Klose, il capolavoro non vale l’allungo (Corriere dello Sport)


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Il gol, poi il cambio: Lazio avanti di un punto…

di Alberto Ghiacci
ROMA
Il lampo, bello e importante, è arrivato nel finale del primo tempo. Klose ha messo il turbo, ha lasciato sul posto Dainelli e ha battuto l’ex Bizzarri con un tocco sotto. A quel punto l’Olimpico è impazzito, anche perché la prima frazione di gioco aveva confermato che le difficoltà per provare ad avere la meglio sul Chievo non sarebbero state poche. Un capolavoro, l’undicesimo centro in campionato del tedesco (l’ottavo in casa). Aveva provato a risolverla, a far sì che l’occasione di andare a +3 sulla Roma fosse sfruttata sino in fondo. Poi, però, il gelo nella ripresa. A partire dal cambio che ha visto uscire proprio Klose. Fino a una Lazio in debito di ossigeno, al pareggio di Paloschi e alla festa rimasta strozzata in gola al popolo biancoceleste.

gol e cambio. Il fulcro della partita di Klose è durato sedici minuti. Il gol, un minuto di recupero e quattordici della ripresa. E probabilmente proprio nello scatto decisivo il centravanti biancoceleste ha accusato i primi dolori alla schiena. Per lui è normale, lo è per chi gioca a calcio da anni, per chi si gestisce e svolge quasi quotidianamente lavori specifici di scarico. Anche Pioli, a fine partita, ha confermato che il tedesco non era al top e ha chiesto il cambio. La spiegazione è d’obbligo, anche perché all’uscita del tedesco l’Olimpico aveva manifestato dubbi: «Ma non è troppo presto per toglierlo?»; «Sì, ma mercoledì c’è il Parma…». E Klose, nel secondo tempo di ieri, sarebbe servito come il pane. Ma tant’è: il Chievo è riuscito a portare via il pareggio grazie al bel gol di Paloschi.

NIENTE ALLUNGO. E così la Lazio non è riuscita a dare vita al primo allungo che aveva in mente da tempo. Tre punti di distanza – ovvio – avrebbero fatto la differenza. E infatti i tifosi laziali, quasi tutti con un maglietta ufficiale biancoceleste, sono usciti dallo stadio con uno strano gusto in bocca. Perché la squadra è sì riuscita a salire al secondo posto solitario, ma la partita interna contro Maran e i suoi era da sfruttare completamente. E ora, come commenta giustamente Dusan Basta «non c’è il tempo di rammaricarsi perché mercoledì torniamo in campo…».
CALO FISICO. Tra due giorni riapre l’Olimpico biancoceleste: per il turno serale infrasettimanale arriva il Parma, la seconda occasione in cui la Lazio vuole provare a vincere e a vedere che succede sugli altri campi. Anche perché poi, nel finale di stagione, gli incroci per aggiudicarsi il secondo posto saranno da brividi, con una serie di scontri diretti che alle ultime due giornate di campionato metteranno la Lazio di fronte al derby e al Napoli (in trasferta). Con il Chievo nel secondo tempo la Lazio ha fatto fatica dal punto di vista della tenuta fisica, i giocatori si stavano impegnando ma sembravano arrivare sempre in ritardo rispetto agli avversari. Ovviamente anche le assenze (importanti) pesano. Un concetto, quest’ultimo, che ha sottolineato anche Basta a fine partita: «Speriamo di recuperare al più presto chi è fuori, al completo siamo una bella squadra. E’ difficile giocare con compagni sempre diversi, con una difesa sempre nuova, anche se chi è entrato ha fatto bene. Un calo ci può stare, vanno ritrovati i giusti ritmi. Abbiamo giocato troppo bassi? E’ accaduto altre volte ma poi eravamo riusciti a segnare. Stavolta no, ma se non puoi vincere è sempre meglio pareggiare…».


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