Rabbia Pioli: «Certe partite si chiudono» (Corriere dello Sport)


Articolo letto: 661 volte

«Squadra competitiva ma poco cattiva: dovevamo raddoppiare. O vincere 1-0…»

di Fabrizio Patania

ROMA
Fa fatica a sorridere, non si era mai illuso, questa mattina riprenderà a lavorare con la stessa carica di prima. «Niente depressione, torniamo subito in campo, convinti di ripartire» ha spiegato Pioli, allontanando quel clima di delusione che si è subito impossessato del mondo laziale. Momento complicato. Non mancano i rimpianti, ma la Lazio è seconda e si gioca la Champions. Certo pensava di vincere. «Non è il risultato che volevamo. Per le occasioni costruite meritavamo di più, complimenti a Bizzarri. Il segreto è chiudere le partite. Abbiamo recuperato un punto, ma serve ancora migliorare. Questa è una tappa importante per capire, ho ragazzi intelligenti e miglioreremo. Sono due partite in casa che l’Olimpico ci sostiene. Vogliamo lottare sino alla fine. Stiamo facendo cose importanti ma non abbiamo ancora raggiunto alcun traguardo. Il campionato si deciderà il 31 maggio».

Spreco. Pioli non si è aggrappato agli infortuni. «Ero più soddisfatto quando potevo scegliere, ma abbiamo tirato 23 volte e costruito cinque o sei occasioni da gol. La squadra scesa in campo è stata competitiva e ha dimostrato di poterla vincere. Il nostro è un percorso da completare. Una grande squadra, con più cattiveria e attenzione, deve portarla in porto. Ecco cosa dobbiamo fare meglio». L’attacco è stato solo Klose. «Certe occasioni vanno sfruttate meglio. Se non chiudi la partita, squadre come il Chievo possono riprenderti. Neppure abbiamo avuto fortuna. Una deviazione ci ha condannato, peccato. Senza quell’episodio, ora saremmo qui a fare altri discorsi. Il traguardo non è per niente vicino e non ci siamo illusi di arrivare in alto senza soffrire». Non è stata una scelta tecnica la sostituzione di Klose. «Era in dubbio per cominciare la partita, ha chiesto il cambio dopo dieci minuti della ripresa, anche senza Miro abbiamo avuto le occasioni per chiuderla. In mattinata zoppicava (mal di schiena, ndr). Niente di muscolare, dopo le cure è stato meglio e l’ho fatto giocare. Ma era a rischio». Pioli aveva perso per infortunio anche Mauri. «Ha avuto un fastidio nell’allenamento di venerdì, non sembra una cosa grave. Certo la partita con il Parma arriva presto, non ho certezze».

Flessione. La Lazio nella ripresa si è spenta, ha faticato a correre e ripartire. Pioli l’ha spiegata così. «Non è stato solo il centrocampo, si sono dilatate le distanze, non siamo stati bravi a essere compatti. Ma non possiamo azzerare gli avversari e dominare per 95 minuti le partite. Senza la deviazione di Mauricio, la palla sarebbe andata sulla testa di Radu. Potevamo vincerla. Ci vuole maggiore cattiveria in certe situazioni. Penso sia mancato solo di non riuscire a chiuderla». Ha tirato su l’ambiente. «La depressione non esiste. Ci manca ancora tanto così per raggiungere un livello top. Non siamo soddisfatti del risultato, ma è stato guadagnato un punto sulla Roma, non abbiamo permesso alla Juve di vincere il campionato. Ora siamo concentrati a recuperare energie. Pensiamo al Parma». Il suo amico Maran, con cui aveva condiviso il corso di Coverciano, lo ha imbavagliato come all’andata. «Il Chievo ha fatto la partita che ci aspettavamo. Squadra compatta, lotta, corre, ci ha creato difficoltà. Sono difficili da battere. Non era facile, lo sapevamo, ma potevamo vincere. Hanno avuto il merito di crederci sino alla fine e sono stati un pochino fortunati».


  • Giorni

    aprile: 2015
    L M M G V S D
    « Mar    
     12345
    6789101112
    13141516171819
    20212223242526
    27282930  
  • Archivio

  • Meta