Sei Nazioni 2020

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Re:Sei Nazioni 2020
« Risposta #20 il: 25 Feb 2020, 16:58 »
https://www.ultimouomo.com/rugby-italia-va-male-sei-nazioni/

Articolo molto interessante su L'Ultimo Uomo.
Re:Sei Nazioni 2020
« Risposta #21 il: 25 Feb 2020, 17:18 »
https://www.ultimouomo.com/rugby-italia-va-male-sei-nazioni/

Articolo molto interessante su L'Ultimo Uomo.

mo dire che l'opinione pubblica è addirittura spaccata su O'Shea me pare esagerato.
Re:Sei Nazioni 2020
« Risposta #22 il: 25 Feb 2020, 17:22 »
comunque la differenza tecnica che ho potuto vedere tra le due partite di sabato italia-scozia e francia-galles è più o meno equivalente alla differenza, in termini calcistici, tra aglianese-scandicci e barca-liverpool.
Re:Sei Nazioni 2020
« Risposta #23 il: 25 Feb 2020, 17:57 »
https://www.ultimouomo.com/rugby-italia-va-male-sei-nazioni/

Articolo molto interessante su L'Ultimo Uomo.

Articolo abbastanza banale, scritto probabilmente sfogliando molto (troppo) wikipedia.
Non perché la situazione non sia difficile, che non serve essere un esperto di rugby per capirlo, ma per una serie abbastanza importante di cose imprecise che scrive. E di banalità.
Leggo che l'autore dell'articolo é nato nel 94 quindi l'esperienza del Mediolanum di Berlusconi non può ricordarsela ma fu un bagno di sangue economico e di immagine del rugby italiano che ha lasciato solo macerie. L'Amatori Milano, club storico del rugby italiano il cui diritto sportivo fu cooptato da Berlusconi, non si é più ripresa da allora.
Altro tema é il paragone con il Giappone, che lascia il tempo che trova, tenuto conto che tutte le cose che il Giappone ha intrapreso hanno avuto come volano l'assegnazione del campionato del mondo. GAC che poi hanno investito in strutture. Senza contare che, comunque, la nazionale nipponica di nippone c'ha ben poco. La feroce politica di naturalizzazione di giocatori dell'emisfero sud non credo sia una via praticabile in Italia. Fortunatamente.
Anche l'analisi della situazione del rugby francese é abbastanza confusa. Non sono 3 partite giocate bene in un torneo post-mondiali (tradizionalmente di transizione per tutte le squadre) che possono modificare un decennio di grossi problemi.
Re:Sei Nazioni 2020
« Risposta #24 il: 25 Feb 2020, 18:43 »
Articolo abbastanza banale, scritto probabilmente sfogliando molto (troppo) wikipedia.
Non perché la situazione non sia difficile, che non serve essere un esperto di rugby per capirlo, ma per una serie abbastanza importante di cose imprecise che scrive. E di banalità.
Leggo che l'autore dell'articolo é nato nel 94 quindi l'esperienza del Mediolanum di Berlusconi non può ricordarsela ma fu un bagno di sangue economico e di immagine del rugby italiano che ha lasciato solo macerie. L'Amatori Milano, club storico del rugby italiano il cui diritto sportivo fu cooptato da Berlusconi, non si é più ripresa da allora.
Altro tema é il paragone con il Giappone, che lascia il tempo che trova, tenuto conto che tutte le cose che il Giappone ha intrapreso hanno avuto come volano l'assegnazione del campionato del mondo. GAC che poi hanno investito in strutture. Senza contare che, comunque, la nazionale nipponica di nippone c'ha ben poco. La feroce politica di naturalizzazione di giocatori dell'emisfero sud non credo sia una via praticabile in Italia. Fortunatamente.
Anche l'analisi della situazione del rugby francese é abbastanza confusa. Non sono 3 partite giocate bene in un torneo post-mondiali (tradizionalmente di transizione per tutte le squadre) che possono modificare un decennio di grossi problemi.

Interessantissimo il tuo punto di vista che approfondirò. Tutto ciò che scrivono su quel sito é da prendere con le pinze, ma in un mare di commenti social quali: "usciamo, che ci facciamo al 6 nazioni, vergogna ecc ecc" mi é sembrata almeno una base dalla quale partire.
Mi sono appassionato da un annetto a questo sport, mi consigli qualche lettura?
Re:Sei Nazioni 2020
« Risposta #25 il: 25 Feb 2020, 19:29 »
Un po' datato ma molto emozionante, ti consiglio "L'arte del Rugby" di Spiro Zavos.

