Derby, otto accoltellati e 4 arresti Polemica tra questura e Alemanno (La Repubblica ed. Roma)


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Otto feriti tra i tifosi, tredici poliziotti all’ospedale, quattro arresti (tutti supporter biancocelesti), quattro denunce, cinque daspo e uno strascico di durissime polemiche. È un bilancio pesantissimo quello degli scontri che, lunedì pomeriggio, hanno preceduto il derby finito 1 a 1. Le preoccupazioni, adesso, sono tutte per la finale di Coppa Italia, prevista per domenica 26 maggio alle 21 ma che, secondo una proposta di cui si sta discutendo nei tavoli tecnici organizzati da San Vitale, potrebbe essere spostata a venerdì 24 alle 15. «Ho già scritto alla Lega perché i prossimi derby tra Roma e Lazio vengano giocati di pomeriggio per questioni di sicurezza» interviene il prefetto Giuseppe Pecoraro «in caso contrario mi riserverò di decidere». Tra le persone
denunciate e colpite dal divieto di assistere a manifestazioni sportive per 2 anni c’è anche Andrea Di Cosimo, figlio di Marco, consigliere comunale del Pdl e presidente della commissione urbanistica. Il ragazzo è stato bloccato con due fumogeni. Ma le denunce per la guerriglia urbana che ha paralizzato gran parte della zona nord della città sono sicuramente destinate ad aumentare: la Digos sta lavorando sui filmati dei tafferugli per dare un volto e un nome ad altri teppisti. Nella “bonifica” che ha preceduto il match, la polizia ha sequestrato una trentina di armi bianche nascoste nelle vicinanze dello stadio: coltelli, cacciavite, manici di piccone e perfino due asce. Nei filtri preventivi è saltato fuori uno striscione razzista, subito confiscato (“Roma juden”) mentre uno dei giovani denunciati è stato trovato in possesso di alcune stecchette di hashish. I disordini sono iniziati quando un gruppo di tifosi laziali ha scagliato un grosso petardo in direzione del bar “River” di Ponte Milvio. Pochi minuti dopo, due giovani romanisti sono stati accoltellati alle gambe e l’ambulanza arrivata sul posto è stata bersagliata di sassi e bottiglie. Ferito da una coltellata anche un ragazzo laziale, aggredito sul Ponte Duca d’Aosta e da quel momento, è stato un crescendo di violenza: aggressioni, sassaiole, bombe carta, attacchi mordi-e-fuggi tra Largo De Bosis e Ponte Milvio, numerosi tentativi di rompere i cordoni delle forze dell’ordine respinti a forza di cariche e manganellate. Il sindacato di polizia Consap parla di «sangue versato per soddisfare gli interessi delle società e delle televisioni». Il sindaco Gianni Alemanno si dice «sconcertato», sostiene che la scelta di giocare di lunedì è stata presa dalla questura e dalle squadre ma poi, dopo un’immediata precisazione di San Vitale, corregge il tiro: «La decisione è stata della Lega Calcio». Velata la polemica coi responsabili dell’ordine pubblico: «Ogni volta che si sposta il presidio si spostano gli incidenti». La Confcommercio ricorda
che molti negozi della zona sono stati costretti ad abbassare le saracinesche. E tutti gli occhi sono già puntati sulla finale di Coppa Italia. Le favorite sono Roma, Lazio e Juve e l’unica cosa certa è che si giocherà di pomeriggio. (massimo lugli/matteo pinci)


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