Comincia bene il campionato della Lazio che, all'esordio stagionale, soprattutto nel primo tempo, dà una bella dimostrazione di gioco: grande velocità, supporto negli attacchi e senso pratico, con una mischia di grande valore ed i tre quarti guidati dal solito Manu. Al contrario, L'Aquila è da rivedere. Non pervenuta nel primo tempo e soltanto nel secondo avanti con orgoglio, ma con una tattica monocorde: avanti in percussione, senza mai proporre un'apertura vera. Basti pensare che in superiorità numerica per venti minuti nella ripresa, ha dovuto attenderne sedici per riuscire a trovare il buco giusto dopo molteplici tentativi falliti. La squadra, poi, ha commesso anche errori in difesa. Esempi? La terza meta segnata da Rubini, che rubava l'ovale a metà campo su un attacco aquilano per andare via prima al piede e poi alla mano in mezzo ai pali. Il cuore disegnato sulle maglie ospiti non basta, ci vuole un supporto tecnico che al momento manca, come ha ammesso lo stesso capitano neroverde Marco Di Massimo: «Dopo quel primo tempo disastroso, negli spogliatoi ci siamo detti che non si poteva fare una figura del genere. Ma a quel punto l'unico obiettivo era limitare i danni e salvare l'onore».
Felicità
Al contrario, in casa Lazio c'è soddisfazione per una squadra rinnovata che ha messo in mostra un grande Rubini, migliore in campo, eccezionale nel dettare i tempi ai suoi tre quarti con aperture veloci e precise. E poi capitan Claudio Mannucci è stato il solito trascinatore. Sua la prima meta di forza ed astuzia: «Abbiamo giocato bene, però c'è ancora da lavorare; dobbiamo rimanere sempre concentrati, anche quando si è avanti di trenta punti». Ricalca grosso modo gli stesso concetti il tecnico Victor Jimenez, sempre più bravo a calarsi nella parte: «In effetti — spiega — siamo stati bravi per i primi 35 minuti, poi abbiamo messo un po' il freno a mano e nella ripresa abbiamo perso lucidità, commettendo qualche errore di troppo. L'atteggiamento è importante, perché se rinunci, puoi trovare un avversario che prende fiducia e fa girare una partita stravinta. Poi dobbiamo evitare i falli, specie con l'ovale in nostro possesso. Peccati di gioventù, ma siamo agli inizi. La squadra è nuova, vi assicuro che sappiamo fare molto meglio. Quest'anno sarà una Lazio d'attacco che vuole essere protagonista».
LAZIO-L'AQUILA 42-12
MARCATORI m. Mannucci tr. Gerber (L) al 5', m. Manu tr. Gerber (L) al 12', c.p. Gerber (L) al 17', m. Ventricelli (L) al 24', c.p. Gerber (L) al 29', m. Rubini tr. Gerber (L) al 39'; m. Turner (A) al 42'p.t.; m. Zaffiri tr. Falsaperla L. (A) al 16'. cp Gerber (L) al 23', m. Bisegni (L) al 37' s.t.
LAZIO Gerber; Sepe (dal 1' s.t. Bruni), Bisegni, Manu, Tartaglia; Rubini, Canale (dal 29' s.t. Bonavolontà); Mannucci, Ventricelli (dal 21' s.t. Nitoglia), Riccioli (dal 12' s.t. Zanini); Colabianchi, Nardi; Young (dal 39' s.t. Torda), Fabiani (dal 21' s.t. Lorenzini), Pepoli (dal 21' s.t. Pietrosanti).
All.: De Angelis-Jimenez
L'AQUILA Falsaperla M.; Robinson, Lorenzetti (dal 20' s.t. Ceccarelli), Di Massimo, Cogaci (dal 36' s.t. Palmisano); Falsaperla L. (dal 26' st. Antonelli), Fidanza; Turner, Zaffiri ( dal 20' s.t. Santavicca), Cialone; Mancinelli (dal 1' s.t. Vaggi), Wilson; Brandolini (dall'11' s.t. Colaiuda), Subrizi (dall'11' s.t. Cocchiano), Milani (dal 15' s.t. Rorilio). All.: Lorenzetti.
ARBITRO Damasco.
NOTE p.t. 34-5, Ammoniti Wilson, Fabiani,
Nardi. Spettatori 1200 circa. (giorgio lo giudice)