Senno', molto bello, per capire come funziona il rugby in Italia puoi leggere "Rugbyland, viaggio nell'Italia del rugby".

poi ce ne sarebbe anche un terzo ma non mi ricordo il titolo e appena lo trovo te lo dico.

Re:Sei Nazioni 2020
« Risposta #26 il: 25 Feb 2020, 20:19 »
Che poi manco Wikipedia sa utilizzare.




Col cazzo, col grandissimo cazzo che se lo frega.
Zinzan Brooke, probabilmente tra i 5 migliori 8 della storia del rugby mondiale, non ha mai giocato a Milano. Fu ingaggiato dalla SS Lazio Rugby nel 1990 in serie A2 dove giocò un anno, credo, o forse due e poi andò al Casale per poi tornare in Nuova Zelanda.




Diego Dominguez, il giocatore più rappresentativo della nazionale italiana é arrivato da noi che aveva 24 anni. Non solo é stato formato in Argentina ma aveva anche giocato due partite con i Pumas, ma allora questo non impediva di poter poi cambiare nazionale.

Giusto le prime due imprecisioni che mi vengono in mente.
Re:Sei Nazioni 2020
« Risposta #27 il: 26 Feb 2020, 09:40 »
Tralaltro, perché la notte non é sempre detto che porti consiglio, c'é una fattore fondamentale che l'estensore dell'articolo dimentica di scrivere. Non un dettaglio ma il cuore del problema.
Che a metà degli anni 90 il rugby é diventato uno sport professionistico. Fino a quel momento i grandi campioni dell'emisfero sud venivano in Italia a giocare nelle pause dei loro campionati sfruttando il fatto che mentre da loro era estate qui era inverno. Ed essendo sulla carta dilettanti spesso non costavano tanto. Questo permise appunto al Petrarca Padova di far venire a giocare nel campionato italiano gente come Campese, Botha, Shelford, Kirwan, Lynagh e tanti altri. Addirittura, appunto, uno dei migliori giocatori della storia del rugby venne a giocare in A2 con la Lazio.
Questo permetteva a società semi dilettantistiche di portare in Italia giocatori che hanno fatto la storia di questo sport senza averne i mezzi. E' simpatico scrivere che i Giapponesi possono permettersi Dan Carter e che noi dovremmo fare la stessa cosa. Ma Dan Carter non é più, come poteva esserlo un David Campese negli anni 80, un dilettante fenomenale che si allena 3 volte a settimana e lo porti a Padova 4 mesi l'anno con la scusa di un pur notevole rimborso spese. Dan Carter a Parigi stava sui 2 milioni di euro l'anno. Come cazzo ce lo porti a Rovigo ?
Oggi il rugby é uno sport professionistico che comporta, per le società spese importanti. Una rosa decente deve comprendere almeno 40 giocatori. Un botto. La Benetton, sebbene sia sponsorizzata da una delle aziende più ricche e conosciute del paese, ha un budget intorno ai 10 milioni l'anno, che per le nostre latitudini é un'enormità. E credo riceva anche dei fondi federali grazie alla lega celtica.
Ma sono soldi che non ritornano. Se gli dice benissimo alla fine dell'anno vanno pari.
Si, certo, un campionato italiano in cui ci fossero 10, 15 squadre sarebbe bellissimo, ma anche in Francia arrivano difficilmente ad avere 10 squadre competitive. E va detto anche che questo fenomeno ha devastato il serbatoio storico del rugby francese facendo affondare tutte quelle piccole squadre che per decenni hanno dominato il campionato transalpino. Perché, nel periodo dilettantistico, era facile per i piccoli paesi pirenaici avere squadre competitive pagando, magari, i giocatori con assunzioni in comune o cose del genere. Questo periodo é finito. Anche il rugby francese si sta polarizzando sui grandi centri urbani, dove ci sono i fondi. E anche in questo caso, spesso, la questione é complicata. Due anni fa lo Stade Français ha rischiato, e in parte ancora rischia, il fallimento e aveva addirittura proposto la fusione con i rivali storici del Racing.
Insomma, la questione é complicata, in parte per ragioni storiche legate allo sviluppo del rugby italiano che é eccessivamente legato a zone geografiche ben precise* e in parte anche per l'evoluzione del rugby internazionale che richiede sempre più fondi e risorse anche in paese più evoluti del nostro.

