La Lazio spreca la prima (Corriere dello Sport)


Articolo letto: 713 volte

In vantaggio con Klose, manca il raddoppio Punita dal Chievo, ma è seconda da sola

Festa strozzata per cinquantamila, tentativo di fuga fallito, soltanto un punto guadagnato sulla Roma. Rabbia Lazio. E’ di nuovo sola al secondo posto, ma s’è fatta rimontare dal Chievo nel giorno in cui poteva scavare il vuoto e mettersi in volo verso la Champions. Il primo pareggio del campionato all’Olimpico equivale a una mezza sconfitta per la situazione favorevole che si era venuta a creare in classifica, dopo il ko della Roma a San Siro, e il gol-capolavoro firmato da Klose a un soffio dall’intervallo di una partita complicatissima e con tanti, troppi giocatori importanti fuori per infortunio. La strada era in discesa, bisognava chiudere il conto e gestire le energie sino al novantesimo. La Lazio non ce l’ha fatta perché è stata respinta da un super Bizzarri, per propri demeriti e per l’orgoglio del Chievo, risollevato dalle mosse di Maran. Dentro Botta e Fetfatzidis quando bisognava prendere per mano la partita e ultima mezz’ora dominando nel gioco.

Affanno. I rimpianti di Pioli sono superiori alla delusione. Tre volte con Candreva, altre due con Onazi e Keita, la squadra biancoceleste ha fallito il raddoppio, dilapidando occasioni colossali per scarsa lucidità e un eccesso di presunzione sotto porta. Il centrocampo era esploso, aveva smesso di gestire il pallone e si era rintanato davanti alla linea difensiva, troppo insicura quando manca De Vrij, un colosso impossibile da sostituire. Era finita la benzina, spia del serbatoio accesa: a un quarto d’ora dalla fine, inevitabile, è arrivato il diagonale al volo di Paloschi sotto l’incrocio. L’episodio è stato favorito da un colpo di testa non riuscito a Mauricio. Il brasiliano non ha staccato quanto serviva, ha solo sfiorato il pallone e toccandolo ha fatto fuori Radu, piazzato alle sue spalle, servendo senza volerlo Paloschi. L’ex attaccante del Milan ha caricato il destro e ha folgorato Marchetti, pareggiando al primo (e unico) tiro nello specchio del Chievo. Il resto lo aveva già fatto Bizzarri, ex portiere laziale, piazzando almeno tre interventi decisivi. Nel primo tempo si era superato su Candreva in uscita e sul missile di Novaretti, nella ripresa ha deviato in angolo la botta ravvicinata di Keita.

Equilibrio. La Lazio si deve rimproverare molto, ma non sarebbe giusto trascurare la prova del Chievo. Non ha rubato, ha giocato la partita che doveva, ha creato non pochi imbarazzi ai biancocelesti. Alla fine la squadra di Maran si è presa un punto con sudore, impegno, determinazione e l’indiscutibile aiuto della buona sorte. Prima e dopo il pareggio, Botta, Schelotto e Paloschi sono andati vicini al gol. Maran ha tenuto testa al suo amico Pioli, dimostrando un’invidiabile organizzazione. Il Chievo non ti lascia giocare, si difende benissimo nonostante abbia una coppia di difensori centrali lenti, ma sa anche aggredire e togliere il respiro ai centrocampisti. Pioli ha perso Mauri nell’imminenza della partita e ha inserito Novaretti alzando la posizione di Lulic da terzino ad ala sinistra. Il 4-2-3-1 iniziale, con Felipe Anderson nell’inedita posizione di trequartista, ha funzionato poco. Dopo mezz’ora la correzione tattica, Pioli è tornato al 4-3-3 per dare sostegno sulla linea mediana e restituire libertà di movimento sulle corsie esterne al brasiliano. Maran, invece, dopo l’intervallo ha capovolto l’inerzia del gioco facendo entrare un trequartista (Botta davanti a Ledesma) e passando al 4-3-1-2 con Schelotto terzino destro.

Scatto Klose. Se la Lazio ha pareggiato non è solo perché Candreva, ieri l’unico a creare gioco, non ha finalizzato come doveva, ma anche perché l’ex gioiello del Santos, ora marcatissimo e in calo di condizione fisica, non fa più la differenza come prima. Ci può stare, è giovanissimo. Ieri hanno pesato le amnesie del tridente, sostenuto da quel vecchio fuoriclasse di Klose. Nel recupero del primo tempo, il tedesco aveva inventato il gol della Lazio con una percussione fantastica. Sprint da ventenne. Lancio in profondità di Radu, Klose ha lasciato sul posto Dainelli e ha puntato dritto verso Bizzarri. Era sulla sinistra, Cesar non è andato a chiudere (forse non pensava tirasse: errore grave) e Miro ha scavalcato Bizzarri con un pallonetto. Quello scatto gli deve essere costato la schiena. Quando Klose ha chiesto il cambio, fiaccato dalla lombalgia, Pioli ha inserito Keita e ha perso il riferimento offensivo. Era il quarto d’ora della ripresa. Lo spagnolo non è andato male, ma la Lazio si è votata solo al contropiede, non riusciva più a tenere palla sulla trequarti e si è lentamente eclissata, anche perché Lulic non correva più come nel primo tempo, Ledesma era sulle ginocchia e Onazi non è mai stato un palleggiatore. Quest’anno, dopo tanta panchina, sembra persino peggiorato. Dopo il pareggio, Paloschi ha anche sfiorato il raddoppio. Certe partite si possono perdere. Restano le preoccupazioni di Pioli e lo scarso tempo a disposizione per recuperare pedine fondamentali come Biglia e Parolo. La Champions, invece, è ancora lì, a portata di mano.


  • Giorni

    aprile: 2015
    L M M G V S D
    « Mar    
     12345
    6789101112
    13141516171819
    20212223242526
    27282930  
  • Archivio

  • Meta