Scandalo scommesse si consegna lo Zingaro ora il calcio trema (Il Messaggero)


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Ilievski, capo della banda implicata nell’inchiesta di Cremona si costituisce a Bergamo: è pronto a parlare anche della serie A.

LA SVOLTA
MILANO È durata quasi quattro anni la latitanza dello Sfregiato. Ed è finita ieri alle tre del pomeriggio, quando allo scalo di Bergamo da un aereo proveniente da Skopje è sceso Hristiyan Ilievski, il macedone capo degli Zingari. E’ lui, secondo i magistrati cremonesi dell’inchiesta sul calcioscommesse, l’uomo che scovava informazioni sicure sulle partite di serie A e B, che viaggiava su è giù per l’Italia agganciando giocatori e che li corrompeva a suon di mazzette da 50 a 200 mila euro affinché, con le loro prestazioni in campo, condizionassero i risultati. Ilievski si consegna non solo perché è stanco di sfuggire al mandato di cattura internazionale che pende sulla sua testa: «Ha intenzione di collaborare», trapela dalla Procura. E il calcio italiano trema.

CONTATTI CON DAN
Ilievski è un omone alto un metro e novanta per 120 chili, ha una lunga cicatrice sopra l’occhio sinistro ricordo di una ferita durante la guerra del Kosovo, quando era agente speciale della polizia macedone, ed è considerato il personaggio chiave del calcioscommesse: era lui ad avere rapporti diretti con Tan Set Eng, detto Den, il singaporiano al vertice della struttura delle combine internazionali. Gli Zingari facevano da intermediari tra Den e i calciatori e l’approccio del capo Ilievski non era certo tenero: se qualcosa andava storto e il risultato del match non rispettava gli accordi, i giocatori reclutati nel giro dovevano restituire i soldi. Senza sconti. Un accordo verbale che comprendeva minacce e intimidazioni. «Raccoglievo solo informazioni», è la replica dello Sfregiato. Per il gip Guido Salvini, invece, è «un associato di sicuro profilo» e il suo braccio destro Almir Gegic, arrestato a novembre 2012 e rimasto in carcere per quasi un anno, ha riconosciuto la sua posizione apicale: «Il numero uno è Ilievski, i soldi erano suoi. Lui sa tutto e ha incontrato molti giocatori». E a quanto pare ha ancora molto da raccontare ai magistrati, chiarendo aspetti controversi dell’inchiesta e magari facendo altri nomi.

SELFIE CON MAURI
Lo Zingaro, ad esempio, potrebbe spiegare il motivo per cui, il 14 maggio 2011, era a Formello, dove si allena la Lazio, con l’ex calciatore Alessandro Zamperini amico del capitano Stefano Mauri proprio il giorno di Lazio-Genoa. In due interrogatori l’ex difensore del Piacenza Carlo Gervasoni riferisce: «Zamperini serviva per avvicinare i giocatori della Lazio, come premeva a Gegic. Sapevo che Zamperini era amico di Mauri, secondo me serviva proprio per quello. Le partite che interessavano gli slavi erano Lazio-Genoa e Lecce-Lazio e credo che in entrambi i casi siano riusciti». Ilievski però, dalla sua latitanza tra i monti macedoni, ha preso le distanze: «Sono andato a Roma per avere informazioni, mi avevano detto che l’accordo prevedeva la Lazio in Champions e quindi che il Genoa dovesse perdere. Non sono riuscito a incontrare nessuno, nè Mauri nè Sculli». Ma c’è un fatto curioso riportato sempre da Gervasoni. Dopo Lazio-Genoa lo Sfregiato gli avrebbe mostrato una fotografia, scattata con il suo cellulare, che immortalava il macedone sotto braccio a Mauri. Di questo e molto altro potrebbe parlare Ilievski. Da meno di ventiquattr’ore è in una cella del carcere di Cremona e oggi sarà interrogato dal gip Salvini, proprio mentre il pm Roberto di Martino sta completando le richieste di rinvio a giudizio per sessanta indagati del calcioscommesse, tra giocatori, allenatori e dirigenti. La collaborazione dello Zingaro potrebbe aprire nuovi fronti e allungare la lista.
Claudia Guasco


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