Finale maschile che, in fondo, rispetta tutti i pronostici.
Zverev mette in bacheca uno Slam com'era giusto che fosse, seppur sfiorando un'altra volta lo psicodramma al quarto set, perso al tie-break.
Sebbene non abbia avuto nemmeno un match point in quell'occasione, mi sembra che a un certo punto fosse avanti di un minibreak. E queste cose possono far male in uno sport dove la testa conta almeno quanto il fisico.
Il buon Cobolli dimostra un notevole spirito combattivo, e questo gli fa onore. Ma, in quanto romoletto prima che tennista, non sfugge all'atroce dilemma che ha tatuato sulla pelle (anche se non si vede) assieme alla "cana". Inutile che vi dica di cosa si tratta, amici miei: tanto lo avrete sicuramente intuito...

Come alcuni suoi illustri predecessori hanno fatto (e parteggiavano sia per l'una che per l'altra sponda calcistica del Tevere), forse gli converrebbe ostentare un po' meno il suo lato difettoso. Ne guadagnerebbe in simpatia, anche da queste parti.