Eccoci finalmente a presentare il Giro D'Italia 2013, 3455 km, 23 squadre al via, 2 tappe a cronometro (tra cui una cronoscalata di 20km), 7 arrivi per velocisti, 6 arrivi in salita, 5 tappe di media montagna e una cronosquadre.
Affrontiamo prima una breve analisi del percorso e successivamente daremo uno sguardo ai protagonisti.
Giro disegnato per gli scalatori dunque, si parte accantonando il classico cronoprologo a favore di una tappa con doppio circuito a Napoli, di 130 km che vedrà all'arrivo il primo volatone generale.
Scenario bellissimo, la tappa è disegnata in modo che la prima parte (circuito largo di 16km) prevede 4 volte la "scalata" di Posillipo, in origine doveva essere affrontata 10 volte ma poi si è pensato fosse troppo selettiva. La seconda parte prevede un circuito di 8km interamente pianeggianti.
Domani ci sarà invece la cronosquadre di 16km, anche qui suggestivo lo scenario di Ischia, con percorso per niente facile che porterà ad avere sorprese nel risultato.
Lunedì 6 si scende verso Ascea Marina, 222km lungo la costiera amalfitana, tappa mangia e bevi, classica da fuga.
La quarta tappa di 246 km porta in Calabria a Serra San Bruno, dopo i primi 200km lungo la costa tirrenica si affronta l'entroterra con due ascese che potranno aiutare chi inseguirà i fuggitivi di giornata.
Le tappe successive con arrivi a Matera e a Marghetita di Savoia non presentano particolari asperità mentre si preannuncia divertente la tappa con arrivo a Pescara, ricca di saliscendi e senza un metro di pianura.
L'ottava tappa darà i primi verdetti del Giro, la crono di Gabicce di 55km non è adatta agli specialisti, presenta un percorso tortuoso fatto di salite e discese con arrivo a Saltara in lieve ascesa.
Prima della giornata di riposto si arriva a Firenze nella classica tappa appenninica con 4GPM molto interessanti, dove sicuramente non vedremo i big affrontarsi a viso aperto ma lo spettacolo non mancherà considerando proprio il riposo nel giorno successivo.
Si riprenderà con la decima tappa dopo il megatrasferimento in Friuli e con il primo arrivo in salita, sull'Altopiano del Montasio dopo 22km di ascesa con pendenze massime al 20% quando mancheranno 3-4km al traguardo.
Non dura come la precedente ma molto interessante e con un altro arrivo in salita, è l'undicesima tappa con arrivo a al Vajont nell'anniversario della sciagura del 1963. L'asperità di tappa è la salita verso la Sella Ciampigotto, 17 km pedalabili.
Dopo due tappe per riprendere fiato, la 14a che porta a Bardonecchia, presenta la salita del Sestiere, 42 km di ascesa, ma con i primi 30 in discreto falsopiano e gli ultimi tra il 4 e 6% che non porteranno sconvolgimenti alla tappa come potrà fare l'ultima salita proprio verso Bardonecchia.
La quindicesima tappa, prima del secondo giorno di riposo, porta a omaggiare la vittoria di Pantani 15 anni fa al Tour e si ripercorreranno quelle strade arrivando sul Galibier dopo l'antipasto classico del Telegraphe. Tappa breve ma inutile dire, spettacolare.
Dopo il giorno di riposo si arriva a Ivrea passando per il Moncenisio ma non dalla parte più dura, classica tappa da fuga.
Prima di affrontare la cronoscalata di Polsa, ci sarà l'arrivo per i velocisti superstiti a Vicenza.
La crono di 20km è adatta più agli scalatori passisti che ai veri e propri scattisti, non ci sono pendenze da garage, ma si sale regolarmente, la pendenza media è del 6.6%.
Si farà però sentire sulle gambe soprattutto perché prima dell'arrivo di Brescia li aspetta un dittico niente male.
Prima l'arrivo a Val Martello, dopo aver affrontato il leggendario Gavia (16km di salita all'8% con punte del 15%) e lo Stelvio (21km al 7%). Tappa breve, 139km, ma meravigliosa. Di solito le tappe brevi sono anche le più spettacolari.
Seguirà, il giorno dopo, la tappa delle Tre Cime di Lavaredo, 203km con 5 GPM tra i quali il San Pellegrino, il Giau e il Passo Tre Croci, prima di arrivare alle tre cime, tutte montagne che hanno fatto la storia del Giro.
Il 26 maggio, mentre noi saremo in ansia per la partita di Coppa, a Brescia si incoronerà il vincitore del Giro che ci aspettiamo essere tra i più belli, almeno sulla carta è così, ma la corsa come al solito, la faranno i protagonisti.
(seguirà analisi dei protagonisti)