Domenica prossima partirà da Melbourne la nuova stagione di Formula 1.
Una rivoluzione (culturale) totale, quest'anno, voluta fortemente dal Presidente della Federazione Internazionale, Jean Todt, ex-DS alla Ferrari, sin dal primo giorno del suo insediamento.
Via i motori aspirati 8V da 2400cc che nelle ultime stagioni erano arrivati a un livello di "indistruttibilità" quasi incredibile (nel 2012/2013 in tre o quattro gare 22 arrivati su 22 partenti! una cosa che in F.1 praticamente mai), via l'aerodinamica super-pompata dei diffusori e delle ali posteriori, e anche via i musi alzati, le ali anteriori a tutta larghezza, etc.
Tante modifiche. Quella evidente sono i musetti (orribili!), quella sostanziale è il motore. O meglio, la POWER UNIT come viene chiamata adesso, essendo la combinazione di tre motori separati ma che lavorano in simbiosi: un V6 turbo da 1600cc da 600 CV più due motori elettrici da circa 250 ognuno, uno che accumula l'energia cinetica generata in frenata e l'altro che sfrutta i giri dell'albero motore/turbo. Uno che rilascia anche per venti, trenta secondi, "frustate" da 240 CV ad ogni giro, l'altro che all'occorrenza (in uscita di curva, specialmente) spinge il turbo in maniera ancora più robusta.
I tre motori lavorano armoniosamente (grazie alle mappature elettroniche), tanto che a detta dei piloti non esistono i famosi "buchi" di potenza dei vecchi turbo 1500 degli anni di Villeneuve e Prost, quando la potenza (il BMW 4 cil. turbo della Brabham di Piquet e l'Honda V6 della McLaren di Senna avevano ampiamente superato i 1000 CV in prova) arrivava di botto, come un calcio nella schiena, e guidare ovviamente era molto più complicato.
Oggi il percorso del giro di pista è più omogeneo (al di là del rumore, il vero e proprio rombo, tanto caro agli appassionati che è quasi sparito, soffocato, un borbottìo, starei per dire...) la guida è "buona" sia in curva che in pieno (sempre a detta dei piloti dopo le prime prove).
E c'è da dire che anche come tempi non siamo tanto indietro. Nelle prove in Bahrein l'altra settimana, Rosberg e Massa hanno girato a poco meno di un secondo dalla pole position dell'anno scorso... quindi come prestazioni assolute le macchine sono molto molto avanti (e qualche giornalista a Gennaio andava a dire che forse sarebbe stato meglio far correre le GP2...)
Ciò che manca, ancora quasi del tutto, è l'affidabilità. O meglio, è ancora tutto un'incognita. Probabilmente in Australia assisteremo a numerosissimi ritiri per guasto e, come ha detto Jacques Villeneuve in una recente intervista, è addirittura probabile che una Marussia o una Caterham a Melbourne andranno a podio...
I costruttori di motori sono tre:
1 - Mercedes, che va più che bene, che equipaggia Mercedes, McLaren, WIlliams, Force India. Le Mercedes di Hamilton e Rosberg partono stra-favorite se non per vincere il Campionato (forse sì) almeno per dimostrarsi più pronte al via e nelle prime gare del Campionato. Benissimo anche la Williams, revitalizzata anche dall'arrivo di Felipe Massa che forse non era così bollito come avevamo tutti creduto l'anno scorso.
2 - Ferrari, ancora un gradino più in basso. Ma gli esperti lo giudicano in grado di tenere un passo-gara insostenibile al Mercedes. Alonso e Raikkonen sono la coppia più indicata per questi motori e queste situazioni: esperti, veloci, tosti tutti e due. Partono "liberi", senza indicazioni di chi sia la prima e la seconda guida. Questo, storicamente, a meno di divari di prestazioni evidenti dopo le prime gare, ha portato sempre guai. Pensate alle coppie "telluriche" Senna-Prost, Mansell-Prost, più indietro Peterson-Fittipaldi, o Mansell-Piquet che addirittura finirono secondo e terzo con le Williams nel 1986, fregati all'ultimo GP da quel [...]ne di Alain Prost... Il motore Ferrari ce l'hanno anche Sauber e Marussia.
3 - Renault, un disastro. Sia la Red Bull (pluri-Campioni del Mondo in carica), sia la Lotus, sia la Toro Rosso stanno letteralmente con le pezze... paradossalmente a fare le migliori prestazioni fra i team equipaggiati dal motore francese, nel corso delle prove è stata la cenerentola-Caterham...
Vettel ha un diavolo per capello, la nuova Red Bull sembra completamente sbagliata, si rompe, brucia o addirittura esplode dopo appena un paio di giri... incredibile. Parlano della necessità di un progetto completamente nuovo, ma io credo che il genio di Adrian Newey (il progettista) saprà tirare fuori il coniglio dal cilindro.
Mi sbilancio con un pronostico "affettivo": vincerà un Mercedes credo, Rosberg (più che Hamilton), con Alonso e Massa per la gara di Melbourne, e Vettel comunque non lontanissimo. La sorpresa: Valtteri Bottas, Finlandese della Williams, forte come un torello. E teniamo d'occhio (anche in ottica campionato) Nico Hulkenberg con la Force India (Mercedes).
Ho detto.