* Giusto per dire, quest'anno ci sarà il campionato del mondo U20 in Italia. Un evento piuttosto seguito nei paesi dove il rugby é sport importante. Tutte le partite si giocheranno tra Verona, Viadana e Calvisano. Per dire dell'iniquità della questione.
Re:Sei Nazioni 2020
« Risposta #28 il: 26 Feb 2020, 16:02 »
Innanzitutto grazie mille per i libri consigliati.
Interessante tutto ciò che hai spiegato, non pensavo che la situazione fosse questa.
Secondo te é un problema "culturale" il nostro, oppure economico/ strutturale?
O tutto un po' insieme?
Penso che sia un discorso molto ampio e se ne potrebbe parlare per giorni...

Offline chuck6

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Re:Sei Nazioni 2020
« Risposta #29 il: 26 Feb 2020, 16:36 »
Per me è anche una questione di programmazione e di mindset italiano: il rugby è uno sport ad alto livello sempre più tecnico e in alcune fasi "meccanico" (ripetizione del gesto, studio), e noi, come popolo amante dell'arrangiarsi e dell'ultimo minuto, in questo contesto siamo un po' da costruire. Sulla programmazione boh, mi sembra che ci sia stata una casualità estrema, negli ultimi 10 anni, sull'organizzazione delle cose. Penso alla gestione delle Accademie (apri chiudi apri richiudi) e alla gestione del Seven olimpico che dovrebbe essere un minimo curato (e invece pure lì, accademia si no forse no aspetta forse la fanno le Fiamme Oro ah no).
Re:Sei Nazioni 2020
« Risposta #30 il: 26 Feb 2020, 17:00 »
[...]e noi, come popolo amante dell'arrangiarsi e dell'ultimo minuto,[...]

Scusa, ho smesso appena letta questa frase. No, te prego, il lombrosismo applicato al rugby no.
Non gliela faccio, da italiano che vive all'estero da 23 anni questa affermazione non si può' leggere.
In sincera amicizia. Mammagari fosse quello il problema.

Offline chuck6

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4541
Re:Sei Nazioni 2020
« Risposta #31 il: 26 Feb 2020, 17:42 »
Scusa, ho smesso appena letta questa frase. No, te prego, il lombrosismo applicato al rugby no.
Non gliela faccio, da italiano che vive all'estero da 23 anni questa affermazione non si può' leggere.
In sincera amicizia. Mammagari fosse quello il problema.

Non è essere lombrosiano, anche io sono in Uk da un paio d'anni, e non sto criticando l'Italia, anzi, per certi versi credo che l'atteggiamento "meccanico" e non flessibile sfiori, in tanti ambiti, l'ottusità. Per la programmazione, da osservatore ed ex praticante, credo avremmo da imparare dalla semplice gestione di un club di medio livello come quello per cui gioca mio figlio ora (e, per quanto riguarda il minirugby, preparazione dei tecnici e introduzione al gioco attraverso il tag rugby).
Re:Sei Nazioni 2020
« Risposta #32 il: 26 Feb 2020, 19:59 »
Non è essere lombrosiano, anche io sono in Uk da un paio d'anni, e non sto criticando l'Italia, anzi, per certi versi credo che l'atteggiamento "meccanico" e non flessibile sfiori, in tanti ambiti, l'ottusità. Per la programmazione, da osservatore ed ex praticante, credo avremmo da imparare dalla semplice gestione di un club di medio livello come quello per cui gioca mio figlio ora (e, per quanto riguarda il minirugby, preparazione dei tecnici e introduzione al gioco attraverso il tag rugby).

Non é quello che hai scritto pero'.
Il popolo amante dell'arte di arrangiarsi non é questo. Che il rugby in Inghilterra sia più organizzato pur non avendo mai messo piede in un club house inglese lo avrei detto anch'io. Ma non é perché loro sono inglesi e noi italiani. Ma perché da loro il rugby é sport nazionale praticato da 5 milione di persone mentre da noi é uno sport  di nicchia.
Bisogna anche vedere quali sono le condizioni economiche, strutturali e sociali in cui vivono i club.

Offline Lativm88

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Re:Sei Nazioni 2020
« Risposta #33 il: 26 Feb 2020, 21:24 »
Annullata Irlanda Italia su iniziativa della federazione irlandese
 

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