Voglio andare controcorrente e pensare positivo: a me gli americani non preoccupano, per vari motivi:
1) la asriommma ha sempre avuto bisogno di avere il fiato sul collo del proprio presidente per i seguenti motivi:
- per rendere in campo
- per esaltarsi mediaticamente
- per piangere a fine partita su torti subiti
- per lamentarsi su rigori non dati
- per fomentarsi in campo
E il patron invece è lontano, non credo verrà ad abitare a Roma e a guardarli ogni domenica, quindi ci saranno periodi in cui le cose magari non andranno lisce come l'olio e il patron non ci sarà, non sarà pronto a scendere negli spogliatoi per strigliarli, consolarli o complimentarsi con loro, sarà LONTANO dalla squadra.
2) avranno a che fare con un sistema calcistico complicato e burocratico, forse anche ostile, come quello italiano, da tutti i punti di vista
3) se avranno agevolazioni per fare lo stadio a quel punto dovranno darle pure a noi e alle altre squadre
4) non saranno i soli a comandare, ci sarà sempre Unidebit oppure il socio italiano di minoranza che arriverà e che, in quanto italiano e romano, vorrà comandare creando squilibri e scompigli societari
5) per loro la asriommma è un investimento economico, non sono veri tifosi della squadra, non ci tengono ai risultati sportivi quanto invece tengono ai ritorni economici, l'hanno comprata solo per guadagnarci e il merchandising e tutto il resto la asriommma lo fa pure quando perde, non gli occorre vincere per vendere.
In definitiva per me durerà poco la favoletta americana, ben presto le loro strade si separeranno perché non sanno in che letame si stanno ficcando con questo incauto acquisto.
Aggiungete pure altri motivi che avete voi per non essere preoccupati dall'arrivo di zio Tom.