Scommesse ora le verità di Ilievski (Corriere dello Sport)


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Si costituisce uno dei boss degli “zingari”: oggi dal pm

di Andrea Ramazzotti
Milano
Il custode degli ultimi (?) segreti della vicenda del calcioscommesse si è costituito e da ieri è nel carcere di Cremona. Hristiyan Ilievski, uno dei boss degli “zingari”, oggi pomeriggio alle 13 sarà interrogato dal gip Guido Salvini e il calcio italiano potrebbe essere scosso da un violento terremoto, l’ennesimo da quando, nell’inverno del 2011, è iniziata quasi per caso questa inchiesta portata avanti dal pm Roberto Di Martino. Ilievski è ritenuto dagli inquirenti un personaggio «molto importante», colui che se dovvesse “davvero” collaborare, potrebbe allungare l’elenco dei giocatori, dei tesserati e delle partite combinate presenti in questa brutta storia. Insomma, da oggi qualche insospettabile potrebbe iniziare a tremare.

Storia. Ilievski era latitante da quattro anni. Gli inquirenti sapevano che si trovava in Macedonia grazie allo scambio di informazioni tra lo SCIP, Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia della Criminalpol (l’ufficio presso il quale è situato il punto di contatto nazionale della Task Force Interpol sul Match Fixing), le autorità macedoni e l’esperto per la sicurezza italiano in Macedonia. Da un anno lo “sfregiato”, così è stato ribattezzato da alcuni calciatori per una cicatrice che ha sul volto e che è… il ricordo della guerra in Kosovo, aveva preso come difensore di fiducia Luca Curatti. Il legale lo ha incontrato più volte: i due hanno parlato a lungo e, dopo 6 mesi di “trattativa” con la Questura, è arrivata la decisione di costituirsi. Con un volo proveniente dal Montenegro, Ilievski è atterrato ieri pomeriggio all’aeroporto di Orio al Serio dove è stato preso in consegna dagli uomini della Questura di Cremona.
Perché Ilievski ha deciso proprio ora di “arrendersi”? Perché la Macedonia ha recentemente emendato il proprio Codice Penale e attualmente per fenomeni di match-fixing e per il reato di scommesse clandestine vi sono pene fino a 10 anni di reclusione. I rapporti Italia-Macedonia, molto buoni grazie ad un ufficiale di collegamento italiano che è un funzionario della Polizia di Stato, hanno fatto il resto.

Risvolti e… Mauri. Prevedere quello che succederà adesso è difficile: molto dipenderà da quanto Ilievski deciderà di collaborare, da quanto… vuoterà il sacco. Gli inquirenti sperano che il suo contributo sia più “tangibile” rispetto a quello di Almir Gegic che si era costituito con le migliore intenzioni e che invece aveva negato la maggior parte degli addebiti definendosi un semplice acquirente di informazioni su partite truccate dai giocatori. Il capo degli zingari parla macedone e un po’ d’inglese, per questo è stata predisposta la presenza di un traduttore e un doppio interrogatorio davanti al gip (domani la seconda puntata?).
Nel 2011, l’anno della prima ondata di arresti, sembrava un “pesce piccolo” e invece mesi di indagini hanno fatto emergere il suo ruolo chiave di uomo che corrompeva i calciatori guardandoli in faccia e che cercava informazioni sicure per piazzare puntate milionarie con la banda di Singapore capeggiata da Tan Seet Eng. Non a caso è Ilievski, ex agente speciale della polizia macedone, a trovarsi nel maggio 2011 insieme a Zamperini a Formello, alla vigilia di Lazio-Genoa, e a mandare i suoi uomini a truccare Lecce-Lazio, due match per i quali è finito nei guai anche il capitano biancoceleste Mauri.


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