In un paese democraticamente normale, domani anche il più novello dei giornalisti avrebbe fatto una onesta disamina su queste prime 3 giornate di campionato, definendolo per quello che è, ovvero finto e falso per le posizioni che contano ai fini della CL, ( anche ) quest'anno già decise in estate. Non tanto questa disamina sarebbe necessaria per i gobbi e il naples ( storie diverse per entrambi ), ma per gli innominabili. Parlavo di un paese normale e democratico. Ma l'Italia, a livello di libertà di stampa è intorno al sessantesimo posto in una rigorosa e autorevole classifica stilata tempo fa, ovvero dietro anche a nazioni africane che hanno conclamate dittature al governo. Per libertà di stampa si intende ovviamente stampa scevra da ogni influenza politica, economica e di corruzione. Dunque, cosa aspettarsi dopo l'ennesimo scempio di oggi? Nulla. Esattamente nulla. Già dal primo secondo dopo il fischio finale dell'ennesima partita farsa, non c'è spazio per nessuna disamina di nessun tipo, c'è solo e solamente l'esaltazione di un coatto sfatto, degno rappresentante di un "popolo" di madri ignote. Questo è e questo sarà fino a che il teatrino mafioso, che comprende economia e politica, starà in piedi. Soluzioni? Forse una, una bella rivoluzione. Ma siamo in Italia e siamo nel 2016, non accadrà. Occhio che per rivoluzione si intende un cambio radicale della politica, della cultura italiana etc etc a tutti i livelli, dunque al momento è pura utopia. Nota a margine : segnarsi bene il nome dell'arbitro di oggi, uno di cui sentiremo sicuramente parlare anche in futuro, in quanto è tra quelli della nouvelle vague che più è servo e perfetto esecutore di tutto ciò che vediamo ogni domenica in campo. E questo signore, dopo il rigore e fischio finale, se la rideva beatamente, tutto felice. Si, proprio così, rideva.