Scatto Champions Keita insegue il gol (Corriere dello Sport)


Articolo letto: 3232 volte

A Parma la sua prima prodezza in serie A

di Fabrizio Patania
ROMA
Contropiede di Candreva, rete di Keita dopo aver saltato Mirante in uscita con un tocco delizioso. Era il 13 novembre 2013, al Tardini di Parma lo spagnolo segnava il suo primo gol in serie A alla prima presenza da titolare. Petkovic in panchina. Chiuderà il campionato, agli ordini di Reja e Bollini, con 25 presenze (di cui solo 14 da titolare, quasi tutte nel ritorno dopo la cessione di Hernanes), 5 gol e 5 assist. Il calcio disegna curiosi intrecci del destino e le possibilità che Keita, domani sera all’Olimpico con il Parma, torni nel blocco dei titolari a causa del mal di schiena di Klose sono elevatissime. Ci sono squadre, nelle carriere di ogni attaccante, a cui sembra più facile segnare. Mirante è avvertito e chissà che il numero 14 della Lazio, ancora a digiuno in campionato, non si sblocchi proprio affrontando il Parma. I tempi sono maturi. «Prima o poi arriverà» ha risposto sorridendo nella pancia dell’Olimpico dopo il pareggio con il Chievo. Una prodezza di Bizzarri gli aveva negato il gol del raddoppio che avrebbe chiuso la partita e spedito in orbita i cinquantamila dell’Olimpico. A Cagliari, all’inizio di aprile, il sinistro di Keita, servito da Felipe Anderson, era stato respinto sulla linea da Dessena. L’ingresso dello spagnolo determinante, perché riuscì a provocare due calci di rigore e l’espulsione di Diakitè. Due gol falliti in contropiede a Torino il 16 marzo, due settimane prima era andato vicino a segnare con il Sassuolo. Ora è il momento giusto per tornare a festeggiare e cancellare lo zero ai gol fatti in campionato. Strano, quasi un paradosso, per una Lazio così offensiva e in cui sono andati a rete tutti da centrocampo in su.

Attesa. Quest’anno Keita ha segnato solo in Coppa Italia, tre gol in cinque presenze, forse un segnale in attesa della finale con la Juve. Ora, però, deve sbloccarsi e tentare lo scatto Champions. Lo deve a Pioli, che lo ha gestito con parsimonia e gli ha concesso poco spazio nel girone d’andata, ma ha continuato a tenerlo in considerazione, gli ha fatto capire come muoversi senza palla e la necessità di dare profondità all’azione. Dopo l’infortunio di Djordjevic, Keita è diventato l’alternativa principale a Klose, ovviamente con caratteristiche diverse. Non può avere la stessa capacità del tedesco per far salire la squadra, ma protegge il pallone, è cresciuto dal punto di vista fisico, riesce a giocare in una posizione da punta centrale molto meglio di quanto facesse sino alla passata stagione. E’ stato un anno duro, di studio. Lo spagnolo ha reagito con personalità, ha accettato la panchina, sta provando a sfruttare le occasioni concesse dal tecnico, tenterà di agganciare e rincorrere il suo amico Felipe Anderson. Durante l’inverno lo ha abbracciato ad ogni suo gol. Ora toccherà ai due amici trascinare la Lazio verso la Champions. Tridente leggero con Candreva per piegare il Parma se Klose non riuscirà a recuperare.

Lista B. Non è stata sinora la stagione che Keita si aspettava, ma Lotito e il ds Tare non lo hanno messo in discussione e lo aspettano. Sta maturando. Resterà alla Lazio come alternativa a Klose e Djordjevic. Classe ‘95, due anni di tesseramento già trascorsi. Il regolamento Uefa consentirà al club biancoceleste di inserirlo nella lista B e lo spagnolo si trasformerà nel ventiseiesimo giocatore, un titolare aggiunto, dell’organico di Pioli. Un bel vantaggio, considerando le rose a numero chiuso e la necessità di trovare un minimo di quattro giocatori cresciuti nel proprio settore giovanile. In estate tutti dovranno fare i conti con le nuove regole.


  • Giorni

    aprile: 2015
    L M M G V S D
    « Mar    
     12345
    6789101112
    13141516171819
    20212223242526
    27282930  
  • Archivio

  • Meta