Dal Mag: Tragedia al Giro 2011: la morte di Wouter Weylandt

Aperto da Lazio.net, 10 Mag 2011, 14:23

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di Eagles77

...

Era biondo. Alto, di una bellezza nordica particolare. Fisico robusto da velocista classico. Aveva deciso quest'anno di cambiare squadra per poter uscire dall'ombra di Boonen, e poter far vedere che la vittoria dello scorso anno al Giro non era frutto del caso.
E invece non ha fatto in tempo, ed è rimasto li, lungo la discesa del Passo del Bocco, un nome che rimarrà impresso nella mente degli sportivi come il Portet d'Aspin o il Mont Ventoux che videro morire Casartelli e Tom Simpson, solo per ricordarne due.
E' caduto per…

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radar

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Da semplice appassionato di automobilismo, e poi quando l'ho seguito da professionista, ho vissuto, moltiplicate per cento queste sensazioni ogni volta che un incidente mortale avveniva in corsa. In un'epoca dove non si correva a Istambul o a Sepang dove vie di fuga kilometriche e spazi ampissimi impediscono praticamente di andare a sbattere. Ma a Spa-Francorchamps, il vecchio circuito stradale con case, muretti, filo spinato, ponticelli e file infinite di alberi lungo strada, o al Nurburgring o a Reims o al Montjuich di Barcelona.
Dove se uscivi non potevi non farti male. In anni in cui dei 25 che partivano a inizio stagione, a Dicembre ne arrivavano la metà.
Ecco, e ogni volta ogni volta, immancabili i soloni, i moralizzatori, le articolesse urlate contro questo sport crudele, lo spettacolo della morte e via cinciando. A Enzo Ferrari lo chiamarono "Il moderno Saturno che divora i suoi figli"...
Alla stessa stregua dei pezzi scritti oggi per questo povero ragazzo belga. Che faceva, alla fine, come tutti quelli a cui ho fatto cenno, da Achille Varzi a Villeneuve, da Ascari a Ayrton Senna, da Casartelli a Saarinen e Pasolini, quello che più amava al mondo.

bak

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Non ho parole:

Ciclismo, è morto Michele Scarponi, vittima di un tragico incidente stradale

Michele Scarponi è morto stamattina in un incidente stradale a Filottrano. L'atleta, a ridosso delle 8, si è scontrato frontalmente con un camion in via dell'Industria. Un normale allenamento si è trasformato in tragedia, il tutto sotto lo sguardo attonito di decine di automobilisti che si sono subito resi conto della gravità della situazione. Attivato il 118, la centrale operativa ha provveduto ad inviare un'ambulanza infermieristica che in pochi minuti ha raggiunto il luogo dell'intervento. Nel frattempo, dall'ospedale regionale di Torrette di Ancona, si alzava in volo l'elicottero. L'anestesista rianimatore non ha potuto far altro che constatare il decesso. Scarponi, 37 anni, è deceduto sul colpo.
AL GIRO — Professionista dal 2002, noto a tutti per le grandi doti di scalatore, Scarponi aveva vinto il Giro d'Italia 2011 dopo la squalifica di Alberto Contador ed era stato appena promosso capitano della squadra kazaka per il prossimo Giro d'Italia dopo il forfait di Fabio Aru. Appena cinque giorni fa aveva vinto la prima tappa del Tour of the Alps indossando la maglia di leader, la stessa che ha portato ai suoi figli gemelli venerdì sera, come mostra la foto pubblicata su twitter. Scarponi era conosciuto e apprezzato anche per le sue doti umane: sorridente e sempre pronto alla battuta, spesso iniziava gli allenamenti in compagnia del suo pappagallo Frankie, ripreso più volte in video postati sul suo profilo twitter. Era uno dei corridori più amati in gruppo. Lascia la moglie e due figli gemelli. Una notizia pesantissima per il mondo del ciclismo, a meno di due settimane dal via del Giro d'Italia, la corsa che lo ha visto vincere due tappe nel 2009. Nella stessa stagione aveva conquistato anche la classifica generale della Tirreno-Adriatico.
Gasport 

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nfario

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Da quando questa mattina ho appreso la notizia della morte di Scarponi, non riesco a riprendermi. Sono un amante del ciclismo e Scarponi è un grande che lascia il mondo delle due ruote. Un vero professionista, sorridente, ironico, sempre a disposizione per la squadra e per i suoi capitani, un uomo d'altri tempi. Ciao michele riposa in pace, si vede che il Signore ti voleva al suo fianco.
Mancherai a molti nel ciclismo

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