Ritorno sulla terra


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lazio juve

 

 

 

La Juventus capolista non lascia possibilità alla Lazio e con un perentorio 3-0 conquista la vittoria e mantiene le distanze dalle inseguitrici. Per la Lazio, chiamata a rispondere immediatamente alla brutta sconfitta rimediata ad Empoli, una nuova pagina da dimenticare in fretta, la quinta di questo campionato, arrivato alle soglie di dicembre con il classico andamento a strappi delle squadre che sembrano essere delle eterne incompiute.

E’ vero che manca ancora molto, ma il primo terzo di campionato è trascorso, e di una Lazio mentalmente solida, convinta, ma anche capace di soffrire senza perire, ancora non c’è traccia, purtroppo. Bella a vedersi, come anche sabato sera all’Olimpico in alcuni frangenti, ma mai per sempre.

Alla Juventus è bastato innescare il primo vero contropiede per portarsi in vantaggio e scavare quel solco iniziale ormai proverbialmente incolmabile per questa Lazio, una Lazio, quella di Pioli, che fino ad oggi, una volta in svantaggio non è mai riuscita a recuperare.

Nel secondo tempo, poi, il solco è diventato voragine, ed il rotondo risultato finale racconta molto più che le semplici parole o le immagini ancora negli occhi di chi è finalmente tornato a invadere l’Olimpico e a colorarlo di biancoceleste con una segreta ma convinta speranza.

Sì perché la Lazio di quest’anno non è stata solo difetti: il terzo posto al triplice fischio col Cagliari, fino a quel momento sembrava meritatissimo e anzi, nella mente dei più era considerato un vero e proprio trampolino di lancio verso obiettivi fino a quel momento impensabili.

La doppia sconfitta a cavallo della pausa nazionale ha riportato l’immaginario collettivo biancoceleste ad altezza suolo. Ma la Lazio continua ad essere lì, dove doveva stare nei progetti di inizio stagione.

Era fuori traiettoria soltanto l’idea di poter competere per primo e secondo posto, dato che le prime due sono oggettivamente di un altro pianeta. Ma se si lascia la stratosfera lì dove deve essere, e puntando lo sguardo un po’ più sotto, ci si accorge che la confusione sotto il cielo dei mortali è ancora grande.

La Lazio, quella ammirata durante questo scorcio di stagione, seppure come detto a sprazzi e in maniera discontinua, non ha fatto reinnamorare il popolo biancoceleste per caso.

La grande forza di questa squadra dovrà essere acquisita nella testa, perché il cuore effettivamente l’ha conquistato già da parecchio. A Pioli il compito di dimostrare il suo vero spessore, perché è proprio nelle difficoltà che questo si misura. Continui a perseguire il suo calcio coraggioso e in grado di valorizzare al meglio le individualità.

Senza dimenticare che a Roma è riuscito quasi a risollevare un popolo e che fermarsi a metà dell’opera per l’incapacità di trasmettere alla squadra un’idea di gioco diversa, capace di far sognare pur rimanendo concreta e determinata, sarebbe uno spreco incalcolabile.

 

Avanti Lazio.


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