno che coinvolgeva anche i Servizi Segreti? E perché? A questa e ad altre domande cerco di dare una risposta nel mio libro, intervistando testimoni importanti dell’epoca e scavando nei (pochi) indizi sui quali le autorità non hanno stranamente indagato.

Le ipotesi illustrate dalla Naoko alzano il sipario su una serie di macabre coincidenze che rischiano di riscrivere la storia del rock, specie nel capitolo “I due anni che sfigurarono il diavolo”. Dal 3 luglio del 1969 con la morte, appunto, di Brian Jones al 3 luglio del 1971 quando il corpo del poeta maledetto per eccellenza, Jim Morrison, fu trovato senza vita nel suo appartamento di Parigi. Entrambi a 27 anni. Come Joplin e Hendrix, morti nel 1970.
La Naoko avanza una teoria sconvolgente sia sulle modalità degli omicidi che sui motivi che avrebbero spinto Warp a uccidere.

Siamo di fronte a una personalità profondamente diabolica ma altrettanto geniale a cui forse si devono anche alcuni dei massimi capolavori del rock.

Quindi dietro la scia di sangue (e vomito) ci sarebbe una storia di copyright?

Non è così semplice. Anche se ho scovato documenti eccezionali che proverebbero in modo schiacciante che è Warp il vero autore di pietre miliari come Satisfaction, Piece of My Heart, Light My Fire, Smells Like Teen Spirit e Voodoo Chile.
La canzone di Hendrix è il fulcro di tutto perché ipotizza la lunga mano di Warp su una setta satanica dedita al culto della magia nera, che sarebbe responsabile di aver plagiato Morrison ed Hendrix, conducendoli sulla strada del suicidio.
Ma non parliamo di bambole e spilloni, bensì di un potere telepatico che oserei definire soprannaturale.

Nel 1968, si racconta nel libro, la Fellationet, una setta dedita alla magia nera muove i suoi primi passi a Montag – on – Guy, un villaggio di contadini a due passi da Liverpool dove tale setta sembra aver agito fino al maggio del 1984, l’anno che segna la temporanea scomparsa di Warp dalla faccia della Terra.

Ma chi è Antonio Elia Warp?

Un agitatore di folle, un polistrumentista sopraffino, un seduttore implacabile e un negromante pornografo, la cui vita è piena di scelte inquietanti ed interrogativi irrisolti.
Prima del caso Jones di lui si sapeva poco. Ma il particolare più scioccante è che nessuno lo ricorda bambino e nessuno lo ha mai visto vecchio. Warp sembra avere sempre 27 anni, l’età che dichiarò a Scotland Yard in quel caldissimo luglio.

Nel 1974, dopo il clamoroso successo televisivo, arriva la prima svolta della sua vita incomprensibile. Warp si ritira dalle scene, cambia sesso e diventa un guru del lesbismo e del femminismo. Nel libro ho inserito alcune foto che lo ritraggono bruciare reggiseni e attaccare la polizia, sempre in prima fila alle manifestazioni di piazza.
Per quasi 20 anni conduce una vita in costante pellegrinaggio, mosso da impulsi soprattutto sessuali mentre la musica, il suo grande amore, finisce nell’oblio.
Fino all’inizio degli anni ’90, quando Warp si ritrova a Seattle.
E lì si riallacciano i fili della memoria e riviene fuori il genio e (forse) l’assassino psicopatico.
Fu Warp a scoprire i Nirvana e ad intuire per primo la portata del fenomeno chiamato grunge.
Ma nel 1992 ecco l’altra svolta:Warp ricambia di nuovo sesso e apre un negozio di armi alla periferia della città.
Il fucile con cui Kurt Cobain si toglie la vita nell’aprile del 1994  proveniva dal negozio gestito da Warp.
Ma questo è un dettaglio secondario.
Come avranno modo di scoprire i lettori, la vera chiave di volta è appunto l’età di Warp. Nell’ultima foto scattata, nel 1997, egli appare esattamente come negli archivi di Scotland Yard nel 1969.

Ed ecco la congettura più terrificante con cui il libro si conclude.

Forse Warp non è umano. Forse non sono stati i Servizi Segreti a servirsi di lui ma il contrario. È Warp, ovunque si trovi adesso, ad aver deciso i maggiori eventi degli ultimi 50 anni. Non escludo nemmeno che abbia dato il La all’assassinio di John Lennon ma su questo gli indizi sono insufficienti.

Quindi Warp è un diabolico Deus-Ex-Machina?

Io azzardo un’altra ipotesi che cercherò di provare nella mia prossima inchiesta: Warp non è solo diabolico. Warp è il demonio in persona.




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