Pioli ha qualcosa in più rispetto a Roma e Napoli (Corriere dello Sport)


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Franco Recanatesi
Devo pure sopportare qualche bruco se voglio conoscere le farfalle, diceva il Piccolo Principe. Stefano Pioli dovrebbe ricordarlo ai propri giocatori affinché non subiscano contraccolpi psicologici dopo la delusione di domenica. Le farfalle sono la metafora del traguardo per cui si combatte, la Champions, il bruco è la metafora di qualche piccolo inciampo sul cammino verso quel traguardo. Tipo il pareggio interno con il Chievo. Come diceva quella canzonetta dei Rockes? “Non sempre si può vincere…”. Certo che rimane l’amaro in bocca: avendo tirato 20 volte verso la porta di Bizzarri e avendo subìto un solo tiro verso Marchetti, l’1-1 grida vendetta. Però la mancanza di quattro titolari di gran peso e il secondo posto solitario in classifica possono parzialmente consolare i giocatori laziali. E anche il popolo rinato dei loro tifosi.

i numeri,LA CERTEZZA
Mi sforzo di recuperare il sorriso – anche se mi pare stiracchiato – e qualche elemento di ottimismo altrimenti le ombre dell’occasione mancata rischiano di non dileguarsi per chissà quanto tempo. E allora eccoli qua gli elementi per ritrovare coraggio. Nella corsa a tre (perché ormai di questo si tratta) per due posti in Champions, la Lazio qualche margine di vantaggio lo conserva anche dopo i due punti gettati al vento: nella posizione di classifica, nel punteggio, nel coefficiente difficoltà dei due prossimi impegni. Rispetto alla Roma, la squadra di Pioli vanta una situazione interna indubbiamente più tranquilla, una compattezza e uno slancio maggiori. Sul Napoli, che secondo molti è l’insidia principale, tre punti sono uno scavo non da poco e la Lazio ha vinto finora più partite, ha segnato più gol e ne ha subiti di meno. In un mondo di bla-bla l’unica certezza sono i numeri.

fattore “J”: il rischio
Temo il fattore J, quello sì. J sta per jella, sotto forma di infortuni, che dopo un lungo periodo di tregua sembrano colpire a raffica. Investono giocatori importanti, settori interi. Senza De Vrij non si vince una partita. Senza Biglia, Parolo e Mauri il motore turbo della squadra diventa un tossicchiante motore a scoppio. In loro assenza, un gol nelle due ultime partite (media 0,5), oltretutto frutto della prodezza personale di un inimitabile campione (*).
Con loro 58 gol in 30 partite, media 1,93: superiore a quelle delle Lazio scudettate (1,5 nel 1974, 1,88 nel 2000), storicamente inferiore solo alla media realizzativa del primo anno zemaniano (2,02). E’ un’altra Lazio quella che schiera Biglia, Parolo e Mauri, vale a dire equilibrio e impostazione, recupero e incursione, sapienza tattica e sorpresa. Di Gentiletti non parlo. E’ un mese che lo staff medico lo dichiara “quasi pronto”, senza che quel “quasi” esca dai cancelli di Formello.
(*) Dove sono finiti tutti quei Catoni che la scorsa estate si dichiaravano contrari alla conferma di Klose?

Cenerentola in TV
Per un po’ di tempo non potrò andare allo stadio. Ho un Daspo alla gamba destra, mi sto curando ma ci vuole tempo. Vedo le partite in tv, naturalmente su Sky (tremo al pensiero della Champions senza Sky!) ma ancora una volta devo rilevare che pure chi dello spettacolo calcistico detiene lo scettro non è esente da peccati. Per Juve, Milan, Inter, Napoli, Roma onori e riguardi, alla Lazio seconda in classifica, quel che avanza. Il telecronista della partita dell’Olimpico, Gerry De Rosa, saprà tutto di basket ma della squadra romana rivela di ignorare sia la storia che gli attuali giocatori. Ce ne vuole per scambiare Candreva con Anderson (e Cesar con Radovanovic), e ancor di più per confondere Novaretti con Gentiletti la cui ultima apparizione in campionato risale a sette mesi fa! Ripeto la domanda-esortazione della scorsa settimana: è troppo pretendere che a raccontare le partite della seconda squadra del campionato vengano destinati telecronisti più preparati?

Il lapsus di Pioli
E’ vero, anche Pioli su Sky si è confuso. Ha dichiarato: «Comunque abbiamo recuperato un punto sulla Juve». Voleva dire “sulla Roma”, evidentemente, ma forse stava già volando al prossimo campionato…


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