Citazione di: Azzurra il 06 Ago 2013, 14:31
Il calcio è stato sempre disegnato come una passione per soli uomini, uno "sport da duri" che solo il cromosoma xy è in grado di intendere.
Ma vi siete mai chiesti cosa accade quando questa passione porta invece il "fiocco rosa?"
Donne e pallone un binomio che non suona molto bene eppure la passione femminile quando ci si mette è davvero imbattibile.
Questa è la storia di una bambina di 4 anni che il papà la domenica prendeva sulle spalle e la portava prima sui campi di provincia a tifare per il fratello maggiore e poi tutti insieme alla volta dello Stadio per seguire i colori biancocelesti.
"Papà perché a Iaio non è buono goal?" "Perché stava in fuorigioco!" "E'?" "niente tra qualche anno te lo spiego..almeno ci provo..."
Il fuorigioco! Il primo vero dramma sportivo per una donna!
Se solo ripenso a quante volte mio padre me lo ha spiegato e il mio viso prendeva la forma di un punto interrogativo mi viene da sorridere. Eppure giorno dopo giorno domenica dopo domenica, anche se non capivo il fuorigioco quella passione cresceva e i gradini dello Stadio mi mettevano i brividi!
La partita era Lazio Cagliari, in porta giocava un coraggioso Carlo Cudicini,entrato a sostituire Marcheggiani , ed io facevo la mia prima apparizioni in quella che da quel giorno sarebbe divenuta la mia seconda casa :la Curva Nord.
Grazie a mio padre avevo già un bagaglio culturale di Lazio di tutto rispetto, a 10 anni sapevo la formazione del primo scudetto a memoria, ero "innamorata" persa di Valerio Fiori e scrivevo "W LAZIO" ovunque mi capitasse. Mia madre si disperava perché diceva che ero un maschiaccio.
Quando c'era da giocare il mio passatempo preferito era "tirare i rigori" e la prima canzone che canticchiavo "la società dei magnaccioni".
Potevo stare ore a guardare un pallone rotolare, e a sfogliare l'album Panini, con i giocatori della seconda squadra della Capitale rigorosamente "appiccicati" storti e all'incontrario!
Domenica dopo domenica mi sono fatta "adulta" in quella Curva, dove per anni ho parlato con il mio vicino di posto senza sapere nemmeno come si chiamasse.
Già è questo il bello della Curva, voli per terra per un goal e trovi sempre una mano sconosciuta ma amica pronta a tirarti su, trovi sempre un abbracciol, uno sguardo di intesa con qualcuno di cui non sai nulla eppure nei suoi occhi leggi le tue stesse emozioni.
E quante volte ti trovi a litigare con chi ti dice: "ma sei na femmina che ne capisci di pallone"!..quante volte a quei fenomeni avrei voluto dare un bel pugno nello stomaco, ma essere donne nel pallone e sopratutto donne Laziali significa avere stile e cervello..e con certi soggetti basta solo un sorriso beffardo per mandarli a K.O.
Donna Laziale quanto mi piace questa definizione! La mia Passione, la mia Fede fregandomene di tutto e tutti... anche della regola del fuorigioco!
Che la passione femminile per il calcio delle donne, quando vera e non filtrata da un semplice "innamoramento" per le fattezze di un giocatore x, sia più forte di quella di un uomo, lo penso da sempre.
Ho avuto due esempi, la mia amica grazie alla quale sono diventato della Lazio, e quella che una volta era mia amica, romanista fino al midollo.
Con Sara, la mia amica laziale, ci ritrovammo, in lacrime, il giorno dello scudetto, a recitare a memoria la formazione della prima partita che vedemmo insieme, circa 15 anni prima.
Una Lazialità pura, una conoscenza calcistica quasi parossistica.
Vorrei dire "quasi maschile", ma sarebbe un concetto sessista.
Credo pero', che la passione femminile per il calcio, diventi piu' forte e ancor piu' incrollabile di quella maschile, per il fatto che deve essere, almeno in partenza, "accettata".
E allora ci si mette più impegno, e la squadra si ama piu' forte.
Ma quanto sono belle, le donne Laziali, soprattutto.