Avanti tutta col brivido


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lazio_cagliariLa Lazio batte il Cagliari 4-2 nel posticipo della decima giornata ottenendo così la quinta vittoria in sei partite e confermando le sue ambizioni nella lotta per un posto in Europa. Dopo il mezzo passo falso di Verona, l’imperativo per gli uomini di Pioli è quello di una prova di forza contro una squadra, quella sarda, data in ottima salute e con il vecchio, imprevedibile Zeman seduto in panchina.

Partita dunque di non facile lettura, dato che il Cagliari, in questa stagione ha ottenuto molti più punti esterni che tra le mura amiche.

La Lazio inoltre, deve fare a meno di parecchie pedine importantissime, soprattutto in difesa: oltre ai lungodegenti Basta e Gentiletti, e allo squalificato Cavanda, durante il weekend aveva alzato bandiera bianca anche Radu. Tre quarti di pacchetto arretrato titolare out e anche una delle prime riserve.

Pioli per l’occasione rispolvera Pereirinha, all’esordio stagionale, sull’out destro, il solito Ciani a far coppia con De Vrij al centro e l’olandese Braafheid sulla sinistra. Nel frattempo, però, torna disponibile, dopo un malanno di stagione il capitano Mauri, e in neanche 7 minuti lascia il segno sulla gara: suo il gol che in apertura di match sblocca l’incontro, un tocco sottomisura sugli sviluppi di un calcio piazzato.

La Lazio, galvanizzata dal vantaggio fulmineo, comincia a dettare legge in ogni angolo di campo: per una buona mezzora la squadra di Pioli tramortisce letteralmente gli avversari, dominando ogni situazione e mostrando un calcio ad attitudine iper offensiva come non si vedeva da tempo all’Olimpico. In tutto questo si sveglia anche Klose che praticamente chiude l’incontro con una doppietta in due minuti (nel suo primo gol finalizza magnificamente una stupenda azione corale innescata dal solito Mauri).

 

3-0 alla mezzora: tutti a casa? Neanche per sogno. La Lazio, forse stupita proprio dalla sua stessa forza, perde motivazione, metri di campo e concentrazione, si adagia sugli allori e durante l’inizio del secondo tempo, subisce il 3-1 che parzialmente riapre il match.

Il Cagliari è la solita squadra di Zeman, molto incisiva davanti quanto sbadata e senza attenzione di dietro. Un paio di ripartenze biancocelesti rischiano severamente di riportare la Lazio a più 3 di differenza: Lulic divora un gol già fatto a tu per tu con la porta sguarnita, al termine di un contropiede in palese superiorità numerica.

Poi ci pensa Ibarbo a compromettere seriamente le velleità sarde, con una gomitata di reazione nei confronti di Lulic che non passa inosservata all’arbitro. Rosso diretto e compagine di Zeman ridotta in 10. Ma il Cagliari, nonostante tutto, non si arrende e a 5 dalla fine, riapre clamorosamente il match con il gol che la riporta ad una sola lunghezza dai padroni di casa. 3-2 e ancora una manciata di giri di lancetta al triplice fischio: sull’Olimpico cala un silenzio irreale e pieno di brividi. Ma il Cagliari ha esaurito ogni energia: è anzi proprio la Lazio a chiudere il conto con il 4-2 finale a firma di Ederson, anche lui all’esordio stagionale, che in pieno recupero, con un tocco ravvicinato al termine del solito contropiede, anticipa di qualche secondo il sollievo e il giubilo di compagni di squadra e tifosi Laziali alla chiusura delle ostilità.

La pattuglia di Pioli vola nuovamente al terzo posto, stavolta in coabitazione con la sola Sampdoria, e può guardare con grande fiducia ad orizzonti insperati fino a circa un mese e mezzo fa: c’è la sensazione che, oltre a dover come al solito guardarsi le spalle dal pacchetto di squadre che insegue, si possa cominciare ad osservare anche ciò che accade avanti. La Roma è a 3 punti di distanza, la Juve, nuovamente solitaria al comando, è a 6. Le due squadre che tutti i pronostici blindavano sulla vetta del campionato, a contendersi lo scudetto, non sono poi tanto lontane.

E’ chiaro, si tratta per il momento di una semplice constatazione aritmetica: supporre che la Lazio possa davvero inserirsi nella dialettica per il tricolore, appare tuttora prematuro ed anche abbastanza irragionevole. Rimane però la sensazione di una squadra diversa, sia come gioco che come motivazione: vederla affrontare le squadre avversarie con la determinazione e l’efficacia ammirata durante il primo tempo di lunedì sera lascia veramente colpito tutto il popolo biancoceleste, che una sorpresa del genere da questa Lazio, dopo il tetro finale di stagione scorso, proprio non se l’aspettava.

Ora tocca all’Empoli, avversaria storicamente ostica e bisognosa disperatamente di punti, dopo che la prima parte di campionato si è rivelata avara di soddisfazioni. La squadra toscana in questa prima parte di stagione, ha mostrato un buonissimo calcio, riuscendo nel proprio stadio a mettere in difficoltà sia Roma che Juventus. Non sarà una passeggiata, ma la Lazio ha il dovere di provare a vincere, per continuare a sognare e chissà, al ritorno in campo dopo la sosta, provare anche a pensare in grande, visto che la prossima ospite all’Olimpico sarà proprio la Juventus.

 

Avanti Lazio!!!




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