La partita è aperta per il secondo posto (Il Fatto Quotidiano)


Articolo letto: 899 volte

IL TORO FERMA (PER QUANTO?) LA JUVE. FIORENTINA IN CRISI COME I GIALLOROSSI, IL NAPOLI PUÒ PROVARE A INSIDIARE LA LAZIO

di Roberto Beccantini
Se dopo vent’anni il Toro ha vinto il derby –e in rimonta, addirittura – lo deve a un ex della Juventus sul quale, in estate, le “vedove” di Immobile e Cerci molto avevano ironizzato: Fabio Quagliarella. Scintilla del pareggio, gol del sorpasso e un sacco di idee. Quagliarella sta a Ventura come Ramon Diaz stava a Trapattoni, nell’Inter dei record. Uomo sponda, uomo d’area.

PARADOSSO.
Può essere che la Juventus avesse le gambe ancora a Monaco e la testa già al Real. Al netto dei pali colpiti, resta la mollezza dell’ap – proccio. Allegri si coccola il ritorno in cattedra del professor “Punizione”, al secolo Andrea Pirlo (un gol, un legno) e gli aiutini della concorrenza: Lazio bloccata in casa dal Chievo, Roma sconfitta a San Siro dall’Inter. Mancano sei giornate, e i punti sulla seconda sono 14. Domani Juventus- Fiorentina, Lazio-Parma, Sassuolo-Roma. Mi sa che, per il canonico cin cin, bisognerà aspettare un altro giro.

CROLLO.
L’Europa pesa, e la Fiorentina – quella domestica, almeno – è in crisi. Nel dettaglio: 0-3 a Napoli, 0-1 con il Verona e 1-3 con il Cagliari. Sì, il Cagliari: la società che aveva licenziato Zeman, preso Zola, licenziato Zola, ripreso e rilicenziato Zeman, fino all’interim di Festa. Come Garcia, anche Montella è finito nel labirinto. Che onore, contendere le semifinali di Europa League al Siviglia, detentore del trofeo. Ma che disastro, questo scorcio di aprile. Come se il turnover avesse tolto sicurezza.

DIFFERENZA.
Mi devo ripetere. Chi ha il centravanti e chi no. Inter-Roma l’ha decisa Icardi, un “nove” dall’egoismo spinto. Con Totti, la Roma ha giocato in dieci; senza, in undici. Garcia, lui, ha chiuso con tre ali: Gervinho, Ibarbo, Iturbe. A Doumbia, solo gli spiccioli. Le ali servono, certo, a patto che qualcuno le governi. Abbandonate al loro destino e ai loro ingorghi, viceversa, non servono a un tubo.

RIFFA.
Voleva vincere, Mancini: e allora, dentro tutta l’arti – glieria. Icardi, Palacio e Hernanes c’erano già; Shaqiri, Podolski e Kovacic no. In totale, sei giocatori d’attacco. Alla Mourinho. A Coverciano, di sicuro, non l’avranno presa bene: e l’equilibrio? E il pressing alto? Morale della favola: imbucata di Podolski, rete di Icardi. Com’è
duro il mestiere di purista.

RESSA.
Capolavori di Higuain e Insigne, il Napoli fila. La Sampdoria di Mihajlovic cede di schianto: 4-2. E così, dietro la Juventus, è tutto un ribollir di tini: Lazio 59, Roma 58, Napoli 56. E appena sotto: Sampdoria 50, Fiorentina 49, Genoa e Torino 47, Inter 45, Milan 43. Traduzione: De Laurentiis può ambire addirittura al secondo posto, non solo alla zona Champions, Thohir a un posto in Europa League. Allacciate le cinture.


  • Giorni

    aprile: 2015
    L M M G V S D
    « Mar    
     12345
    6789101112
    13141516171819
    20212223242526
    27282930  
  • Archivio

  • Meta